Palazzine di nuova generazione (tre, tonalità dal rosso al nero) praticamente ultimate, 97 alloggi complessivi a basso impatto energetico, con i primi 70 che dovrebbero consegnati ai legittimi destinatari entro l’inizio del 2027, come promesso dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Prosegue così, con la presentazione avvenuta oggi alla stampa dello stato dei lavori, il progetto ‘Restart Scampia’, 509 abitazioni ex novo oltre ai nuovi edifici residenziali, servizi e spazi pubblici, una nuova viabilità di quartiere, una scuola per l’infanzia, un Civic Center, mercati coperti, aree verdi e orti urbani. Un investimento da quasi 200 milioni di euro per nuovi alloggi e una riqualificazione dell’area a nord di Napoli che prende corpo dove c’erano fino a qualche tempo fa dei mostri ecologici come le Vele. Investimento complessivo da circa 200 milioni di euro, promosso dal Comune di Napoli, con risorse Pon Metro, Piano Periferie e del Pnrr, l’accelerazione si è avuta dopo il crollo del ballatoio alla Vela Celeste di luglio 2024, con tre vittime e 13 feriti.










“Scampia è un quartiere che, con l’università e con tutti gli investimenti che si stanno facendo, ha cambiato pelle: non è più la Scampia di Gomorra, ma è la Scampia della Napoli del futuro”, ha spiegato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine della presentazione dei nuovi alloggi realizzati nel quartiere, laddove sorgevano le Vele. Manfredi ha inoltre annunciato il timing dei lavori di restyling della Vela Celeste: “La parte della riqualificazione strutturale è già stata fatta. Noi pensiamo che per la fine del 2027 possiamo cominciare a guardare i primi insediamenti”.
Alla presentazione delle palazzine del progetto ‘Restart Scampia’ c’era anche il rappresentante del ‘Comitato Vele Scampia’, Omero Benfenati: “Oggi finalmente vediamo nascere sulle macerie della bruttura un fiore all’occhiello le famiglie hanno atteso troppi anni e hanno lottato rivendicando un sacrosanto diritto. Oggi è un giorno straordinario bisogna continuare e bisogna far tornare tutte le famiglie che vivevano nelle Vele”. Il riferimento è alle famiglie che sono state costrette ad allontanarsi dalla loro abitazione, causa abbattimento delle Vele e che tuttora, con contributo di autonoma sistemazione, sono distribuite in diversi paesi dell’hinterland di Napoli.

Sui risultati del progetto ‘Restart Scampia’ si è espressa anche Monica Riccio, abitante a Scampia, attivista della Rete Progetto Pangea a Scampia: “Le nuove abitazioni del progetto ‘Restart Scampia’ sono il modello a cui devono ispirarsi le nuove costruzioni in termini ecologici, fa rabbia pensare certo che l’accelerata si è avuta solo dopo il crollo al ballatoio alla Vela Celeste di due anni fa”.

di Nicola Sellitti

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