I primi a essere censiti saranno i tetti delle parrocchie, delle sedi degli enti del Terzo settore e delle cooperative. Dove le superfici risulteranno adatte verranno installati impianti fotovoltaici, e l’energia prodotta sarà condivisa all’interno di una comunità energetica rinnovabile e solidale che reinvestirà i propri benefici economici a sostegno delle famiglie in difficoltà e delle strutture di accoglienza del territorio. Su questo schema si regge l’accordo di collaborazione firmato mercoledì 21 ottobre a Salerno dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, rappresentata dall’arcivescovo Andrea Bellandi, da Fratello Sole Impresa Sociale, guidata dal presidente Fabio Gerosa, dalla Fondazione della Comunità Salernitana ETS, presieduta da Antonia Autuori, e da Confcooperative Campania, con il presidente Salvatore Scafuri.
L’obiettivo dichiarato dai firmatari è fare della tutela ambientale uno strumento di contrasto alla povertà energetica, la condizione delle famiglie che faticano a pagare le bollette o a garantirsi servizi essenziali come il riscaldamento e l’illuminazione. Il riferimento culturale è l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, con il suo invito ad ascoltare insieme il grido della Terra e quello dei poveri, e l’attenzione agli stili di vita sobri, all’educazione ecologica e all’impegno comunitario.
Le comunità energetiche rinnovabili, disciplinate dal decreto legislativo 199 del 2021, permettono a cittadini, piccole e medie imprese, enti locali, enti religiosi e del Terzo settore di produrre energia da fonti rinnovabili e di condividerla tra i propri membri. Il perimetro della condivisione coincide con la cabina primaria, il nodo della rete che trasforma l’alta tensione in media tensione: chi è allacciato alla stessa cabina può entrare nella stessa comunità e accedere agli incentivi sull’energia condivisa. Per questo a Salerno il lavoro partirà da tre cabine primarie, che disegneranno la prima mappa della comunità.
Quella salernitana è la terza tappa di Energia comunitaria, il progetto ideato da Fondazione Terna con Fratello Sole, che ha già coinvolto le province di Cagliari e Palermo per la costituzione delle prime due comunità previste dalla partnership.
Nella divisione dei ruoli, Fratello Sole metterà a disposizione le competenze tecniche e normative, coordinerà le fasi del progetto e curerà la misurazione scientifica del suo impatto sociale, ambientale ed economico. Insieme all’Arcidiocesi, alla Fondazione della Comunità Salernitana e a Confcooperative Campania formerà un tavolo tecnico incaricato di coinvolgere la rete delle parrocchie, le cooperative sociali, le imprese, i cittadini e gli enti locali, e di condurre la mappatura delle superfici in grado di ospitare i pannelli.
L’accordo guarda a un orizzonte di cinque anni. In questo arco di tempo i partner lavoreranno a nuove progettualità e alla ricerca di finanza etica e agevolata, attingendo a fondi europei, nazionali e regionali, con l’intenzione di estendere il modello ad altre aree della provincia.
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