Il 29 settembre a Nisida sarà inaugurata una nuova ludoteca permanente. Nata dal progetto BGSC Inside – Il Gioco Oltre le Mura, promosso da Board Game Social Club insieme a Giochi Uniti ed Educatori Ludici, è realizzata con la direzione dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida. L’obiettivo è costruire uno spazio che possa continuare a essere utilizzato dai ragazzi anche oltre la presenza degli operatori del progetto. «La ludoteca di Nisida non è pensata come un intervento occasionale: è uno spazio destinato a svilupparsi nel tempo e ad avviare un percorso progressivo con i ragazzi», si legge in un post social di Board Game Social Club.

Non si tratta, dunque, semplicemente di portare qualche scatola di giochi dentro un istituto penale. Giochi Uniti ha messo a disposizione 19 titoli, per un totale di 121 copie, costruendo un percorso progressivo: dai giochi più immediati fino a titoli più complessi come Carcassonne e Catan. Il progetto è partito il 25 agosto con 12 ragazzi. Due ragazzi stranieri hanno partecipato superando anche la barriera linguistica, mentre altri, inizialmente convinti di non essere capaci di giocare, si sono uniti al gruppo. Poi è arrivato Catan. L’8 settembre sei ragazzi, divisi su due tavoli, hanno portato a termine due partite. Poi una sessione organizzata dagli operatori. Altri ragazzi hanno giocato e chiesto di continuare.

Il gioco da tavolo, in questo caso, diventa uno strumento per stare insieme. Sedersi allo stesso tavolo significa accettare regole comuni, aspettare il proprio turno, prendere decisioni, confrontarsi con gli altri, negoziare, gestire una vittoria ma anche una sconfitta. Dinamiche semplici, ma dentro un istituto penale minorile possono assumere un valore particolare perché costruiscono occasioni di relazione in un contesto nel quale ogni attività educativa deve fare i conti con storie personali complesse. Il progetto nasce proprio dall’idea di utilizzare il gioco come strumento di relazione, inclusione e crescita.

E Nisida è un luogo nel quale il tema assume un significato particolare. Lo scorso luglio, durante una visita all’Istituto, il Garante campano delle persone private della libertà Samuele Ciambriello ha richiamato l’attenzione sul rischio di una progressiva omologazione della giustizia minorile a quella degli adulti. Ciambriello aveva sottolineato la necessità di affrontare le cause del disagio, della devianza minorile, delle dipendenze e della sofferenza psichica, oltre le sole risposte securitarie. In quella occasione erano 67 i ragazzi presenti nell’istituto, 44 dei quali minorenni.

Il 29 settembre non verrà inaugurata soltanto una stanza piena di giochi. L’idea è inaugurare un luogo che possa restare, essere utilizzato autonomamente e diventare progressivamente parte della vita dell’istituto. Durante l’inaugurazione sarà avviata una sessione di gioco, alla quale gli ospiti potranno partecipare sedendosi al tavolo e giocando insieme ai ragazzi. Per qualche ora non ci sono spettatori e protagonisti, dentro e fuori.

di Ciro Oliviero

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