Vestire gli alberi con colori, intrecci e fili di lana e di cotone per ricordare che nessuno dev’essere solo per forza. È l’idea che ha generato il progetto “Il filo delle emozioni”, il laboratorio creativo e sociale che nel corso dell’estate ormai alle porte, ogni mercoledì animerà il Parco Urbano delle Emozioni di Portici.
L’iniziativa nasce dall’esperienza di “Fili che uniscono”, il progetto che nei mesi invernali ha riunito decine di persone attorno all’uncinetto e alla condivisione. Alla fine del percorso, però, è arrivato il rilancio per i mesi caldi: le relazioni e le amicizie nate grazie al progetto, ha fatto si che il progetto stesso venisse ampliato e spostato all’aperto, trovando una nuova casa, stavolta senza mura. Ed è proprio grazie a questo che ha preso forma il progetto dell’“Albero dei Sentimenti”, una grande opera collettiva realizzata attraverso lo Yarn Bombing, una pratica artistica nata all’estero che utilizza lavori a maglia e all’uncinetto per rivestire alberi, panchine e altri elementi urbani.
L’obiettivo non è soltanto decorare: i fili colorati che avvolgeranno il tronco e i rami degli alberi raccontano, sempre, qualcosa di più profondo. Se gli alberi vengono simbolicamente “abbracciati” dalla comunità, anche le persone sono invitate a fare lo stesso tra loro, creando legami e per contrastare l’isolamento che spesso nei mesi estivi si fa maggiormente sentire.

Spiega Daniela De Blasio, promotrice dell’iniziativa: «Mi piaceva l’idea di coinvolgere una parte della città, inglobare nel progetto e nelle relazioni tra persone anche l’arredo urbano e gli elementi naturali che viviamo nelle nostre città. Con Paola e Anna, gestori del Parco delle Emozioni, abbiamo scoperto di condividere la stessa filosofia basata sulla socialità, sulla condivisione e l’amore per la natura. Da lì è nata l’idea dello Yarn Bombing».
Il progetto assume un significato particolare proprio nei mesi estivi. Quando le scuole chiudono, molte attività si interrompono e le città cambiano ritmo, non sono poche le persone che sperimentano l’attacco feroce della solitudine. Anziani, persone che vivono da sole, cittadini appena arrivati sul territorio o semplicemente chi sente il bisogno di ampliare la propria rete di relazioni possono trovare in iniziative come questa un’occasione concreta di incontro.
Non serve saper lavorare all’uncinetto. Chi ha esperienza insegnerà a chi parte da zero, trasformando il laboratorio in uno spazio di scambio intergenerazionale e culturale. Ognuno potrà portare un gomitolo, un’idea, un po’ del proprio tempo.

Alla fine saranno gli alberi a raccontare il percorso compiuto. Rivestiti da centinaia di piccoli lavori realizzati da mani diverse, diventeranno il simbolo visibile di una comunità che sceglie di prendersi cura dei propri spazi e delle proprie relazioni. Perché, a ben guardare, il messaggio è tutto qui: se un albero può essere avvolto da fili colorati per renderlo più “visibile”, anche le persone possono essere raggiunte da gesti semplici capaci di farle sentire parte di qualcosa.

di Nadia Labriola

L’articolo Parco delle Emozioni, vestire gli alberi per non lasciare sole le persone. Ecco “Il filo delle emozioni” proviene da Comunicare il sociale.