Frane rapide, colate di fango, coste che arretrano. La Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana sono tra i territori più fragili d’Italia, e proprio da questa soglia partirà venerdì 23 ottobre una riflessione nazionale su come governarne la vulnerabilità. Al Castello Giusso di Vico Equense, dalle 9.30, si terrà «La terra che abitiamo: uomo, natura e paesaggio», conferenza dedicata alla gestione della fragilità del territorio tra geomorfologia, agricoltura, infrastrutture e verde. L’iniziativa è promossa da SIGEA-APS, la Società Italiana di Geologia Ambientale, sezione Campania e Molise, in collaborazione con Asso.Impre.Di.A., l’Ordine dei Geologi della Campania e Coldiretti Napoli.
Le ragioni dell’appuntamento le spiega Gaetano Sammartino, geologo e presidente della sezione regionale di SIGEA, che lo ha annunciato a margine del convegno napoletano «L’abitazione degli uomini è la Terra». «I dati ISPRA confermano l’urgenza di un’azione coordinata: in Campania, circa il 100% dei Comuni ricade in aree esposte a rischio idrogeologico», sottolinea. La regione figura tra quelle con la maggiore superficie classificata a pericolosità da frana elevata e molto elevata, e lungo i due comprensori costieri i fattori di rischio si sommano: «la combinazione tra geomorfologia acclive, roccia calcarea, coperture piroclastiche e progressiva tropicalizzazione del clima rende frequenti i fenomeni franosi rapidi e le colate di fango, minacciando viabilità, centri abitati ed economie locali». Di qui la scelta della sede. Vico Equense, osserva Sammartino, «rappresenta la porta d’ingresso della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, due tra le aree paesaggistiche più famose al mondo ma storicamente esposte a gravi criticità legate al dissesto idrogeologico, frane ed erosione costiera».
Sul terreno della prevenzione insiste Alberto Patruno, direttore generale di Asso.Impre.Di.A., che considera gli interventi sul verde, dalla manutenzione del bosco all’ingegneria naturalistica, dal recupero dei terrazzamenti alla cura del verde verticale, vere e proprie opere di difesa del suolo. «Sono l’infrastruttura naturale più efficace per trattenere il terreno, rallentare le acque e mettere in sicurezza il territorio», afferma. «Senza le imprese del verde specializzate e senza una manutenzione programmata, ogni piano contro il dissesto resta sulla carta».
La giornata si aprirà con i saluti istituzionali e l’introduzione di Sammartino. Nella prima parte, moderata da Marina Fumo dell’Università Federico II di Napoli, interverranno tra gli altri Fiorella Zabatta, assessora alla Protezione Civile della Regione Campania; Giuseppe Aiello, sindaco di Vico Equense; Vera Corbelli, segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale; Italo Giulivo, direttore generale della Protezione Civile regionale; Andrea Prota, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli; Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania; Stefano Sorvino, direttore generale dell’ARPAC; Francesco Todisco, presidente del Consorzio di Bonifica del Volturno Inferiore; Valentina Stinga, presidente di Coldiretti Napoli; Antonello Fiore, presidente nazionale di SIGEA-APS.
Dalle 11 la parola passerà ai docenti e agli esperti, nella sessione tecnica moderata da Mena Caccioppoli. Paolo Pileri, del Politecnico di Milano, parlerà «Dalla parte del suolo», mentre Domenico Guida, dell’Università di Salerno, illustrerà «La Geomorfologia ad Oggetti nella Gestione del Territorio». Interverranno inoltre Gianluca Dell’Acqua, presidente della Società Italiana Infrastrutture Viarie, e Tammaro Chiacchio, delle Università del Sannio e Parthenope, con una relazione dal titolo «Sulla tutela e difesa del suolo: il ruolo delle attività agricole». Domenico Pianese, della Federico II, si soffermerà sulla «Valutazione della pericolosità idraulica in aree fragili e ad elevato valore turistico: l’esempio dell’Isola di Ischia»; Rosario Santanastasio, presidente di Archeoclub d’Italia, affronterà l’«Interazione tra erosione costiera e vulnerabilità archeologica». Completano il programma lo stesso Patruno, con «L’Italia che mette radici: viaggio nell’eccellenza dell’ingegneria del verde», e Giuseppe Doronzo, vicepresidente dell’A.I.P.I.N., che tratterà di «Ingegneria Naturalistica e soluzioni basate sulla natura (NBS)».
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