Dal 17 al 19 luglio, la Basilica dello Spirito Santo a Napoli si trasformerà in uno spazio vivo di condivisione e creatività mettendo in scena “Di-Segni di Comunità”.
L’evento rappresenta il tassello conclusivo di un cammino durato quattro mesi, che ha visto collaborare giovani neurodivergenti, studenti dell’Accademia di Belle Arti e delle università campane, uniti dall’arte visiva e dal teatro sociale. L’iniziativa, ideata dall’associazione Officinae Efesti, ha beneficiato del supporto fondamentale della Fondazione Banco di Napoli, della partnership con Moleskine Corporation e del patrocinio morale dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
«Il progetto intreccia pittura, teatro e creatività per rigenerare il territorio attraverso la Bellezza. Con la nostra associazione celebriamo ventitré anni dedicati al patrimonio artistico e culturale per dare valore al Sud Italia», racconta Stefania Piccolo, ideatrice, formatrice e direttrice artistica di Officinae Efesti.
Il laboratorio si è sviluppato su due binari paralleli: la pittura e l’espressione teatrale. I risultati di questa sinergia sono 90 taccuini Moleskine trasformati in vere e proprie “preghiere visive”, dove l’insegnamento artistico si fonde con l’inclusione. Un’unica narrazione collettiva nata dai laboratori, dove le differenze si annullano per celebrare il valore del fare rete.
L’esposizione di Napoli non sarà una semplice mostra, ma un’esperienza interattiva fatta di opere, performance e momenti di incontro. Un invito aperto a tutti per scoprire come l’arte possa trasformarsi in un motore concreto di cambiamento, benessere e cittadinanza attiva.
di Annatina Franzese
L’articolo “Di-Segni di Comunità”: a Napoli l’arte che include proviene da Comunicare il sociale.
