La consegna di un documento, da parte di una persona con disabilità residente a Pozzuoli, all’ufficio di Gabinetto del Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, contenente un pacchetto di proposte per gli sfollati, e non solo, ai Campi Flegrei, ha chiuso la giornata di mobilitazione degli sfollati a Roma, in direzione Palazzo Chigi, per sottoporre le proprie istanze al governo dopo il sisma del 31 luglio, in attesa del nuovo decreto, atteso per la prossima settimana in Consiglio dei Ministri. Oltre mille persone hanno aderito al corteo, gran parte provenienti da Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, Bagnoli con 13 bus. Un movimento pacifico che è passato dal Colosseo sino a Piazza Santi Apostoli, composto anche da sindacati, parroci, quattro sindaci dell’area flegrea, (Pozzuoli, Monte di Procida, Quarto, Bacoli) che però ha dovuto attendere diverse ore, passando attraverso la mediazione della Prefettura di Roma, con la collaborazione della Prefettura di Napoli, per arrivare alla consegna del documento nelle mani del capo di Gabinetto del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci.
Il corteo non ha provocato alcun problema di ordine pubblico. C’è un clima di soddisfazione, una prova di unità nella comunità dei Campi Flegrei, dove si registrano al momento oltre seimila sfollati, ma il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione evidenzia a Comunicare Il Sociale: “E’ stato un atto irresponsabile da parte dell’esecutivo far attendere ore per la consegna di un documento. Non siamo partiti dai Campi Flegrei per incontrare un ministro o altri membri del governo, ma per sottoporre le nostre idee e chiedere provvedimenti certi per il decreto che dovrebbe finire in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Certamente il decreto deve servire, devono esserci soldi, non serve certo per finire sui quotidiani”, spiega ancora il sindaco di Bacoli, che in precedenza aveva sottolineato: “Laddove le nostre istanze non dovessero essere accolte, noi torneremo ancora più numerosi in questa città per rivendicare il nostro diritto a vivere nella nostra terra”, evidenziando che ”anche le attività commerciali vivono come se fossero ancora in pandemia e anche loro vanno aiutate”. Ma ”in tre anni non è stato investito neanche un centesimo di euro” per l’economia. Ora la palla passa al governo per trovare soluzioni rapide, a quasi tre mesi dalla scossa di magnitudo 4.7.
di Nicola Sellitti
L’articolo Corteo a Roma degli abitanti dei Campi Flegrei: “Vogliamo solo vivere nella nostra terra” proviene da Comunicare il sociale.
