Un team creativo riceve un brief: realizzare una campagna chiara, semplice e definitiva sulla paralisi cerebrale. Parte da una definizione che sembra ovvia, la condizione limita il movimento, e la deve riscrivere appena in sala casting si presentano persone che fanno Pilates o giocano a calcio. La definizione si allunga ancora quando arrivano quelle che suonano, leggono, lavorano, si esibiscono. Sulla lavagna resta alla fine una sola frase: «Cerebral palsy never looks the same».
È la trama del film con cui la Fondazione FightTheStroke ha lanciato “A Truly Cerebral Campaign”, in occasione del World Cerebral Palsy Day che si celebra oggi, 6 ottobre. L’idea creativa porta la firma dell’agenzia DUDE Milano e nasce da un problema concreto: la paralisi cerebrale è una condizione eterogenea, che incide in modo diverso su movimento, postura, comunicazione, coordinazione, autonomia e vita quotidiana, e per questo nessun volto può rappresentarla per intero. Nella comunicazione pubblica, ricorda la Fondazione, resta invece diffusa un’immagine stereotipata, legata soprattutto alla disabilità motoria.
Il film, però, è il punto di partenza. La campagna apre infatti un casting globale rivolto alle persone con paralisi cerebrale di tutto il mondo, che possono candidarsi con un self-tape in cui si presentano, raccontano come vivono la condizione e mostrano ciò che sanno fare: ballare, praticare uno sport, cantare, suonare, parlare più lingue, svolgere una professione, coltivare un hobby o documentare una giornata qualunque. Nessuna performance è richiesta e non serve esperienza davanti alla telecamera. I video confluiranno nel “Your Truly Cerebral Casting Archive”, un archivio internazionale pensato anche come risorsa per l’industria creativa: agenzie, case di produzione, filmmaker e aziende potranno individuare persone con paralisi cerebrale da coinvolgere come performer e protagonisti.
«Per anni abbiamo cercato di spiegare la paralisi cerebrale attraverso ciò che può limitare: movimento, linguaggio, apprendimenti, comunicazione, autonomia», spiega Francesca Fedeli, presidente della Fondazione FightTheStroke. «Se persino un team creativo non riesce a individuare quale sia la persona “giusta” con paralisi cerebrale, come possiamo aspettarci che il mondo riconosca la condizione attraverso un unico volto, un unico corpo o un’unica storia? Per questo oggi non cerchiamo una persona che rappresenti tutti. Apriamo il casting a tutti».
Tra i volti del film c’è Estée Gerritsen, 27 anni, pedagogista, formatrice, public speaker e imprenditrice olandese, ex atleta paralimpica e del TeamNL. Nella campagna mostra il Pilates, una disciplina che ama e in cui si riconosce brava. «Crescendo, mi è capitato spesso di avere la sensazione che le persone notassero la mia disabilità prima di notare me», racconta. «Per me, vera inclusione significa fare in modo che la disabilità non sia l’unica cosa che si vede».
Per Livio Basoli e Lorenzo Picchiotti, Chief Creative Officer e Partner di DUDE Milano, la scelta è stata quella di «trasformare quella difficoltà nella campagna stessa», mettendo in discussione il processo creativo. Claudia Sorlini, vicepresidente di Fondazione Cariplo, che ha dato il patrocinio all’iniziativa, collega il progetto a Destinazione Autonomia, il programma della Fondazione per i progetti di vita indipendente, l’inclusione e la partecipazione delle persone con disabilità. John Coughlan, segretario generale dell’International Cerebral Palsy Society, sottolinea che le persone con paralisi cerebrale «non possono essere ridotte alla propria disabilità».
La campagna arriva in Italia in una fase in cui il tema della disabilità, della solitudine e del sostegno alle famiglie è tornato al centro del dibattito pubblico, anche dopo la tragedia della famiglia di Pietralata. I promotori precisano che l’iniziativa non intende commentare quella vicenda, ma interrogarsi sul modo in cui si può essere alleati delle persone con disabilità, a partire da come le si rappresenta.
A Truly Cerebral Campaign raccoglie l’eredità di “More Than Palsy”, la precedente campagna di DUDE per FightTheStroke, costruita sulla slam poetry e arrivata a milioni di persone tra tv, digitale e social. Il percorso internazionale è partito con un pre-lancio all’AACPDM Annual Meeting di Philadelphia ed è passato per il meeting Voice For All di Parigi, fino al 6 ottobre, con il coinvolgimento dei partner in Europa, Stati Uniti e Australia. Tra questi figurano International Cerebral Palsy Society, Cerebral Palsy Europe, Cerebra.lu, APPC, Gillette Children’s, United Cerebral Palsy, Fondation Paralysie Cérébrale, CP Nederland, Cerebral Palsy Foundation e Cerebral Palsy Alliance. La pianificazione media è curata da Kotton.
Secondo le stime citate dalla Fondazione, oltre 50 milioni di persone nel mondo vivono con la paralisi cerebrale, una condizione permanente del neurosviluppo associata a un danno o a un’anomalia del cervello in fase di sviluppo, tra le più comuni cause di disabilità dell’infanzia. Non è progressiva, anche se le manifestazioni e i bisogni possono cambiare nel corso della vita.
Per partecipare al casting c’è il sito www.trulycerebral.com, con un toolkit disponibile in diverse lingue che accompagna nella candidatura. I video possono essere condivisi sui social con gli hashtag #TrulyCerebral e #WorldCerebralPalsyDay, taggando @FightTheStroke.
L’articolo «Cerebral palsy never looks the same»: FightTheStroke apre un casting globale per le persone con paralisi cerebrale proviene da Comunicare il sociale.








