26 Giu, 2017 | News dalle odv
“Non è possibile abolire un’istituzione che tutti hanno sempre definito come il fiore all’occhiello dell’Italia: basti pensare che in Austria, nel 2003, era stata tolta ed ora stanno cercando di reintrodurla». Lo sostiene con fermezza Emiliano Venditti, presidente nazionale del CAM Telefono Azzurro, lanciando l’allarme contro la riforma del processo civile che minaccia di smantellare l’intero sistema della giustizia minorile in Italia. Il disegno di legge 2284, già approvato alla Camera e adesso all’esame della Commissione Giustizia del Senato, prevede la soppressione dei tribunali e delle procure per i minorenni, da sostituire con sezioni specializzate all’interno dei tribunali ordinari. Tra i rischi principali ci sarebbe la perdita di specializzazione che caratterizza tali strutture, dotate di una composizione ‘mista’, con esperti in pedagogia e psicologia che affiancano i giudici togati e onorari, in un’ottica che non è soltanto punitiva ma soprattutto rieducativa. «Così verrebbero a mancare tutti gli esperti che accompagnano i giudici minorili nel loro delicato ruolo – continua Venditti –. E poi nel caos del tribunale ordinario un bambino che deve essere ascoltato non avrebbe l’attenzione che merita».
I bambini non possono aspettare i tempi lunghi della giustizia – Lo scorso 22 giugno il CAM Telefono Azzurro di Napoli ha organizzato una tavola rotonda al Tribunale per i Minorenni partenopeo, per discutere delle conseguenze della riforma e stilare un documento da presentare al Ministero della Giustizia. «Ci saremmo aspettati un’attenzione diversa sulla questione della giustizia minorile che si occupa, nel campo civilistico, di bambini che sono vittima di disagi, di abusi, di violenza, di maltrattamenti e non possono aspettare assolutamente i tempi lunghi della giustizia ordinaria, e nel campo penale di adolescenti che si rendono responsabili di reati talvolta molto gravi – ha detto Patrizia Esposito, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli –. Non possiamo non considerare con preoccupazione una riforma che guarda alla ristrutturazione della giustizia in termini di ripianamento delle risorse». Una ‘ristrutturazione’ in cui rientrerebbe anche il depotenziamento della procura: «Noi lavoriamo moltissimo nel campo civile, che è il campo della prevenzione e della tutela – ha aggiunto il procuratore della Repubblica Minorile di Napoli, Maria de Luzenberger –. Riceviamo migliaia di segnalazioni che istruiamo mediante i servizi sociali o con altri tipi di accertamenti e dalle segnalazioni nascono i nostri ricorsi; molte provengono dal Telefono Azzurro, che è uno strumento formidabile. Togliere energia e mezzi ad uffici che fanno soltanto questo, acquisendo negli anni competenze enormi, sarebbe sicuramente una perdita, specialmente nelle zone in cui i servizi sociali sono carenti». Una posizione «ferma e critica rispetto all’ipotesi dello smantellamento dei tribunali e delle procure per i minori» è arrivata, infine, dall’organo di autogoverno dei magistrati: «Nell’ambito delle proprie competenze e nell’assoluto rispetto del ruolo del legislatore – ha dichiarato Francesco Cananzi, membro del CSM –, il Consiglio ha proposto l’istituzione di un tribunale per la famiglia che abbia una struttura analoga al tribunale di sorveglianza, coniugando i principi di unicità della giurisdizione, di prossimità e di specializzazione».
Rieducare prima di punire – Nella relazione di sintesi per il 2016, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha ricordato che il tasso di delinquenza giovanile nel nostro Paese è nettamente inferiore rispetto al resto d’Europa e agli Stati Uniti, con 19 minorenni in carcere ogni 100mila. Secondo Dario Bacchini, membro del CTS del Telefono Azzurro e docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, questo accade «perché abbiamo una cultura giuridica apprezzabile» strettamente connessa alla rieducazione. «Io credo che la giustizia debba fare il possibile per evitare che il minore possa identificarsi con un’etichetta negativa. Quanto più si dà la possibilità al minore di riconoscersi in un’identità deviante, tanto più aumenta la probabilità che ci siano recidive in futuro. Essere adolescenti non è soltanto un dato anagrafico, ma anche psicofisiologico: il cervello dell’adolescente è plastico. L’adolescenza corrisponde a una fase della vita in cui c’è una possibilità di trasformazione, di prendere posizioni diverse, di cambiare orizzonte valoriale. Allora se c’è plasticità è evidente che il discorso della giustizia si lega a quello educativo».
26 Giu, 2017 | News dalle odv
Promosso dal 1994, in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni Unite (5 dicembre), il Premio è il riconoscimento che FOCSIV dedica a quanti si
contraddistinguono nell’impegno contro ogni forma di povertà ed esclusione e per l’affermazione della dignità e dei diritti di ogni donna e uomo, dimostrando così impegno
costante a favore delle popolazioni dei Sud del mondo.
Tre le categorie in gara:
– Volontario Internazionale
– Giovane Volontario Europeo
– Volontario del Sud
In particolare, la categoria Giovane Volontario europeo è tesa a valorizzare la dimensione giovanile del Volontariato, espletata attraverso vari programmi europei (volontari del Servizio Volontario Europeo, Programma ERASMUS+, Servizio Civile Nazionale italiano all’estero, SERVICE CIVIQUE Francese, EU AID VOLUNTEERS, etc.) con impegni diversi in contesti di cittadinanza attiva, impegno sociale, inclusione, in Europa e nel Mondo.
La candidatura dovrà essere corredata da un video autoprodotto di presentazione del volontario/a e del progetto, della durata massima di 3 minuti, realizzato con qualsiasi strumento (telecamere non professionali, macchine fotografiche, smartphones etc.). Non sarà criterio di selezione la qualità del video; alternativamente la candidatura potrà essere corredata anche da una slide show della durata massima di 3 minuti.
I vincitori delle tre categorie saranno invitati a partecipare all’evento finale di premiazione che si terrà a Roma il 2 dicembre 2017, con l’opportunità di intervenire e portare la loro testimonianza all’interno di palinsesti televisivi e radiofonici, nazionali e locali.
Per candidarsi c’è tempo fino al 25 Agosto 2017.
Per saperne di più…clicca qui
26 Giu, 2017 | News dalle odv
In partenza all’ospedale Pausilipon di Napoli la quarta edizione del Summer Village, un progetto ideato e curato dal servizio psicologico ospedaliero e gestito dai volontari dell’associazione Carmine Gallo Onlus che saranno impegnati per tutta l’estate nei laboratori di musicoterapia, fotografia, biodanza e yoga per i bambini oncologici ricoverati.
Dalle arti marziali alla costruzione degli origami, dal cake design alla fotografia fino alla musicoterapia e biodanza. Nella sala multifunzione del dipartimento di oncologia pediatrica, i bambini ricoverati si divertiranno a sperimentare, disegnare, ballare e decorare dolci per tutta l’estate. Quelli che non potranno muoversi dal proprio letto, saranno raggiunti dagli operatori per giocare e divertirsi allo stesso modo.
I laboratori partiranno il 3 luglio, per tre volte a settimana, e termineranno a novembre. A condurre le attività ludiche ci saranno psicologi ed esperti supportati dai volontari della Carmine Gallo Onlus, social partner della PPG di Caivano, azienda finanziatrice del progetto che ha anche donato le aste per flebo a forma di animaletto al Day Hospital inaugurate per l’occasione.
Per saperne di più www.associazionecarminegallo.na.it
23 Giu, 2017 | News dalle odv
Domenica 25 Giugno 2017 si terrà in Piazzetta Durante la IV Edizione della Festa Mane e Mane che quest’anno si apre alla mondialità nelle sue diverse forme e sfaccettature, sotto il titolo “Il Mondo è casa tua”.
L’evento è ideato e organizzato da Cantiere Giovani in collaborazione con una fitta rete di associazioni della provincia a Nord di Napoli e Sud Caserta e si inserisce all’interno del progetto “ABC – Animazione, Benessere, Cambiamento” realizzato grazie al Bando Programm’Azioni Sociali del CSV di Napoli.
Una serata con ingresso libero a tutti i cittadini nella quale riflettere, discutere e testimoniare sui concetti di mondialità, contaminazione e interculturalità. L’evento si aprirà alle 17.30 con una Tavola Rotonda sul tema di grande attualità dello Ius Soli, nella quale interverranno esponenti politici, delle Istituzioni e delle Associazioni che lavorano con gli immigrati: ai saluti del Sindaco Del Prete, seguiranno gli interventi di Mario Lupoli (Cantiere Giovani), Roger S. Adjicoudé (Ass. Dadaa Ghezo), Giuseppe Pedersoli (Ass. Comune di Frattamaggiore pro-Ius soli), Don Carmine Schiavone (Caritas Diocesana), Antonio Mattia (Giornalista, Direttore del Corriere della Città, contro lo Ius soli).
Per tutta la serata la Piazzetta sarà animata da un concerto di musica classica per pianoforte, violino e voce tenore con Andrea Barbato, Rossella Graniero, Orazio Taglialatela Scafati; un concerto di musica autorale napoletana con il maestro Sio Giordano e musica popolare ed etnica con vari artisti del territorio, accompagnata da assaggi di cibi dal mondo, stand informativi delle associazioni, sul Volontariato Internazionale, di artigianato e commercio equo-solidale.
Ancora una volta Piazzetta Durante funge da “piattaforma di cooperazione e contaminazioni”, per diventare testimonianza diretta dell’integrazione e l’intercultura come possibilità di arricchimento per il territorio.
22 Giu, 2017 | News dalle odv
Un anno nel sociale, per la cooperazione e l’intercultura in Africa o per l’impegno nel sociale nel territorio italiano. CVM cerca undici giovani per i progetti in Etiopia, Tanzania e Italia col bando Servizio Civile Nazionale (SCN). Per dodici mesi di formazione, solidarietà, crescita. Che possono rappresentare una grande opportunità per mettersi al servizio del mondo.
L’offerta è rivolta a giovani fra i 18 e i 28 anni. Per Etiopia e Tanzania i progetti di riferimento riguardano inclusione sociale, cooperazione e formazione, e anche istallazione di impianti idrici. Per l’Italia, intercultura e formazione.
Nello specifico CVM cerca:
- 4 volontari per l’Etiopia (2 a Bonga e 2 a Debre Markos)
- 3 per la Tanzania (Bagamoyo)
- 4 per l’Italia (2 Ancona, 2 Porto San Giorgio)
Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali.
Il termine per consegnare la domanda è il 26 giugno (h14,00).
Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali. Per i requisiti specifici, vi rimandiamo al sito
Un anno nel sociale, per la cooperazione e l’intercultura in Africa o per l’impegno nel sociale nel territorio italiano.
CVM cerca undici giovani per i progetti in Etiopia, Tanzania e Italia col bando Servizio Civile Nazionale (SCN). Per dodici mesi di formazione, solidarietà, crescita. Che possono rappresentare una grande opportunità per mettersi al servizio del mondo.
L’offerta è rivolta a giovani fra i 18 e i 28 anni. Per Etiopia e Tanzania i progetti di riferimento riguardano inclusione sociale, cooperazione e formazione, e anche istallazione di impianti idrici. Per l’Italia, intercultura e formazione.
Nello specifico CVM cerca:
4 volontari per l’Etiopia (2 a Bonga e 2 a Debre Markos)
3 per la Tanzania (Bagamoyo)
4 per l’Italia (2 Ancona, 2 Porto San Giorgio)
Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali.
Il termine per consegnare la domanda è il 26 giugno (h14,00). Per l’attività è previsto un compenso economico secondo le normative nazionali. Per i requisiti specifici, vi rimandiamo al sito www.cvm.an.it
Qui tutti i termini di partecipazione: http://www.cvm.an.it/bandi-regolamenti-servizio-civile-nazionale-cvm-20172018/
22 Giu, 2017 | News dalle odv
“Si fermino le forniture militari verso Arabia Saudita e propri alleati” è il punto principale della proposta presentata alla Camera dei deputati il 21 giugno da Amnesty International Sezione Italiana, Fondazione Finanza Etica, Movimento dei Focolari in Italia, Oxfam Italia, Rete Italiana per il Disarmo, Rete per la Pace.
Il testo di mozione riprende e rilancia quello della Risoluzione votata dal Parlamento Europeo (a febbraio 2016 e a metà giugno 2017) che per ben due volte ha richiesto di “avviare un’iniziativa finalizzata all’imposizione da parte dell’UE di un embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen“.
Nel corso della conferenza stampa sono stati richiamati da Archivio Disarmo i dati delle forniture militari italiane verso Arabia Saudita e Medio Oriente, mentre Amnesty International Italia, Ofxam Italia e Medici Senza Frontiere hanno evidenziato le drammatiche situazioni umanitarie e di violazione dei diritti umani in Yemen, in particolare ricordando gli attacchi subiti dagli ospedali in questi due anni di guerra e la situazione socio-sanitaria completamente degenerata (da cui è derivata l’attuale epidemia di colera).
LA RICONVERSIONE PRODUTTIVA DELL’INDUSTRIA BELLICA IN SARDEGNA
Il “Comitato Riconversione RWM per la pace, il lavoro sostenibile, la riconversione dell’industria bellica, il disarmo” composto da oltre 20 organizzazioni della Sardegna ha riportato all’attenzione nazionale le azioni locali per la riconversione produttiva dell’industria bellica nel Sulcis Iglesiente. Iniziativa derivata proprio come azione territoriale di reazione alla produzione e vendita di ordigni della RWM Italia verso l’Arabia Saudita.
Hanno poi portato sostegno alle iniziative in programma i rappresentanti di Fondazione Finanza Etica, Rete della Pace, Movimento dei Focolari in Italia, Rete Italiana per il Disarmo.
Le violazioni dei diritti umani di entrambe le fazioni coinvolte nel conflitto in Yemen sono state condannate lo scorso 27 gennaio nel Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen, inviato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel documento si sottolinea che “Il gruppo di esperti ha condotto indagini dettagliate su questi fatti ed ha motivi sufficienti per affermare che la coalizione guidata dall’Arabia Saudita non ha rispettato il diritto umanitario internazionale in almeno 10 attacchi aerei diretti su abitazioni, mercati, fabbriche e su un ospedale”.
Da qui la richiesta di compiere azioni che riportino al centro i principi e le prescrizioni della normativa italiana (legge 185/90) e del Trattato sul Commercio delle Armi ratificato dall’Italia nel luglio 2014:
- Bloccare l’esportazione di armi all’Arabia Saudita e a tutti Paesi coinvolti nel conflitto armato in Yemen.
- Attivare e finanziare il fondo per la riconversione previsto nella stessa legge 185/90 contemporaneamente ad una discussione pubblica sull’impatto del complesso militare-industriale
Per saperne di più…clicca qui