07 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Al via da oggi nel quartiere Ponticelli di Napoli il nuovo spazio informativo gratuito per sostenere famiglie con bambini fino a sei anni. Lo sportello Info-infanzia è nato con lo scopo di orientare famiglie con bambini, genitori e nonni tra servizi e opportunità del territorio. L’iniziativa, curata da EMERGENCY – associazione presente nel quartiere da circa dieci anni con il suo l’ambulatorio che garantisce assistenza sanitaria gratuita e orientamento socio–sanitario – è parte di E.N.E.R.G.Y., progetto finanziato da The Human Safety Net, Fondazione di Generali, e realizzato da Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi ETS insieme a istituto comprensivo 83° Porchiano Bordiga, Remida Napoli e Aporema onlus.
Lo sportello sarà aperto ogni martedì dalle ore 9 alle 12 fino a giugno 2026 ed è ospitato all’interno del plesso dell’infanzia “don Milani” dell’istituto comprensivo, in via Botteghelle 512 a Ponticelli. È stato progettato come uno spazio in cui è possibile trovare ascolto, informazioni e un aiuto concreto per conoscere e accedere più facilmente a servizi sanitari, socio-sanitari ed educativi messi a disposizione da enti pubblici, privati e associazioni e sulle altre opportunità a favore di grandi e piccini attivi nella zona orientale.
Lo sportello Info-infanzia di E.N.E.R.G.Y. nasce in collaborazione con EMERGENCY, con il supporto della scuola e di Remida Napoli. Potranno rivolgersi allo sportello tutte le persone che cercano informazioni sui servizi disponibili nel territorio per problemi di salute o che necessitano supporto per ottenere sussidi e agevolazioni, assistenza amministrativa a documenti e burocrazia. Inoltre, lo sportello darà informazioni anche su attività gratuite di gioco, sport e creatività rivolte ai bambini.
L’iniziativa è parte delle opportunità educative per giovanissimi e famiglie di Napoli attivate con E.N.E.R.G.Y – Enhancing Nurturing and Education Rights GloballY, progetto di respiro nazionale che intende rafforzare i diritti all’educazione. Fino a dicembre 2026 E.N.E.R.G.Y. mette in campo laboratori, percorsi e altre occasioni per giovanissimi da zero a sei anni e per le loro famiglie. L’obiettivo è promuovere il benessere della comunità grazie all’impegno di insegnanti, educatori, esperti di linguaggi espressivi e al coinvolgimento delle realtà del territorio.
Per contattare lo sportello Info-infanzia è possibile chiamare al 366 76 52 336. Inoltre, per conoscere le attività e altre informazioni sul più ampio progetto E.N.E.R.G.Y. è possibile chiamare o mandare whatsapp al 379 18 30 891 oppure visitare i social delle realtà promotrici.
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06 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Le associazioni di Scampia chiedono aggiornamenti e trasparenza sui lavori di riqualificazione del Parco Ciro Esposito, il principale spazio verde del quartiere, chiuso da circa tre anni per motivi di inagibilità. A un anno dall’avvio dei lavori e a otto mesi dall’ultimo incontro con l’assessore comunale al Verde, Vincenzo Santagada, i cittadini attendono ancora risposte su tempi, fondi e interventi previsti.
Lavori rallentati e fondi ridotti
Il progetto di riqualificazione del parco, approvato dal Comune di Napoli, ha subito un ridimensionamento economico a causa di una gara d’appalto al ribasso. “Il finanziamento- spiegano in una nota le associaizioni del quartiere- inizialmente più consistente, è stato ridotto del 37%, attestandosi su circa 400 mila euro. Con le risorse attuali, spiegano le associazioni, l’amministrazione sta procedendo con opere di messa in sicurezza: ripristino del parapetto, dei cancelli, dell’area giochi, dei bagni e dei locali di sorveglianza. Si tratta-sottolineano le realtà del territorio,-di interventi limitati allo stretto necessario, mentre il degrado generale dell’area è aumentato nel corso degli anni di chiusura.Lo scorso febbraio, le associazioni e il presidente dell’Ottava Municipalità, Nicola Nardella, avevano incontrato l’assessore Santagada, che in quell’occasione si era impegnato a reperire ulteriori fondi per completare la riqualificazione. Ad oggi, però, non sarebbero arrivate comunicazioni ufficiali sull’avanzamento dei lavori o sullo stato dei finanziamenti”.
Critiche sulla qualità degli interventi
Alcune associazioni segnalano anche perplessità sulla qualità dei lavori in corso. In particolare, il parapetto sul lato di viale della Resistenza sarebbe stato ricostruito con materiali diversi da quelli originari, creando una discontinuità estetica rispetto alla struttura preesistente. Le organizzazioni del territorio chiedono chiarimenti anche sulla futura gestione e manutenzione del parco, alla luce della carenza di personale comunale dedicato. Restano incerti, inoltre, i tempi per la riapertura completa e per gli interventi sulla collinetta interna e sugli accessi che dovrebbero collegare i vari punti del quartiere.
«Riteniamo importante che gli abitanti di Scampia siano informati sullo stato dei lavori e sulle tempistiche- dichiara Monica Riccio, vicepresidente della Consulta delle Associazioni e delle Odv della Municipalità 8-È necessario garantire trasparenza e coinvolgimento nelle decisioni che riguardano uno spazio pubblico fondamentale per la comunità».
Verso un monitoraggio civico
Le associazioni annunciano infine la volontà di avviare una forma di monitoraggio civico per seguire l’evoluzione del cantiere e sollecitare il completamento degli interventi. «Il Parco Ciro Esposito – aggiungono – deve tornare a essere un luogo fruibile e curato, punto di riferimento per i cittadini e non simbolo di abbandono».
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06 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Sono stati 7.204 i reati a danno di minori in Italia nel 2024. Per la prima volta è stata superata la cifra record di 7.000 reati. Si contano 252 casi in più dell’anno precedente, ciò si traduce in una crescita del 4%; su base decennale, invece, l’aumento è molto più marcato, +35%. A colpire è l’aumento dei reati connessi al digitale: pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Rispettivamente aumentano su base annua del 63% e del 36%, segno che la rete è sempre più un luogo a rischio per i più giovani.
I dati, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes nella Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri – alla presenza del Ministro per lo sport e i giovani on. Andrea Abodi e del Direttore del Servizio Analisi Criminale Antonio Basilicata – in occasione della presentazione del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2025 e in vista della Giornata internazionale delle bambine (11 ottobre).
DIFFERENZE DI GENERE: SONO BAMBINE E RAGAZZE LA MAGGIORANZA DELLE VITTIME. Le bambine e le ragazze si confermano come le più colpite dai reati a danno di minori. Nel 2024 rappresentano, infatti, il 63% delle vittime, con un aumento sia in termini assoluti sia in termini relativi (nel 2023 erano il 61% delle vittime, su un totale di 6.952). È nei reati a sfondo sessuale che la sproporzione si fa sentire in maniera più evidente, con punte dell’88% di vittime femminili per il reato di violenza sessuale, dell’86% per la violenza sessuale aggravata e dell’85% per gli atti sessuali con minorenni. Da segnalare che, nel 2024, per la prima volta, i casi di violenza sessuale non aumentano (il numero assoluto, 912, è identico a quello del 2023), ma tale fattispecie di reato rimane, tra quelli a sfondo sessuale, quello con più casi. Le violenze sessuali aggravate vedono, invece, un leggerissimo aumento sull’anno precedente, del’1%, ma che diventa del 75% se si confronta con il dato di dieci anni prima. Gli atti sessuali con minorenne, invece, segnano un aumento del 15% su base annua.
Anche nei reati ascrivibili al digitale è netta la prevalenza di vittime femminili: 86% nella detenzione di materiale pedopornografico e 74% nella pornografia minorile.
Tra i reati a sfondo sessuale, l’unico che, per la prima volta, presenta una parità di genere tra le vittime è quello di prostituzione minorile, che vede anche un calo sia a livello annuo (-7%) sia a livello decennale (-64%).
IL PERICOLO È PIÙ SPESSO IN FAMIGLIA. I reati più frequenti rimangono quelli che avvengono all’interno del nucleo familiare. I maltrattamenti in famiglia rappresentano, infatti, la fattispecie di reato con più casi e nel 2024 sono arrivati a sfiorare quota 3.000 vittime: per la precisione sono stati 2.975, con un aumento del 5% su base annua e una crescita monstre del 101% (un raddoppio), su base decennale. Anche qui c’è una leggera prevalenza di vittime femminili (il 53%). Ai casi di maltrattamenti in famiglia vanno aggiunti altri tre reati che possono essere riconducibili anche alla sfera famigliare: le violazioni degli obblighi di assistenza famigliare, l’abuso dei mezzi di correzione e disciplina e l’abbandono di minore. Con, rispettivamente, 479 e 345 casi, le prime due fattispecie di reato sono in diminuzione rispetto all’anno precedente, il primo del -9% e il secondo del -1%. L’abbandono di minore aumenta, invece, in un anno, del 2%, arrivando a un numero assoluto di 577 casi. A differenza dei maltrattamenti in famiglia, in queste tre tipologie di reati le vittime sono in prevalenza maschi: il 55% nelle violazioni degli obblighi di assistenza famigliare e nell’abbandono di minore e il 61% nei casi di abuso dei mezzi di correzione e disciplina.
CRESCONO INASPETTATAMENTE GLI OMICIDI DI MINORI. Infine, da segnalare, per il 2024, è l’inconsueto balzo degli omicidi volontari consumati. Dopo anni di costante diminuzione dei casi, coerentemente con il calo generale degli omicidi nel nostro Paese, nel 2024 si arriva a 21 casi, con un aumento del 75%. Nonostante numeri assoluti molto più bassi delle altre fattispecie di reati, è un dato che desta molta apprensione. L’omicidio volontario è, inoltre, uno dei reati che ha una componente con netta prevalenza maschile con il 76% dei casi che ha come vittime bambini e ragazzi.
“Il fenomeno dei reati in danno dei minori, in ogni loro forma, è molto complesso. Occorre porre la massima attenzione non solo nella prevenzione e nel contrasto, ma anche ai più piccoli segnali indicatori di violenza.” Afferma il Generale Antonio Basilicata, Direttore Servizio Analisi Criminale della direzione centrale della Polizia Criminale “Di strategica rilevanza risultano essere anche l’accoglienza e il supporto alle vittime, nonché la realizzazione di campagne informative volte ad accrescere la consapevolezza di tutti e a rimuovere gli ostacoli socio-culturali in cui la violenza trova terreno fertile”.
«I dati sui reati a danno di minorenni di quest’anno sembrano, purtroppo, mostrare una maggiore fragilità del tessuto sociale – ha dichiarato Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes – un allentamento dei vincoli morali fino alla rottura di alcuni taboo sociali e un crescente ritorno di fiamma di quella cultura patriarcale che, lungi dall’essere mai definitivamente sconfitta in questo Paese, sembra piuttosto riappropriarsi pericolosamente di spazi di “legittimità sociale” che sono poi lo stesso luogo di coltura della violenza di genere e nei confronti dei minorenni. Non possiamo più rimanere a guardare. Servono azioni rapide, concertate e integrate, che agiscano in maniera organica sia sugli aspetti culturali che su quelli normativi di contrasto alla violenza e alla violenza di genere. A chiedercelo sono soprattutto loro, le vittime di questa ondata di violenza che rischia di diventare, sempre di più, un’epidemia.»
SPORT4RIGHTS – LO SPORT PER L’INCLUSIONE E I DIRITTI. Di fronte a dati così preoccupanti sulla violenza a danno di minori, Terre des Hommes rilancia il valore dello sport come luogo di crescita, prevenzione e rispetto. Durante l’evento, al cospetto del Ministro per lo Sport, la Fondazione ha presentato il progetto Sport4Rights.
Co-progettato insieme a Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale e Specchio Magico, Sport4Rights promuove il benessere, la sicurezza e l’inclusività dei minorenni nel contesto sportivo, mirando a prevenire violenze, discriminazioni e maltrattamenti con azioni integrate sui territori e online.
Attraverso una piattaforma di e-learning accessibile e innovativa basata sull’intelligenza artificiale e supervisionata da un team di esperti, il progetto, per la prima volta in assoluto, fornirà alle società sportive, allenatori, educatori, giuristi, psicologi e altri professionisti del settore attività di formazione e sensibilizzazione su Tutela dei minorenni e sul benessere dei bambini e delle bambine nello sport a livello nazionale.
Ad oggi sono circa 20 le realtà sportive pioniere già formate dai promotori del progetto e il primo corso innovativo assistito dall’AI sulla Tutela Minorenni nello sport sarà pubblicato sulla piattaforma di Sport4Rights nel mese di novembre.
“Lo sport è un bene comune, un linguaggio universale che accompagna milioni di ragazzi e ragazze nel loro percorso di crescita. Eppure oggi il 30% dei giovani abbandona precocemente l’attività sportiva anche a causa di contesti discriminatori ancora troppo frequenti, rinunciando al proprio benessere, relazioni, amicizie, occasioni fondamentali di crescita personale. Lo sport è un diritto e perché resti tale, dobbiamo prenderci la responsabilità di renderlo uno spazio sano, sicuro e aperto a tutti, in cui ciascuno possa sentirsi a proprio agio ed esprimere liberamente sé stesso. Con Sport4Rights vogliamo generare un cambiamento culturale profondo, coinvolgendo l’intera comunità educante (società sportive, scuole, allenatori, famiglie) affinché la tutela dei diritti dei minori nello sport diventi una responsabilità condivisa. È solo così che lo sport può conservare la sua vera essenza di spazio di crescita sana, dove vengano rispettati i diritti dei più giovani e dove ogni ragazzo e ragazza trovi un contesto che favorisca fiducia, benessere e possibilità di realizzarsi come persona, non solo come atleta. Per farlo ci servono strumenti innovativi e concreti, come la prima piattaforma mondiale di e-learning basata su AI, che offrirà formazione mirata e accessibile a chi lavora con e per i giovani. È un investimento che guarda lontano: ogni campo, ogni palestra, ogni spogliatoio deve diventare un luogo in cui i nostri giovani possano crescere liberi, in un ambiente che custodisce e tutela i loro diritti, la loro salute, le loro relazioni e il loro futuro”, Francesca Magliulo, Direttrice Fondazione EOS.
DA 14 ANNI indifesa DELLE BAMBINE E DELLE RAGAZZE. La Campagna indifesa di Terre des Hommes, nata nel 2012 in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e ragazze, ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze che ogni giorno si verificano nel mondo e sull’importanza di assicurare loro protezione e sostegno. Nel corso degli anni, la Fondazione si è impegnata per cambiare la vita di centinaia di migliaia di bambine e ragazze tramite i suoi progetti. Nel 2024 sono state 484.300 le bambine e ragazze beneficiarie dirette dei progetti di Terre des Hommes per l’educazione inclusiva di qualità, la prevenzione di matrimoni e gravidanze precoci, il contrasto allo sfruttamento lavorativo, la protezione di bambine e bambini rifugiati e di ragazze vittime di abusi e violenze in diversi paesi del mondo.
In Italia Terre des Hommes collabora con scuole, federazioni sportive e istituzioni per coinvolgere ragazze e ragazzi in attività di formazione e sensibilizzazione volte a favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo delle giovani generazioni sui temi del contrasto alla discriminazione e violenza di genere.
Quest’anno, tra i principali sostenitori della Campagna indifesa, si distingue anche ACEA, che ha scelto di affiancare Terre des Hommes nella lotta contro la violenza e la discriminazione di genere nei confronti di bambine e ragazze. L’impegno dell’azienda si traduce in un supporto concreto alla sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia e all’educazione alle pari opportunità, contribuendo a promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione. “Sostenere indifesa significa per noi promuovere nuovi linguaggi e modelli positivi per le giovani generazioni” ha dichiarato Barbara Marinali, Presidente ACEA. “Le cronache quotidiane ci dimostrano quanto stereotipi e violenza di genere siano ancora radicati tra i giovani e l’auspicio è che iniziative come queste possano far riflettere ed essere fonte di ispirazione sulla questione di genere. Acea vuole contribuire attivamente alla costruzione di un domani più equo ed inclusivo, dove nessuna bambina o ragazza si senta più sola”.
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06 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Ansia che scende, comprensione che sale. Per molti ragazzi con dislessia la scuola è un terreno minato: paura di sbagliare, frasi-mantra come ‘è inutile, tanto non capisco nulla’ rinuncia preventiva. Non si tratta solo di difficoltà di lettura o scrittura, ma di un carico emotivo pesantissimo che segna la quotidianità: bassa autostima, scarsa resilienza, senso di inadeguatezza.
All’Istituto Serafico di Assisi, centro riconosciuto per la sua esperienza nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, si è deciso di ripartire da una domanda semplice: che cosa piace davvero ai ragazzi? Da qui è nata una metodologia che mette al centro la motivazione e che ha trovato nella narrazione la sua chiave più potente. Così, seguendo gli interessi degli studenti, sono arrivati in classe Ulisse, Medusa, Atena e persino il Colombre di Buzzati, miti antichi e favole moderne diventati strumenti per riconoscersi, per affrontare le paure e per riorganizzare le strategie di studio.
Negli ultimi cinque anni si è scelto di analizzare in modo mirato un campione di 34 studenti con dislessia seguiti al Serafico, per monitorarne con precisione l’andamento attraverso prove standardizzate e test ripetuti nel tempo. Una scelta metodologica che ha permesso di raccogliere dati solidi e comparabili. E i risultati sono netti: 31 su 34 – pari al 91,17% – hanno migliorato le competenze di comprensione del testo in prove riconosciute a livello nazionale come le MT, le Prove Criteriali e la Prova di Studio della batteria AMOS, i test di Abilità e Motivazione allo Studio, usati in ambito scolastico per valutare non solo le abilità cognitive ma anche le componenti emotive e motivazionali legate all’apprendimento come ansia, autostima, resilienza, motivazione, strategie di studio. È proprio grazie a questi strumenti che è stato possibile documentare i cambiamenti nei ragazzi, prima e dopo i percorsi educativi. Sul fronte emotivo i risultati sono altrettanto significativi. Tra i 18 studenti valutati con AMOS 8–15 e AMOS QAR, 15 (83,3%) hanno ridotto i livelli di ansia, 2 sono rimasti stabili e solo 1 ha mostrato un peggioramento. Nei test che misurano ansia e resilienza insieme, 7 su 8 ragazzi (pari all’87,5%) hanno mostrato contemporaneamente un calo dell’ansia e un aumento della resilienza. E la motivazione? Nei protocolli disponibili, 10 su 15 studenti (66,6%) sono passati da una spinta estrinseca – ‘studio perché devo’ – a una spinta intrinseca – ‘studio perché ci credo’ – , mentre altri 4 hanno migliorato l’atteggiamento scolastico. I benefici sono emersi anche nei contesti più complessi. In un istituto tecnico superiore, una classe con studenti segnati da problemi di condotta e difficoltà di apprendimento ha lavorato sul viaggio di Ulisse come metafora dell’apprendimento e della vita, e sul Colombre come simbolo delle paure che bloccano le scelte. Alla fine del percorso, il 76% ha migliorato la comprensione del testo, il 38% ha ottenuto voti più alti e i provvedimenti disciplinari sono passati dal 23% allo 0%, limitando gli interventi ad ammonizioni orali.
“Non ci fermiamo al mero apprendimento, ma agiamo sulla percezione di se stessi” spiega Silvia Contini, che si occupa del laboratorio di comprensione e produzione del testo presso l’Istituto Serafico. “La diagnosi è solo un punto di partenza, perché l’intelligenza non si esaurisce in un numero ma si nutre di ingegno, creatività, immaginazione, intuizione e resilienza: esattamente la stessa forza d’animo che apparteneva agli eroi antichi”. Il metodo usato al Serafico parte da un foglio diviso in due: da un lato ciò che motiva, dall’altro ciò che spegne. Da lì prende vita un percorso che chiede ai ragazzi di ricordare e riprodurre le trame di storie amate per poi riscriverle e raccontarle, oralmente e per iscritto. In questo modo, attraverso contenuti appassionanti, si lavora sulle strutture di apprendimento: strategie, organizzazione del testo, capacità di sintesi. Il passo successivo è l’ideazione di nuove storie che attivano la creatività, ampliano il patrimonio lessicale e potenziano il problem solving.
Nella Giornata mondiale di consapevolezza sulla dislessia dell’8 ottobre il Serafico di Assisi porta una notizia che va oltre gli slogan: quando la motivazione nasce dai mondi che i ragazzi amano — e i miti sono tra questi — ansia e sfiducia arretrano, mentre comprensione, resilienza e autostima avanzano. Una piccola rivoluzione educativa che oggi parla anche con la forza dei numeri.
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06 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, nel corso di un’ispezione finalizzata ad accertare la regolarità delle spedizioni transfrontaliere, hanno sottoposto a controllo un carico di rottami ferrosi, prodotti da una società di Caivano (NA), destinati a un’acciaieria turca, quale materiale per la fusione in altoforno, a mezzo nave.
Nell’ambito dell’attività ispettiva, i militari, con il supporto di personale dell’Arpa Campania, accertavano che i suddetti rottami, frammisti a rifiuti solidi urbani e rifiuti pericolosi (filtri olio, parti di batterie esauste, legno, gomma, poliuretano, schede elettroniche, parti meccaniche di veicoli non bonificati, parti di biciclette, elementi combusti, elementi metallici ossidati, pneumatici, telai di biciclette, imballaggi metallici contenenti residui di oli e/o grasso, cavi elettrici), erano accompagnati da falsa documentazione attestante inesistenti attività di trattamento/recupero. In realtà, il materiale era destinato per lo smaltimento illecito, presso uno stabilimento di Izmir (Turchia), attestando trattarsi di MPS (materia prima seconda), oggetto di una preliminare attività di trattamento.
Il controllo veniva esteso anche presso l’impianto aziendale, al fine di accertare proprio la regolarità delle asserite operazioni di recupero. Le verifiche in situ davano conferma all’ipotesi investigativa, tanto che i Carabinieri del reparto speciale dell’Arma, procedevano al sequestro di ulteriori 250 tonnellate di rifiuti speciali, anch’essi destinati all’acciaieria turca, e qualificati falsamente, anche quest’ultimi, come “materia prima secondaria”.
Al termine delle attività, protrattesi sino a tarda sera, i militari del NOE di Napoli procedevano all’arresto del legale rappresentante della società, oggetto di indagine, 32enne di San Giuseppe Vesuviano (NA), ritenuto responsabile della spedizione illegale di rifiuti, per aver effettuato una spedizione di rifiuti pericolosi costituente spedizione illegale verso la Turchia. Contestualmente, venivano sequestrati i 4 automezzi utilizzati per il trasporto delle circa 120 tonnellate di rifiuti.
Si tratta del primo arresto per il nuovo delitto di spedizione illegale di rifiuti, ai sensi degli artt. 259 e 259 bis del D.Lgs. nr.152/2006, così come modificato dal D.L. 116/2025 del 08.08.2025, che ha introdotto specifici aggravamenti di pena per talune ipotesi di reato previste dal Testo Unico
Ambientale.
Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato posto a disposizione della Procura della Repubblica di Napoli Nord, che ne ha disposto la presentazione dinanzi il G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord, che ha convalidato l’arresto, operato dai militari dell’ARMA. L’indagato, non essendo gravato da precedenti penali, specifici veniva poi rimesso in libertà.
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06 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) organizzerà, da Venerdì 10 Ottobre a Domenica 12 Ottobre, a Valdagno, una serie di iniziative dal titolo “Il Segno della Memoria”, gratuiti ed aperti a tutti, all’insegna dell’arte e della musica, ma anche per sensibilizzare sulla malattia di Alzheimer ed altre forme di demenza.
Si comincia Venerdì quando, alle ore 10, presso la Galleria dei Nani di Palazzo Festari, verrà inaugurata una mostra dove saranno esposti i “Disegni di Anna”. Le opere sono state realizzate proprio da Anna, originaria di Valdagno, che ha affrontato la malattia di Alzheimer con la forza della creatività realizzando numerosi e coloratissimi disegni, un tipo di attività che si è rivelato davvero benefica per il suo umore. Le opere, dopo la sua scomparsa, sono state donate dai famigliari ad Airalzh Onlus, accendendo una profonda riflessione sul potenziale dell’Arte come forma di cura.
Prendendo ispirazione proprio dal potere curativo della forma artistica, nel 2024, è stata lanciata la prima edizione del Bando “Art Therapy” di Airalzh Onlus. Ad essere premiato con 50mila Euro è stato un Progetto di Ricerca (della durata biennale) volto a studiare l’efficacia dell’Arte-Terapia sui pazienti affetti da Alzheimer e da disturbo cognitivo lieve. Si è già chiusa anche la seconda edizione del Bando ed entro la fine del mese verrà annunciato il vincitore.
I disegni hanno anche “aiutato” la raccolta di donazioni all’Associazione in quanto sono stati utilizzati per la realizzazione di due Limited Edition di quaderni e saponette, realizzate rispettivamente da Pigna e da Coop.
L’esposizione sarà curata da Anna Segalin, amica della figlia di Anna, Flavia Ongaro, e da RP Reporter.
Sabato 11 Ottobre, invece, alle ore 16, sempre presso Palazzo Festari, è previsto un incontro, dedicato agli operatori del settore sul territorio, dal titolo “Airalzh incontra il territorio”. Per l’occasione, gli addetti ai lavori potranno discutere, facendo rete, dei propri lavori e degli ultimi sviluppi nel campo delle demenze. Fra i relatori presenti ci saranno due rappresentanti di Airalzh (la Presidente Prof.ssa Alessandra Mocali ed il Prof. Paolo Caffarra, neurologo e componente del Consiglio Direttivo), Dr.ssa Silvia Fostinelli (Ricercatrice Airalzh), Anna Perlotto, Presidente di AMA (Associazione Malattia Alzheimer Ovest Vicentino), Silvia De Rizzo (Direttrice Ipab Centro Servizi Sociali Villa Serena Valdagno), Roberto Volpe (Presidente URIPA Veneto – Unione Regionale Istituti Per Anziani della Regione Veneta), Dea Praga (Educatrice Centro Servizi Fondazione Marzotto Valdagno) e l’Esperta in arte-terapia Dr.ssa Veronica Bertozzi.
Il momento “clou” della tre giorni è previsto per Domenica 12 Ottobre, quando, alle ore 16, si terrà “Note per la Memoria”, un concerto presso il Teatro Super di Valdagno in cui si esibirà il Complesso strumentale “V.E. Marzotto Città di Valdagno”, composto da circa 70 strumenti e diretta dal Maestro Massimo Gonzo.
Durante lo spettacolo, condotto dal poliedrico artista Marco Magnani, si alterneranno performance musicali, teatrali e brevi momenti di approfondimento a cura di Airalzh, con interventi della Presidente Alessandra Mocali e del Vicepresidente Alessandro Morandotti) impreziositi dalla testimonianza della Dr.ssa Silvia Fostinelli, Ricercatrice presso l’IRCCS “Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli” di Brescia, che si è aggiudicata il Bando “Art Therapy” 2024 di Airalzh Onlus. Prevista anche la presenza di Istituzioni locali (il Sindaco Maurizio Zordan, la sua Vice Alessandra Finato e gli Assessori Paola Peruzzo e Marco Gandini) e di rappresentanti di Coop Alleanza 3.0. La signora Flavia Ongaro, inoltre, avrà l’opportunità di raccontare la storia della mamma Anna con gli “speciali” disegni da lei realizzati durante il decorso della malattia di Alzheimer. A chiusura dell’evento sarà organizzata una raccolta di donazioni a sostegno della ricerca su arte-terapia di Airalzh.
L’ingresso per lo spettacolo teatrale è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria e può essere fatta cliccando sul seguente link: https://www.teatrosuper.it/musica/note-per-la-memoria.
La tre giorni di eventi ha il Patrocinio del Comune di Valdagno, con il sostegno di Coop Alleanza 3.0.
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