Riecco “La Quercia”, punto di riferimento per i diversamente abili
NAPOLI- Apre al territorio di Somma Vesuviana il Centro Polifunzionale per Disabili “La Quercia”, gestito da Proodos – Consorzio di cooperative sociali. Uno spazio innovativo, un’opportunità di svago e di intimità per chi non ha paura della diversità e crede in essa come valore.Letture d’estate, ecco 10 libri sociali da non perdere
ROMA – Un professionista della finanza legge sulla rubrica del Corriere della Sera le lettere di chi ha bisogno di aiuto perché in difficoltà per la crisi economica degli ultimi anni e interviene concretamente, ma senza farsi pubblicità. Lo chiamano per questo “L’angelo invisibile” e a raccontarne la storia è Giangiacomo Schiavi. “L’Islam. Spiegato a chi ha paura dei musulmani”, di Michele Zanzucchi, una lettura che cerca di far chiarezza nel mondo della religione musulmana attraverso un confronto con quella cristiana. Cosa significa vivere con l’autismo, quali sono i pregiudizi che spesso si incontrano sulla propria strada, quale fatica può essere per chi soffre di questa patologia persino ordinare un caffè al bar, dopo il successo di “Se ti abbraccio non aver paura” ancora una testimonianza di Franco e Andrea Antonello con “Baci a tutti”. Due vite, una di un bambino dislessico l’altra dell’anziana nonna malata di Alzheimer, apparentemente distanti fra loro, ma ugualmente complesse, si intrecciano e danno vita ad un’unica grande storia che prende forma grazie all’arte e alla narrazione nel testo illustrato “Le parole scappate” di Arianna Papini.
– “L’Islam. Spiegato a chi ha paura dei musulmani” di Michele Zanzucchi (Città Nuova, 2015), una lettura che cerca di far chiarezza nel mondo della religione musulmana attraverso un confronto con quella cristiana.
– “Lotta e sorridi. Una storia d’amore e scienza” di Francesca Fedeli (Sperling & Kupfer, 2015), è la storia di chi non perde mai la speranza. Il piccolo Mario colpito da un ictus appena nato e l’inizio di un calvario, ma anche un processo di rinascita per lui e per chi gli è accanto.
– “La bestia. Il treno della speranza per i migranti in fuga dalla povertà e dai narcos” di Oscar Martinez (Fazi editore, 2014). E’ il racconto rigoroso di come organizzazioni criminali sudamericane e governo degli Stati Uniti facciano “paglia” dei disperati che decidono di passare il confine, senza che sia possibile in alcun modo sottrarli a un destino che li fa essere eternamente vittime.
– “L’angelo invisibile. La vera storia del benefattore anonimo che aiuta chi è rimasto indietro” di Giangiacomo Schiavi (Feltrinelli, 2014). Un professionista della finanza decide di aiutare chi è nel bisogno restando in disparte senza farsi pubblicità.
– “Baci a tutti” di Andrea Antonello (Sperling & Kupfer, 2015) è la testimonianza di cosa significa vivere con l’autismo, quali sono i pregiudizi che spesso si incontrano sulla propria strada e la fatica persino ordinare un caffè al bar.
– “Un giorno un nome incominciò un viaggio” di Angela Nanetti e Antonio Boffa (Gruppo Abele, 2014), la storia di una bambina e del suo nome, ma anche la storia di tante vite che sbarcano sulle nostre coste.
– “Reato di fuga” di Christophe Léon (Sinnos, 2015). Storia di adulti immaturi e di scelte difficili, di verità e menzogne, del delicato rapporto tra genitori e figlie, di adolescenti e amicizie imprevedibili.
– “Le parole scappate” di Arianna Papini (Coccole Books, 2014), tenero racconto illustrato di due vite, una di un bambino dislessico l’altra dell’anziana nonna, malata di Alzheimer, apparentemente distanti fra loro, ma che si intrecciano e danno vita ad un’unica grande storia che prende forma grazie all’arte
– “La ragazza con gli occhiali di legno” (Anordest, 2014) di Sara Capatti e Patriza Piolatto, è la storia vera di Sara allergica a tutto, anche all’aria che respira da quando le hanno diagnosticato il “disturbo respiratorio non specificato in relazione all’esposizione ad agenti chimici” meglio conosciuto come “Sensibilità chimica multipla” (Mcs).
– “Il lavoro educativo” (Vita e pensiero editore, 2014) di Bruno Rossi, prova a farci un decalogo delle virtù professionali che permettono agli educatori di costruire un legame intenso e prolifico con i propri educandi: amore, ascolto, comprensione, empatia, fiducia, ospitalità, pazienza, rispetto, speranza, tenerezza.
Al via la campagna contro il pesticida cangerogeno
Progetti sperimentali di volontariato, 2 mln per le OdV
Scambi e mazzette, è l’Italia della Green Corruption. Ecco i numeri diffusi da Legambiente
ROMA- Dal Mose di Venezia ad alcuni cantieri dell’Alta velocità, dai Grandi eventi alle ricostruzioni post terremoto, dalla gestione dei rifiuti all’enogastronomia e alle rinnovabili, la corruzione è una presenza pressoché costante. Legambiente presenta, durante Festambiente, i numeri della Green Corruption: sono ben 233 le inchieste ecocriminali in cui la corruzione ha svolto un ruolo cruciale, concluse con l’arresto di 2.529 persone e la denuncia di 2.016, grazie al contributo di 64 procure di diciotto regioni. La Lombardia è la prima regione dove il fenomeno corruttivo si è maggiormente diffuso con 31 indagini, 325 arresti e 126 denunce, seguita dalla Sicilia con 28 inchieste 183 arresti e 110 denunce, la Campania con 27 inchieste, ben 303 arresti e 98 denunce. Sesta la Toscana con 217 arresti e 153 denunce.
La corruzione, insieme alle mafie, conquista il proscenio delle peggiori storie ecocriminali. Colpendo gravemente anche l’economia legale, soprattutto quella più innovativa e sostenibile. La green corruption rappresenta l’immancabile passe-partout per aprire ogni porta, inesorabile lubrificante per far girare gli ingranaggi burocratici e mettere in piedi trame criminali capaci di predare e saccheggiare al massimo grado i beni comuni, soprattutto quelli ambientali. Mazzette all’opera soprattutto nel settore degli appalti pubblici. Solo la Guardia di finanza nel 2014 ha compiuto 210 operazioni mirate chirurgicamente sui meccanismi di assegnazione degli appalti pubblici, denunciando 933 persone e accertando un valore di quasi due miliardi di risorse pubbliche finite nelle mani sbagliate grazie alla corruzione. Quello che più sconcerta è che ai finanzieri sono risultati irregolari circa 1/3 degli appalti monitorati. La stessa Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha recentemente posto l’accento su un altro aspetto delicato nelle procedure di assegnazione degli appalti pubblici, soprattutto a livello locale, ossia l’assenza di una vera e propria gara di pubblica evidenza. Secondo i dati snocciolati dall’Autority, circa il 60% degli appalti si svolge regolarmente senza alcun bando pubblico. In particolare, i Comuni utilizzano per gli appalti sempre più l’affidamento diretto e sempre meno le gare: lo scelgono oggi sei su dieci, e addirittura la metà arriva all’80%, con incrementi negli ultimi quattro anni superiori anche al 50%: quindi “procedure meno garantite e più esposte agli illeciti”.
«Quella del 2015 è una data importante nella lotta all’ecomafia– ha dichiarato la direttrice nazionale di Legambiente Rossella Muroni-, l’anno della legge che introduce finalmente nel codice penale uno specifico Titolo dedicato ai delitti contro l’ambiente, che punisce chi vuole fare profitti a danno della salute collettiva e degli ecosistemi,una battaglia storica di Legambiente iniziata nel 1994. Uno strumento fondamentale per combattere anche quella zona grigia, dove impera la corruzione che è diventata il principale nemico dell’ambiente a causa delle troppe amministrazioni colluse, degli appalti pilotati, degli amministratori disonesti e della gestione delle emergenze che consentono di aggirare regole e appalti trasparenti. C’è bisogno, allora, dell’applicazione della legge sugli ecoreati- ha concluso Muroni-, ma anche di un complessivo cambio di passo, verso un paradigma economico più giusto e in grado di sollecitare nuova fiducia, partecipazione e trasparenza, perché non ci si rassegni a pensare al malaffare come a un male senza rimedi».
