31 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
In Italia oltre 2,2 milioni di famiglie vivono in condizioni di povertà energetica, e la quota è cresciuta di circa il 25% negli ultimi due anni, a causa dell’aumento dei costi e della stagnazione dei redditi. La spesa media per luce e gas delle famiglie vulnerabili è aumentata del +35% tra il 2021 e il 2023 e, in molti casi, l’incidenza supera il 15% del reddito disponibile, ben oltre la soglia di sostenibilità stimata al 10%.
È quanto emerge dall’indagine presentata a Roma, in occasione della conferenza finale del progetto CircE, condotta dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio per UNC (Unione Nazionale Consumatori), ADOC (Associazione Difesa e Orientamento Consumatori) e Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori), con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L’analisi fotografa l’estensione del fenomeno e le principali criticità legate a redditi, condizioni abitative e conoscenza delle misure di sostegno.
L’evento conclusivo, svoltosi presso la sede INFAP e moderato dal giornalista Federico Ruffo, ha riunito rappresentanti delle tre associazioni, esperti, istituzioni e operatori territoriali per fare il punto su 18 mesi di attività dedicate alla prevenzione della povertà energetica e alla promozione di comportamenti sostenibili.
L’incidenza della povertà energetica si attesta in media tra l’8% e il 10% delle famiglie italiane, ma raggiunge oltre il 20% nel Mezzogiorno e nelle aree interne.
Le situazioni più critiche riguardano i nuclei monoreddito, le famiglie numerose con figli minori e gli anziani soli, spesso costretti a ridurre o rinunciare al riscaldamento.
Il 46% delle famiglie vulnerabili dichiara di non riuscire a mantenere la casa calda d’inverno o fresca d’estate, mentre il 22% ha dovuto limitare l’uso degli elettrodomestici per contenere la spesa.
Il 58% vive in abitazioni costruite prima del 1980, prive di adeguato isolamento, e solo il 28% ha effettuato lavori di efficientamento negli ultimi cinque anni, in gran parte grazie a bonus o incentivi pubblici.
La ricerca segnala una scarsa conoscenza delle misure di sostegno: solo il 31% delle famiglie conosce nel dettaglio bonus e agevolazioni per l’efficienza energetica, mentre un cittadino su due giudica troppo complesse le procedure di accesso.
Il 40% non ha mai ricevuto informazioni da enti locali o fornitori di energia.
Questo deficit informativo alimenta un circolo vizioso che penalizza proprio chi avrebbe maggiore bisogno di aiuto.
Il disagio non è solo economico ma anche psicologico: oltre il 60% delle famiglie coinvolte segnala stress e ansia legati all’impossibilità di far fronte alle bollette.
Tra i nuclei in povertà energetica, il 70% dichiara di aver ridotto la spesa alimentare o sanitaria per poter pagare le utenze, con effetti diretti sul benessere e sulla qualità della vita.
Donne e anziani soli risultano le categorie più esposte.
Accanto all’analisi statistica, Rete Assist ha curato una sperimentazione in quattro città – Bologna, Roma, Torino e Reggio Calabria – monitorando i consumi di famiglie campione e promuovendo comportamenti virtuosi, come lo spegnimento degli apparecchi in standby, l’uso più efficiente degli elettrodomestici e una corretta regolazione della temperatura dei climatizzatori.
L’iniziativa ha dimostrato come anche piccoli accorgimenti quotidiani possano incidere sui consumi e migliorare la consapevolezza energetica dei cittadini.
Il progetto CircE ha attivato sportelli informativi e formativi su tutto il territorio nazionale, formato oltre 100 operatori TED (Tutor dell’Energia Domestica) e intercettato più di 800 casi diretti di vulnerabilità energetica attraverso consulenze personalizzate e azioni di sensibilizzazione.
Sono stati inoltre distribuiti oltre 10.000 materiali informativi tra guide, brochure e consigli pratici.
Massimiliano Dona, presidente di UNC (Unione Nazionale Consumatori):
«CircE ha rappresentato un modello concreto di collaborazione tra associazioni, istituzioni ed enti di ricerca. In un contesto in cui la povertà energetica colpisce ancora ogni giorno troppe famiglie, abbiamo costruito una rete capace di ascoltare, informare e accompagnare i cittadini verso scelte più consapevoli.»
Anna Rea, presidente di ADOC (Associazione Difesa e Orientamento Consumatori):
«La povertà energetica è una delle nuove frontiere della disuguaglianza. Con CircE abbiamo dimostrato che, formando cittadini e operatori, anche un comportamento individuale più virtuoso può contribuire a ridurre, almeno in parte, il peso del costo energetico.»
Martina Donini, presidente di Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori):
«Questa esperienza ci ha permesso di tradurre la sostenibilità in azioni concrete, vicine ai bisogni reali delle persone. Ora il passo successivo è mantenere viva la rete di supporto creata con il progetto.»
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31 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Tutto pronto per l’8ª edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria 2025 con un ciclo di quattro giornate dedicate ai temi del risparmio consapevole e della prevenzione delle dipendenze da gioco d’azzardo online.
Gli incontri si terranno il 25 novembre a Caserta, il 26 a Napoli, il 27 a Salerno e il 28 a Benevento, coinvolgendo circa 1.000 studenti degli istituti superiori campani.
L’iniziativa, promossa nell’ambito del Mese EduFin, intende sensibilizzare le nuove generazioni sulle ricadute sociali e sanitarie della ludopatia, una delle emergenze più diffuse tra i giovani.
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31 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Continuano i controlli dei Carabinieri nell’ambito della tutela ambientale e contrasto ai reati in materia di rifiuti predisposto per la Terra dei Fuochi.
Nelle ultime ore, le operazioni hanno portato a un arresto e a diverse denunce nei comuni di Giugliano in Campania (NA), Castel Volturno, Mondragone, Falciano del Massico e Francolise.
A Giugliano in Campania (NA) i carabinieri della sezione radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato un 23enne, sorpreso mentre smontava un’auto rubata in un’area isolata. Il giovane selezionava i pezzi da rivendere e abbandonava sul posto i resti non utilizzabili. È accusato di riciclaggio, ricettazione e abbandono di rifiuti. Su disposizione dell’A.G. è stato posto agli arresti domiciliari.
A Castel Volturno (CE), i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, insieme al NOE di Caserta, hanno denunciato un 37enne per gestione non autorizzata di rifiuti. In un fondo agricolo di circa 100 metri quadrati sono stati trovati cumuli di materiale ferroso, un veicolo carico di rifiuti metallici ed elettronici e due casolari abusivamente adibiti a officina. Area e mezzo sono stati sequestrati.
A Falciano del Massico, denunciati un 55enne e una 27enne per gestione illecita di rifiuti: nei pressi della loro abitazione i militari hanno rinvenuto la carcassa di un’auto e tre pneumatici.
A Francolise, un 49enne è stato denunciato per abbandono di rifiuti pericolosi. Nel suo terreno agricolo, su una superficie di circa 2.000 metri quadrati, sono state trovate nove carcasse di auto e vari materiali plastici e metallici.
A Mondragone, in via Appia Antica e località Stercolilli, i Carabinieri hanno sequestrato un’area di 130 metri quadrati dove erano stati abbandonati rifiuti ingombranti, mobili e frigoriferi. Un’ulteriore discarica abusiva è stata individuata a Castel Volturno, in via Carlo Plura e viale Fiume Po, dove erano depositati macerie, sanitari e pneumatici.
Le aree sequestrate sono state affidate ai rispettivi sindaci per la bonifica.

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31 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Le mani che battono contro la portiera, i vetri chiusi, il cuore che corre più veloce del motore. Una donna di 46 anni ha vissuto attimi di terrore a via Circumvallazione, a Somma Vesuviana, quando il suo ex compagno — un uomo di 49 anni, già denunciato per maltrattamenti — l’ha sorpresa mentre faceva rifornimento al distributore.
Una scena di violenza improvvisa, consumata in pochi minuti ma capace di lasciare il segno. L’uomo, a bordo di una Jeep bianca, ha frenato di colpo appena l’ha vista. È sceso dalla macchina e si è avventato contro l’auto della donna, una piccola utilitaria nera. Prima ha tentato di aprire lo sportello del passeggero, poi, non riuscendoci, ha cominciato a colpire con forza la portiera del guidatore, urlando che voleva solo parlarle. Le urla, i pugni, la rabbia: tutto si è concentrato in un momento in cui la paura ha preso il sopravvento. Attimi di terrore che durano 3 minuti ma che sembrano infiniti.
“Mi gridava di non avere paura, ma batteva contro la macchina con una forza che mi faceva tremare”, ha raccontato la donna ai Carabinieri, ancora sotto shock. Dentro l’auto, la vittima cerca di non guardarlo, di non abbassare lo sguardo, di non commettere l’errore di aprire. Quando ha tentato di ripartire, l’uomo si è aggrappato alla vettura, costringendola a fermarsi. Ha sradicato la maniglia e girato al contrario lo specchietto, come se quella macchina fosse diventata una barriera tra lui e ciò che non accettava: la fine.
A interrompere la violenza tra i diversi presenti è stato il titolare del distributore, che si è accorto della scena e ha affrontato l’uomo, costringendolo ad allontanarsi. La donna, impaurita, è riuscita a scappare, fermandosi poco dopo davanti a un negozio per chiedere aiuto ai familiari.
La chiamata al 112 è partita pochi minuti dopo, a chiamare il figlio dei due che ha raccontato ai militari cosa stava accadendo. Le pattuglie dei Carabinieri di Somma Vesuviana sono arrivate in via Circumvallazione mentre la paura era ancora viva nell’aria. L’aggressore, intanto, era tornato sul posto. “Non ho fatto niente”, ha detto ai militari. Ma le immagini delle telecamere di sorveglianza raccontavano un’altra storia, chiara e inequivocabile: quella di un uomo che aveva inseguito, minacciato e aggredito una donna che voleva solo vivere in pace.
I Carabinieri perquisiscono il 49enne e trovano nel suo borsello un coltello a serramanico lungo complessivamente 17 centimetri. Arrestato per maltrattamenti in famiglia, l’uomo è stato trasferito in carcere.
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30 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
La cultura come esperienza viva, condivisa e formativa: è questo il cuore di “Cultura, che classe!”, il progetto promosso e finanziato dal Comune di Napoli per l’anno scolastico 2025/2026. Un percorso innovativo che porta il teatro, la musica, il cinema, l’arte e i musei direttamente nelle scuole della città, offrendo agli studenti nuove occasioni per conoscere e sperimentare. L’obiettivo è valorizzare la creatività e la crescita culturale dei giovani attraverso l’incontro diretto con le diverse forme dell’espressione artistica e culturale.
Il progetto nasce con l’intento di arricchire la formazione scolastica attraverso esperienze dirette e laboratoriali che avvicinino i ragazzi alla conoscenza delle pratiche museali, sceniche, musicali e audiovisive. Coinvolgendo le scuole di ogni ordine e grado, “Cultura, che classe!” si estende a tutto il territorio cittadino, con 40 istituti che ospiteranno i 13 progetti selezionati tra le proposte presentate dagli operatori culturali locali.
Elemento centrale di quest’edizione è l’associazione di un testimonial d’eccezione a ciascun percorso: attori, musicisti, registi e scrittori, tra i quali Lino Musella, Nunzia Schiano, Aniello Arena, Antonio De Matteo, Maurizio Capone, Luciano Melchionna e Maurizio De Giovanni, prenderanno parte ai laboratori e incontreranno i ragazzi nelle scuole, contribuendo con la propria esperienza a rendere i laboratori momenti autentici di confronto, ispirazione e crescita.
Tutte le attività laboratoriali di “Cultura, che classe!” si svolgeranno fino a maggio 2026, quando a conclusione dei percorsi saranno organizzati una serie di eventi pubblici che coinvolgeranno scuole, artisti e cittadinanza. Ogni laboratorio troverà una propria forma espressiva (spettacolo teatrale, concerto, mostra o proiezione cinematografica) per condividere con il pubblico il lavoro svolto dagli studenti nel corso dell’anno. Queste restituzioni conclusive, diffuse tra scuole, teatri, musei e spazi urbani, lasceranno una traccia concreta e condivisa del percorso svolto, testimoniando come la cultura, quando entra nella scuola, possa trasformarsi in esperienza viva, collettiva e rigenerativa per l’intera città di Napoli.
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30 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
In Italia 1 azienda su 3, tra quelle con almeno tre addetti, dichiara di sostenere o realizzare iniziative di interesse collettivo. Si tratta di oltre 320.000 aziende attive nell’ambito della sostenibilità sociale e ambientale (Fonte: Istat – Censimento Permanente Imprese). Dall’altro lato, solo il 9,2% degli enti non profit dichiara di avviare progetti di raccolta fondi con le aziende (Fonte: Istat – Censimento Permanente Istituzioni non profit). Una domanda e un’offerta che faticano ad incontrarsi.
Per affrontare questo paradosso anche quest’anno Italia non profit organizza Philantropea: l’evento online e gratuito in programma il 4 novembre 2025, punto di riferimento per chi vuole affrontare senza filtri il tema delle collaborazioni tra aziende, fondazioni di impresa e di famiglia, e enti non profit. Un’occasione unica di confronto per superare la retorica delle collaborazioni tra profit e non profit e capire davvero come costruire partnership efficaci, durature e di impatto.
Philantropea mette a confronto professionisti e professioniste con competenze sui temi della CSR e degli ESG, del fundraising, della filantropia e delle partnership. L’evento propone un percorso in sei sessioni tematiche – dalla mappatura dei soggetti che investono nel sociale fino a testimonianze di volontariato d’impresa che funzionano, passando per l’impatto che l’intelligenza artificiale (AI) può avere in queste relazioni – in cui aziende ed enti non profit rompono gli schemi e parlano apertamente del tabù delle partnership fallite, raccontando con trasparenza ciò che finora è rimasto sottotraccia: i motivi reali per cui le alleanze tra profit e non profit in Italia faticano a decollare e come provare ad invertire la rotta. Il programma completo della giornata è disponibile qui: https://philantropea.italianonprofit.it/agenda
L’evento arriva mentre il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta raccogliendo proposte per il nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale, con cui mira a ridefinire il ruolo dell’imprenditoria sociale e del Terzo Settore nello sviluppo del Paese. Un comparto che conta quasi 400 mila organizzazioni, 1,53 milioni di addetti e oltre 4,6 milioni di volontari, con un valore della produzione che supera i 148,4 miliardi di euro (Fonte: MEF 2025). Philantropea si propone di portare al tavolo di questo confronto la voce di chi, ogni giorno, costruisce alleanze e di tradurre le evidenze raccolte durante l’evento in proposte concrete per le politiche di sviluppo dell’economia sociale italiana.
Philantropea è promosso da Italia non profit, Granter e For non profit, con il sostegno di BPER, STMicroelectronics Foundation, Fondazione Unipolis, Fondazione Marazzina, Fondazione Terzjus, Fondazione Il Fatto Quotidiano, Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, Fondazione Mazzola, NP Solutions, EngagedIn, SearchOn Media Group, We Make Future, Ibrida.io.
Con il patrocinio di AnimaImpresa, ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser, Assobenefit – Associazione Nazionale per le Società Benefit, Fondazione Piemonte Innova, Impronta Etica, ISVI – Istituto per i Valori d’Impresa, Modena – Capitale Italiana del Volontariato 2026, Sustainability Makers.
Nel corso della giornata non mancherà occasione di presentare il Manifesto delle Partnership Responsabili, già sottoscritto da decine di aziende e organizzazioni italiane, e un approfondimento su come il volontariato d’impresa possa trasformarsi da costo organizzativo a leva strategica di impatto.
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