“La salute è la prima cosa”: incontri per prevenire e informare

prev saluteNAPOLI- Una campagna di sensibilizzazione che mira a promuovere una necessaria cultura della prevenzione per evitare l’insorgere delle malattie. Informare  ed educare attraverso percorsi e seminari formativi, è  la mission del progetto  “Prevenzione della salute lanciato dal Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli e provincia.

GLI INCONTRI- Sono previsti numerosi incontri tematici ed itineranti rivolti alla cittadinanza (promossi dal Comuni e da organizzazioni). Si svolgeranno in  scuole, punti di aggregazione, parrocchie e saranno completamente gratuiti e aperti a tutti. Durante gli appuntamenti chiunque potrà entrare in contatto diretto con una rete esperta di medici specialisti, confrontandosi ed interagendo attivamente. « La campagna di prevenzione- dichiara Eleni Katsarou-  non è nient’altro che un azione di cittadinanza attiva. L’obiettivo è l’ informazione del cittadino-giovane o meno giovane – su argomenti cruciali come la prevenzione del tumore al seno, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, la corretta alimentazione  come strumento di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Non abbiamo coinvolto soltanto le istituzioni, ma abbiamo puntato sul ruolo delle organizzazioni come attore di cambiamento, attivatore della società  che collabora per il benessere collettivo».

PARTNERS- Coinvolti nell’iniziativa l’Avis (associazione italiana volontari sangue), l’Aspasia di Mileto (un’associazione che ha come scopo principale il sostegno ai soggetti disagiati), la V.O.L.A (che opera nell’ambito della prevenzione sessualmente trasmissibili), l’associazione Mascod (medici associati per il sangue di cordone ombelicale donato), l’ALTS (associazione lotta tumori al seno) e NPS Italia  ( lotta all’ AIDS).

PROSSIMI APPUNTAMENTI-  2 gli incontri previsti per giovedì 25 febbraio: nella Sala Convegni del Comune di Cardito, dalle ore 16:00 alle ore 18:00 si terrà il seminario “Prevenzione del tumore al seno” che punta a promuovere la diffusione delle più recenti conoscenze di prevenzione oncologica attraverso la proposta di cambiamenti dello stile di vita e visite senologiche. Si insisterà sull’importanza della tecnica di autopalpazione al seno come approccio ad una diagnosi precoce. Presenti volontari dell’Alts e Salvatore Pollio, medico specializzato in chirurgia oncologica. Dalle ore 10:00 alle ore 13:00, invece a Secondigliano, al centro giovanile Sandro Pertini, si terrà il seminario “Prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili droghe moderne ed effetti collaterali”. Presenti psicologi, infettivologo, ed infermieri. Per tutti gli altri seminari, consultare il sito del CSV Napoli 

                                                                                           di Carmela Cassese

 

Braille, un vantaggio toccato con mano

NAPOLI- Chi ha sentito parlare di Braille almeno una volta, alzi la mano.  Il braille è un sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti, messo a punto nella prima metà del XIX secolo dal francese Louis Braille. Il metodo consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, che vengono impressi con un punteruolo su fogli di carta spessa e orientato, da chi scrive, entro piccole caselle. I caratteri di questo “sistema”, che alcuni chiamano alfabeto, ma è più corretto definire codice, possono anche essere riprodotti mediante una speciale macchina “dattilografica” detta “dattilobraille”, formata a sua volta da 6 tasti per cui ogni tasto imprime un punto sulla carta più il tasto spazio per separare le varie parole. A causa del limitato numero di simboli disponibili nel codice braille, esistono diversi significati per ogni carattere, a seconda dell’argomento trattato e del linguaggio usato:  infatti, il braille si adatta anche a rappresentare musica, matematica, greco classico, chimica.  Oggi, però, il codice braille sta subendo un vero e proprio attacco da chi, abbagliato dal “progresso” imposto dalla tecnologia, lo vede ormai superato e lo vorrebbe addirittura abolire. Allora perché non abolire tutti i tipi di penne, dal momento che esiste il computer? Certo, la tecnologia sta migliorando nettamente la vita di tutti e quindi anche dei disabili visivi, ma gli assertori della “teoria abolizionista” dimenticano che, anche tra gli strumenti tecnologici, ad esempio ce n’è uno che permette di leggere cosa appare sullo schermo di un comune pc in maniera più discreta delle pur diffuse sintesi vocali; in che modo? In braille.  Si sta parlando del display braille, che oggi è presente sul mercato con vari tipi e modelli. Fortunatamente, però, le Istituzioni italiane non considerano il codice braille così obsoleto; infatti, il Parlamento il 3 agosto 2007, con la Legge 126, ha istituito la Giornata nazionale del braille. Una ricorrenza civile, si celebra annualmente il 21 febbraio, come momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità visiva, in coincidenza con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura). Nonostante l’importanza del  braille, in  molte realtà il codice resta ancora poco conosciuto e non applicato , come in molte scuole,  o su molte scatole di medicinali, dove ci sono indicazioni in braille di tutto, ma non della scadenza, o nelle aule di tribunale dove a imputati e indagati non vedenti, è ancora negata la trascrizione in braille degli atti processuali.

Poggioreale, evadere dal carcere grazie alla lettura

carcere-libri-bd_1217826NAPOLI-“Io grazie a questo libro sono evaso”. E’ una delle tante riflessioni dei detenuti lettori che hanno preso parte a “La lettura libera”, progetto promosso dall’associazione “La Mansarda” e che ha coinvolto più di 40 reclusi del carcere di Poggioreale. Un’iniziativa, nata  a gennaio, che ha permesso loro di potersi dedicare alla lettura e alla riflessione e che man mano  gli consentirà di incontrare gli autori dei testi. Un primo appuntamento ha visto un confronto con Maurizio De Giovanni  e  il suo “Il resto della settimana” e Bruno Menna con “In Co’ Del Ponte presso a Benevento” . Presenti anche l’editore di EdiMedia Danila De Lucia, il direttore del carcere Antonio Fullone e Samuele Ciambriello, presidente de “La Mansarda”. «La lettura-sottolinea Ciambriello- oltre a essere un impegno intelligente del tempo, fa diminuire le distanze tra le persone  e le stesse disuguaglianze. Una persona che legge, è più ricca rispetto a una persona che non legge e non utilizza la conoscenza. Un modo, un piacere , una fonte di idee, riflessioni, pensieri, perché i detenuti riescano a comprendere l’importanza della lettura, ad amarla e considerarla tesoro da scoprire». Durante la tavola rotonda si è sottolineata la necessità di garantire una continuità educativa e formativa e la priorità  di iniziative del genere. «La lettura- ha sostenuto  Fullone, direttore del penitenziario-  è una leva importante che ti permette di poter cambiare la vita e avere un’occasione di ripensamento. Non c’è atto più intimo che leggere un libro». Nelle prossime settimane verranno donati ai detenuti, altri due libri: “Anche gli angeli mentono” di Giacomo Cavalcanti e “Rapido 904, la strage dimenticata” di Giuliana Covella.

                                                                                  di C. C.

Chanbara, dalla tradizione giapponese ai vicoli di Napoli. «Impariamo a riflettere non a colpire»

dadNAPOLI- Calci e pugni, le tecniche dello sport chanbara, scherma giapponese, per insegnare rispetto e regole di convivenza per i ragazzini ai Quartieri Spagnoli. Karen Torre è una 30enne schermitrice, punta della Nazionale italiana di sport chanbara (federazione da 500 iscritti, attiva da 14 anni). Agli ultimi Europei, a Francoforte, centrava un oro, un argento e un bronzo. Ora la sua soddisfazione è mandare in Nazionale i suoi allievi, che allena ogni giorno nella sua palestra, Ronin Club, in Vico Lungo San Matteo, ai Quartieri Spagnoli, ricavata in una vecchia cappella sconsacrata, in passato utilizzata per attività illecite, poi rimessa a posto dal parroco e dalle mamme del quartiere. «Sette ragazzi, compresa una 12enne sono stati convocati in Nazionale per gli Europei di Parigi di quest’anno e due sono stati convocati per i Mondiali di Tokyo nel 2015» racconta Karen. Ogni pomeriggio, da un anno e mezzo, si mette in guardia per trasmettere ai ragazzi – circa 70, tra marocchini, filippini, ucraini – il senso della disciplina, delle regole di comportamento ispirate dagli antichi samurai da rispettare sul tatami e nella vita di tutti i giorni. «Nello sport chanbara si portano i colpi, non c’è violenza ma gestione dello sforzo tecnico, s’impara a riflettere, non a colpire» aggiunge la schermitrice. Qualche settimana fa Karen metteva al riparo i ragazzini da un pusher che si rifugiava sanguinante, colpito con arma da fuoco, nella cappella adiacente alla chiesa. Attimi di terrore, palestra chiusa per giorni, con le mamme che temevano per i figli. Poi è tornato il sereno, i ragazzi sono stati premiati dal Sindaco di Napoli Luigi De Magistris lo scorso 23 dicembre con medaglie al merito civile. «E ora si accede alla palestra dalla chiesa – conclude Karen -, l’ambiente è sicuro, i ragazzi sono tornati ad allenarsi, speriamo in futuro di far parlare per i risultati sportivi».

di Nicola Sellitti

 

Difendere i preadolescenti dal gioco d’azzardo: iniziativa di Acli Napoli e Coordinamento campano contro le camorre

azzardoNAPOLI – E’ stata presentata dalle Acli provinciali di Napoli e Coordinamento campano contro le camorre l’iniziativa “Le due facce del gioco”, che prevede la realizzazione di un concorso, aperto agli studenti delle scuole medie dell’area metropolitana di Napoli, per sensibilizzarli sul tema del gioco d’azzardo.
I ragazzi potranno proporre entro il 13 maggio elaborati artistici realizzate secondo ogni registro artistico: i partecipanti potranno realizzare video, testi letterari, pitture, manufatti o anche canzoni inedite. Le “facce” del gioco sono due, scrivono gli organizzatori: “Accanto ad una faccia, quella del divertimento e della socialità, esiste l’altra faccia del gioco, che è rappresentata dal gioco patologico, una vera e propria dipendenza legata alla natura compulsiva dell’azione ed associata all’incapacità di smettere”.

Quella del contrasto ai costi sociali del gioco d’azzardo è una tematica quanto mai d’attualità, anche nei confronti degli adolescenti. “Abbiamo scoperto con sgomento – ha dichiarato Gianvincenzo Nicodemo, presidente delle Acli partenopee – che diverse ricerche riportano come la percentuale di adolescenti che hanno giocato d’azzardo sia in Campania elevatissima, la più alta d’Italia. Ci è parso necessario, in questo quadro, realizzare una proposta rivolta ai ragazzi che vanno a scuola, che più degli adulti vanno tutelati dai rischi del gioco d’azzardo”.  Nicodemo sottolinea come la regolamentazione, comunale sia centrale nella limitazione dei danni sociali connessi con il gioco d’azzardo patologico: “abbiamo apprezzato il regente regolamento sulle sale da gioco, proposto dall’amministrazione De Magistris e ci opporremo con tutte le nostre forze dai tentativi di modificarlo. In questi giorni stiamo incontrando tutti i candidati sindaco di Napoli e ad ognuno di loro chiederemo un impegno a non modificare le regole di apertura di nuove sale slot a Napoli”.

di Danila Navarra

Ddl “Salvamedici”, c’ è chi dice no, Tdm: «Pagina buia per i diritti del malato»

ROMA – «Una delle pagine più buie per i diritti del malato e una grande beffa per le vittime di errori sanitari, che saranno ancora più penalizzati», così Tonino Aceti , coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato- Cittadinanzattiva, commenta l’ approvazione alla Camera della legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario. «Se fino ad oggi – spiega Aceti – il paziente vittima di un presunto errore sanitario doveva solo dimostrare di aver subito il danno, con l’ approvazione di questa legge dovrà anche provare in cosa il personale ha sbagliato o cosa ha omesso. Un’ impresa complicatissima, quasi impossibile, che il paziente e chi lo tutela dovrà compiere sulla base di una cartella clinica spesso incompleta, incomprensibile, scritta da chi potrebbe aver cagionato il danno e suscettibile di alterazioni». Inoltre, prosegue Aceti, «il Ddl non prevede garanzie per i cittadini di avere accesso alla liquidazione del risarcimento quando la struttura sanitaria non paga. E il famoso Fondo di garanzia non copre nemmeno la cosiddetta `alea terapeutica´ come nel caso di infezioni ospedaliere, oltre a non prevedere alcuna garanzia nei casi di strutture sanitarie con fondi per l’ auto-assicurazione scoperti. Quindi – conclude Aceti – non è vero che la legge tutela i cittadini e ci impegneremo per far modificare il testo al Senato e studiare nuovi strumenti di tutela per coloro che hanno subito un danno da malpractice e che con questa nuova legge saranno più soli di prima nel tentativo di ottenere giustizia».

Associazione Codici: «Si salvi chi può» «Il ddl #salvamedici è stato approvato dai parlamentari. La frittata è fatta: si salvi chi può. I medici avranno la licenza di uccidere e ne usciranno immacolati». Così Ivano Giacomelli , segretario nazionale dell’ associazione Codici, commenta l’ approvazione in prima lettura alla Camera della legge sulla responsabilita’ professionale del personale sanitario. «Traducendo le parole pronunciate dal ministro Lorenzin- prosegue- il medico non sarà più responsabile penalmente… E chi stabilisce le linee guida da lui osservate? Altri medici come lui che, in caso di errore, cercheranno comunque di dare una versione dell’ accadimento univoca e irreprensibile? Inversione dell’ onere della prova?».Secondo Giacomelli, questo significa che «l’ errore medico va provato dal paziente che l’ ha subito, cosa di per sé già non facile. E in caso di decesso? I parenti come potrebbero provarlo? Tentativo di conciliazione? Cioè portare un paziente magari ad accettare per disperazione un compenso irrisorio rispetto a lesioni gravissime, piuttosto che aspettare anni per il “giusto”? Questi sono una parte dei risultati che deriveranno da questa mostruosità. Vogliamo svegliare le coscienze dei cittadini, allora, incitandoli a dire la loro sull’ hastag #lorenzinSfanclub- conclude il segretario nazionale dell’ associazione Codici- e ad aderire alla petizione contro il ddl #salvamedici».

di Danila Navarra