Fede, terra e speranza: ad Acerra la 75ª Giornata del Ringraziamento

Nei giorni otto e nove novembre la Diocesi e l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana organizzano ad Acerra due giorni di riflessione e preghiera sulla valorizzazione e la giusta distribuzione dei doni della terra, sul rispetto dell’ambiente e il sostegno ai lavoratori delle campagne.

La Giornata del Ringraziamento della CEI – coordinata dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro in collaborazione con le Associazioni di ispirazione cristiana del mondo rurale: ACLI Terra, Coldiretti, Fai CISL, Feder. Agri-MCL, Terra Viva – promuove la seconda domenica novembre di ogni anno in una diversa Chiesa del territorio nazionale questa «occasione opportuna di riflessione ed evangelizzazione».

Il vescovo di Acerra ha «desiderato» nella sua diocesi l’appuntamento convinto che «il lavoro della terra è il primo antidoto al deturpamento del nostro territorio», il cui riscatto «non può prescindere dalla difesa delle campagne e dal rilancio dell’economia agricola» dichiara il presule.

La due giorni si aprirà sabato 8 novembre alle 10 nel Teatro Italia in via Francesco Castaldi con l’introduzione di don Bruno Bignami, direttore Ufficio Nazionale PSL- CEI, sul tema “Giubileo, rigenerazione della terra e speranza per l’umanità”, scelto dai vescovi per la Giornata in questo Anno Santo 2025.

La professoressa Filomena Sacco, docente di Teologia Morale a Napoli, parlerà su “Giubileo della Terra nella Bibbia”, e il generale Giuseppe Vadalà, commissario Unico per la Bonifica della Terra dei Fuochi, interverrà su “Speranza e rigenerazione nelle Terre dei Fuochi”.

Le “buone pratiche” introdurranno la Tavola Rotonda – moderata da Antonio Maria Mira – dei referenti delle Associazioni ACLI Terra, Coldiretti, Fai CISL, Feder. Agri-MCL, Terra Viva.

Il pranzo alle 13.30 nel Seminario in Piazza Duomo, e la visita alla Locanda del Gigante in via Calabricito, precederanno la preghiera del Vespro alle 18 nella Chiesa di Maria del Suffragio in Piazza Castello, dove sabato e domenica ci sarà un Villaggio Agricolo con stands espositivi di prodotti locali e degustazioni tipiche. L’animazione di Dj Animation con la partecipazione dei Suoni Barricati e del sassofonista Mario Moro arricchiranno il pomeriggio di festa, in cui si potranno visitare il Museo della Civiltà Contadina e gli altri musei nel Castello dei Conti.

Domenica 9 novembre alle 11 nella Cattedrale in Piazza Duomo la Messa presieduta dal vescovo Antonio Di Donna, in diretta su Rai 1, e la successiva benedizione dei mezzi agricoli in Piazzale Renella chiuderanno la due giorni di preghiera e riflessione, una vera e propria Festa della Terra.

 

La Giornata nasce nel 1951 per iniziativa della Coldiretti, quando i contadini intuiscono «durante il secondo dopoguerra» che «nell’agricoltura c’è il valore aggiunto della provvidenza di Dio» e «non resta che ringraziare il Signore» ha affermato don Bignami presentando l’appuntamento.

Nel 1973 i vescovi italiani con il documento La Chiesa e il mondo rurale italiano assumono l’iniziativa per stimolare la riflessione nelle Chiese su evangelizzazione e mondo agricolo.

Nel 2005 la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace aggiorna il documento del 1973 con la nota Frutto della terra e lavoro dell’uomo. Mondo rurale che cambia e Chiesa in Italia. Ogni anno il Papa ricorda la Giornata all’Angelus domenicale.

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Badizo: escursionismo e passeggiate nel segno dell’inclusione 

Non solo trekking e camminate, ma una vera e propria scelta di condivisione. Badizo Trekking è molto più di un’organizzazione di volontariato che si occupa di escursionismo: è un progetto di vita condivisa, nato nel cuore della Campania tra Napoli e Pozzuoli, dove il camminare diventa strumento di incontro, inclusione e rispetto per l’ambiente. Fondata nel gennaio 2021, questa realtà no profit propone un “ritorno all’essenziale” attraverso l’escursionismo, promuovendo uno stile di vita autentico e solidale, che guarda al mondo con gli occhi di un pellegrino: aperto, curioso, accogliente. «Oggi noi parliamo ancora di escursioni accessibili. – spiega – Antonio Di Martino presidente dell’associazione Badizo Trekking –  Il nostro obiettivo è quello di togliere il termine ‘accessibile’ vicino alla parola escursione.  Cioè vogliamo normalizzare quello che oggi sembra straordinario». L’escursionismo è il cuore pulsante delle attività di Badizo Trekking, che ogni settimana accompagna i partecipanti alla scoperta di angoli preziosi del patrimonio naturalistico, storico e paesaggistico, sia in Campania che oltre i confini regionali e nazionali. Dal 2021 a oggi, l’associazione ha messo in cammino centinaia di appassionati con oltre 110 eventi tra escursioni giornaliere, weekend immersivi, giornate di formazione e attività di manutenzione sentieristica. Uno dei progetti che sta portando avanti Badizo è quello di rendere la montagna accessibile a chiunque, senza barriere.



Quindi un progetto di escursionismo accessibile promosso in collaborazione con l’associazione Ulyxes trekking di Sorrento. Nato nel 2022, il progetto prevede il censimento a livello nazionale di sentieri percorribili da persone con disabilità motoria, la mappatura di dispositivi come la Joelette o la K-Bike. «Questo progetto lo portiamo avanti con la presenza di accompagnatori che sono formati per questa tipologia di attività.

Questo, tra l’altro è un progetto non finanziato. – spiega ancora Antonio Di Martino – Anzi le uniche cose che siamo riusciti a fare tramite una raccolta fondi è stato proprio l’acquisto di alcuni dispositivi grazie a qualche comune e qualche benefattore. Sono strumenti che costano tra i 3000 e i 5500 euro, ma siamo riusciti a comprarne abbastanza qui in Campania. Però per il resto è un progetto che non ha fine in realtà perché poi possono sempre essere registrati dei nuovi percorsi, possono essere sempre registrati nuovi dispositivi così come nuovi accompagnatori. Il profilo di utilità è che una persona che ad esempio viene dal Veneto, viene in Campania a fare un soggiorno, vorrebbe fare un’escursione, ma non può perché chiaramente ha delle problematiche legate alla sua condizione di salute allora trova sul portale Fiemaps un percorso, un dispositivo e l’associazione cui rivolgersi per farlo. Questa l’utilità pratica che si vuole dare al progetto». Badizo Trekking, sin dalla sua nascita, è affiliata alla storica compagine della Federazione Italiana Escursionismo (FIG), nata nel 1927 e riconosciuta nel 1946 su tutto il territorio nazionale come ente morale.

 

di Adriano Affinito

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Family influencer e tutela minori, Terre des Hommes: “Necessarie regole”

Regolamentare il coinvolgimento dei minori nell’attività social dei genitori family influencer. Terre des Hommes lancia un appello per tutelare bambine e bambini che si trovano, molto spesso, inconsapevoli protagonisti dell’attività commerciale social dei propri genitori.
La presenza di minorenni all’interno dei contenuti social di influencer e creator, anche a fini pubblicitari, è oggi sempre più pervasiva. Diventa necessario interrogarsi sulle conseguenze che questa esposizione può avere sui più piccoli e sul grado di consapevolezza e consenso che bambini e bambine possono esercitare.
La riflessione nasce dalla ricerca “Protagonisti consapevoli? La tutela dei minorenni nell’era dei family influencer”, svolta da Terre des Hommes Italia insieme a Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) e ALMED (Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il supporto dell’avvocata Marisa Marraffino, esperta di diritto dei media digitali e la partnership tecnica di Not Just Analytics.
Dalla ricerca quali-quantitativa, che analizza 20 profili di family influencer e 1334 contenuti social per capire come sono mostrati figlie e figlie, emerge che i/le minori appaiono in 1 contenuto organico su 2 e in 1 sponsorizzato su 4. In un terzo circa dei contenuti pubblicitari, i bambini e le bambine risultano essere parte attiva dell’advertising: ad esempio scartano il prodotto, lo presentano, lanciano la promozione.
Nella maggior parte dei contenuti in cui appaiono minori, inoltre, non sono adottate forme di tutela della privacy per i più piccoli, ad esempio riprese di spalle, immagini pixellate o l’aggiunta di emoticon sul viso. Nei contenuti organici tali forme di tutela appaiono nel 7% dei contenuti; la percentuale si abbassa al 2% se si considerano i contenuti pubblicitari. Nel 29% dei contenuti si riscontrano situazioni potenzialmente problematiche rispetto alla privacy: nel 21% dei casi sono mostrati momenti intimi come il bagnetto, il cambio del pannolino, la nanna; nel 6% dei contenuti il minore è coinvolto in trend o challenge; nel’1% dei casi il minore è colto in un momento critico (rabbia, tristezza, difficoltà).
Solo nello 0,65% dei contenuti il minore si oppone esplicitamente alla ripresa, ma nel 63% bambini e bambine si vedono sullo sfondo delle scene dei genitori, senza quindi probabilmente la piena consapevolezza di essere ripresi a loro volta. Il tema del consenso si pone, però, anche nel restante 36% di contenuti, in cui i bambini, sia per una questione di età, sia per l’esplicitazione del contesto, si rendono conto di essere registrati. Per i bambini è infatti impossibile sapere quali conseguenze porterà questa loro esposizione. Figli e figlie possono, inoltre, sentirsi in dovere di partecipare all’attività del genitore influencer, per non ‘fare un torto, perdere la sua fiducia’.
Va, infine, sottolineato che i bambini più esposti risultano essere quelli con un’età compresa tra gli 0 e i 5 anni (sono quasi l’80%): un’età in cui non sono ancora in grado di esprimere il loro consenso e di comprendere l’uso che viene fatto della loro immagine.
REGOLARE IL LAVORO MINORILE NEI SOCIAL MEDIA: LE PROPOSTE DI TERRE DES HOMMES. In linea con il Disegno di Legge attualmente all’esame del Senato[1], Terre des Hommes sottolinea l’importanza di equiparare il coinvolgimento dei minori nelle attività pubblicitarie e commerciali social dei genitori, alle altre forme di lavoro minorile ammesse dalla legislazione italiana. In questo modo anche bambini protagonisti di advertising online risulterebbero tutelati in relazione al tipo di impegno cui sono chiamati e alle conseguenze psicofisiche ed emotive cui possono essere esposti.
Per garantire la tutela del minorenne e prevenire i rischi per la sua salute psico fisica, il contenuto dell’advertising dovrebbe essere previamente valutato e approvato dalla Direzione Provinciale del Lavoro, considerando il monte ore di lavoro, il ruolo rivestito dal minore e la tipologia di prodotto pubblicizzato. Terre des Hommes chiede, inoltre, che venga istituito un registro in cui ogni influencer indichi gli advertising in cui ha coinvolto il minore e che la Direzione Provinciale del Lavoro possa avvalersi anche della collaborazione dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per il rilascio dei pareri tecnici.
Tali tutele andrebbero estese anche laddove bambini e bambine non siano protagonisti, ma semplicemente presenti nei contenuti sponsorizzati, e indipendentemente dal valore del contratto dell’influencer.
I RISCHI DELL’ESPOSIZIONE DI MINORENNI ONLINE. «Quando un genitore trasforma il proprio figlio in parte di un’attività commerciale, assume di fatto un doppio ruolo: quello di datore di lavoro e di genitore, con il rischio di compromettere la relazione di fiducia e sicurezza su cui si fonda l’infanzia. Per un bambino, soprattutto nei primi anni di vita, la perdita di spazi protetti e la messa in scena di momenti intimi possono minare il senso di protezione e la capacità di distinguere la realtà dalla finzione. Senza contare che la presenza online li espone a potenziali rischi di adescamento e pedopornografia, rendendo facilmente reperibili elementi utili a identificare la loro dimora e le loro abitudini. È per questo che chiediamo una regolamentazione capace di tutelare il diritto dei più piccoli a crescere in un ambiente sicuro, autentico e libero da pressioni esterne.» – afferma Federica GiannottaResponsabile Advocacy e programmi Italia Terre des Hommes.  
 
«I social media hanno creato opportunità lavorative prima inedite che consentono di trovare nuovi equilibri fra lavoro e vita privata, come è avvenuto nel caso dei family influencer e – più in generale – di influencer e creator. Questo però rischia di comportare, come emerso nei dati di ricerca, una sovraesposizione dell’infanzia e dell’adolescenza, di non definire in modo ottimale i confini fra vita personale e professionale o di non tutelare adeguatamente i diritti. È per questo necessario regolamentare e fare formazione così come continuare ad analizzare questi fenomeni. La creazione di sinergie fra soggetti diversi, come è accaduto in questa occasione, consente di analizzare il contesto da più punti di vista e di tradurre i dati di ricerca in proposte concrete» – dichiara Elisabetta Locatelli, ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
 
«Il Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale IAP abbraccia tutte le varie aree comunicazione commerciale, dedicando particolare attenzione alla tutela dei minori e ai diritti della persona. L’art.11 del Codice prevede che una cura particolare debba essere posta nei confronti dei messaggi che si rivolgono ai minori o che possano essere da loro ricevuti, assicurandosi che essi non contengano nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente. Su questo fronte, lo IAP ha anche siglato un Protocollo di Intesa con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza per una maggiore tutela dei minori.
La tutela dei diritti della persona è invece presidiata dall’ art. 10 secondo cui la comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose, deve rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere.» – Vincenzo Guggino. Segretario Generale IAP.

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Il clima affama 96 milioni di persone, CESVI: «Indispensabile agire subito»

Le condizioni climatiche estreme, in particolare siccità e inondazioni, nell’ultimo anno hanno spinto oltre 96 milioni di persone in 18 Paesi verso l’insicurezza alimentare acuta. Un dato più che triplicato rispetto ai 28,7 milioni del 2018 (+234%) e in forte aumento anche rispetto ai 71,9 milioni del 2023 (+ 33%), che segna un aggravamento senza precedenti della crisi climatica e alimentare globale.
La denuncia arriva da CESVI, che, in vista della COP30 di Belém, richiama gli allarmanti dati emersi dall’Indice Globale della Fame 2025 (Global Hunger Index – GHI). «I dati del GHI 2025 mostrano con chiarezza come gli eventi climatici estremi stiano amplificando in modo drammatico l’insicurezza alimentare, colpendo milioni di persone già vulnerabili», spiega il direttore generale di CESVI Stefano Piziali. «È indispensabile – aggiunge – implementare immediatamente politiche di resilienza climatica efficaci, sostenere investimenti nei sistemi alimentari sostenibili e garantire finanziamenti adeguati per l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici».
Gli eventi climatici estremi rappresentano la seconda principale causa scatenante della malnutrizione dopo le guerre, come sta accadendo nella Striscia di Gaza, dove due anni di conflitto hanno causato danni ambientali senza precedenti. In questo scenario, il Corno d’Africa e il Pakistan rappresentano due dei casi più emblematici: territori duramente colpiti da eventi climatici estremi, dove siccità prolungate e alluvioni devastanti stanno alimentando una spirale di malnutrizione e vulnerabilità sociale che minaccia milioni di vite.
Il Corno d’Africa continua a essere teatro di una delle crisi alimentari più gravi degli ultimi decenni. La regione ha registrato cinque stagioni consecutive di mancate piogge, la peggiore siccità degli ultimi quarant’anni, con effetti devastanti in Etiopia, Kenya e Somalia. Nel 2024, quasi 50 milioni di persone nell’area hanno sofferto di insicurezza alimentare acuta.
Il Pakistan, che, secondo l’Indice Globale della Fame 2025 ha un livello di fame grave, è uno dei Paesi più colpiti al mondo dagli effetti della crisi climatica. Quest’anno il Pakistan ha vissuto una violentissima stagione monsonica, con oltre 6,9 milioni di persone colpite. Oggi il 40% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica e oltre 11,8 milioni vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta.

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Screening gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori al seno

Il CUP Campania (Comitato Unitario permanente degli Ordini e dei Collegi professionali), presdietuto da Domenico De Crescenzo partecipa alla nuova edizione della Race for the Cure 2025, in programma a Napoli dal 7 al 9 novembre. Per tre giorni, dalle 10.00 – 17.00, in Piazza degli Artisti (zona Vomero) la Carovana della Prevenzione offrirà screening gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori femminili — mammografie, ecografie senologiche, pap test e HPV test — oltre a momenti di confronto, sport e sensibilizzazione.

L’iniziativa, promossa da Komen Italia in collaborazione con la ASL Napoli 1 Centro, è il più grande evento in Italia dedicato alla prevenzione e alla lotta contro i tumori del seno. Quest’anno la manifestazione è dedicata a Riccardo Imperiali di Francavilla, già presidente Komen e figura di riferimento nel volontariato e nella solidarietà.

Race for the Cure si apre con le Donne in Rosa, protagoniste assolute della manifestazione: donne che stanno affrontando o hanno superato il tumore al seno e che, con la loro maglia rosa, trasformano la corsa in un potente simbolo di speranza.

Venerdì 7 novembre, presso l’area palco, si terrà il Talk “La prevenzione e corretti stili di vita”, una mattinata di incontri dedicati agli studenti degli istituti superiori. Protagoniste saranno le attrici Miriam Candurro, Gina Amarante e Giorgia Gianetiempo, insieme alle atlete delle Fiamme Oro e alle dottoresse Grazia Bilancio (AIDM, chirurgo senologo) e Antonia Di Martino (medico radioterapista del Centro Aktis) e il dott. Enrico Antonio Errico che presenta il libro “Venti volte vita”. La mattinata si concluderà con una sessione di Qigong guidata da Tiziana Verdoscia.

Sabato 8 novembre sarà invece dedicato alle attività sportive, coordinate da Emilia Sambiase e Mario Sansoni, con sessioni di Bokwa, Fit Kombat, Power Bound, Corpology, Aereosalsa, Spinning e Danza aerea.

Domenica 9 novembre, dalle ore 10.30, prenderà il via la tradizionale passeggiata sportiva da piazza degli Artisti che si snoderà in via Luca Giordano, via Cimarosa, Villa Floridiana, via Scarlatti e rientro in piazza. Vi saranno prima i saluti istituzionali e l’apertura musicale della Fanfara dell’8° reggimento Bersaglieri della Brigata Garibaldi.

È possibile iscriversi alla Race for the Cure direttamente in piazza, oppure online al link:
https://www.raceforthecure.it/race/iscrizione/51/iscrizione/0

Il CUP Campania rinnova così il proprio impegno concreto per la tutela della salute e la promozione di corretti stili di vita. “Essere presenti a un appuntamento come la Race for the Cure – sottolinea il presidente Domenico De Crescenzo – significa riaffermare il ruolo delle professioni sanitarie e tecnico-scientifiche al servizio della prevenzione, della ricerca e della solidarietà. È un’occasione per testimoniare la vicinanza alle donne e alle famiglie che affrontano con coraggio la malattia e per diffondere una cultura della salute condivisa”.

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Napoli con gli adolescenti, al via “Ali d’oro” e “EudAimOnia” per il contrasto al disagio giovanile

Napoli si schiera al fianco degli adolescenti. Presentate oggi nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino due ambiziose sfide per il contrasto del disagio giovanile che per i prossimi quattro anni coinvolgeranno oltre tremila tra ragazze e ragazzi in sei Municipalità della città. Laboratori, incontri con esperti, sportelli informativi e altre iniziative sono promossi da “Ali d’Oro” ed “EudAimOnia! Educare Apprendere Orientare alla Felicità”, progetti selezionati dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, grazie alla sinergia tra il terzo settore, le scuole, l’Università, l’Asl Napoli 1 Centro e il Comune di Napoli.

Ad aprire la mattinata un messaggio di Marco Rossi-Doria, presidente Con i Bambini, rappresentato al tavolo da Francesca Serra che ha presentato gli obiettivi del bando per il benessere psicologico degli adolescenti. Dopo i saluti di Valeria Anatrella, presidente della Coop. Soc. Il Grillo Parlante ed Elena Carrucola, presidente del Centro Turistico Giovanile TURMED, rispettivamente capofila dei progetti Ali d’Oro e EudAimOnia!, sono intervenuti Santa Parrello, docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione del Dipartimento degli Studi Umanististici Federico II di Napoli, e Marta Laureanti, Programme expert&Safeguarding Focal Point di Fondazione Cesvi. Al tavolo, moderato da Giancarlo Macrì, psicologo e psicoterapeuta esperto in disagio adolescenziale, sono intervenuti Simona Manzoni, referente del progetto Ali d’Oro, e Daniele Esposito, progettista del Centro Turistico Giovanile TURMED per conto di EudAimOnia, che hanno raccontato i due progetti. A chiusura degli interventi le riflessioni dell’Assessora del Comune di Napoli Maura Striano con deleghe a istruzione e famiglie.

L’evento – alla presenza dei rappresentanti della rete di associazioni, scuole, istituzioni e altre realtà coinvolte nei progetti – è iniziato con la proiezione del documentario “Non sono emergenza” realizzato da Con i Bambini ed è concluso con l’inaugurazione della panchina verde nel cortile del Maschio Angioino a simboleggiare il forte impegno per il contrasto al disagio degli adolescenti in una città segnata da tristi pagine di cronaca che vedono sempre più spesso protagonisti ragazze e ragazzi. La panchina diventa luogo simbolico e punto di incontro intorno al quale creare occasioni di dialogo aperto dove i giovani possono esprimere senza filtri le loro emozioni, le loro paure e sentirsi compresi e ascoltati. Un simbolo di una comunità che li accoglie e li valorizza e che non intende classificarli nell’abusata retorica di “emergenza baby gang”.

In particolare, “Ali d’Oro”, che vede capofila la cooperativa sociale “Il Grillo Parlante”, insiste in cinque Municipalità di Napoli e mira a realizzare una serie di attività per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi. Un vero e proprio percorso di accompagnamento a 360 gradi con il supporto di esperti in vari ambiti. Inoltre, il progetto insiste sulla formazione degli adulti di riferimento per affrontare il disagio adolescenziale. Le strategie messe in campo prendono in considerazione tutte le dimensioni in cui la personalità dei più giovani si esprime e i contesti in cui crescono, attenzionando lo sviluppo fisico, l’affettività e la sessualità. “EudAmOnia! Educare Apprendere Orientare alla Felicità”, con capofila il centro turistico giovanile TURMED, insiste sulle aree periferiche a Nord, Ovest ed Est della città dove si registrano alti indici di povertà sociale, economica ed educativa. La sfida è creare un modello sperimentale per ridurre il fenomeno del disagio psicologico e sociale dei giovani attivando e potenziando le comunità educanti. Il progetto, che svolgerà un’azione di prevenzione e di screening per supportare il servizio pubblico, si occuperà anche di intercettare i casi che necessitano dell’intervento diretto dei sanitari e offrirà servizi di supporto psicologico attraverso attività educative, sportive e cooperative.

Un impegno fondamentale per ragionare concretamente sulle politiche da mettere in campo a sostegno di una generazione sempre più esposta a tante problematiche e per offrire risposte alle esigenze di ragazze e ragazzi in una città tra le più giovani d’Italia.

Partenariato Ali d’Oro

Il Grillo Parlante Società Cooperativa Sociale onlus, La Locomotiva Onlus Società Cooperativa Sociale, Fondazione Eos Onlus, Associazione Pensare Più, Associazione di promozione sociale chi rom e chi no ONLUS, Obiettivo Uomo Cooperativa sociale onlus, L’Orsa Maggiore Coop. Soc. ETS, Fondazione Cesvi, I.C. 51 Oriani Guarino – Napoli, CPIA Napoli Città 1, IS.Mag.G.Mazzini-Napoli, I.C. Conv. Naz. Eman.le, I.C. 5 – Montale Napoli, ITI G. Ferraris -Napoli, Liceo Scientifico Galileo Galilei, Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 Centro

Partenariato EudAimOnia

Centro turistico giovanile TURMED, associazione Maestri di Strada Onlus, Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 Centro, Comune di Napoli, consorzio Matrix, cooperativa sociale NuReCo a.r.l., Coopernica cooperativa sociale, I.I.S. “Sannino-De Cillis”, I.S.I.S. “Melissa Bassi”, IPSEOA “I. Cavalcanti”, Istituto per la Ricerca Sociale, Istituto Superiore “Gentileschi”, Istituto Superiore Statale Pitagora, Larsec – Laboratorio di Riscossa Secondiglianese, I.C. Aldo Moro, I.C. Palasciano, Progetto Itaca Napoli Onlus, Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

I progetti sono stati selezionati da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo na­sce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

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