07 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Una stanza semplice, senza insegne vistose né simboli che attirino l’attenzione. È qui, a Napoli e in tante città della Campania, che uomini e donne si incontrano periodicamente per raccontarsi, condividere le proprie fragilità e ritrovare la speranza. Sono gli Alcolisti Anonimi, persone che hanno conosciuto il buio dell’alcol e che hanno scelto di combattere insieme, in anonimato e in solidarietà, una battaglia che non si vince mai da soli.
A.A. nasce nel 1935 negli Stati Uniti e arriva in Italia nel 1972. Oggi nel nostro Paese ci sono circa 450 gruppi attivi, e la Campania rappresenta un presidio importante di questa rete di sostegno. A Napoli i gruppi si riuniscono in diversi quartieri, così come a Caserta e Benevento. Luoghi di ascolto e condivisione che diventano casa per chi decide di dire basta all’alcol e vuole ricostruire la propria vita.
Il principio è semplice, ma potente: non ci sono medici, psicologi o volontari esterni. Non ci sono registri, né quote associative. Ci sono solo persone che hanno vissuto la dipendenza e che mettono la propria esperienza a disposizione di chi sta ancora lottando. «L’unico requisito per entrare in A.A. – raccontano i membri – è il desiderio di smettere di bere». Da quel momento in poi, il percorso è fatto di incontri, di confronto e del metodo dei 12 Passi, sperimentato da milioni di alcolisti in tutto il mondo.
Le riunioni sono momenti di intensa umanità. In un clima protetto dall’anonimato, ciascuno può raccontare la propria storia, ascoltare quella degli altri, scoprire che non è solo. L’anonimato non è solo privacy, ma anche uguaglianza e rispetto: nessuno è più importante dell’altro, ogni voce ha lo stesso peso. Ed è proprio in questa parità che nasce la forza del gruppo.
Chi frequenta A.A. lo sa bene: smettere di bere è solo il primo passo. La vera sfida è restare sobri, evitare le ricadute, non cedere alla tentazione di “un bicchiere solo”. Per questo gli incontri diventano un’àncora: «Frequentare regolarmente il gruppo aiuta a spezzare i vecchi schemi – spiegano – e a costruire uno stile di vita nuovo, più sano, più libero».
Accanto al percorso personale c’è sempre un messaggio collettivo: nessuno è abbandonato, la condivisione è la medicina più forte. A Napoli e in Campania i gruppi si incontrano più volte alla settimana, in orari e luoghi accessibili, spesso in parrocchie, centri sociali o spazi messi a disposizione dalla comunità. Ogni incontro è un piccolo laboratorio di rinascita: chi è sobrio da anni incoraggia chi è arrivato da pochi giorni, chi ha ricominciato dopo una ricaduta trova mani tese invece che giudizi.
La storia di A.A. dimostra che il cambiamento è possibile. In Campania tanti uomini e donne hanno ricostruito il rapporto con la famiglia, con il lavoro, con se stessi. «L’alcol mi stava portando via tutto – confessa un partecipante – ma qui ho trovato ascolto, comprensione e la forza di rialzarmi».
Alcolisti Anonimi non promette miracoli: il percorso è lungo, fatto di cadute e di risalite, ma è un cammino reale, sostenuto dall’esperienza di chi c’è già passato. È un luogo in cui la parola “sobrietà” non è una condanna, ma una liberazione; non è privazione, ma possibilità di vivere davvero.
In un tempo in cui i legami sembrano fragili, i gruppi A.A. di Napoli e della Campania ricordano che la comunità può salvare vite, che dall’ascolto può nascere la speranza, che dall’anonimato può germogliare la dignità. Ogni incontro è una testimonianza silenziosa di rinascita: quella di chi, giorno dopo giorno, sceglie la strada della vita.
di Francesco Gravetti
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07 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
La tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa cattolica passa attraverso la formazione di persone competenti e consapevoli. Con questo spirito la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso d’Aquino lancia il Diploma nazionale in Safeguarding, realizzato in collaborazione con il Servizio Nazionale Tutela Minori e Adulti Vulnerabili (SNTM) della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), l’USMI e la CISM. Il corso è stato presentato venerdì 7 novembre durante una conferenza stampa con la partecipazione della dott.ssa Chiara Griffini e della dott.ssa Emanuela Vinai (SNTM), del preside Francesco Asti, del decano Antonio Foderaro e dei direttori del corso Luigi Sabbarese e Gennaro Busiello.
Per Antonio Foderaro decano della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso: “La necessità di dar vita a questo corso nasce dal fatto che era una domanda che veniva dal territorio. Quindi il Servizio Nazionale ha intercettato questa domanda e incontrando le nostre competenze ci ha chiesto di realizzare questo percorso.
È rivolto a coloro che operano in contesti ecclesiali, siano essi laici, religiosi, sacerdoti, tutti coloro che operano in quelli che sono contesti che noi come chiesa cattolica curiamo. Questo significa che la Chiesa non fa chiacchiere, ma quando si impegna si impegna realmente ed è realmente attenta al bene di tutti”.
Il Diploma in Safeguarding per la tutela di minori e adulti vulnerabili nei contesti ecclesiali prevede tre moduli – giuridico, psicodinamico e pastorale – per un totale di 30 ECTS.
Le lezioni si terranno dal 14 febbraio al 26 giugno 2026, il venerdì pomeriggio e il sabato mattina, con didattica online. Il corso si rivolge a operatori pastorali, religiosi, insegnanti, allenatori, educatori e genitori interessati a promuovere la cultura della tutela e della prevenzione.
“È il primo che vogliamo lanciare e desideriamo che diventi un modello replicabile in tutte le altre facoltà teologiche presenti nel nostro Paese ma ci piacerebbe anche realizzare collaborazioni anche con le Università statali. – spiega Chiara Griffini, Presidente SNTM –
Già nel corpo docente ci sono anche docenti che provengono dalle università statali. Crediamo molto nel generare un approccio che è transdisciplinare dal diritto alla psicologia, ma anche offrire delle formazioni laboratoriali che consentiranno ai corsisti di applicare quanto appreso nei loro contesti di professione o di attività di volontariato educativo e sociale. Il corso è rivolto a chiunque è interessato a promuovere la tutela del minore oggi. È previsto anche un elaborato finale e un evento conclusivo in forma di convegno”.
Il safeguarding richiede di superare la vecchia logica della protezione passiva e sviluppare strategie di prevenzione proattive. L’obiettivo è trasformare la cultura ecclesiale in una cultura della responsabilità, dell’ascolto e della cura reciproca, consolidando una rete di operatori formati e comunità accoglienti e sicure.
di Adriano Affinito
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07 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Mercoledì 12 novembre p.v. alle ore 11:30 presso il plesso Sant’Eligio dell’I.C. Moricino-Borsellino, si terrà l’inaugurazione del primo punto lettura della RETE 3L PER NAPOLI – Libri e Letture 0-6 per la Legalità, dedicato alla memoria di Gaetano Montanino, vittima del dovere per mano della criminalità organizzata, ucciso il 4 agosto 2009 nella vicina piazza Mercato.
Il progetto, promosso dall’associazione Annalisa Durante, è sostenuto dal Cepell a valere sul bando “Leggimi 0-6”, in partenariato con I.C. Moricino-Borsellino ed AIB-Associazione Italiana Biblioteche, con la collaborazione della Fondazione Polis della Regione Campania, Gatto Verde Edizioni e numerosi Enti del Terzo settore operanti nella città di Napoli.
L’inaugurazione costituirà una delle tappe del programma di “Job-Shadowing” (apprendimento sul campo), messo in campo dal Ministero dell’Educazione francese, che sarà in visita a Napoli per conoscere ed approfondire le buone pratiche educative sulla legalità. La delegazione, proveniente dalla Corsica, sarà costituita da insegnanti, magistrati e giornalisti, e sarà accompagnata dai funzionari dell’USR Campania. In particolare, il presidente dell’associazione Annalisa Durante Giuseppe Perna, unitamente alla bibliotecaria Nunzia Pastorini, alla dirigente scolastica Giuliana Zoppoli e agli insegnanti dell’I.C. Moricino-Borsellino coinvolti, illustreranno la pratica della lettura precoce per la prevenzione delle devianze minorili ed alcune azioni educative volte alla promozione della cittadinanza attiva presso gli studenti della scuola media. Queste ultime afferiscono al progetto “Educare a Forcella”, sostenuto dal Dipartimento per la famiglia della Presidenza del Consiglio per il contrasto alla povertà educativa. Nella fattispecie, gli studenti simuleranno la pratica dei parlamentini, con la discussione ed approvazione di proposte di intervento per la legalità da presentare nei prossimi mesi al Prefetto di Napoli e ai rappresentanti istituzionali di Regione Campania e Comune di Napoli.
All’iniziative del 12 novembre parteciperanno, tra gli altri, i familiari delle vittime innocenti di criminalità Lucia Di Mauro, vedova Montanino, e Giannino Durante, papà di Annalisa, per testimoniare l’esperienza di giustizia riparativa e di rigenerazione sociale di cui si sono resi interpreti per indicare ai giovani la strada della legalità.
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07 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
L’11 novembre 2025, in occasione del 36° anniversario della strage del bar Sayonara del 1989, si svolgerà la XV edizione della marcia in memoria di Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano Di Nocera, vittime innocenti di mafia. L’11 Novembre 1989, a Napoli, al centro del quartiere di Ponticelli, nel corso di un regolamento di conti per il controllo del territorio fra clan camorristici rivali, venivano feriti a morte quattro innocenti. Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano Di Nocera erano persone perbene, senza colpa, ciascuna con una propria storia di “normalità” e di “sogni” spezzata. Come loro, le tante altre vittime innocenti del nostro territorio, uccisi per sbaglio o caduti nel fuoco incrociato di bande che agiscono indisturbate.
A più di trent’anni dalla strage, Ponticelli continua ad essere un quartiere marginalizzato, che ha visto un aumento esponenziale della criminalità e delle vittime innocenti. Ma le esperienze virtuose di partecipazione dal basso, sviluppatesi soprattutto negli ultimi mesi, hanno dimostrato in maniera forte e decisa la volontà e le possibilità della popolazione di alzare la voce contro le ingiustizie che quotidianamente vengono perpetrate, nel nostro quartiere e tutto il mondo. Così, come ogni anno, la Fondazione Polis della Regione Campania, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e il Presidio di Libera Ponticelli “Vittime Innocenti dell’11 Novembre 1989” e le realtà aderenti (ArciMovie, SVT, Caccioppoli, TerradiConfine APS, Casa del Popolo, ReMida Napoli) organizzano su Ponticelli una serie di iniziative in Memoria delle Vittime dell’11 Novembre 1989, per culminare nella marcia che partirà proprio Martedì 11 Novembre, alle 9:30, dall’incrocio tra via Argine e Viale Margherita (Ponticelli). Pace e Giustizia le parole chiave di quest’anno: in questi ultimi anni, i conflitti armati e le stragi nel mondo ci hanno riconfermato l’importanza di questi valori fondamentali, che devono ritornare al centro del dibattito culturale e dell’agenda politica affinché le comunità e le popolazioni civili possano scrivere il proprio futuro.
In avvicinamento alla marcia, il Presidio di Libera Ponticelli insieme alle realtà del territorio, durante queste settimane che precedono la marcia, sta volgendo laboratori di sensibilizzazione (artistici e culturali) presso gli Istituti Scolastici del territorio, proprio sul tema “Pace e Giustizia”. Ponticelli chiede pace dalla criminalità dilagante e giustizia per tutte le vittime innocenti di camorra, per immaginare e costruire un quartiere – e un mondo – sicuro, libero e bello dove crescere e vivere.
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07 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Prosegue a Napoli Le relazioni pericolose, la nuova rassegna nazionale ideata da Feltrinelli con la collaborazione di PARI. Insieme contro la violenza di genere, che dal 28 ottobre al 25 novembre attraversa dieci città italiane con 20 incontri, 17 associazioni territoriali coinvolte e oltre 65 voci tra scrittrici, scrittori, artiste e attiviste.
Un programma che mette al centro la cultura come strumento di consapevolezza e cambiamento, interrogando le radici della violenza di genere e i modelli linguistici e simbolici che la alimentano.
Mercoledì 13 novembre, alle 18.00, la Feltrinelli di Piazza dei Martiri ospita “Maschi si nasce, uomini si diventa”, un incontro corale condotto da Mario Gelardi e realizzato in collaborazione da Gruppo Feltrinelli, PARI e Capgemini.
Ad aprire l’appuntamento saranno Barbara Nardi, Direttrice Generale Polo Canali Gruppo Feltrinelli, e Alessandra Miata, Consigliera di PARI e CSR Director di Capgemini, che racconteranno il valore della rassegna e della partnership tra Feltrinelli e il network di aziende impegnate a promuovere un cambiamento culturale profondo nel contrasto alla violenza di genere.
L’incontro napoletano sceglie un formato inedito: nessuna conferenza, nessuna presentazione tradizionale, ma un percorso corale di lettura e riscrittura condivisa.
A scandirne le tappe sarà il bookclub transfemminista Archetipe, che ha realizzato una caccia al tesoro letteraria tra i classici della narrativa, alla ricerca delle frasi che – spesso inconsapevolmente – tramandano stereotipi patriarcali e sessisti.
Le parole, scovate nei testi di Verga, Manzoni, Austen e Moravia, diventano il punto di partenza per due momenti di approfondimento letterario affidati a Francesco Pacifico (La voce del padrone, ADD Editore) e Antonella Ossorio (La fame del suo cuore, Neri Pozza), insieme all’attrice di cinema e teatro Cristina Donadio – famosa per il suo ruolo di Scianel in Gomorra – e a Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio – tra gli interpreti della fortunata serie Mare fuori – le cui voci daranno corpo alle pagine e alle domande che le abitano.
Gli scrittori e gli artisti non “interpretano” ma aiutano a guardare più a fondo, a interrogare la mascolinità, il potere, la dipendenza e la libertà attraverso la letteratura, restituendo al pubblico uno spazio di ascolto e consapevolezza.
Accanto a loro, le studentesse e gli studenti delle scuole, insieme ai propri insegnanti, portano il frutto di un laboratorio di riscrittura che li ha visti protagonisti nel trasformare le frasi individuate in nuove parole, libere da stereotipi e pregiudizi, tracciando un varco verso il futuro.
Durante l’incontro, il pubblico sarà invitato a lasciare una parola contro la violenza su un post-it, che confluirà in un racconto visivo collettivo: i contributi saranno condivisi sui canali social di feltrinelli_librerie come segno di una riflessione che continua e si allarga.
A guidare il palinsesto nazionale, il messaggio della nuova campagna di comunicazione Feltrinelli “Leggere insegna a leggere”, in cui Le relazioni pericolose diventa monito per cogliere e interpretare i segnali subdoli che si celano dietro relazioni apparentemente ordinarie.
«114 femminicidi nel 2024, 52 solo nei primi sei mesi del 2025: numeri che raccontano una violenza strutturata, che si ripete di anno in anno e che non si riesce a sradicare. E, sempre più spesso, a commetterli sono giovani uomini, poco più che ventenni. Per cambiare rotta servono parole nuove, capaci di generare consapevolezza e trasformazione. I libri e la cultura possono aiutarci a trovarle, aprendo spazi di ascolto e confronto, specialmente tra i giovani: significa offrire strumenti per aiutarli a decodificare le loro emozioni, a interrogarsi sulle relazioni, sulle gerarchie e sugli immaginari che plasmano la quotidianità, e a riconoscere le forme di violenza e discriminazione ancora presenti.
La nostra rassegna “Le relazioni pericolose” nasce da qui: è un invito a mettere in discussione e ribaltare un paradigma troppo difficile da scardinare, a smontare i silenzi e le convenzioni che alimentano la violenza di genere e a immaginare, con il sostegno della cultura, relazioni più libere, eque e responsabili.»
commenta Alessandra Carra, Amministratrice Delegata di Gruppo Feltrinelli.
Ad arricchire la riflessione, una proposta bibliografica curata con il contributo della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, composta da oltre 100 titoli tra narrativa, saggistica e reportage che raccontano e denunciano la violenza di genere e promuovono l’educazione all’affettività come strumento di trasformazione.
Il mese tematico Feltrinelli si estende anche alle scuole, con due incontri in diretta streaming organizzati da Prima Effe. Feltrinelli per la scuola, destinati agli studenti delle Scuole Secondarie di I e II grado di tutta Italia.
Le relazioni pericolose è un progetto a cura di Feltrinelli, con la collaborazione di PARI. Insieme contro la violenza di genere.
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07 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Romania, Repubblica Ceca, Polonia, la regione belga delle Fiandre, Austria e Germania. Sono questi i Paesi di provenienza degli artisti stranieri che animeranno la decima edizione di “Quartieri di Vita. Life infected with social theatre!”, il Festival di formazione e teatro sociale ideato da Ruggero Cappuccio, finanziato dalla Regione Campania e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, in collaborazione con i cluster EUNIC di Roma e Napoli.
Il progetto, che crea una virtuosa sinergia tra gruppi teatrali campani che lavorano da anni nei territori del disagio e alcuni registi internazionali che operano, allo stesso modo, nelle arti performative orientate al terzo settore, prenderà il via il 18 novembre con l’inizio dei workshop di formazione teatrale e si concluderà dal 28 al 30 novembre con le restituzioni sceniche.
Un’esperienza unica nel suo genere, capace di coniugare il teatro e la sua funzione civile con le fragilità di donne vittime di violenza, adolescenti in povertà educativa, giovani a rischio, persone con problemi di dipendenza, minori non accompagnati, madri e bambini stranieri in prima accoglienza.
Uno dei luoghi simbolo di questa edizione è sicuramente quello che ospita la Casa Famiglia della Parrocchia dei Santi Giovanni e Paolo in piazza Ottocalli a Napoli. Nella chiesa del popolare quartiere di San Carlo all’Arena, dove ricevette il sacramento del battesimo Enrico Caruso, Adriana Follieri della storica associazione Manovalanza e lo scrittore e drammaturgo austro-tedesco Mazlum Nergiz, reduce da progetti con giovani artisti al Maxim Gorki Theater di Berlino e allo Schauspiel di Hannover, daranno vita ad un laboratorio comune con giovani madri della comunità locale. La performance pubblica è invece in programma il 29 novembre alle 10.45 nel teatro parrocchiale, dove a partire dalle ore 18 del giorno 30 si terrà anche un meeting finale con tutti i protagonisti della rassegna, a bilancio e condivisione delle esperienze.
Coinvolgerà gli abitanti di Ponticelli, quartiere della periferia est di Napoli, e quelli del comune vesuviano di Cercola il progetto affidato alla cura congiunta di Giulia Amodio dell’associazione N:EA – Napoli Europe Africa e del regista e drammaturgo ceco Jan Horák. Restituzione scenica nello Spazio Metamorfosi di via Argine a Ponticelli alle 19.30 del 29 novembre.
A Salerno, invece, Gina Ferri di TraversArte APS / La Tenda lavorerà in collaborazione con Frederico Araujo, attore e regista brasiliano residente nella
regione belga delle Fiandre. Destinatari del laboratorio saranno uomini con disturbi da dipendenza e minori stranieri non accompagnati. Tutti impegnati nell’appuntamento finale del 28 novembre alle ore 17 nello spazio del Piccolo Teatro del Giullare.
Continua, inoltre, tra Grazzanise e Mondragone, in provincia di Caserta, la fruttuosa collaborazione tra Antonio Nardelli di Teens’Park e l’artista polacco Christian Costa. Un sodalizio che coinvolge da anni in performance pubbliche essenziali e di grande significato sociale adolescenti e gruppi multietnici residenti nel basso Volturno e nelle zone limitrofe. Evento conclusivo, a compimento del workshop, il 29 novembre alle 16.30 nella palestra dell’istituto Giuseppe Garibaldi a Castel Volturno (Ce).
È destinato ai giovani, in particolare a ragazzi tra i 15 e i 18 anni, anche il progetto che vede impegnate ad Avellino Rossella Massari e Roberta Prisco di Vernice Fresca con l’artista interdisciplinare rumena Alina Pietrãreanu. La restituzione scenica del lavoro di laboratorio è in programma il 28 novembre alle 20 nel Libero Spazio d’Arte del capoluogo irpino.
Ha una sua completa autonomia, infine, il percorso formativo che Antonino Intorcia del teatro Solot di Benevento realizza con un gruppo di adolescenti provenienti da contesti sociali eterogenei e spesso fragili. Insieme a loro nasce “Brav* Ragazz* 2.0”, in scena il 30 novembre alle 12 al Mulino Pacifico, che parte da una storia di cyberbullismo e approda alle domande giuste per creare consapevolezza e riscatto.
La decima edizione di “Quartieri di Vita. Life infected with social theatre!” è realizzata in partenariato e in collaborazione con Czech Centre di Roma, Istituto Polacco di Roma, Rappresentanza Generale della Comunità Fiamminga e della Regione delle Fiandre, Accademia di Romania a Roma, Istituto Culturale Romeno, Forum Austriaco di Cultura di Roma, Goethe-Institut Neapel.
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