Oxfam al via “Incarta il presente, regala un futuro”

Dal 25 Novembre al 24 Dicembre, con l’iniziativa Incarta il presente, regala un futuro, i responsabili e i volontari Oxfam saranno nei negozi Coin, Mondadori, Toys Center, Euronics, Tigotà e tanti altri. È un’occasione unica per rendere speciale ogni regalo di Natale: incarterai i regali dei clienti, che, con una piccola offerta, si uniranno alla nostra lotta per salvare la vita delle persone in emergenza, in paesi come lo Yemen, e per contrastare la dispersione scolastica in Italia. La guerra in Yemen ha comportato la distruzione della maggioranza dei sistemi idrici. A causa della mancanza di acqua potabile le famiglie più vulnerabili sono esposte alla diffusione di malattie mortali, come il colera. Candidandoti come responsabile di postazione puoi aiutarci a garantire l’accesso all’acqua pulita a migliaia di persone in Yemen. L’Italia ha uno dei tassi di abbandono scolastico più alto in Europa. Inviando la tua candidatura al progetto Incarta un libro, regala un futuro attivo nelle librerie Mondadori di tutta Italia, potrai aiutarci a contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa nel nostro paese, garantendo un’educazione inclusiva a tutti e tutte. I punti vendita a Napoli saranno:

Ubik (Via Benedetto Croce)
Coin (Via Scarlatti)
Mondadori (Piazza Garibaldi, Pontecagnano, Nola e Marcianise)
Toys ( Giugliano e Miano)

Qui il link per la candidatura https://www.oxfamitalia.org/landing-pacchi-responsabili/

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Puliamo il Mondo, ancora “ricco” il bottino recuperato dai volontari di Legambiente

Elettrodomestici, materiali edili, igienici in ceramica, pneumatici fuori uso e tanta plastica. Ancora “ricco” lo sporco bottino recuperato dai volontari di Legambiente in Campania durante la settimana di grande pulizie di Puliamo il Mondo la storica campagna di volontariato di Legambiente, edizione italiana di Clean up the World, che da 30 anni chiama all’azione, cittadini di tutte le età per ripulire insieme dai rifiuti abbandonati aree verdi, strade e piazze, angoli della città, ma anche sponde di fiumi e spiagge. Da Pioppi a Pietramelara, da Giugliano a Scampia, da Avellino al Taburno, centinaia di di volontari tra studenti, amministrazioni comunali, aziende green, migranti, persone senza fissa dimora e associazioni si sono “sporcati le mani” per ripulire e riqualificare tantissime aree della Regione.

Una battaglia di civiltà ma anche un gesto d’amore per l’ambiente circostante. È questo lo spirito che caratterizza da 30 anni Puliamo il Mondo.In questi trent’anni Puliamo il mondo – dichiara Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – ha contribuito a far crescere nei cittadini la consapevolezza sull’importanza della tutela dell’ambiente, della corretta gestione dei rifiuti e del ruolo dei singoli per migliorare il decoro degli spazi comuni. Ma oltre all’impegno dei cittadini, è bene che anche le istituzioni facciano la loro parte con interventi di promozione dell’economia circolare, facilitando ad esempio la realizzazione degli impianti di riciclo, , semplificando l’iter tortuoso di approvazione dei decreti End of waste sulle materie prime seconde, promuovendo gli acquisti verdi, penalizzando economicamente sempre di più lo smaltimento in discarica e facendo pagare meno le utenze più virtuose con la tariffazione puntuale. Solo così ci libereremo una volta per tutte dalla dittatura degli impianti di smaltimento”

Tra le tante iniziative a Pietramelara si è svolta una raccolta straordinaria di pneumatici fuori uso con più di 150 PFU abbandonati conferiti nel cassone dell’Isola Ecologica .

Scampia pulizia all’insegna della multiculturalità con la partecipazione dei ragazzi e ragazze del quartiere, minori richiedenti asilo provenienti da Tunisia ed Egitto. E’ stata ripulita un’ area abbandonata dove grazie al di AzzeroCO2 nei prossimi mesi verranno piantati più di 1000 alberi, per riforestare quello che da sempre è considerato il quartiere più verde di Napoli. Rocciatori in azione nel Cilento. I volontari di Legambiente con l’intervento di rocciatori professionisti della Cardine srl  hanno ripulito il tratto di scarpata che sovrasta la costa tra Pioppi e Casalvelino. Le operazioni di pulizia hanno consentito di recuperare circa 100 kg di rifiuti, oltre a diverso materiale ingombrante abbandonato nel corso degli anni: elettrodomestici, materiale edili, igienici in ceramica ed altro. Nel Parco naturalistico di Liternum a Giugliano piccoli e grandi si sono impegnati nella pulizia dell’area pubblica e dialogare con l’amministrazione per lavorare le tante criticità del parco vengano affrontate e risolte. 

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Welfare responsabile, a Napoli il seminario organizzato da RWR

Nella sala consiliare dell’Università Parthenope di Napoli, si è tenuto il seminario “La sfida del Welfare Responsabile nel Mezzogiorno” organizzato dalla RWR (Rete Welfare Responsabile) insieme a Sociologia per la Persona, il Dipartimento di Studi politici e sociali dell’Università di Salerno e BCC Napoli (gruppo BCC ICCREA), con la collaborazione del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Parthenope di Napoli. L’evento  è il risultato  di un lungo e articolato percorso di riflessione e di ricerca al quale  hanno partecipato studiose e studiosi di diverse Università italiane.

Partendo dalle difficoltà dell’attuale sistema di protezione sociale, ci si muove per rispondere in maniera efficace ed efficiente ai vecchi e nuovi bisogni delle persone e delle comunità. La proposta  riconosce centralità a  tre opzioni di fondo: la centralità della persona, la responsabilità, la dimensione quale luogo privilegiato della sua attuazione.

Il welfare responsabile si caratterizza anzitutto per il deciso superamento di un’impostazione unidirezionale, dove interviene un singolo attore (Stato o mercato o Terzo settore) oppure più attori non coordinati tra loro. Il welfare responsabile adotta un approccio che include e mette in sinergia vari stakeholder a tutti i livelli e nei differenti ambiti.

E’ stato evidenziata l’importanza di una logica di rete, fondata sull’impegno a integrare, a mettere insieme in modo armonico e coeso gli attori sociali, attraverso una particolare forma di governance che privilegia l’orizzontalità rispetto alla verticalità.

Il tentativo è di generare una rete di attori differenti che, mobilitandosi responsabilmente, possano creare  una configurazione sociale nuova: lo spazio sociale di prossimità all’interno del quale possano affermarsi  nuovi canali di comunicazione, inedite modalità di collaborazione e innovative risposte più adeguate alle sfide della contemporaneità.

Sono intervenuti Vincenzo Cesareo (coordinatore Rwr), Amedeo Manzo (presidente BBc di Napoli) Carlo Pennisi ( Welfare responsabile ed attivazione capacitante- Università degli studi di Catania)  Giovanna De Rosa ( direttrice Csv di Napoli) , Eufrasia Sena ( ricercatrice diritto del lavoro – Università Parthenope).

Inizialmente previsti tre laboratori aventi rispettivamente come tema “La prossimità”, “l’Empowerment”, la “Coprogettazione” e finalizzati ad attivare un confronto e uno scambio di esperienze tra i partecipanti, taluni espressione del mondo accademico altri del Terzo settore.

di Maria Rosaria  Ciotola

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ORFANI SPECIALI: FIRMATO UN PROTOCOLLO D’INTESA CON IL GARANTE DEI DETENUTI IN SOSTEGNO DEI MINORI FIGLI DI VITTIME DI FEMMINICIDIO

Aiutare bambini e ragazzi figli di vittime di crimini domestici a recuperare la serenità e una vita quanto più possibile normale. Sono queste le intenzioni alla base del protocollo d’intesa firmato dal Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e la Cooperativa Sociale Irene 95, ente capofila del progetto Respiro che si occupa proprio dei cosiddetti “orfani speciali”.

La realtà dei cosiddetti orfani speciali, figli di vittime di crimini domestici, è complessa ma sommersa visto che non esistono stime ufficiali sulleffettivo numero di casi. Si tratta di ragazzi che hanno perso in qualche modo entrambi i genitori, con uno dei due ammazzato in maniera violenta dal partner e l’altro in carcere o suicida. Gli studi dimostrano che queste situazioni hanno sugli orfani un impatto psicologico devastante, a cui si aggiungono le questioni giuridiche e gli aspetti legali, tra cui la decadenza della responsabilità genitoriale, laffidamento del minore e la designazione del tutore.

In questo contesto – spiega Fedele Salvatore, presidente della cooperativa Irene 95 – quando un ragazzo chiede e ottiene il permesso di incontrare il genitore in carcere, è necessario che questi sia adeguatamente preparato attraverso un percorso trattamentale, che è quello che ci proponiamo con la firma di questo protocollo. È difficile occuparsi degli uomini maltrattanti che stanno scontando la loro pena, noi vorremmo sfondare questa porta introducendo il dibattito, aiutandoli ad elaborare il fatto, nel rispetto dei figli che rappresentano sempre il nostro interesse primario. Si tratta d’altra parte di una delle azioni previste dal progetto Respiro, programmare percorsi di formazione di base per sia per operatori del sistema carcerario che per tutti quei soggetti che in qualche modo impattano sul fenomeno degli orfani speciali. Per questo, dopo questo primo accordo, nelle prossime settimane ci muoveremo per realizzare altri protocolli con l’amministrazione penitenziaria per poter lavorare anche con i soggetti che operano nelle carceri”.

Sono fiducioso per l’avvio di questa iniziativa nelle carceri per i maltrattanti che hanno offeso, ucciso la propria partner lasciando questi bambini orfani speciali – commenta Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania – Questo avvio di sperimentazione, almeno in alcune carceri della regione, deve essere vissuto anche come applicazione di un dettato costituzionale. Se un detenuto vuole una mano deve essere aiutato a reinserirsi, altrimenti la funzione della pena è una funzione vuota”.

Il progetto Respiro è realizzato dalla cooperativa sociale Irene 95 grazie al sostegno di Con i Bambini in partenariato con 13 enti della zona sud Italia e isole.

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Minori in comunità, sono 23mila. Sei su 10 sono italiani, in prevalenza hanno 14-17 anni 

Sono 23.122 i bambini e i ragazzi ospiti delle 3.605 comunità per minorenni attive in Italia. Il numero, riferito al 31 dicembre 2020, è stato reso noto dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in occasione della pubblicazione di una raccolta dati realizzata in collaborazione con le procure presso i tribunali per i minorenni. Si tratta del volume La tutela dei minorenni in comunità, giunto alla sua quarta edizione e scaricabile da oggi dal sito dell’Autorità (sezione Pubblicazioni).

La precedente ricerca aveva rilevato che a fine 2017 i minorenni in comunità erano 32.185 e accolti in 4.027 strutture. Nel 2020, dunque, si rileva un calo di circa 9.000 ospiti, riconducibile per lo più alla diminuzione dei minorenni stranieri non accompagnati (Msna) presenti nel nostro Paese. Questi ultimi sono passati – stando ai dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – dai 18.303 del 31 dicembre 2017 ai 7.080 del 31 dicembre 2020.

I numeri dei minorenni in comunità in Italia  – Quale è la situazione dei minorenni in comunità rilevata dallo studio appena presentato? “La quarta raccolta dati prende in considerazione il triennio 2018, 2019 e 2020”, spiega l’Autorità garante Carla Garlatti. “Viene registrata una sostanziale stabilità delle presenze: erano 22.613 nel 2018, 21.650 nel 2019 e 23.122 nel 2020, con oscillazioni dipendenti in buona parte dalle variazioni del numero degli Msna”. Il numero medio di ospiti per struttura a fine 2020 è 6,4, identico al dato del 2018. I distretti con maggior numero di minorenni sono Milano (13,4%), Palermo (11,1%), Bologna (8,9%), Napoli (7,5%), Roma (6,6%) e Venezia (6%).

“C’è una notevole difformità tra territori”, evidenzia Carla Garlatti. “A fronte di una stabilità del dato a livello nazionale nel triennio 2018-2020, risultano invece evidenti le differenze tra i distretti. Ciò non è riconducibile solo al numero degli Msna, ma anche a una diversa presenza dei servizi sociali. Peraltro, a una quantità maggiore di allontanamenti non corrisponde sempre e necessariamente una condizione di più grave disagio del territorio, poiché gli interventi a protezione di bambini e ragazzi dipendono da una pluralità di fattori”.

Dai dati raccolti emerge che il 55% degli ospiti ha un’età compresa tra 14 e 17 anni, il 15% tra 6 e 10 e il 14% tra 11 e 13. Sono presenti anche maggiorenni, che su base nazionale risultano 2.745 al 31 dicembre 2020, pari all’11,9% del totale. La maggior parte dei minorenni in comunità è di cittadinanza italiana (55% nel 2018, 61% nel 2019 e 60% nel 2020). Gli stranieri a fine 2020 sono il 40%, dei quali il 24% Msna. Il 61% è di genere maschile e il 39% femminile.

Rispetto poi ai tempi di permanenza in struttura, emerge che per il 26 % sono superiori a due anni. Va detto che la rilevazione, in questo caso, è stata effettuata solo sul 65% dei minorenni in comunità presenti in Italia. In alcuni distretti (Torino, Genova e Trento) la permanenza superiore ai 24 mesi riguarda più del 30% degli ospiti, in altri distretti invece si riferisce a meno del 20% (Palermo, Potenza e Campobasso).

Le novità: gli allontanamenti d’urgenza e il numero dei controlli  – La ricerca rileva anche i motivi dell’inserimento in comunità. Il 78% dei bambini e dei ragazzi presenti nelle strutture a fine 2020, secondo i dati forniti da 18 procure su 29, è risultato esservi stato collocato su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il 12% per decisione consensuale dei genitori e il 10% per allontanamento d’urgenza ai sensi dell’articolo 403 del codice civile. Quest’ultima rilevazione rappresenta una novità, che consente inoltre di misurarne la percentuale per ciascun distretto: a Salerno vi si è fatto ricorso per il 56,6% dei casi, mentre all’Aquila e Potenza non risultano allontanamenti d’urgenza nel periodo preso in considerazione.  Per la prima volta è stato pubblicato il numero dei controlli effettuato dalle procure minorili sulle comunità. Un vero e proprio record in termini assoluti tra ispezioni e sopralluoghi compiuti nel corso 2020 si registra a Bologna (704 su 352 strutture). Altre procure invece hanno registrato maggiori difficoltà.

La pubblicazione è scaricabile da questa sezione:

https://www.garanteinfanzia.org/pubblicazioni

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Scatti iconici per combattere la malnutrizione

Cinque scatti a favore degli ultimi del pianeta. Cinque fotografie d’autore donate dal Maestro Giovanni Izzo all’associazione Operatori Sanitari Nel Mondo OSNM, per sostenere la lotta alla malnutrizione acuta grave, che affligge il continente africano. La fierezza e la fragilità di donne raccontate attraverso cinque immagini impresse, in bianco e nero, su una pellicola, che ha il potere di renderle iconiche. Sguardi che possono parlare, di chi ha visto troppo per raccontare. Dolci storie di maternità che si intrecciano con la durezza di una vita difficile, che tante donne dell’esodo conoscono. Il potere comunicativo dell’arte ci porta oltre la narrazione, avendo il potere di immortalare, in uno scatto, istantanee di vita vissuta, di dolore e di speranza. Sempre vicino agli invisibili di Castel Volturno, il maestro fotografo Giovanni Izzo è impegnato da anni a raccontare, attraverso l’obiettivo, le storie di chi fugge dalle persecuzioni, dalla guerra e dalla fame, in cerca di una casa più sicura dove poter guardare al futuro. Cinque scatti che fanno parte della collezione “MATRES: Le donne dell’esodo”. Le opere, dopo essere state esposte in numerose gallerie d’arte in tutto il Paese, passando per il Museo Campano di Capua, sono oggi acquistabili, per beneficenza, sulla pagina Facebook di Operatori Sanitari Nel Mondo. Il ricavato della vendita delle fotografie d’autore consentirà di contribuire agli sforzi di OSNM, per far fronte ad una piaga che, ancora ai giorni nostri, è un’emergenza invisibile, che provoca la morte di 6,3 milioni di bambini ogni anno, la malnutrizione acuta grave. Dopo Castel Volturno e Timboni, in Kenia, Operatori Sanitari Nel Mondo oggi è presente anche in Congo, nei remoti villaggi di Goma e Bukavu, dove sono stati allestiti nuovi ambulatori socio-sanitari. Impegno possibile grazie anche ad iniziative benefiche come questa, che vedono l’arte in prima linea al servizio del prossimo.

 

di Valerio Orfeo

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