10 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
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09 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
Formare i pastori del futuro e restituire speranza alle Terre Alte di tutto il Paese. Sono gli obiettivi della Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva di Calascio, nel cuore dell’Abruzzo. Dopo le prime 2 sessioni nell’autunno scorso, la Scuola riprende le attività per il 2026 con altre 6 Masterclass, a cura di Slow Food Italia e D.R.E.Am Italia.
Significative le esperienze di chi ha partecipato alle prime due formazioni: la giovane Giorgia D’Amato, che ha già dimestichezza con animali e greggi, dichiara «Ho deciso di iscrivermi a questa scuola per restare al passo coi tempi e per imparare qualcosa in più oltre a quello che mi hanno trasmesso mio nonno e mio papà». Per Francesca Paciocco, studentessa in Scienze forestali e ambientali, è un’occasione per fare qualcosa di importante per il suo territorio: «Ho il cuore in Abruzzo, specialmente su queste montagne. Un’iniziativa come questa è vitale per la sopravvivenza di ambienti preziosi: dobbiamo tornare alla montagna e non solo la domenica per una passeggiata: occorre far rifiorire ambienti antichi, far ripartire piccole aziende, far capire alle persone cosa c’è intorno a un pezzo di formaggio e di carne». Servono «più allevatori e meno scaldapoltrone» è l’invito lanciato ai suoi coetanei dal trentino Alex Beltempo, che alleva capre di razza Pezzata Mochena, una razza autoctona inclusa sull’Arca del Gusto di Slow Food, una passione ereditata dai genitori. «Sono qui per imparare, perché, come tutti in tutti i settori, occorre essere formati e aggiornati».
Gestione del pascolo, conservazione della biodiversità, mitigazione delle predazioni, produzione del formaggio, turismo e marketing territoriale: questi i principali ambiti su cui si concentreranno le lezioni, con un approccio teorico e pratico che valorizza il sapere e le pratiche tradizionali e li integra con le competenze più attuali. La pastorizia estensiva viene così riconosciuta come modello di sviluppo sostenibile, capace di affrontare la crisi climatica, contrastare l’abbandono delle terre alte e generare nuove economie. Un settore strategico, dunque, cui, non a caso, l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite ha dedicato l’anno internazionale 2026.
– Economia e progettazione delle imprese pastorali
dal 9 al 12 aprile 2026
– Produzione e valorizzazione dei formaggi
dal 3 al 9 maggio 2026
– Biodiversità dei sistemi agro pastorali
dal 15 al 17 maggio e dal 22 al 24 maggio 2026
– Conflittualità zootecnica: i predatori selvatici
dal 29 al 31 maggio e dal 5 al 7 giugno 2026
– Dalla Pastorizia a Slow Food Travel
dal 7 al 13 giugno 2026
– Gestione e pianificazione delle risorse pastorali
dal 12 al 14 giugno e dal 19 al 21 giugno 2026
La Scuola ha circa 60 i posti a disposizione, con priorità a chi ha meno di 40 anni e risiede in Abruzzo, e in particolare giovani pastori e pastore, o aspiranti tali, studenti e studentesse di discipline ambientali e agro forestali, professionisti del settore, dipendenti pubblici e personale delle aree protette.
Le lezioni frontali con tecnici ed esperti si svolgono presso il convento di Santa Maria delle Grazie di Calascio mentre nelle aziende del territorio si tengono gli incontri formativi con i produttori e trasformatori. Il corso ha il patrocinio di Uncem e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ed è valido come riconoscimento di CFP-Crediti Formativi Professionali per gli iscritti al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.
Le iscrizioni, aperte oggi per tutte le masterclass, si possono effettuare attraverso il sito Slowfood.it, dove è possibile anche verificare modalità di partecipazione – residenziale con vitto e alloggio o giornaliera, in due weekend consecutivi o nella formula settimanale – costi e gratuità disponibili.
La Scuola nasce da un’idea di Slow Food Italia e D.R.E.Am. Italia – realtà da anni impegnate nella promozione della biodiversità e dello sviluppo sostenibile delle aree rurali e dei loro piccoli comuni – che hanno risposto a una manifestazione d’interesse nell’ambito del progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo” del Comune di Calascio, selezionato dalla Regione Abruzzo nell’ambito delle misure del PNRR (LINEA A, M1.C3 – Investimento 2.1 – “Attrattività dei borghi”), gestite dal Ministero della Cultura e finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU
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09 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
È stato sottoscritto questa mattina un accordo di collaborazione che sancisce l’impegno congiunto di sei soggetti istituzionali per affrontare in modo organico il problema dei rifiuti abbandonati lungo le strade provinciali delle province di Napoli e Caserta, nel cuore della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Presenti alla firma presso la sede della struttura commissariale straordinaria a Caivano, il Commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale, Prefetto Fabio Ciciliano, il Sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, il Presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, l’Amministratore Unico della SAPNA S.p.A. – Sistema ambiente Provincia di Napoli, Alberto Boccalatte, il Presidente del Consiglio di Amministrazione di G.I.S.E.C. S.p.A. – Gestione impianti e servizi ecologici casertani, Vincenzo Caterino e il direttore generale di ARPAC-Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, Luigi Stefano Sorvino.
La presenza sistematica di rifiuti abbandonati lungo la viabilità provinciale rappresenta da anni un grave fattore di degrado e un rischio concreto per la salute pubblica: con questo accordo si passa dalle parole ai fatti, attivando un sistema operativo strutturato e tracciabile.
L’accordo definisce con chiarezza le responsabilità di ciascun soggetto firmatario. Il Commissario straordinario coordina l’intera azione, individua le priorità di intervento, garantisce la copertura finanziaria a valere sulle risorse FSC disponibili sulla contabilità speciale commissariale e approva la rendicontazione economica presentata dai soggetti attuatori. La Città Metropolitana di Napoli, guidata dal Sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, assicura il raccordo amministrativo con SAPNA e il supporto delle proprie strutture tecniche per la viabilità provinciale. Analogamente, la Provincia di Caserta, presieduta da Anacleto Colombiano, svolge lo stesso ruolo di raccordo con GISEC per il proprio ambito territoriale. SAPNA S.p.A. e GISEC S.p.A., rispettivamente gestori del servizio rifiuti per le province di Napoli e Caserta, garantiranno la ricezione, il trattamento e il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati, provenienti dalle operazioni di rimozione, presso impianti regolarmente autorizzati. Entrambe le società assicureranno la piena tracciabilità dei flussi, la compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) e la rendicontazione mensile al Commissario.
L’accordo prevede anche il potenziamento delle capacità operative di ARPAC. Il Commissario straordinario metterà a disposizione risorse economiche per l’implementazione di 8 nuove figure professionali specialistiche per un periodo di 24 mesi (e comunque non oltre il 31 dicembre 2027, data di scadenza della struttura commissariale), destinate ad intensificare le attività di campionamento, analisi e caratterizzazione dei rifiuti.
“Questo protocollo è la risposta istituzionale che i cittadini della Terra dei Fuochi aspettavano. Non si tratta di un’iniziativa spot, ma di un sistema integrato e finanziato, capace di garantire continuità operativa, tracciabilità dei rifiuti e tutela della salute pubblica, con il coinvolgimento diretto di tutti i soggetti competenti sul territorio. Una sinergia che porterà risultati importanti in diversi ambiti. Grazie ad Arpa Campania, ad esempio, forniremo un supporto fondamentale per le istituzioni dell’area e anche per le Procure” afferma il Prefetto Fabio Ciciliano, Commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale.
Sottolinea l’importanza e l’operatività dell’accordo anche il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi, a fronte di un problema atavico, molto sentito dai cittadini: “Con questo accordo operativo contrastiamo una grande emergenza storica, ovvero lo sversamento abusivo di rifiuti ai bordi delle strade provinciali, fenomeno complesso sia per la rimozione che per la caratterizzazione degli stessi, soprattutto in quelle cosiddette ‘aree di confine’ tra diversi Comuni. Così, invece, daremo una risposta concreta alle tante istanze dei cittadini, con il supporto delle rispettive aziende provinciali di Napoli e Caserta, il supporto tecnico di Arpac e il coordinamento e le risorse del Commissario straordinario”.
“Siamo di fronte a un’opportunità unica. La Provincia di Caserta conta ben 1.400 chilometri di strade e quello che finora è stato considerato un insieme di ‘interventi straordinari’ deve finalmente trasformarsi in attività ordinaria. Non è pensabile che nel 2026 si debba ancora intervenire sulle piazzole di sosta ridotte a discariche; non è giusto per i cittadini di Caserta e per l’intera Regione Campania” afferma Anacleto Colombiano, Presidente della Provincia di Caserta.
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09 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
Quando si parla di ictus cerebrale, la maggior parte delle volte l’attenzione si concentra sull’evento acuto: inatteso, drammatico, capace di cambiare la vita in pochi istanti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’ictus non nasce all’improvviso ma è piuttosto il risultato finale di un lungo e silenzioso processo, che si sviluppa nel corso degli anni e che mette insieme numerosi fattori di rischio, spesso sottovalutati.
Tra questi, lo stress cronico e le alterazioni del sonno – sia notturno sia diurno – stanno emergendo come elementi sempre più rilevanti per la salute cerebrovascolare. In vista della Settimana Mondiale del Cervello che si celebra dal 15 al 22 marzo 2026, A.L.I.Ce. Italia Odv, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, impegnata da quasi 30 anni nella prevenzione, nella divulgazione scientifica e nel supporto alle persone colpite da ictus e alle loro famiglie, intende richiamare l’attenzione su questi temi.
Lo stress fa parte della vita quotidiana ed è, di per sé, una risposta fisiologica utile: il problema nasce quando questo stato di allerta non si spegne mai davvero. In presenza di stress cronico, infatti, l’organismo mantiene attivi in modo persistente i principali sistemi di risposta allo stress, con una produzione prolungata di ormoni come il cortisolo e una costante attivazione del sistema nervoso simpatico. Nel tempo, questa condizione può determinare un aumento stabile della pressione arteriosa, una maggiore rigidità dei vasi sanguigni e uno stato infiammatorio cronico di basso grado, tutti meccanismi che favoriscono la progressione dell’aterosclerosi e la formazione di trombi.
“Lo stress cronico non va considerato solo come un problema emotivo o psicologico – spiega la Dottoressa Valeria Caso, Responsabile Struttura Complessa U.O. Neurologia Stroke Unit Polo Ospedaliero Saronno. È uno stimolo biologico persistente che, nel tempo, modifica profondamente l’equilibrio cardiovascolare. Quando questi meccanismi restano alterati a lungo, il rischio di eventi cerebrovascolari, come l’ictus, aumenta in modo significativo”.
Le persone esposte a stress cronico presentano dunque una maggiore incidenza di ipertensione e di eventi cardiovascolari, due dei principali fattori di rischio per l’ictus cerebrale.
Il sonno non è un semplice momento di “spegnimento” dell’organismo ma, al contrario, rappresenta una fase attiva di regolazione e recupero. Durante il sonno fisiologico, la pressione arteriosa tende a ridursi di circa il 10–20%, l’attività del sistema nervoso simpatico diminuisce e i processi infiammatori vengono modulati. Quando il sonno è insufficiente oppure risulta frammentato o disturbato, questa finestra di protezione si chiude. Studi osservazionali mostrano, infatti, che dormire meno di 5–6 ore per notte o più di 8–9 ore è associato a un aumento del rischio di ictus, rispetto a una durata di sonno considerata ottimale.
Un ruolo particolarmente rilevante è svolto dall’apnea ostruttiva del sonno, una condizione spesso non diagnosticata che interessa una quota importante della popolazione adulta. Le ripetute pause respiratorie notturne causano ipossia intermittente e, allo stesso tempo, brusche oscillazioni della pressione arteriosa, contribuendo a un danno vascolare progressivo. Le persone con apnea ostruttiva del sonno presentano un rischio di ictus circa doppio rispetto a chi non ne soffre.
Accanto al sonno notturno, la ricerca scientifica si sta concentrando anche sul sonno diurno, in modo particolare sulle pennichelle lunghe e non intenzionali. Se un breve riposino programmato può aiutare il recupero mentale e la memoria, i sonnellini prolungati e involontari sembrano causare un aumento del rischio cerebrovascolare.
Una revisione di studi osservazionali pubblicata su Sleep Medicine Reviews, che ha coinvolto oltre 600.000 persone (di cui circa 16.000 andate incontro a ictus), ha evidenziato una relazione tra durata del sonnellino diurno e probabilità di ictus. In particolare:
- i sonnellini brevi (fino a 30 minuti) mostrano un impatto minimo o nullo sul rischio;
- i riposini superiori ai 90 minuti sono associati a un aumento del rischio fino a circa l’80% rispetto a chi non dorme di giorno;
- i sonnellini non programmati e involontari sono associati a un rischio ancora più elevato.
“Ovviamente il riposino non va demonizzato, ma è necessario riconoscere come la sonnolenza diurna frequente e non voluta possa essere un segnale di un sonno notturno non ristoratore o di disturbi come l’apnea ostruttiva del sonno, che sappiamo aumentare il rischio di ictus – dichiara il Dottor Massimo Del Sette, Direttore U.O.C. Neurologia Policlinico San Martino di Genova. Il rischio aumentato è stato osservato per tutte le principali tipologie di ictus – ischemico, emorragico e subaracnoideo”.
“L’ictus arriva all’improvviso, ma il rischio si costruisce spesso molto prima – conclude Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv. Imparare ad ascoltare segnali apparentemente banali, come la stanchezza persistente o la tendenza ad addormentarsi durante il giorno, significa fare prevenzione. Prendersi cura del sonno e dello stress vuol dire invece prendersi cura del proprio futuro”.
Per A.L.I.Ce. Italia OdV, la prevenzione dell’ictus non si limita al solo controllo dei fattori di rischio più noti, come ipertensione, diabete o fumo, ma deve includere anche la qualità del sonno, la gestione dello stress e l’attenzione alla sonnolenza diurna. L’invito dell’Associazione è quindi a non sottovalutare pennichelle frequenti, prolungate o involontarie, soprattutto se recenti o in aumento, e a parlarne con il medico per una valutazione complessiva del rischio cardiovascolare e dei disturbi del sonno. Perché il cervello, spesso, lancia segnali molto prima che l’ictus si manifesti.
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09 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
Il 13 marzo 2026 alle ore 12:30, la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania e la Municipalità 4 del Comune di Napoli, insieme a Inward, Osservatorio sulla Creatività Urbana, celebreranno insieme il compleanno della piccola Noemi Staiano, sopravvissuta a un agguato di camorra in cui si trovò coinvolta il 3 maggio del 2019.
“Coloriamo la Vita – Auguri Noemi”, vuole essere un momento di comunità e rinascita per celebrare la vita, la gioia e il futuro di una bambina colpita innocentemente dalla camorra. Simbolo della rinascita di Noemi e della comunità tutta è il murale di Piazza Nazionale: non un’opera d’arte statica, ma in continua evoluzione e cambiamento. Il restauro sarà affidato al talento dell’artista Giulia NoEyes, capace di reinterpretare nel tempo i sogni e la crescita della piccola Noemi. Prenderanno parte all’iniziativa l’orchestra ensemble e il coro “Garibaldi” del Liceo Classico Statale Vittorio Emanuele II – Garibaldi, e le scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio.
Insieme a don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania e a Maria Caniglia, presidente della Municipalità 4 del Comune di Napoli, saranno presenti, tra gli altri, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, l’assessore alla Scuola, Politiche Sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli, in rappresentanza del presidente Roberto Fico, la presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Paola Brunese, l’assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu, e il comandante della Polizia Locale di Napoli, Ciro Esposito.
La giornata culminerà con un gesto simbolico e profondo: la firma della piccola Noemi a suggello del restauro del murale. La giornata vuole rappresentare un rinnovato abbraccio delle Istituzioni a una bambina, figlia di Napoli, che trae anche dalla sua comunità il coraggio per affrontare le sfide del futuro.
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09 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
Un ritratto intenso quello che emerge dalle pagine del libro “Nessuno mi sfiori invano. Racconto di vita e di dialogo tra culture, generazioni e fedi diverse”, l’opera biografica di Diana Pezza Borrelli a cura di Tiuna Notarbartolo. Il libro è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. La prossima presentazione si terrà presso la libreria The Spark Creative Hub, Mondadori Bookstore, via degli Acquari, Napoli, venerdì 13 marzo alle ore 17,30. Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, dialogheranno con Diana Pezza Borrelli: Teresa Armato assessora alla Cultura del Comune di Napoli e Carlo Fusco docente presso la Pontificia Università Gregoriana. Modererà la giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante Tiuna Notarbartolo.
“Nessuno mi sfiori invano. Racconto di vita e di dialogo tra culture, generazioni e fedi diverse” è un viaggio intenso, appassionato e profondamente umano nella vita di una donna che ha scelto il dialogo come percorso esistenziale e potente strumento di cambiamento sociale. Con straordinaria sensibilità e determinazione, l’autrice ci accompagna attraverso una narrazione ricca di emozioni e riflessioni, raccontando un’esperienza di vita intrecciata con l’impegno civile, politico e spirituale. Al centro del racconto, l’appartenenza al Movimento dei Focolari e la dedizione al dialogo interreligioso e interculturale si trasformano in una testimonianza vibrante. Attraverso ricordi personali, incontri che hanno segnato il cammino e progetti concreti di solidarietà, il volume intreccia storie di relazioni umane capaci di sfidare e superare barriere ideologiche, sociali e religiose. Dalle aule scolastiche ai tavoli della politica, dalle iniziative locali fino all’impegno per la pace in contesti internazionali, “Nessuno mi sfiori invano” diviene una dichiarazione d’intenti: un invito a vivere con passione e coraggio, testimoniando che ogni esistenza, quando spesa per gli altri, può diventare un seme di speranza capace di fiorire nel mondo.
Diana Pezza Borrelli nata nel 1944 a Orta di Atella (CE), durante gli anni della guerra, l’autrice ha dedicato la sua vita all’insegnamento e all’impegno sociale. Diplomata all’Istituto Superiore di Educazione Fisica, ha insegnato attività motorie fino al 1998, quando un incidente sul lavoro l’ha costretta al pensionamento anticipato. Con un profondo spirito di servizio, ha svolto un ruolo attivo nella politica locale, fondando iniziative come “Un albero per la vita” e promuovendo progetti di solidarietà nel quartiere Pizzofalcone di Napoli. Nel 2011 è stata eletta consigliera municipale, continuando a lavorare per la comunità e per il dialogo tra culture e religioni.
Profondamente ispirata dal carisma di Chiara Lubich, l’autrice ha partecipato a numerosi incontri internazionali e collaborato con associazioni di donne per l’empowerment femminile. Ha condiviso la sua storia in diverse trasmissioni televisive, rilasciando interviste e testimonianze su temi di pace, inclusione e dialogo universale.
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