21 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
L’innalzamento anomalo delle temperature si riversa sulla produzione cerealicola, che
registra su tutto il territorio campano un calo del 30 per cento, fino a raggiungere il dimezzamento della produzione rispetto al 2021 e alla media ragionale.
Cia Campania rende nota una prima valutazione sulla produzione alla fine della stagione della trebbiatura, che ha coinvolto tutte le aziende associate. Le temperature elevate fanno registrare ovunque un drastico
calo di produzione, che si abbatte in questa contingenza storica, sulla già precaria condizione dei produttori, che subiscono la discesa dei prezzi per l’andamento del mercato globale. “A questo aggiungiamo l’incremento dei costi di produzione, determinati dall’aumento del costo dell’energia e i prezzi proibitivi del gasolio agricolo, che non è stato considerato dal Decreto Aiuti appena apparso in Gazzetta Ufficiale” denunciano i vertici di Cia Campania.
Il caldo anomalo ha portato in alcuni casi a perdite di produzione fino al 50 per cento. La
cerealicoltura campana lamenta una grave difficoltà, pertanto si chiede un intervento immediato.
In primo luogo Cia Campania propone un intervento per stabilire un cartello minimo per i
trasformatori; e in secondo luogo, chiede un sostegno pubblico per il contenimento dei costi, che dovrà tradursi in una minore pressione fiscale e abbattimento dei costi vivi sostenuti dalle aziende.
Il prezzo del gasolio agricolo non accenna a diminuire e gli aiuti stanziati dal Governo sono
sufficienti a mitigare le difficoltà degli agricoltori.
“Oltre al danno anche la beffa: la produzione cerealicola cala e i commercianti non si espongono perché i prezzi sono in caduta libera”, dichiara Michele Masuccio responsabile aree tematiche– filiere Cia Campania. “Ma il prezzo dei beni di consumo al dettaglio è destinato a salire ancora: bisogna mettere un freno e correggere le storture, per questo chiediamo un tavolo di confronto immediato” spiega. “Per questa ragione chiediamo un confronto immediato in Regione Campania, con l’Assessore all’Agricoltura Nicola Caputo, per valutare le azioni da intraprendere coinvolgendo
tutti gli attori della filiera”.
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21 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Adottare linee comuni e prassi operative a tutela di adulti e minori coinvolti nelle complesse vicende legate alle crisi familiari. È il risultato raggiunto questa mattina con la firma delle linee di indirizzo in materia di consulenza nell’ambito dei procedimenti di famiglia. Si tratta della prima e unica esperienza di condivisione professionale e istituzionale tra l’Ordine degli Psicologi della Regione Campania, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, l’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli, il Tribunale Ordinario di Napoli, il Tribunale per i minorenni di Napoli e le relative Procure.
Si consolida, in questo modo, un dialogo tecnico-scientifico tra le diverse professionalità su temi sensibili, di matrice e operatività comune, con l’intento di fornire adeguati strumenti a tutela del complesso mondo delle relazioni genitoriali. Un lavoro multiprofessionale imprescindibile e proficuo nella direzione della tutela del minore nelle relazioni con gli adulti, grazie al quale l’adozione di linee di indirizzo condivise rappresenterà un’occasione di arricchimento della qualità del contributo tecnico nei processi.
“C’è grande soddisfazione per essere riusciti a realizzare, in breve tempo, un progetto condiviso tra istituzioni – sottolinea il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Armando Cozzuto – finalizzato all’adozione di linee di indirizzo per i lavori di consulenza all’interno dei procedimenti giudiziari riguardanti famiglie e minori. Questa importante iniziativa nasce dalla volontà di un’interlocuzione tecnica e istituzionale tra i vari protagonisti attivi nelle vicende e nelle dinamiche processuali, nell’ottica della condivisione di regole procedurali e di contenuti”.
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20 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Un originale Munaciello si aggira per le catacombe di San Gennaro. Ha in mano un libro, il Libro delle Scelte e del Destino. Si rivolge sornione agli spettatori con una domanda semplice: nella vostra vita ha scelto il destino o sono state le vostre decisioni a guidarvi? Fate fatica a rispondere? Beh niente paura: è solo un film. Questo è infatti l’inizio de “La Scelta” il corto partecipativo girato da Carlo Concina e Cristina Maurelli con i ragazzi e le ragazze di diversi quartieri e rioni di Napoli. Sarà proiettato al Giffoni Film Festival come Evento Speciale, sabato 23 luglio.
Il film racconta la storia di sette giovani protagonisti prigionieri di uno strano gioco, che li costringe a una riflessione su passato e futuro. Legalità, vincoli familiari e passioni diventano i temi portanti di tre intensi episodi dove le esperienze di vita reale dei ragazzi, risuonano nelle parole dei diversi personaggi e diventano momenti di cinema potente e commovente, che parla al cuore di tutti noi. Riusciranno a fare la scelta giusta e a ritrovare la libertà?
Il film è ambientato in luoghi iconici del Rione Sanità (dalle catacombe di San Gaudioso, a quelle di San Gennaro, dalla Basilica di Santa Maria della Sanità alla Chiesa di San Severo fuori le Mura con la scultura del Figlio Velato di Jago) e si conclude oniricamente alla Casina Vanvitelliana di Bacoli.
Protagonisti attivi del corto di finzione, davanti e dietro la macchina da presa, un gruppo di ragazzi che frequentano la Scuola del Fare, un’iniziativa che attraverso l’Istruzione e la Formazione Professionale nei settori della logistica e dell’automotive accompagna nella crescita educativa e formativa adolescenti a rischio di dispersione.
“Siamo molto contenti che il film dei nostri ragazzi sia al Giffoni Film Festival” commenta il direttore dei corsi Pasquale Calemme “è la dimostrazione che impegnarsi per un obiettivo porta buoni frutti e soddisfazioni”.
Il film è stato realizzato in forma partecipata grazie ai formatori del metodo PVCODE (Video Partecipativo per lo Sviluppo di Comunità), una metodologia che trasforma il fare cinema in una occasione per ripensarsi e trovare nuove potenzialità, attivando così percorsi educativi di empowerment e sviluppo di competenze relazionali.
“Fare film con non professionisti è sempre molto entusiasmante” dice Cristina Maurelli autrice e formatrice “il corto è molto intenso e pieno di occasioni di riflessione anche per gli spettatori”
Il progetto è a cura di Liberi Svincoli, un collettivo di artisti e formatori, ed è realizzato con il contributo di Fondazione De Agostini e Fondazione Alberto e Franca Riva. La Scuola del Fare “G. Civita Franceschi” nasce grazie alla partnership tra CNOS FAP Napoli (Salesiani Don Bosco), Fondazione di Comunità San Gennaro, Fondazione Alberto e Franca Riva, Cooperativa Il Millepiedi, Associazione IF-Imparare Fare e Cometa Formazione.
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20 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
A Ponticelli si continua a sparare , altra tragedia, che segna in negativo la vita della città di Napoli: due omicidi, due uccisioni in pieno giorno, che testimoniano come la guerra tra clan di camorra continui ininterrotta senza che nessuno abbia intenzione di fermarla. Lo avevamo gridato in tutti i modi: “Quanto dovremo aspettare per vedere delle risposte alla violenza nei quartieri? Negli scorsi mesi – si legge in una nota- abbiamo provato in tutti i modi a mantenere alta l’attenzione sulle violenze che insistono nella città e nella provincia di Napoli: attraverso comitati, mobilitazioni e denunce; attraverso la nostra presenza quotidiana nelle educative territoriali, con le associazioni di quartiere impegnate giorno e notte per costruire un’altra idea di vita e di comunità. Abbiamo reagito quando sono esplose bombe, dopo agguati e intimidazioni. Ma l’aria a Napoli è continua ad essere irrespirabile.
Le risposte della politica continuano ad essere tardive. Servono risposte strutturali in termini di sicurezza e politiche sociali; in termini di posti di lavoro e di politiche educative che accompagnino i minori dentro e oltre la scuola fino ai 18 anni.
Noi torneremo in strada a mobilitarci perchè il silenzio è complice della camorra e di chi vuole raccontare Napoli come una città indifferente ed assuefatta. Torneremo per le strade perchè nonostante il dolore e la stanchezza non ci arrendiamo ancora all’idea che si possa morire di camorra e che Napoli non possa avere le stesse opportunità che invece hanno altri luoghi del nostro Paese. E per questo pretendiamo risposte”.
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20 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
“Nella narrazione dei femminicidi ci si sofferma sempre troppo poco sulla vita della vittima e ci si concentra morbosamente sul carnefice. Li ritengo due errori colossali che alimentano una cultura retrograda che è alla base delle enormi difficoltà che si riscontrano quotidianamente nel porre in essere azioni positive di prevenzione Per questo ritengo che una pubblicazione sulla storia di Stefania Formicola, vista da un’angolazione diversa da quella della mera cronaca, abbia grande valore non solo per la conoscenza dei fatti ma anche per una valutazione dell’accaduto più autentica. Una testimonianza che diventa monito e, al tempo stesso, un prezioso canovaccio per tutte coloro che dovessero trovarsi nella stessa situazione che ha portato alla morte di Stefania”. Queste le parole di Michela Rostan, Vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, nel corso della presentazione del libro “Semplicemente Stefania – La storia di Stefania Formicola vittima di femminicidio” che si è svolta presso la Sala stampa della Camera dei Deputati e che ha vissuto un momento particolarmente toccante con la testimonianza di Mario, figlio di Stefania di appena 10 anni, affidato ai nonni dopo la tragedia.
“Se vogliamo davvero onorare la memoria di Stefania e di tutte le altre vittime di femminicidio – ha proseguito la deputata di Forza Italia – iniziamo a non girarci dall’altra parte quando vediamo un’amica, una sorella, una compagna di lavoro, una vicina di casa, in evidente difficoltà. Tendiamo la mano a chi cerca aiuto in silenzio. E su questa traccia dovremo lavorare anche nelle istituzioni per mettere a segno due obiettivi fondamentali nella prevenzione dei femminicidi: l’indipendenza economica della vittima e un posto sicuro dove andare una volta che si è denunciato il proprio aguzzino. Al tempo stesso bisogna proseguire nella formazione del personale delle forze dell’ordine su come approcciare e come riconoscere le emergenze, senza sottovalutare nessun dettaglio”.
“Abbiamo voluto questo libro – ha dichiarato Adriana Esposito mamma di Stefania – per mandare un messaggio a tutte le donne vittime di violenza alle quali vogliamo far capire che non devono stare in silenzio ma devono trovare il coraggio di denunciare prima che sia troppo tardi”
Presenti all’iniziativa anche gli avvocati Roberta Beolchi e Pier Paolo Damiano: “Stefania è stata l’ennesima vittima di femminicidio. Una storia agghiacciante che ci insegna come, dopo il dramma, ci sia la sofferenza di chi rimane tra mille difficoltà e ha il diritto di essere sostenuto dalla comunità”.
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20 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
“La proposta di Disegno di Legge regionale “Disposizioni in materia di semplificazione edilizia, di rigenerazione urbana e per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” approvata in Giunta Regionale della Campania” rappresenta un ulteriore duro colpo al governo del territorio, prevedendo deroghe ai limiti di carico insediativo anche e soprattutto laddove tali limiti sono stati già ampiamente superati e se ne constatano gli effetti deleteri sulla qualità della vita. Con gli effetti dei cambiamenti climatici sempre più evidenti bisognerebbe puntare ad una visione delle città e ad un governo del territorio che abbia come priorità la tutela dagli eventi estremi come ondate di calore e piogge torrenziali. Per farlo c’è bisogno di pianificazione e strumenti urbanistici ordinari (piano paesaggistico regionale, legge urbanistica, piano urbanistici comunali). In Campania si assiste invece ad una moltiplicazione di norme che mancano di una strategia complessiva per la effettiva tutela del territorio e delle comunità che vi risiedono. Con quella legge si procurerà un vantaggio per pochi a danno di molti che tra l’altro si vedranno diminuire il valore immobiliare dei propri edifici a causa dell’aumento del traffico, dell’inquinamento atmosferico e acustico.
Non dobbiamo meravigliarci se con tale disposizione verranno individuati nuovi ecomostri legalizzati come quello di Velia.” In una nota Mariateresa Imparato presidente Legambiente Campania critica la proposta di Disegno di Legge regionale “Disposizioni in materia di semplificazione edilizia, di rigenerazione urbana e per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” approvata in Giunta Regionale della Campania ora al vaglio del Consiglio Regionale per l’esame istruttorio in via di urgenza.
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