“Risguardi” , apre i battenti la libreria indipendente

Dopo anni il marchio Coop torna in Molise grazie ad una cooperativa di tre giovani che hanno partecipato ad un bando pubblico, ottenuto il relativo finanziamento e puntato coraggiosamente sulla cultura.

Apre infatti, nel cuore di Campobasso, Risguardi – Libri e dintorni, una libreria indipendente, non legata ad alcun gruppo editoriale, in collaborazione con Librerie Coop. Si trova in via Veneto 22 e taglierà il nastro sabato 5 novembre 2022 alle ore 11.30.

La libreria prende il nome da quello della cooperativa che ha realizzato il progetto e che gestirà l’esercizio: Risguardi soc coop. I tre giovani hanno deciso di costruire il loro futuro lavorativo puntando sulla lettura e cercando di contribuire a creare un futuro migliore per tutti. Un’idea che si è concretizzata grazie al bando Resto al Sud al quale la cooperativa ha partecipato, supportata da Legacoop Molise.

“Si tratta di un progetto sperimentale di Librerie Coop, il primo in assoluto in tutta Italia – ha sottolineato Chiara Iosue, presidente di Legacoop Molise – Siamo orgogliosi di questa scelta da parte di un marchio così importante e lieti di aver accompagnato questi ragazzi nel percorso di progettazione, contribuendo così al raggiungimento di questo importante traguardo”.

La libreria sarà aperta dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 13 e dalle 16 alle 20.

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Legambiente: “Italia in forte ritardo nella pianificazione e gestione forestale sostenibile e nella valorizzazione delle filiere forestali made in Italy”

Gli ecosistemi forestali sono i principali serbatoi naturali terrestri di carbonio e giocano un ruolo chiave per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e, per poter continuare a svolgere questa importante funzione,  devono rimanere efficienti ed essere in buona salute.

Lo scorso marzo è stata approvata la Strategia forestale nazionale che è il fondamento su cui imprimere una svolta per gestire in maniera sostenibile il nostro patrimonio boschivo, che non è soltanto il principale serbatoio naturale di carbonio di cui disponiamo, ma anche generatore di un valore sociale ed economico da capitalizzare tramite una pianificazione adeguata.

“L’Italia è in forte ritardo nella pianificazione e gestione forestale e nella valorizzazione delle filiere forestali del made in Italy. Nonostante il nostro Paese vanti una superficie boscata pari al 36,7% del territorio nazionale e un sistema di tutela tra i più stringenti in Europa, solo il 18% delle foreste italiane è sottoposto a pianificazione (regionale o locale), mentre la certificazione forestale interessa appena il 9% dei nostri boschi. Preoccupa, inoltre, la forte dipendenza per l’approvvigionamento di legname e semilavorati dall’estero, da cui l’Italia importa oltre l’80% del suo fabbisogno: un commercio che non ha eguali in Europa, con un impatto ecologico ed emissioni in altri Paesi, e che a livello globale è al centro di traffici illegali e deforestazione con un fatturato inferiore solo al traffico di stupefacenti”.

È quanto denuncia Legambiente nel suo ultimo report in cui fa il punto sul patrimonio boschivo nazionale  e propone le principali azioni da mettere in campo per una gestione forestale sostenibile, a quattro anni dalla tempesta Vaia che nel 2018 distrusse 41 mila ettari di boschi e schiantò a terra 8,7 milioni di mc di legname nel Nord Est del Paese.

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” ‘A livella”, la commemorazione dei defunti nel capolavoro della letteratura napoletana del secolo scorso

Il mese di novembre è considerato il “mese dei morti”. Questa ricorrenza è, nel tempo, diventata per il cristiano un doppio movimento spirituale. Da una parte ci si volge verso il proprio passato, il pensiero corre alle persone care defunte, a quelle a cui si è voluto particolarmente bene e a tutte quelle cui per tanti motivi ci si è sentiti legati. Dall’altra porta a protendersi verso il futuro e alla vita che, ad ogni modo, continua.

Totò nella poesia ‘ A livella’ affronta il tema della morte che, pur essendo un avvenimento doloroso e spiacevole, ha  la  qualità  di essere uguale per tutti.

Il sonno eterno non concede benefici a nessuno, né a colui che ha goduto di onori e privilegi né a chi  invece ha vissuto un’esistenza, povera, fatta di difficoltà e stenti.

Entrambi i  signori, protagonisti della poesia di Totò, hanno lo stesso spazio e sono nello stesso luogo. La morte, quindi, possiede un concetto di uguaglianza che non ha riscontri in nessuna altra situazione in vita, agendo proprio come una livella, “livellando” ogni tipo di disuguaglianza esistente tra i vivi.

La  poesia A livella’ rappresenta un capolavoro della letteratura napoletana del secolo scorso. La forma, il contenuto e le tematiche dello scritto sono in linea con la produzione cinematografica e teatrale del suo autore Antonio de Curtis, in arte Totò.

Nella poesia, il grande Totò si immedesima nella figura di don Gennaro, il povero netturbino che riesce a dare una singolare lezione al Marchese e ai suoi insignificanti titoli nobiliari, in quanto l’unica capace di eliminare tutte le disuguaglianze sociali e riportare tutti sullo stesso piano, è la morte, che viene paragonata a una livella,  ossia allo  strumento utilizzato dai muratori per livellare i muri.

In una società dell’apparenza ove l’essenza conta ben poco e  si sacrificano tranquillamente qualità e prestazioni a favore dell’aspetto  che deve trasmettere un messaggio chiaro e il cui unico obiettivo è diventare uno status symbol, vale la pena ricordare:

“ A morte ‘ o ssaje ched’’e? E’ una livella “ Nu rre , ‘nu magistrato, ‘ nu grand’ommo trasenno stu canciello ha fatt’ o punto c’ha perzo tutto, ‘ a vita e pure ‘ o nomme”

 di Maria Rosaria Ciotola

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Stop alla plastica: il fiume di bottiglie in Congo e la campagna di Greenpeace

Ogni minuto l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce negli oceani, provocando la morte di tartarughe, uccelli, pesci, balene e delfini, fino ad arrivare nei nostri piatti.

Sono impressionanti le immagini pubblicate da Greenpeace Italia sul proprio profilo facebook, un video che ci mostra le strade di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, completamente invase da rifiuti di plastica a seguito di una violenta alluvione.

Da queste tremende immagini bisogna ripartire ed è per questo che Greenpeace promuove una petizione che chiede ai Governi di sviluppare un accordo globale sotto l’egida delle Nazioni Unite, che riduca a zero l’inquinamento del mare e degli oceani causato dalla plastica

“Plastica monouso che galleggia a vista d’occhio- si legge in una nota dell’Ong ambientalista-  e si deposita nei fondali, insieme a microplastiche invisibili contenute in detersivi, cosmetici, vernici hanno invaso l’ambiente marino e contaminato ogni angolo della Terra. Ma il mare non è una discarica! Non possiamo più permetterci prodotti progettati per inquinarlo. Con tutta la plastica che c’è nei mari potremmo fare 400 volte il giro della Terra. 8 milioni di tonnellate, soprattutto microplastiche e plastica monouso non riciclata, finiscono ogni anno in mare, diventando cibo per pesci. 700 le vittime tra le specie a rischio: scambiano la plastica per cibo e muoiono per indigestione o soffocamento. La plastica sta letteralmente invadendo il mare, in assenza di leggi ambiziose e di comportamenti responsabili delle imprese, che continuano ancora oggi ad inondarci di prodotti monouso, pur sapendo che il riciclo da solo non basta.

https://attivati.greenpeace.it/petizioni/no-plastica/

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ANZIANI E BAMBINI CREANO COPERTE ALL’UNCINETTO PER I SENZATETTO

Anziane signore pronte a trasmettere agli studenti delle elementari l’arte dell’uncinetto, all’insegna del recupero della tradizione ma soprattutto della solidarietà. È il duplice scopo dell’iniziativa promossa dalla CRA Villa Serena, socia fondatrice del Consorzio Colibrì, condivisa con le Scuole Pavese di Bologna. Il progetto nasce da un’idea di Sheep Italia, la onlus fondata nel 2019, che opera nel campo dei diritti umani.

Il risultato di questa collaborazione che avvicina due generazioni diverse, porterà nei prossimi mesi alla creazione di coperte, in lana riciclata, da destinare agli indigenti, senzatetto della città di Bologna.

I manufatti saranno completati tra dicembre e gennaio e donati alla Cooperativa Sociale Piazza Grande che da oltre vent’anni opera a Bologna sostenendo la lotta alla povertà, promuovendo percorsi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone senza dimora.

«Un’iniziativa importante sul piano educativo e sociale – dichiara la direttrice della CRA Villa Serena Luana Carmen Tarquinio – in cui i nostri anziani insegnano ai bambini, direttamente nella loro scuola, a realizzare dei manufatti, imparando una tecnica creativa che appartiene al passato ma che proprio grazie al progetto viene recuperata e valorizzata».

In attesa della consegna delle prime creazioni artigianali, ogni lunedì mattina, da qualche settimana, un gruppo di signore ospiti di Villa Serena si recano nella scuola Pavese, per insegnare l’uncinetto ai bambini delle classi terze, quarte e quinte elementari.

“Il nostro obiettivo – spiega la responsabile del Servizio socioeducativo di Villa Serena Federica Taddia – è agire positivamente sulla sfera emotiva e relazionale per migliorare il benessere, il senso di responsabilità e di autonomia degli ospiti. Impegnati a lavorare con la lana, le anziane signore riscoprono la propria manualità condividendo con altri, e soprattutto con i bambini, emozioni ed esperienze”.

Ancora una volta insegnanti, educatori, ospiti e bambini sono uniti da una finalità intergenerazionale, come spesso accade a Villa Serena. E’ il caso dell’orto che la CRA realizza ogni anno con la partecipazione di anziani e bambini che ha lo scopo di trasmettere la passione e la conoscenza alle nuove generazioni, per alimentare il ricordo della tradizione e favorire un apprendimento attraverso uno scambio di tipo relazionale.

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Memorandum Italia–Libia, l’allarme di ONG e associazioni: «il bilancio delle ricadute sulla vita di uomini, donne e bambini migranti è tragico»

Se entro il 2 novembre il governo italiano non deciderà per la sua revoca, il Memorandum Italia–Libia verrà automaticamente rinnovato per altri 3 anni. Per questo motivo – come si legge sul portale redattoresociale.it, oltre 40 organizzazioni chiedono all’Italia e all’Europa di riconoscere le proprie responsabilità e di non rinnovare gli accordi con la Libia.

“A cinque anni dal Memorandum Italia–Libia, il bilancio delle ricadute sulla vita di uomini, donne e bambini migranti è tragico – affermano le organizzazioni in una nota -. Dal 2017 ad oggi quasi 100.000 persone sono state intercettate in mare dalla Guardia costiera libica e riportate forzatamente in Libia, un paese che non può essere considerato sicuro. La vita dei migranti e rifugiati in Libia è costantemente a rischio, tra detenzioni arbitrarie, abusi, violenze e sfruttamento. Significa non avere alcun diritto e nessuna tutela”.

“L’Italia e l’Unione Europea continuano a impiegare in Libia sempre più risorse pubbliche e a considerarlo un paese con cui poter stringere accordi, all’interno di un complesso sistema basato sulle politiche di esternalizzazione delle frontiere, che delega ai paesi di origine e transito la gestione dei flussi migratori, con il sostegno economico e la collaborazione dell’Unione Europea e degli Stati membri. Il Memorandum Italia – Libia crea le condizioni per la violazione dei diritti di migranti e rifugiati agevolando indirettamente pratiche di sfruttamento e di tortura perpetrate in maniera sistematica e tali da costituire crimini contro l’umanità”, affermano le organizzazioni che ieri, 26 ottobre, sono scese in piazza con la società civile contro il rinnovo degli accordi.

Il Memorandum- Il Memorandum- si legge ancora su redattoresociale.it, prevede il sostegno alla Guardia costiera libica, attraverso fondi, mezzi e addestramento. “Continuare a supportarla significa non solo contribuire direttamente e materialmente al respingimento di uomini, donne e bambini ma anche sostenere i centri di detenzione dove le persone vengono sottoposte a trattamenti inumani e degradanti, abusate e uccise”, segnalano le Ong.
Dal 2017 la Guardia costiera libica ha ricevuto oltre 100 milioni in formazione e equipaggiamenti (57,2 milioni dal Fondo fiduciario per l’Africa e 45 milioni solo attraverso la missione militare italiana dedicata). “Soldi pubblici e risorse destinate alla cooperazione e allo sviluppo, impiegate invece per il rafforzamento delle frontiere, senza alcuna salvaguardia dei diritti umani, né alcun meccanismo di monitoraggio e revisione richiesto dalle norme finanziarie dell’Ue. Ugualmente le risorse utilizzate per l’implementazione degli interventi umanitari non hanno bilanciato i crimini contro l’umanità che sono commessi attraverso il Memorandum”.

La Libia non è un paese sicuro- Per le organizzazioni, la Libia non può essere considerato un luogo sicuro. “Il quadro politico è particolarmente instabile, e le violenze contro la popolazione crescono di anno in anno, così come il numero delle persone sfollate. Nel paese è pressoché impossibile fornire una protezione significativa alle persone vulnerabili. Le opzioni sicure e legali per fuggire sono limitate sia nell’accesso sia nei numeri, tanto che sono molte le persone che decidono di intraprendere un viaggio di ritorno via terra – in particolare lavoratori stagionali provenienti dai paesi vicini – correndo rischi simili a quelli già affrontati per raggiungere la Libia. Molti altri, invece, provano ad attraversare il Mediterraneo pagando somme messe da parte con lavori svolti spesso in condizioni disumane, e affrontando viaggi pericolosi, in cui la probabilità di annegare è alta quanto quella di essere intercettati e respinti”.

“Alla luce della situazione di insicurezza e instabilità del paese, delle innumerevoli testimonianze di abusi e violenze e della completa e totale irriformabilità del sistema Memorandum – concludono -, chiediamo all’Europa di riconoscere le proprie responsabilità e al Governo italiano di non rinnovare gli accordi con la Libia.

Queste le organizzazioni firmatarie: A Buon Diritto, Acat Italia, Acli, ActionAid, Agenzia Habeshia, Alarm Phone, Amnesty International Italia, Aoi, Arci, Asgi, Baobab Experience, Centro Astalli, Cgil, Cies, Cini, Civicozero onlus, Cnca, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNGI, Cospe, Fcei, Focus Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Emergency, EuroMed Rights, Europasilo, Intersos, Magistratura Democratica, Mani Rosse Antirazziste, Medici del Mondo Italia, Mediterranea Saving Humans, Medici Senza Frontiere, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Open Arms, Oxfam Italia, Refugees Welcome Italia, ResQ – People Saving People, Save the Children, Sea Watch, SenzaConfine, Simm, Uil, Unire, Un Ponte per.

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