“Salviamo le api”, al via la raccolta fondi per regalare una casa agli insetti impollinatori

Negli ultimi anni la popolazione di api e di altri insetti impollinatori ha subito un calo. Le api non producono solo il miele, con la loro scomparsa verrebbe a mancare il cibo che mangiamo tutti i giorni come i frutti di bosco, le pesche, le castagne, le mele, le mandorle, ma anche le zucchine, i pomodori e tantissimi altri ortaggi. Lo stesso vale anche per i prodotti caseari come latte, yogurt, burro e formaggi freschi. Verrebbe a mancare il processo di impollinazione che è alla base della catena alimentare.

Le api sono minacciate dai cambiamenti climatici, da pesticidi, da perdita dell’habitat e malattie.Secondo la Fao, 75 delle 100 colture più importanti al mondo si riproducono grazie all’impollinazione. L’87 per cento delle coltivazioni destinate a nutrire l’uomo conta sul lavoro che questi insetti ci offrono gratuitamente.

Sulla piattaforma Crowdnet.it è possibile sostenere il progetto “Salviamo le api” e collaborando con gli apicoltori si potrà regalare una casa a un’ape e promuovere laboratori con le scuole piantando fiori attrattori delle api.

“Agiamo ora- dicono i volontari di LET’S DO IT! ITALY, promotori della raccolta fondi-  regaliamo un fiore ed una casa alle API. Il miele potrà essere ritirato presso la Masseria Antonio Esposito Ferraioli e potrete scegliere tra il miele prodotto all’interno del bene confiscato alla camorra oppure il miele prodotto all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio”.

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Barriere architettoniche, approvato l’emendamento per la proroga del bonus 75%

La Commissione di Bilancio ha approvato l’emendamento del Governo per la proroga del bonus 75% relativo all’eliminazione delle barriere architettoniche. La detrazione era stata introdotta per la prima volta su proposta di FIABA e RECERT nella scorsa Legge di Bilancio.

In attesa della votazione finale, il Presidente di FIABA Giuseppe Trieste esprime soddisfazione per questo risultato: “C’è grande bisogno di strumenti semplici ed efficaci come questo per risolvere l’annoso problema delle barriere architettoniche. Si tratta di una vittoria non solo per le persone con disabilità, ma per il Paese intero. Rendere le nostre città più accessibili a chi presenta una ridotta mobilità, anche temporanea, è ora un obiettivo decisamente più a portata”.

Il bonus 75% riguarda opere di abbattimento barriere architettoniche all’interno di tutti gli edifici, non solo abitazioni o condomini. Un aspetto fondamentale è che non è necessario essere una persona con disabilità o avere più di 65 anni, ma è l’intervento che conta.

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Presentata “agendo 2023”: il ricavato andrà a sostenere i profughi di guerra accolti a Napoli

È stata presentata oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli agendo 2023 no war, l’agenda-libro edita, come di consueto, da Gesco e dedicata quest’anno al tema della pace. A un anno quasi dalla guerra scoppiata in Ucraina, agendo 2023 no war non è un’invocazione generica alla pace ma un richiamo molto concreto che si aggiunge a tanti moniti fatti da note personalità e dallo stesso Papa. Il ricavato delle sue vendite andrà a sostegno delle famiglie dei profughi di guerra che si sono rifugiate a Napoli.

Dodici i racconti di agendo, firmati da: Vincenza Alfano, Paquito Catanzaro, Len Cooper, Vincenzo Esposito, Dino Falconio, Mauro Giancaspro, Laura Marmorale con Antonio Musella, Angelo Petrella, Aldo Putignano, Eva Serio, Chiara Tortorelli, Serena Venditto. La presentazione è del presidente del gruppo di imprese sociali Gesco Sergio D’Angelo; l’introduzione è firmata dal direttore del quotidiano Avvenire Marco Tarquinio; mentre le immagini sono dei fotografi: Franco Confessore, Donatella Donatelli, Giancarlo De Luca, Raffaella De Luise, Matilde Falcone, Valeria Laureano, Giovanni Salzano, Riccardo Siano, Sergio Siano.

La presentazione, avvenuta nella Sala conferenze del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha visto la partecipazione degli scrittori che hanno contribuito, in maniera volontaria, a questa 18esima edizione, del direttore del Mann Paolo Giulierini e del presidente di Gesco Sergio D’Angelo. “La pace è un’attività di mediazione: non si costruisce solo dividendo i due schieramenti tra vinti e sconfitti ma anche attraverso una effettiva disponibilità a ricercarla. Ci auguriamo che il 2023 sia davvero l’anno della pace”, ha spiegato D’Angelo.

agendo 2023 ha una copertina chiara, un progetto grafico colorato – con i colori del simbolo della pace stilizzato con un richiamo alla natura – di Studio Eikon e porta un elastico di chiusura. Il prezzo di copertina è di 12 euro. La cura editoriale è di Ida Palisi e Teresa Attademo. Si trova nelle principali librerie di Napoli, presso la sede del gruppo Gesco e al ristorante di Poggioreale Il Poggio.

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Presentato a Napoli, nella sala consiliare, il Rapporto annuale di Libera

E’ stato presentato nella Sala Consiliare di Via verdi il Rapporto annuale delle iniziative intraprese per la lotta contro le Mafie da parte degli esponenti di “Libera” Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. All’incontro, promosso dall’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco Gaetano Manfredi, la Presidente del Consiglio Enza Amato, l’Assessore ai Beni Confiscati Antonio de Iesu. Mariano di Palma e Riccardo Christian Falcone di Libera.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre presentata da Giuliano Ciano della Nuova Cooperazione Organizzata l’iniziativa – sostenuta quest’anno dall’Ufficio di presidenza –  “Pacco alla Camorra”, un paniere di prodotti di agricoltura realizzato dalla NCO, il cui ricavato sarà devoluto alla rete delle cooperative sociali che operano sui beni confiscati alle organizzazioni criminali.

“La ricerca prova, per il secondo anno consecutivo, ad indagare un tema fondamentale quando si parla di beni confiscati cioè il tema della trasparenza – ha spiegato Riccardo Cristian Falcone, responsabile settore beni confiscati di Libera Campania –  I comuni destinatari di beni confiscati hanno l’obbligo per legge di pubblicarne l’ elenco, è una modalità per consentire ai cittadini di conoscere qual è la situazione sul proprio territorio che è  la precondizione per ragionare su qualsiasi ipotesi di riutilizzo sociale. In Campania questi dati sono abbastanza confortanti, circa il 62% dei 138 comuni Campani destinatari di beni confiscati ne pubblica l’elenco, chiaramente con modalità e con caratteristiche diverse, però è già un dato importante per ragionare sulle prospettive di riutilizzo. Abbiamo attribuito ai comuni un punteggio che varia da zero (assenza di pubblicazione) a cento (quasi perfetto) ed il Comune di Napoli è tra i sette comuni campani che ha punteggio pieno; dato sicuramente importante”.

“Come Comune abbiamo una quantità significativa di beni confiscati, alcuni attribuiti altri non ancora attribuiti ad associazioni o enti – ha detto il Sindaco Manfredi – abbiamo riorganizzato completamente il servizio con una direzione ad hoc ed una struttura tecnica di supporto per fare in modo che se ne accelerasse il riutilizzo ed abbiamo alcuni progetti importanti, anche innovativi, ad esempio destinarli ad una rete di accoglienza per i senza fissa dimora. Il riutilizzo di questo patrimonio richiede risorse tecniche ed economiche significative ed ha una grande valenza anche dal punto di vista simbolico; ma è duplice anche lo svantaggio, quando non si riutilizza il bene si lancia infatti anche un messaggio negativo che fa pensare che i beni sottratti vengano abbandonati e la  criminalità sia in grado di gestire meglio dell’ente pubblico. Questo è un messaggio devastante perciò è necessario mettere a disposizione delle associazioni questa rete di beni e dare, attraverso essi, una risposta anche ai grandi temi delle nostre città”.

“Purtroppo esiste la difficoltà tecnica di non riuscire quasi mai ad utilizzare totalmente un bene appena ricevuto ed abbiamo una forte carenza di personale tecnico che in questa prima fase è davvero indispensabile – ha spiegato l’Assessore ai beni confiscati Antonio De Iesu – Per sopperire a queste lacuna abbiamo appena sottoscritto una convenzione con l’Istituto Tecnico “Della Porta” che, nell’ambito dei progetti scuola- lavoro, ci aiuterà a realizzare il fascicolo di ogni bene confiscato facendo fare ai ragazzi dell’ultimo anno esperienza sul campo. C’è  poi un’altra convenzione con il Demanio che ci consentirà di quantificare le risorse occorrenti per riqualificare i vari beni confiscati  da destinare a riutilizzo sociale”.

 “Volevamo come Consiglio Comunale quest’anno recuperare  un momento di confronto su un tema importante, purtroppo, come quello della permeabilità delle istituzioni alla alla criminalità organizzata – ha osservato la Presidente del Consiglio Comunale Enza Amato –  I fatti accaduti in Europa ci ricordano che le istituzioni devono alzare il livello dell’attenzione e del controllo su questo fronte e bisogna sempre parlarne ed essere in prima linea  rispetto a queste tematiche. Inoltre, come ufficio di Presidenza abbiamo voluto quest’anno dare un segnale concreto di vicinanza all’economia legale sostenendo la rete delle imprese che attraverso NCO, Nuova Cooperazione Organizzata, lavorano e danno occupazione nei beni confiscati producendo prodotti tipici dei nostri territori, di ottima qualità, che vengono confezionati nel Pacco alla Camorra”.

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Carabinieri e volontari donano regali ai piccoli pazienti del reparto pediatrico dell’ospedale di Pozzuoli

Qualche ora di felicità per dei pazienti che a quell’età dovrebbero conoscere solo quel tipo di sentimento. La dura realtà, però, ha messo difronte a questi bambini delle importanti sfide che spesso vengono combattute quotidianamente grazie all’aiuto di genitori dall’anima forte e grazie all’elevata professionalità di medici e infermieri. Questa mattina a Pozzuoli si è tenuto un bellissimo evento nel padiglione pediatrico dell’ospedale Santa Maria delle Grazie. I Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno acquistato dei giocattoli e li hanno consegnati alla “Casper”, associazione di volontariato con sede a Quarto che si occupa, oltre che di diversi aspetti assistenziali, anche dell’animazione per bambini negli ospedali pediatrici.

I membri della Casper e i carabinieri puteolani hanno vestito idealmente i panni di babbo natale con qualche giorno di anticipo e hanno distribuito i doni ai piccoli pazienti ricevendo in cambio il più prezioso dei sorrisi. Medici e infermieri del reparto, veri angeli custodi per i bambini, erano ovviamente presenti alla consegna dei regali.

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Torna il calendario di Mama Africa Onlus. Scatti contro la dispersione scolastica

È giunto alla 29sima edizione il calendario dell’associazione Mama Africa Onlus, l’evento spettacolo per la presentazione di quest’ultimo progetto si è tenuto nei giorni scorsi a Pollena Trocchia prima di iniziare il lungo tour di presentazione nella altre città e regioni del Paese. Il calendario di Mama Africa rappresenta uno dei mezzi – anche illustrativi: le stesse foto rappresentano il mezzo ed il fine della raccolta fondi – che finanziano i diversi progetti dell’associazione, nata negli anni Ottanta grazie ad Enzo Liguoro, un professore di geografia politica di Pollena Trocchia (oggi in pensione), e la passione per la fotografia. Il professore Liguoro dopo un suo viaggio in Africa: affascinato dalla natura e profondamente ferito dalla povertà della gente volle fondare una casa-famiglia nel villaggio di Togoville in Togo; la struttura fu solo l’inizio delle tante iniziative messe in campo per i bambini del villaggio: raccolta farmaci, abbigliamento, ambulatorio pediatrico, ospedale da campo, attrezzature per la didattica e tanto altro.
Oggi il testimone dell’associazione è nelle mani di Antonoine Liguoro, adottato papà Enzo, come amano chiamarlo gli ospiti della casa-famiglia. Quest’anno sulla copertina del calendario c’è una bambina seduta su un banco di scuola: i dodici scatti del calendario, dal titolo “CRESCERAI, IMPARERAI!”, hanno come tema la dispersione scolastica. «Il tema della dispersione scolastica in Africa, e nel Togo in particolare, ci sta molto a cuore», spiega il presidente dell’associazione, Antonoine Liguoro. «In tutti questi anni sono stati circa 10.000 gli alunni delle elementari e gli studenti delle medie superiori che hanno potuto continuare gli studi grazie alla retta pagata da Mama Africa onlus. Quest’anno  – ha proseguito – le foto del calendario sono in stile “reportage”, scatti dal vivo, molti dei quali realizzati dai nostri orfani della casa famiglia». Nel corso della presentazione è stato allestito un banchetto con artigianato africano ed è stato proiettato un video che ha commosso tutti. I volontari di Mama Africa raccontato le proprie esperienze di vita quotidiana presso la casa famiglia. Sulla pagina facebook della onlus i contatti per richiedere il calendario e contribuire nella costruzione di un ponte virtuale di umana solidarietà.
di Patrizia Panico 

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