Città Metropolitana di Napoli: venerdì gli studenti incontrano le Università e le associazioni al SOB per dire no al razzismo

Secondo appuntamento organizzato dalla Città Metropolitana di Napoli nell’ambito della XXII “Settimana di azione contro il razzismo” promossa dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Venerdì 20 marzo, dalle 9.30, nella sede del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli in via Santa Caterina da Siena, n.37, si terrà un importante momento di riflessione e confronto intitolato “La Città Metropolitana e i giovani: Cultura condivisa dell’inclusione. Educazione, diritti e contrasto alla discriminazione razziale”.

L’incontro, rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni sui temi della discriminazione razziale, della tutela dei diritti fondamentali e della convivenza in società pluralistiche, vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, di esperti e delle associazioni che si occupano di immigrazione.

 

Il programma

A una prima parte di carattere teorico-istituzionale seguirà una seconda di tipo laboratoriale, finalizzata al coinvolgimento attivo degli studenti.

Per la parte istituzionale, interverranno il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa,

Lucio d’Alessandro, il Responsabile della Scuola Superiore Meridionale, Arturo De Vivo, il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo, e il Consigliere delegato a Sport, Giovani ed Eventi, Sergio Colella, Chiara Marciani, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Agnese Nadia Canevari, Dirigente UNAR, la Dirigente dell’ITIS “Galileo Ferraris” di Napoli, Daniela Conte, Matilde Marandola, Presidente Nazionale dell’AIDP, Associazione Italiana Direzione del Personale, Umberto Cristadoro, Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) della Città Metropolitana di Napoli, e

Lidia Niroshika Gurusinghe, Presidente della Consulta degli Immigrati del Comune di Napoli.

Dopo l’introduzione dei lavori, affidata alla Referente UNAR della Città Metropolitana Renata Monda, si terrà la Tavola Rotonda sul tema “Storie di migrazione in dialogo tra testimonianze e ricerca”, con approfondimenti e testimonianze di Alessandra Belluccio, People, Culture & Organization Director, Btinkeeng, di Stefania Ferraro, docente del SOB, Paolo Masini, Presidente della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, Anita Romano dell’Associazione Restiamo Umani, Luigi Maria Sicca, docente della Scuola Superiore Meridionale e Università degli studi di Napoli Federico II, e del professor Giorgio Ventre dell’Università degli Studi Federico II di Napoli.

Nell’ambito della tavola rotonda, che sarà moderata da Maria Savarese della Scuola Superiore Meridionale, ci sarà anche la proiezione dei materiali multimediali realizzati dagli studenti su cui sarà stimolato un dibattito.

L’appuntamento terminerà con il workshop su “Intelligenza artificiale, bias e discriminazione: laboratorio di alfabetizzazione digitale”, coordinato da Isabella Ducros, Formatrice e Consulente AI. Il laboratorio offrirà agli studenti strumenti critici per comprendere come gli algoritmi possano alimentare o contrastare le discriminazioni nel mondo contemporaneo.

 

La XXII Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale

La manifestazione si inserisce nelle celebrazioni della XXII Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, in particolare nelle azioni della Rete delle Città metropolitane per l’inclusione e si accompagna a quelle che saranno celebrate nelle altre 13 Città metropolitane d’Italia. Gli eventi in tutte le 14 Città metropolitane sono finanziati a valere sulle risorse del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021 – 2027, nell’ambito del finanziamento FSE+.

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Semi di valori. Online il nuovo numero di Comunicare il Sociale

È possibile trasformare le fragilità in opportunità? Sì, seminando valori.
È uscito il numero di marzo di Comunicare il Sociale. Tra i tanti articoli e approfondimenti, anche un’intervista a Chiara Marciani, assessora alle Politiche Giovanili, Lavoro e Politiche Sociali del Comune di Napoli.
La rivista è disponibile anche nella versione sfogliabile a questo link:
Qui invece la versione in pdf

Soccorso rosa, contro la vittimizzazione secondaria delle vittime di violenza

Un progetto contro la vittimizzazione secondaria delle donne oggetto di violenza, da tutelare ulteriormente durante l’iter ordinario del processo in tribunale. Soccorso in Rosa, neonata rete multidisciplinare, si pone l’obiettivo di tutelare al meglio chi ha intrapreso un percorso di uscita dal tunnel della sofferenza dopo aver subito vessazioni e aggressioni. «È una rete di solidarietà tra esperte, psicologhe, avvocate essenzialmente, ma anche giuriste, e serve a spalleggiare le donne nelle loro traversie, nei tribunali ordinari» spiega Elvira Reale consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio nel corso di un incontro pubblico sulle attività di Soccorso in Rosa, che si inserisce nelle iniziative di Marzo Donna 2026, in collaborazione con rete Sguardo femminista, Ram – Pensare più, Salute donna Aps, tenuto nella Sala della Loggia del Maschio Angioino. Soccorso in Rosa, aggiunge Reale, è rivolto «alle donne vittime di violenza, le donne madri, le donne con figli piccoli, che una volta denunciato devono affrontare il tema della condivisione, dell’affido con i padri violenti. Le donne vengono pauperizzate da anni e anni di ricorsi, controricorsi, primo grado, appello e cassazione per affermare i loro diritti. In questo non sono sufficienti i loro team di difesa, a parte che non sempre riescono a sostenerlo economicamente». Molte volte i centri antiviolenza, argomenta ancora la consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, «hanno bisogno di supporto di persone che al di fuori dell’iter specifico possono fare delle azioni simboliche, ma anche significative. Uno tra tutti, che riguarda noi psicologi, è quello di deferire i colleghi psicologi che utilizzano teorie controverse che mancano di prove per penalizzare le donne».

Di «progetto importantissimo» parla anche Francesca Schir, segretaria del Consiglio nazionale dell’ordine degli Psicologi. La definizione la motiva così: «Va a colmare la lacuna fra la norma e la prassi, fra il diritto scritto e la realtà che invece viene vissuta negli studi dei consulenti, nelle aule dove si decide sulla vita delle donne come rete multidisciplinare, come rete indipendente, come rete super partes, ovviamente non si sostituisce ai difensori e non interviene direttamente nei procedimenti». Non solo, la Schir sottolinea come Soccorso Rosa si rende protagonista di qualcosa «strategicamente molto importante: fornisce pareri psicologici e giuridici ai team di difesa. Come Consiglio nazionale noi riteniamo centrale sostenere questo progetto proprio perché è importantissimo per noi fornire una rete di consulenza e di competenze psicologiche al servizio della tutela delle donne e dei cittadini. Questo progetto va a prevenire quella vittimizzazione secondaria che spesso le donne devono subire proprio all’interno dei procedimenti giudiziari dove – conclude Schir – dovrebbero invece essere difese».

A partecipare al convegno nella Sala della Loggia, tra gli altri, Claudia Pecoraro, assessora Pari opportunità Regione Campania; Gabriella Ferrari Bravo, presidente Aps Psy-Com; Luisa Menniti, referente rete Sguardo Femminista; Antonella Bozzaotra, Pensare più – Percorsi Ram; Giovanna Cacciapuoti, avvocata, Coa, Commissione violenza di genere; Maria de Luzenberger, sostituta procuratrice presso il Tribunale per i minorenni di Napoli; Ester Ricciardelli, psicologa Asl Napoli 1 Centro mentre l’attore Fiorenzo Madonna ha letto alcuni brani significativi dedicati alla donna.

di Antonio Sabbatino

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“Le ragazze son tornate”, lo spettacolo che smonta il cliché della terza età

Accantonate il concetto polveroso di “terza età”. Cancellate l’immagine della nonna rassegnata davanti alla tv. Oggi il tempo non invecchia più, semmai “trasforma” e l’esperienza che diventa saggezza è una sorta di super potere. Lo racconta lo spettacolo “Le ragazze son tornate”, attesissima commedia scritta e diretta da Diego Ruiz e prodotta da Carpe Diem Produzioni, con Daniela Poggi, Debora Caprioglio, Fiordaliso, tre icone assolute dello spettacolo italiano che salgono sul palco per dimostrare che la libertà non ha data di scadenza e che l’avventura, quella vera, comincia quando decidi di infischiartene del giudizio degli altri. Con loro anche Giorgia Guerra e Nicola Paduano.

Dal 20 marzo la partenza di una tournée che toccherà numerose città italiane, partenza dal Teatro Dehon di Bologna, con uno spettacolo che si propone come un “manifesto della rinascita e dell’indipendenza”. Il tempo passa, è vero, ma ci si adegua. Se le rughe lasciano il segno di una saggezza tagliente, i sassolini nelle scarpe sono pronti al lancio per una sfida ironica e colma di risate. Un trio di donne pronte a sorprendere sul palco e coinvolgere non solo il pubblico in platea, ma anche quello del web con la prima campagna social che trasforma le spettatrici in brillanti co-protagoniste con un hashtag che è tutto un programma: #carpediemchisenonte con cui le tre attrici invitano le donne a postare commenti e foto delle conquiste raggiunte “fuori tempo massimo”, per dimostrare che non ci sono limiti ai propri sogni.

Le 3 storie più belle riceveranno posti in prima fila in una delle tappe dello spettacolo, che si prepara a dare vita ad una girandola di battute e gag. Tra dissapori storici e competizione mai sopita, le tre “ragazze” dovranno fare i conti con il ticchettio dell’orologio, ma sarà appunto proprio la saggezza l’arma segreta per far funzionare le cose. Riusciranno a mettere da parte i rancori e a vincere la sfida più grande: quella contro i pregiudizi di chi le vorrebbe già “fuori gioco”?

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Don Peppe Diana, la Diocesi di Aversa avvia l’iter canonico per il riconoscimento del martirio

Un passo storico per la Chiesa aversana e per l’intero territorio campano. Questa mattina, durante la solenne celebrazione eucaristica tenutasi presso la Parrocchia di San Nicola di Bari a Casal di Principe in occasione del 32° anniversario dell’omicidio di don Peppe Diana, il Vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, ha annunciato ufficialmente l’avvio del cammino che porterà all’apertura dell’inchiesta diocesana per il riconoscimento del martirio del sacerdote.

L’obiettivo dell’iter canonico è il riconoscimento del martirio in odium fidei. Come sottolineato durante l’annuncio, la figura di don Peppe Diana non deve essere relegata esclusivamente a quella di “eroe sociale”. Il suo impegno, la sua consapevolezza del pericolo e la sua ferma opposizione alla prevaricazione della camorra sono stati la diretta espressione della sua profonda vocazione sacerdotale. Don Diana è stato protagonista del riscatto del suo territorio proprio in virtù del suo essere ministro di Dio, compiendo un autentico atto di fede che lo ha portato fino al sacrificio supremo: una visione del martirio in piena sintonia con il magistero di Papa Francesco.

A differenza dei passati tentativi, che si erano limitati a raccogliere materiale attraverso una commissione storica, l’attuale inchiesta diocesana rappresenta un vero e proprio atto pubblico e ufficiale della Chiesa. L’avvio di questo cammino, infatti, si articola in alcuni passaggi precisi: lo scorso settembre, la Conferenza Episcopale Campana ha concesso il parere favorevole (Nulla Osta) sull’opportunità di avviare l’inchiesta sul martirio e sulla fama di martirio del sacerdote. In seguito, la Diocesi ha inoltrato formale richiesta al Dicastero delle Cause dei Santi.

Si resta ora in attesa del via libera definitivo da Roma prima della pubblicazione dell’Editto ufficiale. Verrà poi nominato un tribunale che – accompagnato dal Postulatore della causa, dott. Paolo Vilotta – procederà ad ascoltare le testimonianze viventi e ad acquisire le fonti documentali sulle virtù, la vita e il percorso di fede di don Peppe.

Attori della causa sono congiuntamente la Diocesi di Aversa e l’Associazione dei familiari e amici di don Peppe Diana. Questo percorso risponde a un’esigenza profonda dell’intera comunità, che da anni assiste a una continua crescita della “fama di santità” di don Peppe e che chiede a gran voce che questo iter giunga a compimento. Un legame speciale confermato anche dal Vescovo Spinillo, che proprio sulla tomba di don Diana volle recarsi all’inizio del suo mandato episcopale ad Aversa

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SALUTE: NASCE MANIFESTO TRA COLDIRETTI, FILIERA ITALIA E PEDIATRI PER GARANTIRE CIBO SANO NELLE MENSE SCOLASTICHE E NEGLI ASILI NIDO

Con 1,9 milioni di alunni che mangiano nelle mense scolastiche (di cui circa 900.000 negli asili), nasce il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole, promosso da Coldiretti, insieme a Filiera Italia e alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) per promuovere abitudini alimentari corrette e tutelare la salute dei bambini, in particolare nei primi mille giorni di vita, cruciali il loro sviluppo futuro.
In Italia il 26,7% dei bambini e dei ragazzi tra i 3 e i 17 anni, più di uno su quattro, è in sovrappeso, una condizione che riguarda più di un adolescente su tre in sette delle dieci regioni del Sud. In Campania la percentuale sale al 36,5% seguita da Calabria (35,8%), Basilicata (35%) e Sicilia (33,8%).
“Quando parliamo di corretta alimentazione dei bambini, la ristorazione scolastica rappresenta uno strumento fondamentale all’interno dei servizi educativi per l’infanzia- spiega Coldiretti Campania- Promuovere una cultura alimentare ispirata alla Dieta Mediterranea e valorizzare i prodotti del nostro territorio significa aiutare i più piccoli a sviluppare fin da subito abitudini sane. Per questo è importante privilegiare alimenti freschi, di qualità e possibilmente locali, limitando il consumo di merendine e snack eccessivamente ricchi di zuccheri”.
Le abitudini alimentari che si formano tra 0 e 3 anni possono influenzare in modo determinante la prevenzione di molte patologie e il Manifesto è un Impegno concreto in cinque punti per restituire alle nuove generazioni il diritto al cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito. Il primo è una strategia nazionale contro l’obesità infantile con piano condiviso tra Ministeri, Regioni e scuole, supportato da Coldiretti e Fimp per filiere sane dai primi 1000 giorni di vita. Serve poi un patto educativo tra scuola, famiglie, pediatri e agricoltori per modelli alimentari sostenibili.
Cibo a km zero nelle mense scolastiche e nidi, valorizzando filiere italiane contro la logica del risparmio. Contrasto allo junk food dentro ai distributori nelle scuole ed edifici pubblici, che va sostituito da prodotti freschi locali attraverso una nuova normativa. Programmi di educazione alimentare nei curricula dagli asili, con mense come luoghi di apprendimento anche per le famiglie.
“Produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini consumatori, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è inciso da sempre nel Dna degli agricoltori della Coldiretti, tanto che più di venticinque anni abbiamo sottoscritto un vero e proprio Patto col consumatore fondato sulla volontà di promuovere uno stile di impresa in armonia con la natura e con le leggi che la governano e difendere l’Italia dalle minacce alla sicurezza ambientale e alimentare – ha sottolineato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo – E’ da qui che muovono tutte le nostre battaglie, dalla trasparenza in etichetta all’affermazione del principio di reciprocità, fermando le importazioni di prodotti che non rispettano le nostre stesse regole. Non dimentichiamoci che continuiamo a importare grano al glifosato, una sostanza cancerogena che finisce nella nostra pasta e persino nel latte materno, e che le multinazionali hanno cercato per anni di far passare falsamente per innocua”.
Un indirizzo che va incontro in primis alle richieste delle famiglie. Secondo l’ultimo Rapporto Censis/Coldiretti, l’86% degli italiani ritiene che nelle mense collettive occorrerebbe utilizzare principalmente prodotti locali freschi e di stagione e una percentuale analoga (l’83%) condivide la scelta di vietare nelle mense scolastiche addirittura per legge i cibi cosiddetti ultra-formulati, sull’esempio di quanto fatto in California. La qualità del cibo nei menu scolastici viene peraltro promossa a pieni voti solo da un genitore su 3 (34%) tra coloro che esprimono un’opinione, mentre per il 46% raggiunge la sufficienza. Ma il restante 20% la boccia.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro a Roma, alla presenza di Vincenzo Gesmundo, segretario generale Coldiretti, Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Ruggiero Francavilla, Professore Ordinario Università di Bari, Luigi Cimmino Caserta, delegato Filiera Italia e Responsabile affari istituzionali NewPrinces-Plasmon, Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Filiera Italia, Luigi Nigri, vicepresidente Fimp, Antonio D’Avino, presidente Fimp, più il direttivo nazionale Fimp.

“Vogliamo costruire un futuro più sano per i nostri figli, partendo dall’educazione al cibo – dichiara Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – Un’alimentazione consapevole è la prima forma di prevenzione e rispetto per la salute, l’ambiente e l’economia agricola del Paese. Per questo, con il protocollo di intesa siglato oggi con Filiera Italia e FIMP, puntiamo a una ristorazione scolastica di qualità negli asili nido e nelle scuole, con cibo a km zero, stop al junk food e programmi educativi fin dai primi anni di vita. È un impegno concreto per combattere l’obesità infantile e garantire alle nuove generazioni il diritto a un cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito”.

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