PROGETTO FAMI, L’INCLUSIONE SOCIALE PASSA DAI BANCHI: OLTRE 230 MIGRANTI A SCUOLA DI ALFABETIZZAZIONE

L’Abc per i migranti parte proprio dalla conoscenza della lingua. Grazie all’alfabetizzazione è infatti possibile attivare processi di integrazione sociale, linguistica e culturale, imprescindibili per la definizione di nuove opportunità di crescita. Grazie al progetto FAMI – Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 Formazione civico-linguistica – dal titolo “L’italiano: la strada che ci unisce”, oggi 237 corsisti provenienti da Paesi Terzi hanno acquisito tra i banchi i principali strumenti di comunicazione da utilizzare nei contesti di vita quotidiana.

Minori stranieri non accompagnati ed intere famiglie provenienti da Bangladesh, Afghanistan, Gambia, Marocco, Tunisia, Somalia, Egitto, hanno aderito alle attività didattiche promosse dal Centro per l’istruzione per gli adulti CPIA Catania 2 di Giarre, finanziate dal ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – e messe in atto dall’assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, dall’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana, in partenariato con l’Ufficio Scolastico Regionale USR Sicilia e con i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti CPIA siciliani. 

Le attività didattiche del progetto FAMI si sono svolte da luglio 2021 a marzo 2023 nelle sedi del Cpia Catania 2 di Acireale, Calatabiano, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Mascali e Randazzo: inoltre, per agevolare i migranti a frequentare le lezioni, i corsi si sono tenuti anche all’interno delle stesse comunità d’accoglienza dei partecipanti. Sono stati attuati 17 percorsi formativi di lingua italiana – con differenti livelli di apprendimento – e ben il 70% dei partecipanti ha superato i test per la certificazione, conseguendo l’attestato di formazione civico-linguistica. 

«Sono ambiziosi gli obiettivi sociali che sono stati raggiunti con il progetto FAMI – ha sottolineato Rita Vitaliti, Dirigente Scolastico del CPIA Catania 2 – in quanto il rapporto fra iscritti e quanti hanno raggiunto il 70% del monte ore previsto per il rilascio dell’attestato è stato superiore alle aspettative, raggiungendo quasi il 90%. Per la prima volta abbiamo stabilito nuove sinergie entrando nelle comunità per coinvolgere i minori direttamente nei luoghi di accoglienza e agevolarne la frequenza costante. Siamo orgogliosi di aver raggiunto un ulteriore traguardo, cioè l’iscrizione ai percorsi ordinamentali di alfabetizzazione e di primo livello, licenza media e biennio scuola superiore di tutti coloro che hanno frequentato il FAMI, e che quindi hanno deciso di continuare il loro percorso di studi al CPIA Catania 2 di Giarre con l’obiettivo di conseguire così un titolo di studio».

Il progetto FAMI, partendo dalla conoscenza dell’italiano, ha creato concretamente una “strada che unisce”, stimolando il confronto con le comunità locali e le altre persone di nazionalità e genere diversi, ha contribuito ad orientare i migranti verso il successivo inserimento scolastico, favorendo quindi la crescita personale di ognuno lungo il progressivo processo d’inclusione e di effettiva integrazione.

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“EduCare in festa”, una riflessione sul contrasto alla povertà educativa a Napoli

Lotta alla povertà educativa, bisogni dei giovanissimi e modelli di intervento a partire dal basso. Se ne parla a Napoli nel corso di “EduCare in festa”, una manifestazione di due giorni organizzata nell’ambito di EduCare, progetto promosso dall’associazione Arci Movie Napoli e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Appuntamento per giovedì 13 e venerdì 14 aprile 2023 in diverse location dei quartieri Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, insieme alle associazioni, alle scuole, all’Università e alle altre realtà che hanno messo in campo attività per coinvolgere giovani e famiglie.

Si parte con il seminario “Valutare gli interventi di contrasto alla povertà educativa. Riflessioni a partire dal progetto EduCare”. La mattinata sarà ospitata, giovedì 13 aprile dalle ore 9:30, negli spazi del Complesso Universitario di San Giovanni a Teduccio presso il Corso di studi di Innovazione Sociale (Palazzina A3 – primo piano – Via Nuova Villa) con il coinvolgimento degli studenti. Si discute degli approcci metodologici, degli strumenti e delle pratiche di valutazione d’impatto, degli interventi di contrasto alla povertà educativa minorile proprio a partire dal caso concreto. Introducono i lavori Dora Gambardella, direttrice del dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, e Francesco Pirone, coordinatore del corso di laurea magistrale in Innovazione Sociale. Saranno presenti: Maura Striano, assessore alla scuola del Comune di Napoli; Roberto D’Avascio e Maria Teresa Panariello, rispettivamente presidente e direttrice dell’associazione Arci Movie; Rosaria Lumino e Sandra Vatrella, componenti del gruppo di ricerca per la valutazione di impatto del progetto EduCARE. Previsti, infine, gli interventi di docenti e rappresentanti associazioni coinvolte nel progetto. A moderare la discussione è Emiliano Grimaldi, professore del Dipartimento di Scienze Sociali e componente del gruppo di valutazione.

EduCare è alla sua tappa finale. Il progetto di Arci Movie, in sinergia con scuole, università, associazioni e territorio, ha messo in campo numerose azioni e attività a favore di giovani e famiglie dell’area orientale di Napoli dove si riscontrano numerose delicate situazioni dal punto di vista educativo così come economico, sociale e culturale. Attraverso l’opera di docenti, educatori e operatori e degli stessi genitori, EduCare ha coinvolto studenti e famiglie offrendo loro opportunità di crescita e riscatto, momenti di educazione e formazione attraverso l’arte, la tecnologia, la scienza, il contatto con la natura. L’iniziativa di Arci Movie, altresì, è andata incontro alle particolari esigenze di benessere psicofisico di numerose famiglie intercettando sofferenze e paure nell’agire quotidiano dei genitori, spesso impreparati di fronte alle sfide educative verso i più piccoli. E, ancora, EduCare ha promosso lo sport, il teatro, il cinema, la fotografia attraverso numerosi laboratori che, in tanti mesi di attività, hanno visto insieme alunni delle scuole di Napoli Est.

 

Quanto realizzato e i lavori finali saranno presentati proprio nel corso di “EduCare in festa”. Al seminario, infatti, segue un evento pomeridiano presso l’Oasi Figli in Famiglia in via Ferrante Imparato con il panel “EduCare. Sport e legalità”. L’incontro vedrà insieme: il Questore di Napoli, Alessandro Giuliano, il giornalista Sandro Ruotolo, gli sportivi Umberto Esposito e Biagio Borrelli che dialogano con Carmela Manco, presidente di Figli in Famiglia, e con i docenti e gli allievi dell’Istituto Comprensivo 46 Scialoja Cortese di San Giovanni a Teduccio.

 

Si prosegue venerdì 14 aprile, a partire dalle 9:30, presso il cinema teatro Pierrot di via de Meis a Ponticelli, con una mattinata di cinema ed educazione con gli interventi di Luca Trapanese, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Sandro Fucito, presidente della Municipalità di Napoli Est, e i noti attori Anna Ammirati e Domenico Cuomo. Il lavoro di educatori e allievi sarà visibile nei diversi cortometraggi prodotti nel corso dei MovieLab con le scuole della zona Est: saranno i filmmaker, i presidi, i docenti e gli studenti a raccontare le esperienze realizzate negli istituti comprensivi dei quartieri di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio.

 

EduCare ha messo insieme anche scienze e natura. Questo il titolo dell’evento ospitato alle ore 12 nel plesso di via Argine dell’Istituto Comprensivo 83 Porchiano Bordiga di Ponticelli dove sarà inaugurato lo stagno realizzato nel corso dei laboratori del dipartimento di Fisica dell’Università Federico II: il lavoro sarà raccontato dal docente universitario Emilio Balzano. Segue l’apertura della mostra fotografica “Immagini da Napoli Est” curata da Jessica Lettieri e Giovanni Bellotti: l’esperienza raccoglie gli scatti realizzati dai giovanissimi protagonisti dei laboratori di fotografia. La due giorni chiude con l’evento “Educare. Teatro e socialità” ospitato nel centro Remida Napoli in via Curzio Malaparte a Ponticelli che ospita una lezione teatrale e un incontro con Anna Marrone (Remida Napoli), Annarita Cardarelli (associazione NEA Napoli Europa Africa) e Gabriella Patricolo (associazione Terradiconfine).

 

EduCARE, avviato nel 2019, ha messo in campo una strategia integrata di interventi attivando una comunità educante sul territorio di Napoli Est. Più di duecento laboratori per un totale di circa cinquemila ore. Raggiunti ben cinquanta nuclei familiari destinatari di azioni di accompagnamento e tutoraggio che tanto sono state utili durante la pandemia. Durante le circa cinquemila ore di attività distribuite lungo i quattro anni di progetto, nei laboratori artistici e creativi, nei percorsi di prevenzione ed educazione alla salute e nelle attività di potenziamento nelle discipline scolastiche, sono stati coinvolti oltre quattrocento minori dei tre quartieri. Oltre sessanta le borse di studio sportive assegnate. Molti genitori sono stati i protagonisti dei percorsi di sostegno e attività laboratoriali e di supporto all’empowerment: alfabetizzazione informatica, orto e cucina e teatro di narrazione. EduCare ha messo in campo anche attività formative rivolte agli insegnanti sulla didattica innovativa e del non formal learning, dall’attivazione di momenti e prassi di confronto tra comunità educante, famiglie e rappresentanti delle istituzioni. Altresì, il progetto di EduCare, ha promosso momenti aggregativi e di confronto tra comunità educante e beneficiari.

 

«Completiamo dopo quattro anni un progetto ricco e complesso che è partito da una forte dose di sperimentazione nell’azione sociale sui tre quartieri di Napoli est. La nostra sorpresa è stata constatare sul campo che, per affrontare la pandemia e le vite sospese nella loro dimensione sociale, la struttura sperimentale del progetto, in merito a tempi di intervento, bacino d’utenza e trasversalità delle azioni, ha mostrato tutta la sua efficacia. Il progetto EduCare ha dimostrato come una buona progettazione sociale in contesti difficili sia capace di affrontare le sfide della nostra modernità post-pandemica», afferma Maria Teresa Panariello, direttrice di Arci Movie, nonché coordinatrice del progetto EduCare.

 

EduCare ha visto capofila l’associazione Arci Movie, attiva da trenta anni in città. Il partenariato vede insieme: il Comune di Napoli, gli istituti comprensivi Scialoja Cortese, Porchiano Bordiga, Russo-Solimena, il circolo didattico Stefano Barbato e l’istituto superiore Sannino-De Cillis, le associazioni Figli in Famiglia, SVT, Matematici per la città, Terradiconfine, AIPD Napoli, N:EA NapoliEuropa Africa, Atelier Remida Campania, la cooperativa Parallelo 41 Produzioni e il dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

“Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica,
sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.

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Il rione Acquaviva si trasforma in un “Arcipelago” di isole sociali

Il quartiere Acquaviva negli anni è riuscito a diventare luogo di importanti sperimentazioni, di percorsi di riscatto sociale e ambientale. Non è un caso che queste buone pratiche siano nate proprio qui, in una zona spesso descritta erroneamente come periferia insicura, che certamente necessita di maggiori attenzioni istituzionali.

E’ qui che è nato il primo Piedibus del Sud Italia: l’accompagnamento dei bambini a scuola a piedi, presso l’I.C. Ruggiero 3° Circolo; sempre qui ormai da anni la Villetta di Via Arno è gestita da cittadini e associazioni coordinate dal “Comitato Città Viva” su modello di altre esperienze cittadine di beni comuni; il quartiere è stato teatro di tantissime iniziative culturali ed educative, il che lo ha reso terreno fertile per una grande proposta innovativa.

In data 30 marzo 2023, infatti, una rete di ben 29 partner ha protocollato una proposta inedita di Patto di Collaborazione rivolta al Comune di Caserta, per la gestione di diversi spazi pubblici del quartiere, secondo il “Regolamento Comunale per l’Amministrazione Condivisa” che disciplina la gestione dei Beni Comuni.

Una rete essa stessa innovativa e ricca: diverse scuole (I.C. Terzo Circolo-Ruggiero, Liceo Artistico San Leucio, l’Istituto Terra di Lavoro, L’arca di Noè), la Juvecaserta 2021, enti religiosi (parrocchia N.S. di Lourdes e Santuario di Sant’Anna, la Chiesa evangelica della riconciliazione, la Comunità cristiana di Caserta) e, naturalmente, tantissimi Enti del Terzo Settore (Centro Sociale Ex Canapificio, Opera Sant’Anna, Oratorio Sant’Anna, Zetesis Coop,  Rfc Lions, Comitato per villa Giaquinto, Solis APS, Centro Yoga L’Arnia, LIPU Caserta, Coop. New Hope, Hermes Roller, associazione “Compagnia della città”, Raido Adventure, Matutae Teatro, Movimento Migranti e Rifugiati, Stella del Sud ASD, Comitato Parco Aranci, Kalifoo Ground). Infine, c’è un gruppo informale di cittadini rappresentato dalla Dott.ssa Annamaria Deri, che già mesi fa si propose per gestire la Villetta di Via Avellino. Un variegato ventaglio di realtà, coordinato dal Comitato “Città Viva”, associazione nata nel 2007 nel quartiere Acquaviva.

Il secondo elemento di innovazione è costituito dai luoghi oggetto della proposta: ne sono ben 5.

Villetta di Via Acquaviva/Via Avellino
Sottopasso pedonale Via De Martino/Via Acquaviva
Sottopasso pedonale e carrabile Via Ferrarecce/Viale Lincoln
Polo inclusivo: Villetta di Via Arno + Oasi
Piazzetta di Via Trento

In più, altro elemento di novità, c’è anche il Piedibus, il che renderebbe questo Patto di collaborazione il primo a comprendere un servizio, un bene immateriale e non un luogo fisico.

Cosa si propone di realizzare il Patto?

La rete intende realizzare una gestione coordinata e condivisa di questi luoghi, animandoli, garantendone la cura, l’apertura e la chiusura. Ciascuno valorizzando le proprie competenze e la propria natura, possiamo fare in modo che la Comunità si prenda cura di sé stessa attraverso i propri spazi, aprendo canali di partecipazione dai più piccoli ai più grandi, riempiendo i vuoti che altrimenti vengono occupati dalle logiche della strada, dalla violenza e dall’abbandono. Vogliamo che i ragazzi di questo quartiere e di questa città abbiano le stesse opportunità educativa dei loro coetanei che vivono altrove. Siamo convinti che in questa fase storica così difficile sotto tanti profili, sia la Comunità consapevole ed educante a poter salvare i singoli.

Ne siamo convinti a tal punto, che vogliamo “mettere a sistema” i beni comuni pubblici della zona Sud della città contando anche sulla disponibilità di alcuni enti privati, che intendono inserire in questo circolo virtuoso anche i propri, a partire dagli spazi delle parrocchie coinvolte, passando per i cortili delle case popolari. Altro elemento di grande novità, rispetto ai più di 20 Patti di Collaborazione stipulati finora in città.

La proposta è stata formalizzata. Ci auguriamo quanto prima di essere contattati dall’Amministrazione, come prevede il Regolamento comunale dedicato, per costruire un iter condiviso che possa portare quanto prima alla sottoscrizione del Patto e ad aprire un dialogo più generale sulla vivibilità del quartiere, che possa dunque anche toccare l’argomento dei fondi PINQUA i cui interventi andranno a toccare anche alcuni spazi oggetto della proposta Arcipelago, nonché dei futuri fondi che saranno nella disponibilità delle istituzioni.

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Pasqua e Pasquetta al Parco Archeologico di Ercolano e alla Reggia di Portici

Il Parco Archeologico di Ercolano dà il benvenuto agli appassionati di archeologia, dei luoghi da visitare all’aperto, della cultura, durante le festività di Pasqua e si prepara a un altro weekend da sold out, accogliendo il proprio pubblico tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.00).  “Il primo trimestre dell’anno – dichiara il Direttore Francesco Sirano – ci ha regalato dati incoraggianti che rafforzano la determinazione di tutti noi del parco ad offrire un’esperienza sempre migliore e ricca di contenuti culturali diversificati come stiamo preparando con il lavoro in pieno svolgimento del Museo digitale che valorizzerà l’intera città antica come museo a cielo aperto per interpretare al meglio l’unicità di questo luogo”.

Grazie anche alla collaborazione dello staff del Parco le professionalità del Packard Humanities Institute, durante i giorni di festa i visitatori potranno approfittare della visita della Casa della Gemma – dalle 9.00 alle 13.00 -, visita che è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco.  La Casa della Gemma diventa l’offerta di primavera del Parco Archeologico di Ercolano, aperta dopo gli interventi di restauro l’anno scorso in questo stesso periodo, è uno dei gioielli dell’antico sito, famosa per i preziosi mosaici pavimentali.

Gli amanti dei tesori ercolanesi potranno inoltre completare la visita con la Mostra MATERIA. Il legno che non bruciò ad Ercolano; più di 120 gli oggetti in legno recuperati da Ercolano e in mostra negli Appartamenti Reali della Reggia di Portici, accessibile anche nel giorno di Pasqua. Per tale visita i turisti potranno approfittare del biglietto integrato Parco/Reggia.  Per tutte le info www.ercolano.beniculturali.it e per tutte le info sulla mostra è disponibile anche un sito completamente dedicato https://www.materiainreggia.it/ 

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Disabilità, quando il sesso diventa un tabù

Un tabù che ancora oggi persiste, soprattutto in ambito familiare. Il tema della sessualità approcciato alle persone con disabilità, anzitutto cognitive, resta una scatola sigillata all’interno della quale non si scruta mai. O quasi mai. A provare a infrangere il muro dell’ipocrisia e della repressione sessuale, ci pensano ad esempio le attività svolte dall’associazione Andare Oltre di Portici, in provincia di Napoli. La presidente, Lina Esposito dice subito: «Le esigenze sessuali e dell’autoerotismo riguardano tutti, anche soggetti che convivono con disabilità sia fisiche che mentali.

Non è una vergogna sapere come ci si possa masturbare o mostrare il proprio desiderio nei confronti di un’altra persona. Ma in famiglia non se ne parla mai, i genitori reputano i loro figli degli eterni bambini, ma invece si cresce e le pulsioni arrivano. Si tratta della naturalezza delle cose». Per permettere ai 15 ospiti, donne e uomini di età compresa tra i 20 e i 40 anni e anche più con disturbo dello spettro autistico, sindrome di Down e altri ritardi cognitivi, di conoscere meglio l’argomento e le sue sfaccettature le discussioni sulla sessualità hanno un focus centrale. Divisi in due gruppi, uno il lunedì e il mercoledì e l’altro il martedì e il giovedì, mentre il weekend è dedicato ad altre attività anche in esterna per accrescere l’autonomia con l’obiettivo di dare strumenti agli stessi ospiti di potersi staccare prima o poi dalla chioccia familiare, il confronto è libero e senza ansie. «Disegniamo gli uomini e le donne con tutti gli attributi sulla lavagna – sottolinea Esposito – e grazie all’ausilio di una sessuologa, (la dottoressa Raffaela De Simone del Cardarelli ndr.) e di psicologi, i nostri ospiti pongono delle domande sul sesso perché si incuriosiscono. L’hanno fatto anche scrivendo delle lettere in forma anonima, così possono esprimersi in modo libero, senza pagare dazio alla timidezza». In famiglia, invece, come già accennato, il sesso è argomento mai discusso. Sul punto, la presidente di Andare Oltre è risoluta nel pensiero. «Il problema resta nelle famiglie. Al proprio interno i percorsi di autonomia di chi ha lo spettro dell’autismo o altre difficoltà cognitive non vengono affatto intrapresi. La mancanza è soprattutto nei nuclei in cui vivono persone autistiche o con altre difficoltà mentali, meno in quelle fisiche comunque presenti. Abbiamo messo in guardia i genitori dal pericolo che i loro figli delle idee sul sesso possano farsele consultando internet, dove si trova di tutto. È capitato che alcune ragazze e ragazzi l’abbiano fatto e quando poi l’hanno espresso nella nostra sede, si percepiva confusione. Al contrario noi organizziamo la discussione in modo pacato, sereno, cercando di non lasciare mai di soddisfare ogni quesito».

Non solo, Lina Esposito aggiunge: «Un’altra discussione emersa con loro è proprio quella relativa alla masturbazione, anche i genitori devono spiegare ai loro figli come si fa perché è una cosa naturale. Si parte proprio da lontano. Io anche ho un fratello con una disabilità intellettiva e quando vedo la porta chiusa della sua stanza non mi sono mai permessa di entrare, magari stava vivendo un suo momento ed è sempre giusto rispettare i suoi spazi». In molti contesti familiari, invece, tutto ciò spesso manca. Lina afferma una cosa che può sembrare anche scioccante o fastidiosa da leggere, ma in realtà è parte del quotidiano. «Addirittura si è saputo che alcuni genitori hanno masturbato i propri figli, non in grado autonomamente di farlo in quanto nessuno aveva spiegato loro la tecnica. A me dispiace dire cose del genere – si rammarica la presidente di Andare Oltre – ma è capitato anche questo a tutto danno delle ragazze e dei ragazzi». Nel corso degli anni sono stati diversi le proposte di legge e disegni legge, sia alla Camera che al Senato, di istituzione della figura dell’assistente per la sana sessualità e il benessere psico-fisico delle persone disabili o assistente sessuale (presenti già in vari paesi europei, dai Paesi Scandinavi all’Austria, dalla Germania alla Svizzera) che partivano dai principi dei diritti sessuali equiparabili ai diritti umani e anche dal contenuto della sentenza della Corte Costituzionale del 1987 in cui si richiamava la sessualità come “uno degli essenziali modi di espressione della persona umana’’. L’Italia però sembra essere in ritardo sebbene già nel 1993 anche l’Assemblea generale dell’Onu abbia approvato un documento in cui si parla del diritto per le persone con disabilità il diritto di fare esperienza della propria sessualità, di vivere all’interno di una relazione, di essere genitori, di essere sostenuti nell’educazione della prole da tutti i servizi che la società prevede per i normodotati, compreso il diritto di avere un’adeguata educazione sessuale’’.

Di Antonio Sabbatino

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TORNA “RICOMINCIO DAI LIBRI”, LA FIERA DEL LIBRO DI NAPOLI

Torna dal 22 al 24 settembre “Ricomincio dai Libri”, la fiera del libro di Napoli ancora più grande ed innovativa. La nona edizione sarà ospitata dalla Casa delle storie e della loro tutela: l’Archivio di Stato di Napoli (Piazzetta del Grande Archivio, 5).

“Inauguriamo quest’anno una splendida collaborazione tra Ricomincio dai Libri e l’Archivio di Stato di Napoli che durerà per tre anni – dichiara la presidente della Fiera, Deborah Divertito – un accordo che offre finalmente una visione sul futuro della Fiera più longeva della città”.

“Ringrazio la direttrice dell’Archivio di Stato, Candida Carrino, per la fiducia data a tutta l’organizzazione e alla kermesse, ormai decennale. Anno dopo anno stiamo dimostrando il nostro valore, non solo per la qualità degli ospiti, ma grazie a un format vincente per la città, sia sotto il punto di vista dell’impatto culturale, sia rispetto al versante sociale ed economico”, conclude Divertito.

“Vogliamo aprirci sempre più alla città e alle sue pulsioni culturali – sottolinea la Direttrice Carrino – perché nel nostro patrimonio documentale vi sono le radici non solo del nostro passato, ma si ritrovano gli orizzonti futuri. Ogni libro è di per sé un archivio di vicende e, dunque, Ricomincio dai Libri è una sommatoria di microcosmi, che raccontano chi siamo e dove andiamo, proprio come lo è un Archivio così ricco quale è il nostro. Mi auguro – termina – un crescendo di proficue e stimolanti novità.”

Scelto anche il tema della nona edizione di Ricomincio dai Libri, ispirato al centinaio della nascita di Italo Calvino: La città invisibile.

“A cento anni esatti dalla nascita di Italo Calvino celebriamo questa edizione 2023 di Ricomincio dai libri prendendo spunto dalle sue riflessioni e dai suoi romanzi – dichiara il direttore artistico della Fiera, Lorenzo Marone –  perché le città sempre più rivestono un ruolo centrale nella nostra vita e, oggi più di ieri, occorre capire come muoversi nel disordine che le abita, e che abita la società, per essere meno indifferenti e più consapevoli, per ‘cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio’”.

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