24 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
Don Federico Battaglia a 41 anni dirige la Pastorale giovanile della Diocesi di Napoli. Soprannominato “l’angelo dei giovani e dei migranti” proviene da un intenso lavoro di parroco in provincia di Napoli, alle pendici del Vesuvio. Con l’arrivo di don Mimmo Battaglia, Vescovo di Napoli, don Federico viene chiamato a Largo Donnaregina nella segreteria dell’Arcivescovo con cui non c’ è alcun tipo di parentela, ma solo un semplice caso di omonimia.
Lei è un giovane in un’Istituzione considerata da molti “vecchia” e non al passo coi tempi. Come può la Chiesa tornare ad essere attraente?
«Grazie per il giovane, ma a 41 anni si esce fuori categoria, almeno per le statistiche. Provo a reggere il passo, ma lo faccio come adulto che ha a cuore la passione educativa. La Chiesa diventa attraente quando promuove il bene in ogni sua forma, non per accalappiare persone da recludere in un tempio ma per liberare energie positive che rendano il mondo più fraterno. La Chiesa diventa attrattiva quando non ha bisogno di fare beneficenza con la telecamera in mano, ma quando esprime una presenza di carità che emancipa le persone che vivono nel disagio. La Chiesa diventa attrattiva promuovendo e proteggendo quanti sono in stato di migrazione e non creando confini che diventano recinti insormontabili. Gesù è stato un bambino migrante, ha svolto il suo servizio alla comunità togliendo il male dalla vita delle persone ed è risorto per renderci liberi per amare».
Grazie al suo lavoro è arrivata la nomina a Direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Napoli. Dal suo osservatorio privilegiato, come descrive i giovani di oggi e in quali valori si riconoscono?
«La mia generazione da giovane percepiva il futuro come un’enorme promessa: boom delle telecomunicazioni, il titolo di studio collegato al lavoro, un mondo che lavorava per la coesione tra le nazioni. Oggi il futuro è percepito da giovane come una minaccia: nulla è più garantito, il futuro è spesso visto fuori Napoli, ci si percepisce solari e ambiziosi, ma contestualmente ci si sente affettivamente fragili. E la fragilità viene vissuta dai giovani come una ricchezza, dagli adulti viene osservata come un limite. Il potenziale più bello arriva dai migranti di seconda generazione, i nuovi europei che hanno imparato a vivere da napoletani e hanno una gran voglia di riscatto sociale. Sono tutti nati a Napoli, anche se figli di cinesi, srilankesi, nigeriani… una presenza colorata e vivace che in prospettiva può dare un grande contributo alla nostra identità partenopea».
In pochi anni è riuscito a dar vita ad una rete nazionale di associazioni di promozione sociale puntando sul volontariato intergenerazionale. Ci racconta questa esperienza?
«Quando si parla di reti associative il merito non è mai di uno. Ad avere l’occhio lungo è stato don Pasquale Langella, che ha capito prima degli altri che la promozione sociale in forma associativa era un grande strumento di protagonismo del laicato, di liberazione amministrativa per la Chiesa, di realizzazione di patti educativi con le agenzie territoriali. La presenza transgenerazionale di ragazzi, giovani, adulti e anziani è il tesoro più prezioso che l’associazione mette in disponibilità dei ragazzi dei nostri oratori. Sicuramente c’è una responsabilità condivisa, per cui è anche più bello portare un peso perché con un NOI grande il peso diventa leggero. Lì dove c’è un disagio economico-sociale più grande forse il peso è maggiore, ma l’occhio della tenerezza e la generosità della restituzione ripagano di ogni fatica».
Alla responsabilità non si sfugge perché non è una cosa che si può assumere a discrezione. Come vivono i giovani il peso della responsabilità?
«Dopo il Covid ci siamo accorti che questo è un punto sensibile sul quale lavorare. Mentre prima, alla proposta di volontariato – soprattutto ai più poveri – c’era una disponibilità immediata anche da parte di chi non è credente, oggi si fa più fatica a trovare questa disponibilità. Il giovane stima questo mondo ma non vuole accogliere la responsabilità di un tempo da dedicare agli altri. Lo si può vedere dalla decrescita della domanda di servizio civile, che rappresenta un ottimo parametro di una realtà più ampia. Chi invece accoglie la responsabilità, lo fa con un entusiasmo più grande rispetto a quando questo dato era scontato».
Quali differenze, o eventuali punti di contatto, ci sono con le vecchie generazioni, quelle che in qualche modo hanno orientato il nostro presente?
«Giovani” da sempre è uguale a “entusiasmo”. La bellezza di questo tempo rimane intatta con le sue contraddizioni, i suoi linguaggi mutevoli, il suo desiderio di vita piena, mai la disponibilità a contrattare sugli ideali. Oggi un adolescente sceglie BeReal come social di riferimento perché rispetto alla generazione di Instagram non vuole più fotoritoccarsi, non vuole filtri, e vive una dimensione di crossmedialità in cui non ci sono ancora figure educative formate. Un boomer vive il proprio spazio di socialità su Facebook e quando si approccia a TikTok lo fa spesso in maniera goffa. Se uno spulcia un po’ i social la differenza si nota subito. In realtà, pur avendo acquisito competenze nella fruizione dei prodotti di comunicazione, io riscontro una difficoltà nella produzione creativa di contenuti e nella capacità critica di lettura».
Noi adulti come possiamo accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita? «Una ricetta non c’è. Stare accanto ai giovani è un lavoro artigianale, si impara camminando con loro. Non davanti per segnare il passo, andranno altrove. Non dietro per custodirli, non prenderanno mai il largo. Ma accanto, gomito a gomito, dando loro la possibilità di provarsi in un ambiente custodito. Prove di vita adulta da sostenere verso una vita piena. Ecco! È una bella sfida e come tale: o ci si sta dentro accogliendola, o si generano fondamentalismi non generativi. Quando ti appassioni ai giovani ti viene una gran voglia di renderli felici, ma mai sostituirsi alla costruzione della loro felicità. Si è felici davvero se si è artefici di una condizione bella, non sempre perfetta, in cui ci si sente protagonista».
di Giovanna De Rosa
L’articolo Valori e responsabilità: generazioni a confronto per costruire la Chiesa del futuro proviene da Comunicare il sociale.
21 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
È disponibile su crowdnet.it la campagna “Autismo, Natura, Indipendenza”, promossa da Giardini del Gauro Aps. Si tratta di una campagna che ha l’obiettivo di avvicinare alla terra persone con lo spettro autistico, valorizzandone l’indipendenza e creando serenità nella famiglia. Il rapporto con la natura, infatti, genera benessere e lavorare calma l’aggressività. In particolare, è possibile indirizzare le stereotipie (ripetizioni) verso gesti produttivi, finalizzati a procurare il cibo in maniera indipendente dal mercato, che troppo spesso rifiuta la diversità come un difetto. Per questo l’Aps Giardini del Gauro hanno deciso di avviare il progetto, con l’obiettivo di « valorizzare tutto ciò che non può essere cambiato, cercando i punti di forza e non i limiti». Giardini del Gauro Aps è da sempre impegnata nel valorizzare il rapporto con la natura, come fonte di benessere ed emancipazione economica, nella tutela della diversità come valore di insegnamento, nella promozione dell’agricoltura biologica in ogni spazio dove c’è qualcuno di buona volontà, anche dentro la città.
Per sostenere la campagna è sufficiente andare su crowdnet.it e seguire le indicazioni presenti al seguente link:
Autismo Natura Indipendenza
L’articolo “Natura è indipendenza”: la campagna di Giardini del Gauro per le persone con spettro autistico proviene da Comunicare il sociale.
21 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
La Conferenza Stato-Regioni ha trovato l’accordo sul decreto Tariffe e ha dunque approvato il nomenclatore tariffario legato ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Dopo sei anni dall’avvio dell’iter è stato raggiunto un risultato importante sul piano dell’assistenza protesica e delle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Il nomenclatore amplia anche il numero di prestazioni tariffate a 2.108 prestazioni rispetto alle 1.702 della precedente legge del 1996.
“L’approvazione dei Lea contribuirà a ridurre le differenze regionali nell’erogazione delle prestazioni oggetto del decreto e a contenere la mobilità sanitaria. Attendevamo tale approvazione da tempo, si lavori ora per revisionare l’intera struttura del nomenclatore tariffario andando ad inserire protese ed ortesi di ultima generazione di modo che venga garantito il reale diritto di cittadinanza delle persone con disabilità”. A dirlo il presidente di FISH, Vincenzo Falabella.
L’articolo Livelli essenziali di assistenza, ecco il nomenclatore tariffario: aumenta il numero di prestazioni proviene da Comunicare il sociale.
21 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
Un servizio a largo raggio volto alla tutela ambientale da parte dei Carabinieri della compagnia di Giugliano e dei militari della stazione forestali siciliani Pozzuoli.
Ci troviamo a Varcaturo e i militari ispezionano un’officina meccanica. L’attività è risultata completamente abusiva. Nel locale, di circa 300 metri quadrati, sono stati sequestrati carrelli elevatori, compressori, frese meccaniche, banchi da lavoro e arnesi vari.
Rinvenuti diversi rifiuti di vario genere – pericolosi e non – tra cui pneumatici in disuso, batterie al piombo, una cisterna contenente olio motore esausto, parti meccaniche, stracci e indumenti verosimilmente utilizzati per l’attività.
Il titolare è stato denunciato mentre il locale e le attrezzature sono state sequestrate.
L’articolo Sicurezza ambientale, Carabinieri sequestrano officina abusiva proviene da Comunicare il sociale.
21 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
“Abbiamo programmato come Regione Campania la realizzazione di una serie di attività dove il turismo è vocato fortemente ai princìpi della sostenibilità e dell’inclusione. Due concetti che si sposano brillantemente con la visione del turismo che vogliamo, che punta a vincere la sfida della qualità dei servizi per tutti, nessuno escluso”. Lo ha dichiarato l’assessore al Turismo della Regione Campania, Felice Casucci, intervenuto nel corso del convegno “Cultura, Turismo e Sport, Una visione d’insieme della ricerca e della pratica in un’ottica inclusiva e sostenibile” che si è svolto nell’Aula “Matilde Serao” dell’Università Parthenope di Napoli.
Padrone di casa il Rettore Antonio Garofalo che ha sottolineato come “In tutte le sfere economiche e sociali si parla tanto di sostenibilità ma mai di una vera applicazione di questi principi. Oggi, invece, abbiamo presentato dei modelli pratici che sono di assoluto interesse. Mettere insieme Turismo, Cultura e Sport è fondamentale, rappresenta uno strumento per promuovere modelli di integrazione e offrire a tutti opportunità per una vita migliore, in particolare alle persone con esigenze speciali con le quali vogliamo stare insieme”.
Per Giovanni Minucci della cooperativa Il Tulipano l’obiettivo del futuro “E’ non lasciare indietro nessuno. Lavoriamo affinché siano ampliate e moltiplicate le occasioni di inclusione, non solo sociale ma anche occupazionale, per i giovani nello spettro autistico. Abbiamo presentato una serie di attività, concrete e reali, che già realizziamo in Campania. Con il progetto ‘Tulipano art friendly’, attraverso la fruizione museale, mettiamo in campo un modello di welfare culturale che si sviluppa nell’ambito dei servizi turistici. Buone prassi che devono essere implementate non solo per i ragazzi con autismo ma anche per le loro famiglie”.
L’articolo Autismo, Casucci (assessore Regione Campania): «Turismo sia sostenibile e inclusivo» proviene da Comunicare il sociale.
20 Apr, 2023 | Comunicare il sociale
Una più stretta sinergia con le istituzioni locali, con i vari comuni dell’area metropolitana e di Napoli e i quartieri cittadini protagonisti. Un vero e proprio “patto per l’amministrazione condivisa” con protagonisti le varie organizzazioni del Terzo Settore inserite nella rete Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (Cnca). I soggetti aderenti: Associazione Quartieri Spagnoli, Cooperativa sociale Bambù, Cooperativa sociale Dedalus, Cooperativa sociale Il Grillo Parlante, Cooperativa sociale Il Millepiedi, Cooperativa sociale Irene ’95, Cooperativa sociale L’Orsa Maggiore, Cooperativa sociale La Locomotiva, Cooperativa sociale Progetto Uomo, Cooperativa Sociale Un Fiore per la Vita, Comunità di Capodarco Teverola, Associazione Maria Fanelli.La comunione d’intenti è stata siglata questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo alla presenza delle varie realtà che si occupano di politiche sociali, il sindaco Gaetano Manfredi e l’assessore al Welfare Luca Trapanese. Base di partenza del ragionamento il corso quella che appare come una provocazione da parte del Cnca “Sana e robusta Costituzione?” che ha dato il titolo all’incontro ed è anche un messaggio per rispettare davvero i principi della carta costituzionale a partire dal primo articolo: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’’ e l’articolo 2 che ricorda i diritti inviolabili dell’uomo.
Gli interventi degli operatori del Terzo Settore – Denunciano gli operatori del terzo settore come, anche a Napoli dove alle ultime amministrative ha votato il 50% circa degli aventi diritto, “sempre meno persone votano e di fatto gli istituti predisposti per ossigenare la democrazia sono in profonda crisi (dal Parlamento alle Municipalità), come pure partiti e sindacati. Soprattutto, a non votare e a non impegnarsi sono i penultimi, gli ultimi, i vulnerabili, che non si sentono visti e riconosciuti dalla politica e dai “centri” e che, in questa disuguaglianza di riconoscimento, tendono a essere attratti dal rancore piuttosto che dalla cura». Nel capoluogo partenopeo, inoltre, aggiungono le stesse realtà intervenute all’incontro, bisogna «fare i conti con povertà e vulnerabilità diffuse che incidono in modo dirimente sul suo sviluppo’’. In proposito Salvatore Fedele, presidente della cooperativa sociale Irene 95 e di Cnca Campania, dice di percepire «un forte rischio di arretramento dei diritti individuali e collettivi e al tempo stesso viviamo la necessità di nuovi approcci e politiche su cui investire oggi per generare futuro. Ecco perché il Cnca Regionale rilancia il tema delle comunità accoglienti. Abbiamo la necessità – aggiunge Fedele nel proporre assieme al Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti un patto condiviso sul welfare territoriale – di ripensare lo sviluppo, anche quello economico, in una chiave collettiva sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale. Uno sviluppo socio-economico basato sulla capacità di prendersi cura delle persone, delle comunità e dell’ambiente. Con una diversa concezione della spesa sociale: non più intesa come costo ma come investimento, premessa e condizione essenziale per lo sviluppo anche economico». «Sentiamo fondamentale – sottolinea Angelica Viola, socia fondatrice della cooperativa sociale L’Orsa Maggiore e componente dell’Esecutivo Nazionale del Cnca – che dai territori, e in particolare dalla città di Napoli, le politiche di welfare, insieme a quelle di contrasto delle povertà e delle disuguaglianze, vengono assunte come asse prioritario e trasversale dell’agire amministrativo, come bene comune che riguarda l’insieme della comunità in quanto unica possibile chiave per costruire benessere e sicurezza collettiva».
I contenuti nel documento Cnca – Nel documento Cnca viene sottolineato come in Italia “a decenni non si costruiscono più alloggi pubblici, né si mettono in campo norme per calmierare gli affitti delle case, contenere gli sfratti, dare effettivamente una casa dignitosa a tutti quelli che ne hanno bisogno. L’evasione scolastica è crescente e la scuola svolge sempre meno il ruolo di integrazione e riequilibrio sociale che la Costituzione le assegna. L’efficacia dei servizi sanitari è a macchia di leopardo e l’assistenza pubblica – che in Italia è uno dei meriti della Repubblica – in realtà tutela soprattutto coloro che sono capaci di accedere ai servizi privati, soprattutto per i tempi di effettiva erogazione delle cure’’. Nello specifico su Napoli nell’ultima graduatoria per gli aventi diritto alla casa popolare, dicono sempre da Cnca, “risultano oltre 8.700 domande. In città almeno 40.000 persone abitano nei bassi, a parte le oltre 2.000 persone ROM e un altro paio di migliaia di persone che vivono in alloggi del tutto impropri. I dati della dispersione scolastica per la Campania parlano da soli. Il 30% degli studenti degli istituti superiori, infatti, non riesce a conseguire il diploma. A Napoli sono il 35% e ancor di più negli istituti tecnici, d’arte e professionali. La dispersione si concentra nel primo anno, con una percentuale del 16,1% a Napoli. Il dato complessivo è che il 23% dei giovani tra 18 e 24 anni sono del tutto emarginati: non lavorano, non studiano, né sono in corsi di formazione professionale’’.
L’amministrazione comunale di Napoli – «Sposo questo patto, partiamo da un approccio amministrativo che prepariamo nelle prossime settimane e poi ci rivedremo per ufficializzarlo e andare davvero avanti insieme» le parole del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi secondo cui «la logica deve essere di passare dai progetti al partenariato fisso. Usciamo da progetti estemporanei ma passiamo a una selezione di partenariato, entrando in continuità di esperienze in alcuni territori, partenariati permanenti di 3-5 anni almeno. Ascoltiamo le esperienze e i suggerimenti dal Terzo Settore e dal volontariato che sono cruciali per noi. I temi dell’accoglienza oggi sono sul tavolo nazionale del Governo, Napoli su questo tema rappresenta un luogo che affronta criticità ma anche sperimentazioni positive. Questo passaggio di lavoro insieme alle associazioni serve proprio per migliorare gli atti di welfare nella nostra città». Per l’assessore al Welfare Luca Trapanese «vanno rispettati i diritti delle persone, al genere, i diritti all’abitare, il diritto all’istruzione (sulla dispersione scolastica ci sono 1700 segnalazioni), del lavoro. Noi agiamo sulle persone. Siamo in un momento di forte depressione economica, con 2700 persone senza più una casa, una famiglia che non possono pagare le bollette e che hanno fragilità mentali e dipendenze». Trapanese è consapevole come la città di Napoli abbia necessità di dotarsi di «più strutture per i ragazzi e noi metteremo a bando 10 immobili confiscati alla camorra all’interno dei quali saranno ospitati progetti sociali. Ci sono bisogno anche di più strutture sportive. Aumentiamo – chiosa l’assessore alle Politiche Sociali – di 150 posti letto i dormitori pubblici e recuperato quasi 6 milioni di euro per l’housing sociale che erano bloccati dal 2018».
di Antonio Sabbatino
L’articolo “Sana e robusta Costituzione?”. Il Terzo Settore in dialogo con le Istituzioni: «Necessario un patto per l’amministrazione condivisa» proviene da Comunicare il sociale.