GenerAzione CreAttiva: il bando che trasforma la creatività in rivoluzione sociale per i giovani di Napoli

Dimenticate le statistiche polverose e il grigiore dei numeri che tentano di recintare il futuro: a Napoli la creatività scende in strada e si fa carne, ossigeno e rivoluzione gentile. GenerAzione CreAttiva non è un semplice bando, ma un manifesto di resistenza luminosa che trasforma il talento in un’arma di impegno e riscatto sociale.

Il progetto non è una semplice iniziativa accademica, ma una vera piattaforma di “ricerca-azione” che nasce tra i corridoi del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II per trasformare l’energia inespressa in partecipazione civica. Finanziato dalla Regione Campania, questo percorso gratuito si rivolge a sessanta giovani tra i 18 e i 35 anni, offrendo loro l’occasione di passare da spettatori a protagonisti del cambiamento culturale del proprio territorio. “Non vengono soltanto attivati percorsi creativi, ma vengono osservati e accompagnati i processi attraverso cui le nuove generazioni interpretano il presente e costruiscono nuove forme di cittadinanza. Comprendere queste dinamiche significa leggere la creatività non come semplice espressione artistica, ma come pratica sociale capace di incidere sulla partecipazione pubblica e di contrastare il disagio giovanile”, spiega il coordinatore scientifico del progetto, il sociologo Raffaele Savonardo.

Il cuore pulsante dell’esperienza si articola attraverso tre laboratori che fondono la tecnica professionale con una profonda indagine sociologica. In “La Voce del Quartiere”, il cinema diventa una lente d’ingrandimento: i partecipanti esplorano l’etnografia urbana e il giornalismo civico per tradurre le storie dei vicoli in cortometraggi, supportati dall’esperienza tecnica dell’Audiovisual Napoli Hub. Parallelamente, nel laboratorio “Ritmi di Cittadinanza”, le frequenze della musica urban e della canzone d’autore si trasformano in un esercizio di co-costruzione di significati. Qui, la scrittura dei testi e la produzione sonora, guidate da artisti del calibro di Lucariello e Giovanni Block, trovano casa nello storico Apogeo Sound Studio del Rione Sanità, trasformando ogni nota in un messaggio di impegno civile e individuale. “Viviamo un periodo particolarmente difficile dal punto di vista sociale e politico – afferma il cantautore Block – con il rischio che i giovani perdano il senso del futuro, dei sogni e della condivisione in uno spazio che sta lentamente svanendo. La nuova generazione è cresciuta con il contatto telematico, dove oggi tutto è social, tutto è online e ogni cosa sembra ridursi a un like. In questo contesto, iniziative come queste rappresentano un’importante occasione per ristabilire un principio di realtà, accendendo nel contempo una nuova speranza.”
Questa narrazione corale si completa con “Fotoracconto civico”, dove la fotografia sociale, coordinata da Pino Miraglia, agisce come un dispositivo di conoscenza per svelare le metamorfosi e le contraddizioni delle nostre città. Il progetto non si limita però all’aula o allo studio di registrazione, la dimensione artistica è arricchita da masterclass e dialoghi con interpreti della cultura italiana, come La Niña, che accompagneranno i giovani nella costruzione di una coscienza civile solida e consapevole.

Il futuro di questi nuovi talenti non rimarrà confinato nell’ombra; il progetto si chiuderà con un evento conclusivo che vedrà sul palco i giovani talenti emergenti. Il percorso prevede infatti una rete di visibilità straordinaria che va dalle frequenze di Radio Rai Live alla sperimentazione della nascente CreaTv, fino ad arrivare alle audizioni con le principali major discografiche in collaborazione con FIMI e MEI. Per chiunque voglia accettare questa sfida e reinventarsi attraverso i linguaggi espressivi, il termine ultimo per candidarsi è fissato al 30 marzo 2026. Il bando, consultabile sul sito del Dipartimento di Scienze Sociali Unina, rappresenta un’opportunità non solo per gli studenti di accademie e conservatori, ma anche per i giovani che, lontani dai percorsi tradizionali di studio e lavoro, desiderano trovare una direzione e fare la differenza nel presente.

di Carmela Cassese

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CONTROLLI DEI CARABINIERI NELLA “TERRA DEI FUOCHI”: SEQUESTRI E DENUNCE 

Prosegue l’attività di contrasto agli illeciti ambientali nell’area della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno condotto una serie di controlli mirati nell’ambito del piano di vigilanza sulle aree ritenute più esposte al fenomeno dello sversamento illecito di rifiuti.
Il particolare servizio si inserisce in un più ampio dispositivo di monitoraggio del territorio che, già nella giornata di ieri, aveva visto il supporto del 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano, impegnato in attività di sorvolo finalizzata all’individuazione di possibili siti di interesse operativo. Le ricognizioni aeree hanno consentito ai militari a terra di concentrare l’attenzione su alcune aree agricole e urbane dove erano stati segnalati accumuli sospetti di rifiuti. Uno degli interventi più rilevanti è stato eseguito nel territorio di Francolise, nella frazione Sant’Andrea del Pizzone, in località via Case Sparse Lenza di Fuori. All’interno di un fondo agricolo, i Carabinieri hanno accertato la presenza di rifiuti abbandonati direttamente sul terreno. Tra i materiali rinvenuti figuravano rottami ferrosi, tubazioni in plastica, due carcasse di carrelli metallici e numerosi pneumatici fuori uso. L’area interessata, estesa per circa 255 metri quadrati, è stata immediatamente posta sotto sequestro. In tale circostanza è stata denunciata in stato di libertà la proprietaria del fondo per abbandono di rifiuti non pericolosi, reato previsto dal Codice dell’Ambiente. Il terreno è stato affidato alla stessa proprietaria in qualità di custode giudiziario, con l’obbligo di provvedere agli adempimenti previsti dall’autorità giudiziaria.

Un secondo intervento è stato effettuato a Castel Volturno, in via Ceracchi, all’interno del cortile di un’abitazione ormai in stato di abbandono. Anche qui i militari hanno riscontrato la presenza di materiale ferroso, rifiuti solidi urbani e pneumatici depositati senza alcun controllo.L’area interessata, di circa 200 metri quadrati, è stata sequestrata. Per i fatti sono stati denunciati in stato di libertà i proprietari dell’immobile, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali altri eredi o aventi titolo. Il sito è attualmente in fase di affidamento per la custodia giudiziaria e per le successive operazioni di ripristino.
Sempre nel territorio di Castel Volturno, i controlli si sono estesi anche a viale Lago Pergusa, dove i Carabinieri hanno individuato due distinti cumuli di rifiuti depositati in maniera incontrollata, uno sulla pubblica via e l’altro in una presunta area privata. Il materiale abbandonato era composto da rifiuti solidi urbani, plastica, tessuti, elettrodomestici di vario genere e perfino una piccola imbarcazione in stato di forte deterioramento. L’area complessiva interessata dallo sversamento, stimata in circa 200 metri quadrati, è stata delimitata e sottoposta a sequestro. La custodia giudiziaria del sito è stata affidata al sindaco pro tempore del Comune, per le successive attività di bonifica e messa in sicurezza.

I controlli hanno interessato anche il territorio di Mondragone, lungo la strada provinciale 259, nei pressi della rotonda che conduce verso Falciano e Sant’Andrea del Pizzone, in prossimità del fiume Savone.
In due diversi punti del margine stradale i militari hanno rinvenuto cumuli di rifiuti solidi urbani abbandonati senza alcuna forma di gestione. Le aree interessate, rispettivamente di circa 20 metri quadrati e 10 metri quadrati, sono state entrambe circoscritte e poste sotto sequestro. Anche in questo caso la custodia giudiziaria è stata affidata al sindaco pro tempore del Comune di Mondragone, con l’obiettivo di garantire la bonifica e la rimozione dei materiali. Tutte le operazioni sono state immediatamente comunicate all’Autorità Giudiziaria, informata dai reparti dell’Arma che stanno procedendo agli ulteriori accertamenti investigativi.
L’azione dei Carabinieri si inserisce nel quadro delle strategie di contrasto ai reati ambientali che continuano a interessare alcune aree della provincia di Caserta. L’obiettivo è individuare i responsabili degli sversamenti illegali e ripristinare le condizioni di sicurezza ambientale nei territori maggiormente esposti al fenomeno.

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Castellammare di Stabia: Rifiuthlon sul lungomare, sport e ambiente per i giovani

Castellammare di Stabia si prepara a un weekend green con la “Festa delle Spiagge Pulite”, organizzata da Assoutenti Campania, in collaborazione con AICS e Assoutenti Nazionale. Sabato 28 marzo, dalle ore 10:00, sul lungomare, l’evento Rifiuthlon approda nel Golfo di Napoli coinvolgendo gli alunni degli Istituti scolastici locali. Non si tratta di una semplice pulizia della spiaggia, ma di un format innovativo che unisce fitness ecologico, sport e sensibilizzazione ambientale. I partecipanti, soprattutto giovani studenti, parteciperanno a corse e attività ludiche per promuovere il rispetto dell’ambiente e la cultura della raccolta differenziata dei rifiuti. L’evento mira a educare le nuove generazioni al corretto smaltimento dei rifiuti, rendendo l’impegno ambientale divertente e collettivo. Coinvolge realtà come AiCS Ambiente e Assoutenti, con il supporto di scuole del territorio stabiese, per una mattinata aperta a tutti.

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Bene confiscato, Agrorinasce inaugura un nuovo centro giovanile

In questi primi giorni di primavera, Agrorinasce inaugura in provincia di Caserta un Centro di aggregazione giovanile per l’arte e la cultura, prima di una serie di iniziative di apertura di strutture ad uso sociale realizzate su beni confiscati ad esponenti del clan dei Casalesi.  Appuntamento venerdì 27 marzo alle 17.30 in via Caterino a San Cipriano d’Aversa, dove apre il Centro di aggregazione giovanile per l’arte e la cultura (ex Mediatecae Ludoteca), realizzato con finanziamento del Ministero dell’Interno – Commissario Straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata, per un importo di quasi 700mila euro (678.238,11 euro).

La villa, confiscata al camorrista Stefano Reccia, sorge su di un’area di 850 metri quadrati circa, ed è costruita su tre livelli ed è localizzato in pieno centro cittadino accanto all’Istituto Comprensivo di San Cipriano d’Aversa ‘Mattia De Mare’. I lavori sono stati ultimati a cura di Agrorinasce che ha assegnato con procedura pubblica la gestione all’Associazione Work in progress, costituita da oltre 20 giovani del territorio.

Il Centro è uno spazio sociale aperto quotidianamente per offrire ai giovani del territorio non solo un luogo di studio e di socialità ma anche di avvio al lavoro autonomo professionale. All’interno del Centro sono state previste diverse attività, dal caffè letterario con spazi dedicati alla musica e alla presentazione di libri all’area di co-working per l’insediamento di giovani professionisti, alla biblioteca con sala studio per i giovani.

Alla giornata saranno presenti il sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino, insieme agli assessori e consiglieri comunali e i rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze di polizia nonché della Chiesa locale.

Sarà una giornata di festa aperta a tutta la cittadinanza – dichiara l’Amministratore Delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci – ringrazio l’Amministrazione Comunale per la continua collaborazione e l’Associazione Work in progress con la quale abbiamo immagino il futuro del centro di aggregazione giovanile. Venerdì sarà una festa di giovani in un centro a loro pensato e realizzato”. “Finalmente si apre un centro di aggregazione giovanile e per la cultura nel nostro comune – ha commentato il sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino – e lo abbiamo fatto su un bene confiscato alla camorra. Siamo orgogliosi di questo grande risultato di tutta l’Amministrazione Comunale e della collaborazione con Agrorinasce. Siamo certi che l’Associazione Work in progress saprà organizzare tanto e bene per i giovani”.

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Ecco il centro servizi famiglie “Insieme si vince” per il contrasto delle violenze e abusi sui minori

 Il Comune di Moschiano partecipa con successo all’avviso pubblico “Insieme si vince”, promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia. Da questa iniziativa nasce il nuovo Centro Servizi Famiglie, un progetto dedicato a prevenire e contrastare ogni forma di abuso e sfruttamento sessuale sui minori, inclusi quelli perpetrati online.

L’obiettivo principale è proteggere le fasce più vulnerabili attraverso azioni concrete e mirate. Il Centro offre una gamma di servizi essenziali per famiglie, genitori, insegnanti e ragazzi:

  • Iniziative di sensibilizzazione: Campagne di informazione rivolte a genitori, famiglie, insegnanti e minorenni, per diffondere la conoscenza degli abusi sessuali online e offline, e favorire l’identificazione precoce di segnali di rischio.

  • Servizi di ascolto: Supporto psicologico e orientamento per genitori e famiglie di minori vittime o a rischio, con percorsi di consapevolezza, recupero e sostegno alla genitorialità, specialmente per nuclei in condizioni di vulnerabilità.

  • Educazione digitale: Corsi e percorsi formativi per minorenni, genitori e adulti, potenziando le iniziative già attive nel Centro per la famiglia, per prevenire abusi e violenze sessuali in rete.

Le attività sono gestite dall’associazione “Un mondo magico” ODV, iscritta al RUNTS, socia di Mo.V.I. e Forum Terzo Settore Agro Nolano e Vallo di Lauro, in partnership con “Peter Pan Partenopeo” ODV. Un impegno corale che unisce istituzioni e terzo settore per creare una rete di protezione efficace.

Per maggiori informazioni e dettagli sulle attività, visita la pagina Facebook ufficiale: https://www.facebook.com/share/1ASLrL1UjC/.

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Bullismo e cyberbullismo: 8 ragazzi su 10 li considerano un problema serio

Oltre la metà degli adolescenti non si sente al sicuro a scuola e quasi il 70% ha assistito ad episodi di violenza tra coetanei. È questo il quadro che emerge dai dati presentati oggi all’Università degli Studi di Milano-Bicocca durante il seminario “Violenza tra pari, bullismo e cyberbullismo”, promosso da SOS Villaggi dei Bambini ETS.

A pochi giorni dalla Giornata europea contro le molestie, SOS Villaggi dei Bambini torna ad accendere i riflettori su un tema oggi sempre più cruciale: il bullismo. Secondo i dati Istat il 21% degli 11-19enni ne è vittima in modo continuativo, il 68,5% ha subito almeno un comportamento offensivo o violento nell’ultimo anno e circa 1 su 3 (34%) ha subito episodi online[1]Milano e Lombardia si collocano tra le aree con incidenza più alta del fenomeno: 71% dei ragazzi ha subito comportamenti offensivi e circa 21,6% vittima di bullismo continuativo[2].

L’incontro ha coinvolto studenti, docenti ed esperti in un momento di confronto su un fenomeno sempre più diffuso e spesso sottovalutato. A preoccupare è soprattutto la diffusione della violenza psicologica – esclusione, insulti, prese in giro – forme meno visibili ma profondamente impattanti sulla crescita e sul benessere dei ragazzi.

Al centro del seminario il progetto europeo Applying Safe Behaviours: attuare comportamenti sicuri di prevenzione e risposta alla violenza tra pari e di genere, co-finanziato dall’Unione Europea. L’iniziativa promuove un approccio partecipativo: i giovani non sono solo destinatari degli interventi, ma protagonisti nella costruzione di ambienti più sicuri, attraverso percorsi di peer education e momenti di dialogo con adulti di riferimento.

«Non basta riconoscere il problema: è necessario ascoltare i ragazzi e coinvolgerli nella costruzione delle soluzioni. Il cuore del progetto è infatti la promozione di relazioni positive tra pari attraverso una metodologia che mette al centro il protagonismo dei ragazzi. Non si tratta solo di proteggere dall’alto, ma di rendere bambini e adolescenti attori attivi nella costruzione di ambienti sicuri», ha dichiarato Teresa Pietravalle, Referente Formazione dell’Accademia di SOS Villaggi dei Bambini.

Il progetto nasce per rispondere a dati allarmanti, soprattutto riguardo la percezione di sicurezza. In Italia, 8 adolescenti su 10 riconoscono la violenza tra pari come un problema serio e più della metà dei ragazzi dichiara di non sentirsi al sicuro nemmeno a scuola, segno di una distanza ancora forte tra giovani e adulti di riferimento. Da non sottovalutare anche il cyberbullismo, fenomeno in costante crescita. Oltre 1 milione di studenti (15-19 anni) vittime di cyberbullismo nel 2024 e il 32% ammette comportamenti da cyberbullo almeno una volta[3].

In Europa quasi uno studente su tre è stato vittima di bullismo, a conferma della dimensione strutturale del fenomeno. In questo quadro, un fattore ancora più critico e allarmante è quello della normalizzazione di questi comportamenti: pur riconoscendone la gravità, molti ragazzi tendono a considerare “normali” alcune forme di aggressività quotidiana.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di dialogo sul territorio e ha confermato l’urgenza di rafforzare la collaborazione tra scuola, famiglie e comunità per prevenire e contrastare la violenza tra pari, sia negli spazi fisici sia in quelli digitali.

Durante l’incontro, accanto all’analisi del fenomeno, sono state discusse le modalità per affrontarlo, in particolare:

  • le “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo”DL 99/2025 relativamente a campagne nazionali di educazione e a strumenti di prevenzione e per il sostegno alle vittime;
  • i Patti Digitali – alleanze tra genitori, insegnanti e educatori per un uso consapevole della tecnologia – per sostenere l’autonomia digitale di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, prevenendo i rischi connessi a un accesso precoce e non accompagnato alle tecnologie;
  • comunità educanti coese, al fine di prevenire e intervenire in modo coordinato, favorendo la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze.

Durante il seminario è stata, inoltre, realizzata un’installazione partecipativa, pensata per raccogliere in forma anonima esperienze, pensieri e vissuti legati alla violenza tra pari: uno spazio di ascolto aperto che ha dato voce a ciò che spesso resta in silenzio.

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