GIOCOLIBRO, LETTURE AL PANCIONE. INCONTRO DI FORMAZIONE E CONDIVISIONE PER MAMME IN ATTESA E NEOMAMME

Nell’ambito del progetto Giocolibro, l’associazione La Bottega delle parole organizza il primo incontro di Letture al pancione. Giocolibro è il progetto vinto – unico in Campania – dall’associazione di San Giorgio a Cremano nell’ambito del bando Leggimi 0-6 promosso e finanziato da Cepell, Centro per la promozione del libro e della lettura.

Venerdì 23 Giugno alle ore 18 la Bibliobimbi, nella Biblioteca comunale di San Giorgio a Cremano in Villa Bruno, ospita l’incontro di lettura per mamme in attesa. Dopo tanti incontri di lettura nelle scuole, nei parchi cittadini, in libreria, in biblioteca rivolti ai bambini, questo è un appuntamento speciale dedicato alle mamme.

Mamme nell’ultimo trimestre di attesa e neomamme con neonati di massimo 6 mesi sono invitate a partecipare GRATUITAMENTE all’incontro di formazione e condivisione utile a favorire il rapporto e la comunicazione tra la mamma e il nascituro. Da moltissimi studi si evince che leggere al pancione dà al bambino in grembo la possibilità di imparare a conoscere, riconoscere ed amare la voce della sua mamma oltre che i suoni del mondo esterno.

È ormai risaputo infatti come il feto inizi a percepire l’ambiente esterno molto prima del termine della gestazione; leggere al bambino in gravidanza permetterà al piccolo di famigliarizzare con la voce della madre (o del papà), abituandosi ai toni rilassanti e rassicuranti dei genitori e rafforzando fin dai primi mesi un legame che al momento della nascita sarà già ben strutturato.

Non solo, è stato dimostrato come questa lettura “precoce” stimoli diversi aspetti cognitivi del bimbo, potenziandone le capacità linguistiche (facilità di alfabetizzazione e riconoscimento delle parole) nonché quelle mnemoniche. Nell’ultimo trimestre il cervello del feto può già cominciare ad immagazzinare ricordi (seppur molto “sfumati”) e informazioni. Prima ancora del contenuto, sono la sonorità e il ritmo della lettura a ricoprire un ruolo di primaria importanza. Filastrocche, ninna nanne, canzoni sono dunque le scelte migliori per leggere al bambino nel pancione, in quanto il ritmo costante e cantilenato permette al neonato di identificare i diversi suoni.

Durante il laboratorio si leggeranno quindi albi illustrati dedicati alla primissima infanzia, imparando tecniche di respirazione e di apprendimento alla lettura ad alta voce. Verrà inoltre fornita una ricca bibliografia per trarre spunto per le letture durante la gestazione e per i primissimi mesi di vita del bambino. La partecipazione è gratuita, si richiede prenotazione al 329 202 5574 .

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“La notte mi fa impazzire”, la mostra di Nakote APS alla biblioteca nazionale

“La notte mi fa impazzire” è una mostra, ma anche una testimonianza, un racconto che nasce da un laboratorio condotto da Emanuele Pacini e Daria Tehrani, volontari dell’Associazione di Promozione Sociale NAKOTE, con un gruppo di pazienti psichiatrici, in collaborazione con la cooperativa sociale ERA che ne ha garantito il sostegno anche attraverso il personale educativo. La presentazione è prevista per mercoledì 21 giugno alle ore 10,30 nella sala Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III E, a seguire l’esperienza immersiva negli appartamenti reali di Maria Carolina e Ferdinando.

Il percorso ha inteso, fino a esplorare il mondo interno sonoro per utilizzarlo in chiave relazionale e poter esprimere l’indicibile, attivare le risorse presenti verso la creatività e poter ascoltare il proprio disagio e la propria “stranezza” in una chiave diversamente interessante per recuperare una dimensione analogica nel racconto e nella relazione. La restituzione è un filmato denso di note intonate e stonate che arricchisce i visitatori tutti, indistintamente. Hanno partecipato: Alberto, Alessandro, Annarosa, Giuseppina, Francesco, Tommaso, Carmela, Ferdinando, Bruno. Hanno coadiuvato gli educatori Federica Toscano e Lucia Russo. Si ringraziano Antonio Ferrara coordinatore Eracoop.

Il saluto ai partecipanti è affidato Maria Iannotti direttrice BNN e Manlio Russo psichiatra. Sono previsti i seguenti interventi: L’arte e la musica nei percorsi riabilitativi – Diana Facchini musicologa, musicoterapista; L’apporto del volontariato come valore aggiunto -Giovanna De Rosa direttrice CSV Napoli; Libero spazio ai partecipanti -modera Elena Primicile Carafa, Educatrice Associazione di promozione sociale NAKOTE.

L’evento si svolge con  il patrocinio del Centro Servizi per il volontariato di Napoli, la partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria, fino al 20 giugno,  all’indirizzo associazionenakote@yahoo.it con indicazione del numero di partecipanti.

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Protagonismo giovanile e responsabilità condivisa: a Benevento l’evento conclusivo del progetto “Edu.Co. Educativi Comuni / Comuni Educativi”

“Il protagonismo giovanile come responsabilità condivisa”. È il tema dell’evento conclusivo del progetto “Edu.Co. Educativi Comuni / Comuni Educativi”, che si terrà il 23 giugno  a partire dalle 10,30 presso l’Antico Teatro Palazzo Paolo V a Benevento.

Dopo la registrazione dei partecipanti, ci sarà l’intervento dell’assessore alla cultura del Comune di Benevento, Antonella Tartaglia Polcini. Successivamente, Maria Fanzo della cooperativa sociale Nuovi Incontri, illustrerà il progetto “Edu.Co. Educativi Comuni / Comuni Educativi”, che ha provveduto a coordinare. Simona Boniello della Fondazione Caporaso parlerà, invece, di strategie di intervento per l’identificazione precoce del disagio. A seguire, interverranno Elisabetta Di Maio (dirigente scolastica I.C. “2 Sant’Agata”), Mariagrazia Ceglia (dirigente scolastica I.C. “Ilaria Alpi”), Pasqualina Luciano (dirigente scolastica I.S. “Enrico Fermi”) e Antonio De Mizio (presidente dell’Ambito sociale B03 – Montesarchio) che racconteranno l’esperienza delle scuole partner del progetto e dell’Ambito sociale B03. Serena Angioli, esperta in politiche giovanili e Carlo Mazzone (Global Teacher Price Ambassador ) parleranno, invece, del protagonismo giovanile e di responsabilità condivisa. Le conclusioni saranno di Simona Rotondi, coordinatrice delle attività istituzionali dell’impresa sociale “Con i Bambini”, mentre il dibattito sarà animato dalle testimonianze dei giovani di CivitasMeet e del Forum Aree Interne.

Edu Co – Educativi comuni/Comuni educativi è un progetto selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

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Sunshines Raggi di Sole cerca volontari: «Aiutiamo i bimbi a superare la solitudine»

L’Associazione Sunshines Raggi di Sole, a Pomigliano d’Arco, è stata costituita  nel 2017. Nasce dal desiderio di un gruppo di genitori di bambini con Sindrome di Down interessati a sviluppare competenze nella gestione del proprio figlio, definire obiettivi educativi all’interno dell’orizzonte del progetto di vita, promuovere reti, percorsi di orientamento e relazioni funzionali al loro sviluppo.L’associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale promuovendo percorsi  culturali, informativi, di consulenza e/o supporto familiare, laboratori finalizzati all’ integrazione ed alla socializzazione .Viva è la collaborazione con le realtà territoriali, quali Enti Pubblici, associazioni sportive, realtà commerciali per lavorare sulla eliminazione dei pregiudizi e per un vero inserimento nella società.Le attività, coordinate e sviluppate da personale qualificato e il supporto di volontari, si svolgono sia all’interno del centro laboratori, gestione della casa, attività di socializzazione) che all’esterno con uscite sul territorio e conoscenza dei comportamenti con l’obiettivo di migliorare, mantenere e rafforzare le competenze di ogni ragazzo, funzionali all’acquisizione della massima autonomia possibile.Più specificatamente, si attivano iniziative  per favorire nei bimbi l’apprendimento della gestione del denaro, dei comportamenti stradali nonché laboratori di fotografia, conoscenza del sé, gestione e riconoscimento delle emozioni. 

 La professoressa Emma Campanino, presidentessa di Sunshines raggi di sole ODV, che esprime la preoccupazione di tutti i genitori per la solitudine che potrebbe affliggere i propri bimbi in loro assenza, evidenzia l’importanza di lavorare sulle autonomie, sull’importanza dell’acquisizione di nuove competenze e abilità che consentano di esprimere se stessi e la possibilità di riconoscersi come adulto, in un società complessa e variegata. Importante la figura del volontario per realizzare nuovi progetti e, pertanto, l’Associazione è sempre alla ricerca di persone disponibili a dedicare tempo e competenze.

Per coloro che fossero interessati a vivere questa esperienza meravigliosa ed offrire il proprio contributo è possibile contattare l’associazione al recapito 3338998803 o scrivere all’email: sunshinesraggidisoleonlus@pec.it o  emmacampanino@gmail.com

di Maria Rosaria Ciotola

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Terza età attiva, siglato protocollo fra CSVnet e ANCeSCAO 

CSVnet, l’associazione che rappresenta i 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) attivi in Italia e ANCeSCAO – Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti – faranno squadra a livello nazionale e sui territori per promuovere il volontariato, favorire l’invecchiamento attivo e stili di vita sostenibili fra la popolazione anziana.
L’accordo, siglato martedì 13 giugno a Roma e che avrà durata biennale, punta in particolare a sostenere progettazioni comuni tra i Csv, operativi in tutte le regioni con oltre 300 punti di servizio, 800 operatori e migliaia di volontari e gli oltre 1400 centri sociali della rete associativa di ANCeSCAO, mettendo in campo attività formative per i volontari ed iniziative di supporto concreto alle piccole organizzazioni, soprattutto le meno strutturate, nello sviluppo e gestione delle attività.
“Credo che questa intesa sia molto importante e ringrazio ANCeSCAO per l’opportunità e per l’intenso lavoro che anima sul territorio – sottolinea Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. In un contesto demografico in cui, secondo i dati Istat, le persone over 65 rappresentano un quarto della popolazione italiana, è importante valorizzare l’impegno solidale di chi appartiene alla terza età per il rilevante apporto offerto quotidianamente sotto il profilo culturale e sociale. L’accordo è solo un primo passo per supportare al meglio gli oltre 35mila volontari di ANCeSCAO e potenziare la capacità delle organizzazioni di fare rete, collaborare con gli enti locali e gli altri soggetti che operano nelle nostre comunità” conclude Tommasini.
“Il protocollo formalizza e valorizza collaborazioni già in essere andando a stimolarle dove queste non sono ancora attive mettendo a sistema le potenzialità delle due reti, nel rispetto dei reciproci ruoli, dando ancor più forza alla promozione del volontariato e della cittadinanza attiva. – evidenzia Esarmo Righini, Presidente Nazionale ANCeSCAO A.P.S. – “La collaborazione ci vedrà impegnati nel sostegno di ogni progettualità territoriale rivolta alla costruzione di welfare di prossimità, che rimane la nostra principale caratteristica sui territori grazie ai nostri volontari, e ad un coinvolgimento tra generazioni sempre maggiore per supportare gli oltre 300mila iscritti e l’intera comunità”. “La cabina di regia ci aiuterà inoltre a migliorare l’analisi dei bisogni della base associativa e ad attivare iniziative per favorire la crescita dei nostri gruppi dirigenti” conclude Righini.

Tra le azioni previste dal protocollo anche iniziative per facilitare il ricambio generazionale all’interno dei centri sociali, favorire l’accesso a reti europee, forme di finanziamento innovative e l’attivazione di una cabina di regia per l’analisi dei bisogni delle organizzazioni territoriali.

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Migranti, Denaro (Alarm Phone): Grecia ha avuto ore per salvare. «Corresponsabili tutti i paesi informati»

 “Non è possibile che tra noi e la Guardia costiera greca ci siano state incomprensioni sul peschereccio affondato ieri nei pressi di Pylos: siamo stati contattati dall’imbarcazione, che ci ha fornito la posizione Gps e ci ha comunicato di essere in pericolo e sovraffollata. Dopodiché abbiamo immediatamente allertato le autorità greche. Non c’è stato nessun fraintendimento”. A parlare è Chiara Denaro, operatrice di Watch the Med – Alarm Phone, l’organizzazione che monitora le barche di migranti nel mar Mediterraneo e si preoccupa di allertare coloro che possono intervenire: navi delle ong e mercantili, ma soprattutto i governi, che per legge sono obbligati a prestare soccorso con il supporto dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex.

Mentre in Grecia si continuano a cercare i dispersi – 78 I corpi senza vita recuperati e 104 persone tratte in salvo – l’organizzazione lancia l’allarme: stando ai testimoni, le persone a bordo potevano essere 750, quindi a conti fatti I dispersi sarebbero 568. E più passa il tempo più si affievoliscono le speranze di trovarli in vita.

Da ieri Alarm Phone diffonde anche comunicati in cui ricostruisce la catena delle comunicazioni, ricordando di aver allertato anche le autorità di Italia e Malta a partire dalle 14.17 di martedì, di aver ottenuto le coordinate Gps alle 16.13 e di aver inviato una e-mail a Guardia costiera, Frontex e Unhcr Grecia alle 16.53. I contatti col natante sono andati persi dopo la mezzanotte e ciò apre all’ipotesi di una finestra di almeno otto-dieci ore per lanciare l’operazione di salvataggio.

Ma da Atene smentiscono e oggi la Guardia costiera greca ha detto che dal peschereccio avrebbero rifiutato i soccorsi. “Sarebbe bastato tener conto delle informazioni che avevamo dato per far scattare l’operazione in tempo” denuncia Denaro. “Sapevano anche che lì le persone avevano finito acqua e cibo”. Sotto coperta, ha raccontato un superstite, ci sarebbero stati un centinaio di bambini.

L’esperta aggiunge ancora: “Teniamo presente che la Grecia respinge sistematicamente i migranti, quindi è plausibile che le persone abbiano avuto paura che, una volta salvate, le autorità le avrebbero riportate nei Paesi da cui stavano fuggendo”.

Quello che Alarm Phone invece non può confermare è se ci siano stati problemi nella catena di comunicazioni tra le diverse Guardie costiere e Frontex. Un passaggio che l’esponente dell’ong definisce “fondamentale, dato che da essa dipende l’assunzione del coordinamento da parte di un determinato Stato”. Se nessuno lo assume però, chiarisce subito Denaro, “tutti gli altri Paesi restano responsabili, essendo stati informati. Il dovere di salvare permane”.

L’attivista poi solleva il nodo della trasparenza: “Negli anni varie associazioni di legali e giuristi hanno cercato di capire come funziona la catena di comunicazione tra le varie autorità, ma almeno per l’Italia non è stato possibile perché sui documenti permane il segreto di Stato e l’interesse a tutelare le relazioni internazionali”.

Impossibile inoltre dire se i due mercantili che Alarm Phone sapeva essere nei pressi del peschereccio in pericolo “abbiano ricevuto l’ordine dalle autorità di intervenire o non intervenire”. Per la legge del mare, il natante più prossimo a quello in difficoltà deve salvare e uno Stato può incaricarne uno privato di supplire. Ma al largo di Pylos, conclude l’attivista, ieri “abbiamo visto, di nuovo, che la priorità dei governi è sorvegliare le frontiere e non trarre in salvo le persone”.

fonte testo e foto «Agenzia DIRE»

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