AL VIA IL NUOVO MICRONIDO COMUNALE DI TERZIGNO

Il Comune di Terzigno e la cooperativa sociale Bambù sono lieti di annunciare l’avvio della gestione del nuovo micronido comunale “Alby & Cocca”, presso il Plesso di Bossa Al Mauro della Scuola dell’Infanzia e Primaria San Domenico Savio in via dei Pini. Il micronido sarà attivo per i minori dai 3 ai 36 mesi dal prossimo 26 giugno fino al 31 luglio per 30 ore settimanali, ma dal mese di settembre accoglierà i piccoli beneficiari dei servizi dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 16.00, per un totale di 40 ore.

Sono davvero contento che finalmente anche la nostra comunità si doterà di un micronido.” dichiara il sindaco di Terzigno Francesco RanieriUn ottimo lavoro dei servizi sociali coadiuvato dalla pubblica istruzione. Una novità assoluta che farà felici tantissime famiglie.”

La cooperativa sociale Bambù è impegnata da anni attraverso i nostri servizi educativi nella promozione del benessere dei bambini e delle famiglie.” Afferma il presidente della cooperativa sociale Bambù Giovanpaolo Gaudino “La nuova gestione del micronido di Terzigno è un’ulteriore testimonianza del nostro impegno a favore della comunità, ma anche della valorizzazione di questo territorio.”

Il titolo del micronido, che accoglierà in partenza già decine di famiglie, è “Alby & Cocca”, dal nome delle due simpatiche mascotte che guideranno i piccoli in tutte le attività giornaliere: questa scelta creativa testimonia la cura che il micronido dimostrerà nella promozione delle bellezze del territorio. I bambini saranno fin da subito accolti da un murales che richiamerà il sentiero n.11 del Parco Nazionale del Vesuvio – anche chiamato “la Pineta del Vesuvio”, per la sua ricca vegetazione, e situato in località Piana Tonda. Anche le aule e i corridoi saranno personalizzati con simpatiche illustrazioni raffiguranti le due mascotte alle prese con i prodotti tipici del territorio, come il pomodorino del Piennolo, il nocillo, l’uva, il miele, le nocciole, le noci, e tanto altro ancora.

Per dare il via al servizio, mercoledì 21 giugno alle ore 11.00 si terrà una speciale inaugurazione proprio al Plesso di Bossa Al Mauro, sede del micronido, dal titolo “Un caffè con Alby & Cocca”. Interverranno:

Emilia Marone, Dirigente Scolastica dell’Istituto S.Domenico Savio
Franco Arbolino, Coordinatore dell’Ambito N.26
Raffaele De Luca, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Francesco Ambrosio, Associazione Coldiretti & Azienda Agricola L’Oro del Vesuvio
Francesco Ranieri, Sindaco del Comune di Terzigno
Genny Falciano, Vicesindaco del Comune di Terzigno
Gaetano Miranda, Assessore del Comune di Terzigno
Gaetano Manfredi, Sindaco della Città Metropolitana di Napoli
Mara Carfagna, Ex Ministro della Repubblica e attuale Parlamentare

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I Centri AntiViolenza in Regione Campania: ricerca di Rosa Sorrentino

Mercoledì 21 giugno, alle ore 15:30, presso la sede della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania in Via Raffaele De Cesare, 28, Napoli, si terrà la presentazione delle prime evidenze della ricerca “I Centri AntiViolenza in Regione Campania”, condotta da Rosa Sorrentino, dottoranda in Scienze Sociali e Statistiche presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

La ricerca ha lo scopo di portare alla luce la realtà e le esperienze dei Centri AntiViolenza in Campania, individuando buone pratiche e indirizzi di policy perseguibili per il potenziamento della rete territoriale. In virtù del metodo di ricerca di natura partecipativa che anima il progetto e che ambisce a coinvolgere gli attori sociali nella costruzione del sapere, l’evento si pone come un momento di dialogo e confronto con gli attori che si occupano a vario titolo di antiviolenza, al fine della facilitazione e del sostegno del lavoro degli stessi e del rafforzamento della rete territoriale interistituzionale diretta alle donne vittime di violenza. I risultati del lavoro svolto dalla dottoressa Sorrentino serviranno a rendere maggiormente efficace l’impegno della Fondazione Pol.i.s. a sostegno delle donne vittime di violenza e di tutti coloro che intervengono per contrastare la violenza di genere.​

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Un farmaco per salvare una vita. L’associazione “E ti porto in Africa…” avvia una campagna di raccolta medicinali

“E ti porto in Africa”… L’associazione di volontariato missionaria fondata e presieduta dal salernitano Vincenzo Mallamaci, Medico Chirurgo Missionario, che da oltre 30 anni, opera nei Paesi del Centro Africa (Camerun, Costa d’Avorio, Benin, Congo, Ghana ), Marocco e Tunisia organizzando tre viaggi missionari all’anno con visite mediche e distribuzione di farmaci gratuiti nei Villaggi più poveri ed abbandonati, è pronta a ripartire per una nuova missione. I volontari dell’associazione partiranno per i paesi dell’Africa a fine mese portando con loro viveri e medicinali. E proprio per questi ultimi lanciano un appello: “Abbiamo bisogno di farmaci, soprattutto antibiotici pediatrici”.

Nello specifico si stanno raccogliendo: Amoxicillina, Bactrim, Augmentin,Ceftriaxone, Penicillina, Claritromicina, Fosfomicina, Antinfiammatori per os e fiale, Antidolorifici, Tachipirina per adulti e bambini, Antidiarroici, Cortisonici, Gastrointestinali (Buscopan, Plasil, Spamex, Pantoprazolo, Esomeprazolo), Anticostipazione (Laevolac, Mavicol), Aspirina, Lavande vaginali, Ovuli vaginali, Antimicotici, Colliri per infezioni,Parassitosi cutanee (Malathion, Permetrina, Piretine), Gentalyn beta, Travocort, Lasix, Reidratanti, Antimalarici, Antiemorragici (Tranex), Acqua Ossigenata, Vitamine, Potassio, Magnesio, Disinfettanti, Betadine, Garze sterili, Bende, Siringhe monouso, Cotone idrofilo, Bisturi monouso, Aghi e cotone sterile per suture.

Chiunque volesse aiutare i medici di “E ti porto in Africa…” può farlo contattando i numeri 3398937734 – 3314951201 – 3334902910, oppure inviare una mail all’indirizzo vmalla@virgilio.it

Il gruppo di medici missionari dell’associazione ha realizzato in questi anni un Orfanotrofio per 350 bambini in Costa d’Avorio, 25 Centri Medici con Sale Parto, una Chiesa dedicata a San Giuseppe Moscati Inoltre ha ristrutturato e gemellato con Scuole italiane molteplici Scuole primarie per i bambini poveri, centri medici di primo soccorso, ha realizzato oltre 600 pozzi per l’acqua, e segue circa 600 bambini con adozioni a distanza e numerosi giovani seminaristi in difficoltà economiche. Periodicamente invia container con beni di prima necessita’, ambulanze ed  apparecchiature elettromedicali salvavita oltre a realizzare in loco cooperative di lavoro, piantagioni di cacao, igname, jatroba ed allevamenti ovicoli che permettono alle popolazioni povere un lavoro dignitoso ed evitare l’imbarco verso le coste Europee.

L’associazione inoltre è presente, in molteplici situazioni di disagio in Italia dove opera quotidianamente con i suoi Volontari nei vari distretti Regionali di coordinamento.

 

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“Tutt’egual song’ ‘e criature”, i ragazzi di Scampia in un’opera di Oliviero Toscani

I volti puliti dei ragazzi di Scampia in un’opera di Oliviero Toscani, svelata ieri su un palazzo di Parco Lucrezia, nella periferia napoletana. Un grande telo di circa tremila metri quadrati con gli scatti realizzati dal maestro a cento giovanissimi del quartiere. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “Tutt’egual song’ ‘e criature”, ideato e voluto da Smean Energy, in collaborazione con la Fondazione Silvia Ruotolo, insieme alla Rete Pangea (un gruppo di associazioni del territorio che ha proposto interventi mirati per la rivalutazione del quartiere).

L’opera è stata inaugurata oggi da Toscani, fotoreporter noto in tutto il mondo per le sue campagne di denuncia sociale, presso la facoltà di Medicina di Scampia dell’Università Federico II. “Il futuro di Scampia è fatto dai giovani e dalla parte buona dei suoi cittadini. Nei volti dei ragazzi ho visto proprio ciò che è recuperabile del futuro: saranno le nuove generazioni a decidere in che mondo vivere, il nostro compito è supportarli e sostenerli. I malavitosi in questo quartiere e nelle altre periferie del mondo sono una minoranza; invece, i bravi ragazzi sono angeli che vanno aiutati”.




A margine della presentazione, Toscani ha inaugurato anche la mostra fotografica “Mare Dentro”, con gli scatti realizzati dai giovani under 18 del quartiere, studenti dell’istituto scolastico “Ilaria Alpi-Carlo Levi”, premiando i migliori progetti.

Il progetto voluto da Smean Energy mira a promuovere progetti di miglioramento delle condizioni di vita dell’intero territorio. In particolare, si punterà a creare la prima comunità energetica di quartiere, con una sinergia tra pubblico e privato; a collocare luci led a salvaguardia della sicurezza al Largo Battaglia, una zona priva di energia elettrica; a rendere green alcune aree con interventi di riqualificazione urbana. Si mira anche a creare il primo laboratorio riconosciuto di Urban Art, con corsi di formazione per arti e mestieri, in cui le energie ed il genio creativo dei giovani possano essere coltivati, con materiali riciclati e sarà indetto il primo torneo di calcio per ragazzi speciali del quartiere, in collaborazione con la Figc.

Ranieri Roberto Ricciardi, presidente Smean Energy, afferma: “Oggi Scampia è un luogo nel quale è possibile attingere grande forza lavorativa, c’è fame e voglia di riscattarsi. Vogliamo dare un percorso diverso al quartiere, l’obiettivo è far sì che tutti i giovani coinvolti nel progetto di Oliviero Toscani e nella mostra “Mare Dentro”, ma più in generale tutti i ragazzi di Scampia, vedano un futuro di legalità”

Smean Energy ha avviato inoltre un’importante collaborazione con la Fondazione Silvia Ruotolo, che veicolerà le donazioni che verranno effettuate nel corso dell’evento e che ha sposato con entusiasmo il progetto. È stata avviata anche una campagna di crowdfunding sulla piattaforma “Gofund”. Per Alessandra Clemente, presidente Fondazione Silvia Ruotolo, “la malavita non crea futuro, l’ho vissuto sulla mia pelle. L’opera del maestro Toscani, che rappresenta il vero volto di Scampia, è l’occasione per avviare una serie di iniziative che interesseranno il territorio, con l’obiettivo di creare una comunità energetica che possa essere un esempio per tutta l’Italia”.

 

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A Piazza Mercato il “Festival delle arti di strada”: 100 artisti ricordano la notte di san Giovanni

Oltre cento artisti di strada coloreranno il Decumano del mare nella notte di san Giovanni.  Una serata– dedicata alla musica, nel centro storico partenopeo.

«Un festival degli artisti di strada – spiegano Gianfranco Wurzburger e Giuseppe de Stefano, rispettivamente presidente di Asso.gio.ca  e segretario generale della Fondazione di Comunità del Centro storico che con il Forum promozione del territorio Mercato-Orefici, hanno promosso l’evento – che intende valorizzare l’arte e la musica di strada in una delle piazze tra le più belle di Napoli e nel giorno dedicato a san Giovanni».

L’iniziativa rientra nel progetto “Napoli città della musica” del Comune di Napoli che punta a mettere a sistema, valorizzare e internazionalizzare la creatività musicale partenopea e le sue professionalità e riscoprire e proporre nuovi talenti.

La vigilia del 24 giugno si celebrava, infatti, in piazza Mercato la festa di san Giovanni a Mare, presso la chiesa omonima, originata da un motivo religioso: il ricordo del Battesimo di Gesù nel Giordano.

Con il festival si vuole ripercorrere l’antica festa di san Giovanni esaltando le caratteristiche e le competenze musicali e artistiche degli artisti di strada napoletani, coinvolgendo circa 100 artisti, ai quali sarà affidato uno spazio nell’area pedonale di piazza Mercato e del borgo Sant’Eligio.

Poi, esibizioni itineranti (dalla Basilica di Santa Maria del Carmine all’Arco con l’orologio di Sant’Eligio Maggiore) a partire dalle ore 19 e fino alle ore 24 del sabato sera, con performance di vario genere.

Mentre in tarda serata nell’area pedonale del Borgo Sant’Eligio si darà vita all’antica tradizione della “fusione del chiummo” attraverso questo rito si prevedeva il futuro delle giovani signorine in cerca di marito.

Il Forum per la Promozione Territoriale del Mercato e degli Orefici, attore principale del rilancio di piazza Mercato intende, con questa nuova produzione, far rivivere artisticamente la monumentale piazza, stabilendo – nella condivisione di emozioni -quell’esperienza di relazione tra cittadini che assurge a volano della crescita collettiva.

«L’iniziativa nasce dalla volontà di essere artefici e partecipi del definitivo rilancio urbano del quartiere angioino e dell’area pedonale Unesco di piazza Mercato – spiegano dal Forum – e punta a una riqualificazione tesa alla ricostituzione della nostra comunità, sfilacciata dall’esperienza della pandemia, da una guerra incalzante e da anni di indifferenza ed abbandono. Un evento che grazie all’Amministrazione Comunale vuole riappropriarsi della storica Piazza affidandogli definitivamente il ruolo di spazio per tutti e luogo per grandi eventi».

 

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Giornata mondiale del rifugiato, confronto al Real Albergo dei Poveri: «Percorsi legali per l’ingresso di migranti, ma la priorità è salvare le vite»

Dibattiti con varie realtà del settore. Pranzo interetnico. Concerti ed esibizioni musicali. Gare di varie discipline sportive. Mostre fotografiche A Napoli, la giornata mondiale del rifugiato che si celebra ogni anno il 20 giugno, è un agglomerato di eventi diversi e contestuali tra loro, che prenderanno tutta la giornata sino a sera, che vanno a intersecarsi dirigendosi verso l’unico insieme che conta: la inclusività. Luoghi di celebrazione delle varie iniziative, promosso dal Comune di Napoli con varie realtà territoriali, cooperative, associazioni, enti, il Real Albergo dei Poveri – con il dibattito sul numero dei rifugiati, confronti con esponenti delle varie realtà che si occupano della tutela dei rifugiati e dei più fragili – e la Palestra Kodocan dove oltre 120 ragazzi di diversa provenienza, Africa, Nord Africa, Asia, Est Europa, italiani impegnati in progetti di inclusione, hanno dato vita a una bellissima giornata di sport con partite di calcio, gare di lotta e non solo. A parteciparvi, tra gli altri anche la nazionale di calcio femminile.

I NUMERI –  Per raccontare la giornata mondiale del rifugiato, non si può prescindere da alcuni numeri rappresentativi della dimensione del fenomeno. Nel mondo, nell’anno 2022, i rifugiati costretti a lasciare i loro Paesi di origine a causa di guerre e persecuzioni hanno raggiunto la quota di 108 milioni, oltre 20 milioni in più rispetto al 2021. Andrea De Bonis, protection associate presso Unhcr Ufficio Italia, parla esplicitamente di «numeri impressionanti, che devono spingere gli Stati ma anche i Comuni e la società nel suo complesso a trovare soluzioni possibili sia nella risoluzione di conflitti internazionali, che fanno aumentare il numero dei rifugiati, sia nella loro stessa accoglienza». Oggi, aggiunge De Bonis, «piangiamo l’ennesima tragedia come quella al largo della Grecia, con centinaia di morti. Come Unhcr sosteniamo che benché esista una riflessione su come gestire le modalità di accoglienza, la solidarietà tra Stati per il salvataggio delle persone in mare non deve mai venire meno». Ma quali le soluzioni? Il protection associate di Unchr Italia risponde così: «Si possono percorrere diverse strade. Anzitutto un sistema coordinato di ricerca e soccorso deve essere la strada maestra, come accaduto in passato grazie anche all’impegno della società civile, cosa che ha portato un miglioramento del salvataggio in mare». Secondo, «rafforzando i percorsi legali di ingresso per i rifugiati. L’Italia è all’avanguardia sul percorso di reinserimento e sui corridoi sia umanitari che educativi. Adesso – ricorda De Bonis – si sta riflettendo anche sui corridoi lavorativi. L’ingresso legale non deve però mai far venir meno il percorso di salvataggio in mare».

IL COMUNE  – Questa mattina, il dibattito mattutino al Real Albergo dei Poveri alla presenza di vari attori istituzionali e del mondo del terzo settore e dell’associazionismo. L’assessore del Comune di Napoli Luca Trapanese sottolinea come Palazzo San Giacomo stia «migliorando i servizi dedicati agli adulti e ai minori, occupandosi dei minori non accompagnati, eleggendo il presidente della consulta immigrati (Fatou Diako ndr.) e collaborando con il Terzo Settore». Per Trapanese, «l’immigrazione, se trattata in maniera giusta con formazione, inserimento lavorativo creando le condizioni di avere una casa, può rappresentare una risorsa anche per gli stessi cittadini. A Napoli, peraltro, c’è il primo centro one stop shop dell’Unchr in un bene confiscato di via Marina, che sarà un centro di smistamento e accoglienza in via Marina oltre che un luogo di riferimento per tutte le associazioni che si occupano di immigrazione».

COOPERAZIOONE E ACCOGLIENZA –  Diversi i rappresentanti dei centri di accoglienza del territorio napoletano, che supportano le persone desiderose di integrarsi, protagonisti della giornata mondiale del rifugiato. Valeria Ricca, presidente di Eventi Sociali e coordinamento dei vari Sai gestiti in partenariato con Arci Mediterraneo, che accoglie circa 400 persone nelle proprie strutture di Napoli e provincia orientandole nell’acquisizione di documenti e nell’inserimento in ambito lavorativo, ribadisce ancora una volta che la giornata «deve emergere il concetto di inclusività e dell’agire sull’accoglienza in favore dei migranti che arrivano». Per la Ricca «è necessario con le Questure e la Prefetture per snellire il meccanismo di autorizzazione a un immigrato ad avere un passaporto o un permesso di soggiorno. La burocrazia a cui sono sottoposti Consolati e Ambasciate spesso bloccano le pratiche. Oggi per sbrigarle sono necessari dai 6 mesi in su». Una delle ospiti di Arci Mediterraneo è Hope Samuel, 28enne richiedente asilo nata in Nigeria. «Piano piano mi sto inserendo qui, ma ora sto accudendo soprattutto mio figlio. Vorrei lavorare nel settore delle pulizie o della ristorazione, quando il percorso sarà finito» dice Hope. Nehal Shuja, 25enne afgano, mediatore/operatore della cooperativa MediHospes dà la sua lettura sul tema dell’accoglienza.  «Anzitutto – afferma – non vorrei che tutte le esigenze dei rifugiati si racchiudessero soltanto nella giornata mondiale del 20 giugno a loro dedicata. Al contrario, i servizi devono essere garantiti loro 365 giorni l’anno. Ognuno di noi è responsabile dell’accoglienza di queste persone, tutti devono fare la loro parte. Ma è il governo che dovrebbe porre maggiore attenzione ad esempio piazza Garibaldi a Napoli continua a essere frequentata da tanti senza tetto. L’umanità va oltre la legge». MediHospes orienta dal punto di vista legale e non solo persone provenienti dall’Africa subshariana, dall’Africa del Nord, dal Bangladesh, dall’Afghanistan che Nehal ha lasciato diversi anni fa partendo da Kabul dove è nato, con un breve e momentaneo ritorno. Anche per lui la quotidianità è dura, nonostante si dedichi agli altri. Il Paese è da un paio di anni di nuovo in mano ai Talebani e tutto il percorso di miglioramento della società del Paese asiatico, già fragile, s’è bruscamente interrotto. Di quanto accade lì, oggi, quasi non si parla più: «Sono arrivato dall’Afghanistan in Italia dal luglio del 2015 tramite una borsa di studio – rievoca il passato il 25enne mediatore – ho fatto un percorso accademico come ufficiale accademico a Modena. Ero anche un medico militare, poi dopo un problema personale ho dovuto ricominciare daccapo perdendo tutto quanto costruito. Ho subìto tanto e non sapevo né dove dormire né dove lavorare e nemmeno integrarmi. Sono andato avanti da solo. Se penso all’Afghanistan, penso a un Paese estremamente corrotto dove i cittadini vendono i loro oggetti della casa per mangiare; oggetti però che nessuno compra perché nessuno ha soldi. In Afghanistan o sei straricco o strapovero».

di Antonio Sabbatino

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