04 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Un Forum internazionale sull’economia arrivata alla sua XV Edizione. È quello in programma a Napoli al Reinaissance Hotel Mediterraneo venerdì 6 e sabato 7 ottobre, organizzato dal Consorzio PolieCo e dal titolo “Malati d’Ambiente’’. Tema centrale della kermesse napoletana, quello della transizione ecologica di cui si sente parlare da tempo per contrastare l’inquinamento ambientale ma senza che questa sia davvero stata sino ad ora compiuta appieno.
Il programma All’Hotel Mediterraneo si confronteranno esperti del settore ambientale, medico, dell’impresa, delle istituzioni in una due giorni ai quali potranno partecipare anche i giornalisti per acquisire crediti legati alla formazione continuativa. Il Forum PoliEco è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Si comincerà venerdì alle 14 con un panel dedicato allo Sviluppo sostenibile tra narrazione e realtà, per fare il punto sul contesto attuale e sugli scenari che si pongono dinanzi a noi. A seguire, un focus su Agricoltura, Ambiente e Salute, in cui si metteranno in relazione gli ecoreati e l’impatto sulla salute e si illustreranno i vantaggi di un’agricoltura sana ed etica. Successivamente è previsto un panel su La Sfida della Plastica in cui si parlerà degli utilizzi virtuosi delle materie plastiche. Alle 9 di sabato il Forum si aprirà con una sessione dedicata ai Traffici nazionali ed internazionali dei rifiuti, in cui si parlerà delle varie Terre dei Fuochi e le nuove mete delle esportazioni. Panel finale su Imprese, tra criticità e opportunità in cui si metteranno in evidenza i problemi del settore del riciclo e in campo proposte per una crescita sostenibile partorite dal mondo della ricerca e dell’innovazione.
Gli interventi di PolieCo – Questa mattina presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti della Campania in via Cappella Vecchia, la presentazione del Forum di PolieCo. Claudia Salvestrini, direttore generale del Consorzio Polieco, spiega in premessa perché la scelta è ricaduta su Malati d’Ambiente. «Malati d’ambiente significa anzitutto non smettere di credere in un futuro migliore. Sull’economia circolare si dice tutto ma poi è difficile da mettere in pratica. Economia circolare non significa puntare solo l’eolico e il fotovoltaico ma fare in modo di risparmiare sulle materie prime a partire dal petrolio. Se – spiega il dg Salvestrini – io riesco ad avere un’eccellenza impiantistica, allora il discorso cambia. In Italia gli impianti sono pochi e sottodimensionati per motivi aziendali e non migliorarsi e creare impianti qui è necessario. Ma ci si scontra anche con la burocrazia, che dovrebbe essere facilitata. Se occorrono 7 anni per le autorizzazioni allora diventa un problema». Sullo stesso punto aggiunge la Salvestrini. «In Italia ci sono soltanto due impianti da 50.000 tonnellate. Abbiamo necessità di costruirne dei nuovi per evitare che ci siano traffici illegali». Il discorso la Salvestrini lo sposta sulle progettualità. «Il Pnrr avrebbe potuto aiutare molto il comparto, ma sui progetti mi sono accorta che ci sono le piattaforme di raccolta dei rifiuti ma noi abbiamo bisogno di impianti di riciclo, che è una cosa diversa. Quando si dice il 97% di riciclato, come pure qualcuno ha fatto, c’è la convinzione che questa percentuale porterebbe all’assenza dei rifiuti dai container e per strada. Ma quel 97% si riferisce al materiale raccolto, non al riciclo. Bisogna fare un distinguo di numeri tra raccolto e riciclo». E a livello locale, a che punto siamo? La Dg di PolieCo risponde così: «Sulla Campania il Consorzio Polieco produce 50000 tonnellate di messo ogni anno nel settore agricolo-edile ma il raccolto? Resta un grande punto interrogativo, molti rifiuti vengono mescolati con quelli urbani e quindi trattati male, poi caricati sui container e questo alimenta le maglie dell’illegalità. In Italia, su un milione di messo a consumo del nostro consorzio, rigenero senza portare a termovalorizzazione 400.000 tonnellate: non è tanto ma gli altri 600.000 vengono mischiati con i rifiuti urbani». Quali sono le rotte dove il traffico illecito di rifiuti è più marcato? «I turchi sono diventati la Cina dell’extra Ue ma vicina all’Ue e la Bulgaria ora è la meta preferita dei traffici illegali. Le rotte sono quelle dell’Italia-Grecia-Turchia e anche Italia-Slovenia-Bulgaria. Nessuno controlla questi camion e si alimenta l’illecito con l’attivismo dei broker» conclude Claudia Salvestrini. Per il presidente Consorzio PolieCo Enrico Bobbio con il forum di venerdì e sabato c’è la possibilità di «collaborare, per fare un passo avanti sul tema ambientale, dove ci sono grandi problemi. Siamo in difficoltà, dovuto principalmente per la nostra ignoranza su questo ambito. Il riciclo ci salvaguarderà nel futuro».
La questione medica e gli allarmi – Parlare di ambiente significa anche approfondire l’aspetto medico e sanitario. Luigi Montano – Uroandrologo ospedaliero Asl Salerno – Coordinatore Progetto EcoFoodFertilitym ricorda: «Io e altri aspetti ci siamo resi protagonisti, per la prima volta in assoluto, di un lavoro sui danni alla salute facendo esami sul liquido seminale e sulle urine, dove abbiamo riscontrato forti presenza di plastiche nei territori più inquinati» come quelli delle varie Terre dei Fuochi d’Italia dove le «sintomatologie sono maggiori. La fertilità – conferma il dottor Montano – è in declino a maggiore inquinamento ambientale. Il biomonitoraggio l’abbiamo fatto su ragazzi giovani, sanissimi, non bevitori, non fumatori, omogenei a diversa pressione ambientale». Proprio nella zona della Terra dei Fuochi, l’aggiunta del Coordinatore Progetto EcoFoodFertilitym, «già anni fa vidi che i ragazzi avevano delle criticità con un eccesso di metalli pesanti e problemi di fertilità nei soggetti a differenza, per esempio, a quelli della Piana del Sele. Nel 2023 la Campania è ancora maglia nera sulle malattie e morti per inquinamento». Poi un dato inequivocabile. «Il declino più importante è quello del numero degli spermatozoi. Siamo passati da 113 milioni di spermatozoi per ml nel 1940 a 47 milioni nel 2011. Si pensava che Africa e Asia non avessero problemi di fertilità e invece ci sono, si sta accelerando il declino» con ripercussioni da qui al 2070 davvero serie sulle nascite. Ma, chiosa il dottore Montano, «non c’è consapevolezza di ciò».
di Antonio Sabbatino
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04 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Un programma sempre più ricco e diversificato, che rappresenta una fondamentale occasione di incontro e di confronto per tutti i neonatologi italiani: il XXIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia (SIN) si terrà, quest’anno, dal 4 al 6 ottobre a Napoli, una città viva ed inclusiva.
Presieduto dal Dott. Luigi Orfeo, il Congresso punta a coinvolgere sempre più i giovani neonatologi, con la imprescindibile esperienza dei soci di maggiore esperienza, che porteranno il loro prezioso contributo medico-scientifico.
La tre giorni prenderà il via, come di consueto, con le riunioni dei Gruppi di Studio ed i Corsi Precongressuali, 13 quest’anno e si svilupperà, in modo fitto ed articolato, nel corso delle 12 sessioni, a cominciare da quella inaugurale, il 5 ottobre, nel corso della quale sono previste tre Letture magistrali, riunite nella sessione “Uno sguardo al futuro”.
La Prof.ssa Neena Modi, dell’Imperial College di Londra, parlerà del futuro della ricerca in medicina perinatale e delle potenzialità di e-Newborn, il progetto di un nuovo database mondiale, cui ha recentemente aderito anche la SIN. Il Prof. Paolo Netti, docente di Robotica, Direttore del Center for Advanced Biomaterials for Health Care, presso l’Università Federico II di Napoli, mostrerà l’impatto delle nuove tecnologie sulla medicina e sulla neonatologia moderna ed infine il Presidente della Commissione SIN Safe, il Prof. Fabio Mosca, parlerà del futuro della Neonatologia in Italia. Seguirà la consueta Cerimonia inaugurale, alla presenza delle Autorità locali e dei Presidenti delle Società scientifiche di area perinatale.
In occasione della Cerimonia, lo scrittore napoletano Maurizio de Giovanni, autore di romanzi di grande successo, i cui personaggi sono diventati i beniamini anche del pubblico televisivo, regalerà alla platea un suo intervento e sarà intervistato da Francesco de Core, Direttore de “Il Mattino”.
Nel corso delle sessioni saranno affrontati alcuni dei temi più attuali della neonatologia moderna. Particolare attenzione sarà riservata ad alcune problematiche organizzative, in particolare la carenza di pediatri e neonatologi e le possibili soluzioni a questo grave problema.
Si parlerà anche di Innovazione nelle sessioni “Neonatologia domani” e “Nuovi approcci diagnostico-terapeutici”, ci sarà ampio spazio per argomenti di Perinatologia e saranno presentate nuove Raccomandazioni e progetti di implementazione della qualità delle cure della SIN.
Non mancheranno sessioni dedicate alle Patologie respiratorie, alla Nutrizione, alla Neurologia, al Follow up del neonato pretermine, alla Care e alla Analgosedazione.
Di grande rilevanza la sessione “Neonato a termine”, in cui saranno presentate novità riguardanti anche i punti nascita che non sono associati a reparti di Terapia Intensiva Neonatale. A quest’ultimi, invece, è riservata la sessione “Scelte difficili in TIN”, quelle che, purtroppo, tutto il personale sanitario è costretto a fare, quasi ogni giorno.
Grande spazio ed attenzione saranno riservati ai giovani neonatologi under 35, che con i loro abstract concorreranno per il premio “Saranno Famosi”. Tutte le proposte non selezionate troveranno spazio in un’ampia Sessione poster, nella giornata di venerdì 6 ottobre, proposte che quest’anno saranno affidate a 4 ex Presidenti SIN, che le valuteranno con la loro autorevolezza ed esperienza.
In concomitanza al Congresso Nazionale SIN, si svolgerà la quinta edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia Infermieristica (SIN INF), tre intense giornate di studio e confronto su temi emergenti di interesse neonatologico, con un occhio sempre attento all’individualizzazione delle cure.
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04 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Per migliorare la qualità di vita dei bambini affetti da diabete mellito e delle loro famiglie, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta lancia il Progetto R.E.G.G.I.A. (Regolare, Educare alla Gestione della Glicemia Insieme all’Arte), puntando sul connubio tra salute e arte, sulla promozione del benessere psico-fisico attraverso la fruizione dell’arte e della natura.
Sostenuto dalla Direzione Strategica dell’AORN, il Progetto nasce dalla collaborazione sinergica tra l’Unità operativa semplice di Diabetologia ed Endocrinologia Pediatrica, coordinata dalla dott.ssa Filomena Pascarella, che afferisce all’Unità operativa complessa di Pediatria, diretta dal prof. Felice Nunziata, la Reggia di Caserta – Ministero della Cultura, il Comune, l’Associazione di volontariato “L’Isola che non c’è”.
L’iniziativa sarà articolata in due incontri domenicali, l’8 e il 15 ottobre prossimi, che si svolgeranno negli splendidi giardini del Parco Reale.
I piccoli pazienti diabetici, accompagnati dai loro genitori e dal team dell’Uos di Diabetologia, saranno coinvolti in attività binarie: quelle finalizzate a gestire meglio la cronicità della malattia dal punto di vista sia psicologico sia nutrizionale e quelle più strettamente legate alla cultura e alla natura nella perfetta sintesi offerta, in questo senso, dal Parco vanvitelliano.
Lo scopo del Progetto è di aiutare i bambini e i familiari a gestire la patologia diabetica cronica attraverso un percorso di apprendimento delle competenze, delle abilità necessarie a uno stile di vita sano ed equilibrato, valorizzato dal contesto naturale, artistico e storico in cui il percorso stesso si colloca, con l’obiettivo di generare effetti terapeutici a lungo termine nella convivenza quotidiana con la malattia.
“L’Ospedale esce dalle sue mura -evidenzia il direttore sanitario, Angela Annecchiarico- per congiungersi con la bellezza e l’eccellenza della Reggia borbonica che, come luogo di arte, cultura, natura, diventa parte integrante del cammino curativo a beneficio dei nostri piccoli pazienti”.
In quanto tale, il Progetto R.E.G.G.I.A. potenzia e impreziosisce l’attività dell’ambulatorio di Diabetologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Caserta, che è Centro di Riferimento Provinciale per la patologia e garantisce ai bambini diabetici un’assistenza multidisciplinare e olistica, coinvolgendo nel processo di cura, accanto al medico, anche lo psicologo e il nutrizionista.
“I due incontri in calendario -sottolinea la dott.ssa Pascarella- privilegeranno il confronto e la condivisione, stimolando i piccoli con interventi psicologici e psico-educativi mirati, da cui deriverà l’opportunità concreta di essere più consapevoli, esperti ed emotivamente sereni nel rapporto con la natura cronica della malattia. Il diabete tipo 1 -segnala la specialista dell’AORN di Caserta- rappresenta la malattia endocrino-metabolica più frequente dell’età pediatrica. Nel nostro Ospedale seguiamo attualmente circa 150 pazienti di età compresa tra 1 e 18 anni. La cura di un bambino con diabete deve essere considerata un vero e proprio investimento sociale. In età pediatrica il diabete interferisce in ogni aspetto della vita e delle esperienze del piccolo. Per un’assistenza efficace, è necessario che la prevenzione, la diagnosi e la cura siano affrontate in area pediatrica con personale dedicato”.
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04 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Nasce il nuovo logo di CSV Napoli. Il Centro di servizio per il volontariato della città metropolitana di Napoli si dota di un nuovo logo, che da qualche giorno viene utilizzato e diffuso in maniera ufficiale.
Il marchio utilizza elementi che adeguano CSV Napoli alla strategia di comunicazione su scala nazionale promossa da CSVnet (la rete dei CSV italiani), che punta ad una maggiore riconoscibilità del sistema dei CSV in Italia in una logica sinergica e corporativa. Partendo da ciò, la sezione grafica dell’area comunicazione di CSV Napoli ha elaborato il nuovo logo mantenendo gli storici elementi di identità del Centro, il sole ed il Vesuvio stilizzato.
È stato, inoltre, inserito l’acronimo ETS (ente del Terzo settore), in quanto CSV Napoli è iscritto al Registro nazionale del Terzo settore (RUNTS) ed ha avuto l’accreditamento definitivo come Centro di servizio per il volontariato della città metropolitana di Napoli.
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03 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
La Regione Umbria ha compiuto un significativo passo avanti nel campo del benessere e dell’inclusione sociale con l’approvazione del Programma Regionale di Intervento per la Non Autosufficienza (Prina). Un risultato che è frutta di un lavoro di interlocuzione avviato nel 2020, con l’adesione formale di Regione Umbria al progetto “Welfare 4.0 – definizione di un welfare comunitario d’inclusione”, attraverso la delibera di giunta n. 757 del 26 agosto 2020. Un’iniziativa che sarà propedeutica alla realizzazione di cento progetti di vita indipendente proprio nell’ambito del progetto Welfare 4.0, realizzato da Fish in collaborazione con l’Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e Ledha (Leghe per i Diritti delle Persone con Disabilità). Il documento, approvato all’unanimità dai consiglieri regionali, fa riferimento ad un budget per il progetto di vita personalizzato.
Un progetto ambizioso che mira a promuovere la vita indipendente per le persone con disabilità, offrendo loro l’opportunità di vivere una vita autonoma e partecipare attivamente alla società. Questi progetti includono una vasta gamma di servizi e supporti, tra cui l’accesso a case e appartamenti accessibili, servizi di assistenza personale, percorsi di formazione e l’inclusione nel mondo del lavoro. L’obiettivo è garantire a ciascuna persona con disabilità la possibilità di prendere decisioni autonome sulla propria vita e di vivere in modo indipendente, rispettando le proprie scelte e preferenze, come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
“Il progetto Welfare 4.0 è stato fondamentale per il successo di questa iniziativa, portando competenza, passione e dedizione alla causa dell’inclusione delle persone con disabilità. Questo partenariato esemplare dimostra come la cooperazione tra organizzazioni, enti pubblici e la società civile possa portare a risultati significativi nell’ambito del benessere e dell’uguaglianza”. A dichiararlo Giuseppa Adamo, responsabile della progettazione di FISH.
“Siamo felici che il nostro apporto, e delle organizzazioni partner, sia stato di aiuto al raggiungimento di questo obiettivo intermedio. Ora tocca lavorare per realizzare queste progetti di vita per cento cittadini umbri e lavorare alla costituzione di agenzie territoriali per la vita indipendente. Questo è un passo importante verso una società più inclusiva, che riconosce il valore e la dignità di ogni individuo, indipendentemente dalla condizione di disabilità”. A dichiararlo il presidente di FISH, Vincenzo Falabella.
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03 Ott, 2023 | Comunicare il sociale
Di seguito, la dichiarazione congiunta della Coordinatrice della rete ONU sulle migrazioni, Amy E. Pope, e dell’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati, Filippo Grandi in occasione del decimo anniversario del naufragio di Lampedusa
“Quando dieci anni fa un’imbarcazione stipata di oltre 500 donne, uomini e bambini affondò al largo delle coste dell’isola italiana di Lampedusa, il mondo disse “mai più”.
Oggi, nel decimo anniversario di quel naufragio, non siamo stati all’altezza di quell’impegno. Il 2023 ha registrato il primo trimestre più letale dal 2017. Al 24 settembre, oltre 2.500 persone risultavano morte o disperse solo quest’anno nel Mediterraneo centrale.
Raramente passa una settimana senza che da tutto il mondo arrivino storie di tragedie e incidenti drammatici, sia in mare che sulle rotte terrestri. Sono spaventosamente diventati la normalità. Queste tragedie sono evitabili e la necessità di fornire una risposta significativa non può essere più rimandata. Salvare vite umane non è un’opzione. È un obbligo legale. È un imperativo morale.
Sollecitiamo sforzi ulteriori per rafforzare la cooperazione nelle operazioni coordinate di ricerca e soccorso; garantire che i migranti e i rifugiati ricevano assistenza salvavita; porre fine alla criminalizzazione, all’ostruzione o alla dissuasione di coloro che forniscono assistenza umanitaria; stabilire percorsi regolari efficaci che soddisfino le esigenze e sostengano i diritti umani di tutti gli interessati; contrastare il traffico e lo sfruttamento; raccogliere dati per prevenire e risolvere i casi di migranti e rifugiati scomparsi e renderli pubblicamente disponibili.
Nel 2018, gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno adottato il Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare e il Patto globale sui rifugiati. Questi patti sono nati in parte come risposta a tragedie come quella di Lampedusa; destinati a essere attuati in modo complementare, rappresentano dei quadri di riferimento storici.
Il primo cerca di stabilire impegni internazionali coordinati per rafforzare la governance della migrazione e salvaguardare i migranti. Contemporaneamente, il secondo si dedica a rafforzare la condivisione delle responsabilità e a facilitare le soluzioni a sostegno dei rifugiati.
La nostra responsabilità come comunità globale è quella di assistere coloro che intraprendono viaggi pericolosi alla ricerca di una vita più sicura e dignitosa per loro e le loro famiglie. Come scrisse la poetessa somalo-britannica Warsan Shire: “Nessuno mette il proprio figlio su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra”.
Sotto la nostra guida, rispettivamente come Direttore Generale dell’OIM e Coordinatrice della Rete ONU sulle migrazioni, e come Alto Commissario ONU per i Rifugiati, e con il sostegno del sistema delle Nazioni Unite, ci sarà un rinnovato impegno ad agire.
Abbiamo fatto progressi, come si è visto al primo International Migration Review Forum del maggio 2022, in cui gli Stati membri hanno chiesto un maggiore impegno in questo senso. Possiamo e dobbiamo trasformare questi appelli in soluzioni. Il Segretario generale, con il nostro sostegno, svilupperà raccomandazioni concrete e attuabili su questi temi da sottoporre all’attenzione degli Stati membri delle Nazioni Unite il prossimo anno.
Il secondo Forum globale sui rifugiati, organizzato dall’UNHCR a dicembre, faciliterà l’annuncio di impegni concreti, esaminerà i modi in cui la condivisione degli oneri e delle responsabilità può essere realizzata al meglio e solleciterà una maggiore solidarietà con i rifugiati.
Il nostro approccio sarà globale e fondato su una profonda comprensione di alcune delle cause che stanno alla base delle sfide affrontate dai migranti e dai rifugiati lungo le varie rotte in tutto il mondo. E sarà inclusivo, attingendo ai punti di vista, alle competenze e alle esperienze dei nostri partner: Stati, attori umanitari, società civile e le persone più direttamente colpite – migranti, rifugiati e le loro famiglie.
Spetterà agli Stati attuare queste raccomandazioni.
Nel decennale del naufragio di Lampedusa, dobbiamo raddoppiare gli sforzi per evitare che simili tragedie si ripetano. La comunità internazionale ha la capacità di fare la differenza. Ora dobbiamo dimostrare di avere la volontà e l’impegno”
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