01 Dic, 2023 | Comunicare il sociale
Negli ultimi tempi il dibattito sull’importanza dell’educazione emotiva nelle scuole italiane è diventato sempre più rilevante. In questo contesto, BDC School si è affermata con un’esperienza consolidata e di grande interesse nel campo dell’educazione emotiva per bambini, ragazzi e famiglie. BDC School, una scuola internazionale paritaria bilingue con sedi a Milano e Cologno Monzese, ha adottato un approccio innovativo all’educazione emotiva, offrendo corsi per genitori e studenti di tutte le età. In collaborazione con psicologi e pedagogisti specializzati in età evolutiva, questi corsi affrontano una vasta gamma di tematiche, tra cui la gestione dell’ansia e dello stress, la comunicazione efficace in famiglia, lo sviluppo delle competenze emotive, l’adolescenza, l’autostima e il cyberbullismo.
Abbiamo intervistato Marta Garofalo, Direttrice dell’Istruzione di BDC School, ha commentato sull’esperienza maturata in ambito di formazione emotiva a scuola e sui feedback ricevuti da famiglie e studenti nel tempo
Come e quando è nata l’idea di puntare sull’educazione emotiva?
L’idea di concentrarci sull’educazione emotiva è radicata nei principi fondamentali della BDC School fin dai suoi primi giorni. Abbiamo sempre creduto che l’educazione emotiva sia inseparabile dalla didattica, poiché contribuisce in modo significativo allo sviluppo integrale degli studenti.
Ci può spiegare in cosa consistono le attività?
Le attività legate all’educazione emotiva presso la BDC School comprendono una varietà di iniziative, tra cui webinar, incontri, uno sportello psicologico dedicato e momenti di riflessione integrati nell’ambiente didattico quotidiano. Questi sforzi sono progettati per promuovere la consapevolezza emotiva, migliorare le capacità relazionali e offrire agli studenti strumenti pratici per gestire le loro emozioni.
Quali riscontri ha avuto da quando utilizzate questo approccio?
I riscontri che abbiamo ottenuto finora sono molto positivi. Gli studenti dimostrano una maggiore competenza nel linguaggio delle emozioni, una migliore capacità di relazionarsi con gli altri e una maggiore consapevolezza di sé stessi. I genitori apprezzano il nostro impegno nell’offrire supporto emotivo e si sentono confortati nel vedere i loro figli accompagnati in questo percorso.
Pensa che iniziare sin dalla primaria possa essere meglio ai fini dei risultati attesi?
Iniziare l’educazione emotiva sin dalla primaria è cruciale per ottenere risultati significativi. I primi anni sono fondamentali per plasmare le fondamenta emotive degli studenti e prepararli per sfide più complesse in fasi successive della loro vita.
Ritiene che il vostro possa essere un modello esportabile?
Sì, crediamo che il nostro approccio all’educazione emotiva possa essere un modello esportabile. La combinazione di webinars, incontri, supporto psicologico e integrazione nella routine didattica fornisce un approccio completo e sostenibile che potrebbe essere adattato ed implementato in altre istituzioni educative. Siamo aperti alla condivisione delle nostre best practices per contribuire all’arricchimento dell’esperienza educativa di altre scuole.
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30 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Facendo il pane insieme al nonno, di cui porta orgogliosamente il nome, Vincenzo si avvicina sin da bambino al mondo delle farine e del forno a legna, il suo interesse verso tutto ciò che riguarda la trasformazione della farina in pane, cresce ancor di più quando, ormai adolescente, sceglie di frequentare l’Istituto Alberghiero Ancel Keys di Castelnuovo Cilento. Nel momento in cui, una volta diplomato, riceve in regalo un sacco di grano, comincia a maturare in lui l’idea di poter fare della sua passione un vero e proprio lavoro, e, affiancato ancora una volta da Nonno Vincenzo, decide insieme a lui, di coltivarlo partendo dalla semina fino alla molitura, per arrivare poi a sfornare il pane della felicità.
Nasce così il progetto “La Farina di Vincenzo” che, col passare del tempo dà vita all’Associazione “Il Forno di Vincenzo”, riconosciuta anche da Slow Food, con lo scopo di dare continuità all’impegno dei tanti sostenitori locali dell’iniziativa. Grazie al supporto di Michele Sica, titolare dell’agriturismo Residenza Rurale Incartata (Calvanico, SA) e Carmelo Vignes, proprietario di VicoRua (Eboli, SA), Vincenzo ha avuto la possibilità di consolidare la propria esperienza sfornando, tutti i martedì e i venerdì, il suo pane e distribuendolo personalmente a tutti gli associati. Anche il Comune di Eboli (SA), ha offerto il proprio importante contributo, concedendo, in comodato d’uso all’Associazione, un locale situato nel suggestivo centro storico della cittadina, che ha permesso a Vincenzo, affetto dalla Sindrome X fragile, di poter realizzare il sogno di avere un forno tutto suo che inaugurerà ufficialmente Domenica 3 Dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Il programma dell’inaugurazione è ricco di eventi, si parte già Sabato 2 Dicembre con il Convegno “Progettare qualità di vita per e con le persone con disabilità”, per poi passare alla grande festa di Domenica, a partire dalle 9.00, che prevede laboratori di panificazione tenuti da Vincenzo e tanti altri ospiti e naturalmente la degustazione del pane ottenuto. Il Forno di Vincenzo rappresenta, innanzitutto, un’iniziativa di protagonismo attivo e autodeterminazione delle persone con disabilità, ma al tempo stesso, costituisce anche un progetto sociale di comunità in quanto, le attività previste vanno ben oltre panificazione classica, saranno, infatti, attivati laboratori di formazione per bambini e adulti, momenti di “infornata sociale” in cui il forno diventerà strumento di collaborazione e inclusione per tutti i cittadini, ed inoltre attività rivolte alla sensibilizzazione attiva della comunità rispetto ad un’alimentazione sana e sostenibile sia dal punto di vista della genuinità degli alimenti che da quello dalla tutela ambientale.
Di Cristina Di Perna
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30 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Con un tour nelle scuole elementari e medie di Veneto, Lombardia e Toscana si conclude il percorso tra i banchi di scuola della campagna educazionale “La SMAgliante Ada”, che in questi tre anni ha visto Ada, la cagnolina protagonista delle avventure della trilogia di fumetti, raccontare ai coetanei di tutta Italia l’esperienza quotidiana del vivere con la SMA, l’atrofia muscolare spinale.
Oltre 350 i bambini degli ultimi anni della scuola primaria e dei primi anni della scuola secondaria di primo grado coinvolti in un percorso educativo che ha affrontato i temi della disabilità e dell’inclusione sociale, attraverso il linguaggio inedito del fumetto. Tante le iniziative messe in campo: dai workshop, ai contest nazionali dedicati ai temi del bullismo e dello sport, fino all’esperienza di Wheelchairs Football, il calcio giocato su sedia a rotelle, che questa estate ha visto i ragazzi con SMA sfidarsi in un minitorneo di calcio ospitato da F.C. Juventus presso la scuola internazionale Wins – World international school di Torino.
“Con Ada abbiamo avuto la possibilità di essere al fianco di tanti bambini e insegnanti facendo sperimentare loro una visione positiva della disabilità – afferma Anita Pallara, Presidente Famiglie SMA, che continua – Parlare di atrofia muscolare spinale richiede la capacità di trasferire con delicatezza e competenza cosa significa vivere con questa patologia neuromuscolare. Ed è proprio grazie al linguaggio universale del fumetto che abbiamo potuto affrontare temi importanti che riguardano la vita di ciascuno di noi, con l’entusiasmo e la schiettezza di chi ha tanta voglia di conoscere il mondo, come Ada e i suoi amici. Un viaggio entusiasmante!”
Temi complessi, affrontati unendo competenze multidisciplinari di psicologi, educatori, clinici e ricercatori, al fianco di un team creativo, capaci di tradurre in modo semplice e innovativo anche l’importanza della ricerca scientifica e di una presa in carico mirata per garantire ad ogni bambino e bambina la possibilità di vivere appieno i suoi progetti di vita, insieme ai coetanei.
“Siamo particolarmente grati e affezionati a questo progetto – dichiara Alberto Fontana, Presidente dei Centri Clinici NeMO, che continua – Ada ha permesso di portare fuori dai nostri reparti clinici il valore della conoscenza scientifica, fondamentale per entrare in relazione con l’altro e riconoscerlo nelle sue risorse e nei suoi limiti. Formare i ragazzi a comprendere cosa significa vivere con una malattia neuromuscolare vuol dire educare ad andare oltre la paura di ciò che non si conosce e contribuire a rendere una generazione più forte, capace di accogliere l’altro senza pregiudizio”.
Grazie a questa apertura, le domande semplici e profonde legate alla vita con la SMA, ai suoi risvolti emotivi, sociali e quotidiani, allo sport, ai viaggi e alle passioni, fino agli aspetti più clinici e scientifici, hanno trovato accoglienza e risposte nei laboratori didattici da parte di chi convive con la patologia: “È brutto vivere con la SMA? Sei mai stata presa in giro per la carrozzina? Ci sono delle cure per guarire?” Domande che, grazie al fumetto e al confronto, hanno colto l’interesse dei ragazzi sulla realtà, per conoscerla di più, per farsi incuriosire e per destrutturare pregiudizi o credenze.
“Ada ha aperto ai ragazzi la possibilità di conoscere attivamente e in modo divertente il profondo significato dell’unicità – commenta Simona Spinoglio, educatrice e psicologa dell’Associazione Famiglie SMA – Lo ha fatto prima raccontandosi attraverso la propria vita e poi stimolandoli nel far emergere le loro particolarità. La narrazione si è sviluppata includendo la SMA tra le caratteristiche più evidenti e immediate della protagonista, ma non per questo l’unica ad essere importante. Rendendo la malattia nominabile e narrabile anche con leggerezza e includendo la disabilità tra le possibili particolarità di cui si può essere testimoni, siamo riusciti a creare con i ragazzi un dialogo aperto al confronto, all’approfondimento e all’esplorazione.”
Tre anni che raccontano un affascinante percorso di crescita: dalla scuola elementare alla conoscenza di nuovi amici nella scuola media; dalla paura di non essere accolti, alla scoperta delle risorse personali, al valore dell’amicizia e dei sogni per il futuro, fino al desiderio di indipendenza e autodeterminazione tipico dell’adolescenza. Passaggi di crescita che la trilogia di fumetti sulle avventure di Ada ha accompagnato e che si traducono nei numeri del progetto.
Oltre 16 mila copie dei tre volumi a fumetti distribuiti gratuitamente nelle scuole italiane e la traduzione del primo volume in 12 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, polacco, macedone, arabo, cinese, taiwanese, russo, serbo e ungherese), a cui si uniscono 3 importanti riconoscimenti: il Premio OMaR per la comunicazione sulle malattie e i tumori rari; il Life Science Excellence Awards come miglior progetto di comunicazione dell’anno; il CEO for Life Awards, premio assegnato per aver stabilito nuovi standard di eccellenza volti a un futuro migliore e più sostenibile.
La campagna educazionale “La SMAgliante Ada” è nata nel 2020 dalla visione e dall’impegno dell’Associazione Famiglie SMA, dei Centri Clinici NeMO – specializzati nella cura e nella ricerca sulle malattie neuromuscolari – in collaborazione con NEMOLAB, il primo hub dedicato esclusivamente alla ricerca tecnologica su queste patologie, con il contributo educazionale non condizionato di Roche Italia. Una sinergia che ha avuto l’obiettivo di educare al valore della disabilità come risorsa, all’inclusione come opportunità e alla conoscenza scientifica per comprendere gli altri e sperimentare cosa significhi costruire una società inclusiva.
“Roche è orgogliosa di essere a fianco di Famiglie SMA e dei Centri Clinici NeMO in questa lunga avventura con “La SMAgliante Ada” – ha commentato Amelia Parente, Rare Disease, Governament Affairs & Transormation Head di Roche Italia – Da tre anni Ada accompagna bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, gli insegnanti e le loro famiglie e tutti noi nel comprendere il valore dell’inclusione sociale attraverso il linguaggio del fumetto, ancora una volta al centro del laboratorio didattico svolto nelle tre scuole che ha messo insieme disabilità e sport e da cui è chiaramente emersa l’attitudine dei più piccoli ad esprimersi liberamente e con leggerezza, dimostrando che per loro la normalità è un concetto relativo. Ringrazio, a nome di Roche, i partner e le scuole che hanno ospitato il laboratorio, e soprattutto “La SMAgliante Ada” per rappresentare il linguaggio del cambiamento che vogliamo veder avvenire nel mondo”.
Tutti le scuole interessate ad adottare i volumi possono scaricare la trilogia a fumetti in versione digitale su www.lasmaglianteada.it. Non solo, in vista del periodo natalizio, da oggi fino al 10 dicembre sarà possibile richiedere i volumi cartacei scrivendo a info@lasmaglianteada.it.
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29 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il CoBar de ‘La Stecca’ di Torre del Greco ospiterà giovedì 30 novembre la presentazione del volume “Ricette Morali, la cucina in tempo di guerra”.
Un libro militante scritto a quattro mani da Tonino Scala e Michele Ruocco, con le illustrazioni di India Miriam Ruocco.
Perché militante? Perché serve per due cause. Parlare di pace in un mondo in guerra e aiutare il Pimpa. Chi è il Pimpa? Un clown che porta un sorriso ai bimbi delle terre martoriate di Siria, Palestina, Ucraina. L’intero ricavato infatti sarà donato alla sua associazione “Per far sorridere il cielo”. Una degustazione a base di scarti di bucce di patate, melanzane, pane di ghiande, pasta e patate, gambi di broccoli e cavolfiori, delizierà gli ospiti che potranno apprezzare in quell’occasione l’esposizione dei disegni presenti nel volume e acquerellati da India Miriam Ruocco, studentessa del liceo artistico “F. Grandi” di Sorrento. I più piccoli saranno intrattenuti da un laboratorio gratuito a cura della libreria Milena
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29 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Giovedì 30 novembre alle ore 15.00 si inaugura nel giardino di Palazzo Mastrilli a Cardito lo “SPAS” Spazio Sensoriale, un percorso didattico rivolto a bambini e bambine per imparare giocando attraverso i 5 sensi. L’iniziativa si tiene nell’ambito di “Zenobia”, un progetto nazionale selezionato da Con I Bambini, gestito in Campania da Cantiere Giovani e il Comune di Cardito e che coinvolge organizzazioni della Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Calabria.
All’evento parteciperanno il Sindaco Giuseppe Cirillo, l’ass. alle politiche sociali Sossio Giordano, l’ass. all’ambiente Luigi Fusco, la Dirigente alle Politiche Sociali Carmela Sannino, il D.S. Diego Puricelli Guerra e la Prof.ssa Anna Orabona del 1°C.D. “G.Rodari”, la D.S. Vittoria Striato e la Prof.ssa Rosaria Valentino dell’I.C.S. “M.Polo-G.Galilei”, la Coordinatrice pedagogica della cooperativa CADIAI Alice Casadio che, insieme agli educatori del progetto Zenobia sperimenteranno per la prima volta l’allestimento.
Lo SPAS Spazio Sensoriale prevede il coinvolgimento dei partecipanti attraverso delle attività che invitano all’interazione e alla messa in gioco del gruppo. È diviso in aree di stimolo olfattivo dotate di piante aromatiche, pannelli per giocare con i suoni, un’area tattile per camminare scalzi, puzzle giganti per mettere alla prova la memoria visiva, …
“Con il progetto Zenobia, ispirato ad una delle città fantastiche raccontate da Italo Calvino, abbiamo creato un luogo dove bambine e bambini imparano giocando e esplorando insieme, in un contesto privilegiato e affascinante com’è il giardino di Palazzo Mastrilli a Cardito” dichiara Meri Buonfiore, coordinatrice del progetto per Cantiere Giovani.
Già nelle prossime settimane, lo Spazio Sensoriale verrà aperto alla partecipazione delle Scuole, che potranno accedere al percorso guidato prenotando al numero 081.8328076.
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28 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il 30 novembre, ore 17.00 sala del Refettorio nel Complesso monumentale di San Domenico Maggiore, Vernissage della mostra-evento CORPO DONNA. Nella sala del Capitolo del medesimo Complesso, alle ore 10.00 si terrà un dialogo sul tema della violenza sulle donne, che vede coinvolti ricercatori, professori e dirigenti scolastici, rivolto a ragazzi di diversi Istituti scolastici. Organizzata e promossa dalla associazione TU – TUTTE UNITE APS e dalla associazione Canoneinverso Officina di idee, col sostegno della scuola di cinema di Napoli di Roberta Inarta, in collaborazione con Luigi Carbone, Presidente della Commissione Cultura, Turismo e Attività Produttive del Comune di Napoli. A cura della dottoressa Benedetta Bottino e della Storica dell’arte Giuseppina Iacovelli.
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