Povertà, emergenza diffusa: analisi e azioni di contrasto

Una riflessione, con particolare riferimento al territorio campano e partenopeo, su come sia cambiata la povertà negli ultimi anni e sul ruolo che il volontariato, anche mediante il supporto del sistema dei CSV (centri di servizio per il volontariato), può avere per incidere in modo efficace sulle politiche pubbliche e sulla costruzione di strumenti concreti per il contrasto al fenomeno della povertà sociale ed educativa.
È questo il senso dell’incontro promosso da CSV Napoli che si è tenuto  presso la sala Capri del Centro Congressi Tiempo.

Sono intervenuti Nicola Caprio (presidente CSV Napoli), Domenico Credendino (presidente OTC Campania Molise), Walter Nanni (responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerche di Caritas Italiana), Ciro Grassini (sociologo e coordinatore dossier povertà Caritas Campania), Suor Marisa Pitrella (direttore Caritas Napoli), Melicia Comberiati (portavoce Alleanza contro la povertà in Campania), Gennaro Izzo (dirigente servizi sociali Comune di Castellammare di Stabia), Emilia Narciso (presidente Unicef Campania), Giovanna Minichiello (vicedirettore e referente Area Ricerca e Documentazione CSV Napoli), Sergio Colella (ideatore SOS Amici – Aiutiamoci tra noi), Chiara Tommasini (presidente CSVnet), Giovanna De Rosa (direttore CSV Napoli).

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Donne leader della ricerca sui tumori cerebrali, 8 vincitrici su 9 al Premio Carla Russo

Edizione quasi tutta al femminile quella del Quinto Premio Carla Russo 2023, che ogni anno, da cinque anni, premia i giovani scienziati impegnati nella ricerca sui tumori cerebrali, svoltasi presso il Resort Sant’Angelo di Pimonte. Otto le donne vincitrici, su nove riconoscimenti, per i lavori di ricerca e tesi valutati dal comitato scientifico dell’Associazione Carla Russo. Maggioranza femminile anche nelle candidature presentate che segna un cambio di passo nel ruolo della donna, sempre più centrale, nella ricerca su gliomi e glioblastomi e nella medicina tutta. I due primi premi come miglior ricercatore Under 40, da tremila euro ciascuno, sono stati consegnati a Antonella Mangraviti, Neurochirurgo presso l’Ospedale Sant’Andrea e candidata PhD alla Università Sapienza di Roma, e a Marta Padovan, oncologa presso l’Istituto Oncologico Veneto di Padova.

“Dove si premia il merito vincono le donne. Nell’esperienza del Premio Carla Russo la presenza femminile è aumentata esponenzialmente in questi 5 anni e ad oggi le donne sono in netta maggioranza. Un trend in crescita in tutto il sistema sanitario nazionale, dall’università al lavoro. Le donne, nell’ambito sanitario, hanno oggi più passione, più determinazione, più curiosità. Il punto determinante è uscire dagli schemi della salvaguardia come concetto esclusivamente protettivo, si deve dare forza al merito, che è un fattore indipendente da qualsiasi altro parametro, e il Premio Carla Russo lo ha fatto. Questa strada andrebbe intrapresa e attuata anche nei percorsi professionali”. Lo ha detto Luigi Mansi, Segretario scientifico e anima del Premio Carla Russo e membro del Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile, nell’aprire i lavori della 5° edizione del Premio Carla Russo.

Le nuove prospettive di ricerca e di cure sui tumori cerebrali sono state esposte da Marc Sanson, membro del comitato scientifico del Premio e professore di Neurologia presso la Sorbonne di Parigi “Oggi abbiamo due strade che ci fanno ben sperare, la targhettizzazione e l’immunoterapia. La prima consente di analizzare e individuare i geni all’origine dei tumori cerebrali. E’ un processo lungo ma essenziale perché se vogliamo arrestare le mutazioni dobbiamo prima comprenderle. Al contempo abbiamo l’immunoterapia, che sta dando grandi risultati in oncologia ma di certo meno soddisfacenti nei gliomi e glioblastomi. I farmaci non riescono ad agire a causa del microambiente cerebrale. Questi microambienti sono oggi oggetto di ricerca, l’obiettivo è quello di far funzionare le immunoterapie anche per i tumori cerebrali. Abbiamo ragione di credere che esiste un modo per rendere efficaci queste terapie”.

A precedere la consegna dei premi un convegno dal titolo “Contro i tumori cerebrali la speranza cresce. Stato dell’arte della ricerca e dell’innovazione nel campo dei gliomi” che ha dato ampio spazio alla presentazione dell’Osservatorio sulle Neuroscienze della Regione Campania, insediatosi lo scorso 26 ottobre. ”L’Osservatorio sulle Neuroscienze darà un contributo concreto per migliorare il rapporto e il raccordo tra le tante professionalità, di altissimo livello, che abbiamo in Campania. Queste professionalità, se messe in rete nel modo giusto, possono dare un’ulteriore risposta positiva alla domanda di salute della nostra regione. Da questa esperienza nasceranno nuovi progetti che racconteremo, il prossimo anno, nella sesta edizione del Premio Carla Russo”. Ha detto Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio Regionale della Campania.

Gli obiettivi dell’Osservatorio sono stati illustrati dal suo presidente Giuseppe Catapano, direttore UOC neurochirurgia dell’Ospedale del Mare “Prima di tutto abbiamo creato un gruppo di lavoro sui tumori cerebrali per uniformare i trattamenti dei pazienti, così da creare una rete che possa seguirli in tutto il loro percorso e che non si fermi alla sola chirurgia, includendo, quindi, anche le terapie di supporto. Spesso i pazienti si sentono smarriti e disorientati e bisogna dare loro punti di riferimento, per questo ritengo doveroso nei loro confronti costituire un centro specializzato in grado di seguirli in tutto il loro percorso clinico”.

Per la costituzione dell’Osservatorio fondamentale l’impulso arrivato dal Premio Carla Russo, come ricordato da Tommaso Pellegrino, capogruppo in consiglio regionale di Italia Viva e chirurgo oncologo presso la Breast Unit del Policlinico Universitario Federico II “Ci tengo a ringraziare la famiglia Palummo e il prof. Mansi per il lavoro straordinario di questi anni. L’Osservatorio sulle Neuroscienze nasce proprio da qui, è un impegno che abbiamo assunto qualche anno fa e che oggi abbiamo portato a compimento. Ho partecipato alla prima riunione dove c’è stato un confronto vero nel quale abbiamo analizzato i dati e ci siamo dati una prospettiva, quella di migliorare la rete delle neuroscienze in Campania. Da qui nasceranno risultati concreti”.

Le conclusioni dell’evento sono state affidate ai promotori del Premio, Antonio e Carmela Palummo, figli di Carla Russo: “E’ stata una giornata molto emozionante; un’emozione mista alla profonda nostalgia per l’assenza di mamma, che oggi avrebbe compiuto 68 anni. In queste 5 edizioni sono tanti gli obiettivi raggiunti, abbiamo premiato 39 giovani ricercatori e dato il là alla costituzione dell’Osservatorio sulle Neuroscienze. Un primo passo importantissimo che ci deve ricordare la lunga strada ancora da percorrere. Medici e ricercatori devono proseguire nel loro lavoro con passione mentre la politica deve fare la sua parte, investendo più risorse possibili in questo campo. In questa edizione del Premio Carla Russo abbiamo acceso nuovamente la fiaccola olimpica della speranza che, simbolicamente, abbiamo consegnato al dottor Catapano, presidente dell’Osservatorio sulle Neuroscienze, certi che saprà condurla verso traguardi importanti”.

I premi per la miglior tesi di Laurea Magistrale, di cui uno intitolato alla memoria di Francesco Gargiulo, cittadino di Pimonte scomparso prematuramente a causa di un glioblastoma, sono stati assegnati rispettivamente a Arianna Pranzetti, medico specializzando in pediatria presso IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – Policlinico di Sant’Orsola, e Giulia Pagnin, ICT Consultant e laurea specialistica in Bioingegneria presso l’Università degli Studi di Padova. Per la miglior tesi in corsi post-Laurea pari merito tra Camilla Russo, dirigente medico di neuroradiologia presso l’AORN Santobono-Pausilipon, e Federico Rossari, medico in formazione specialistica in oncologia medica e post-doc fellow in cancer gene therapy al San Raffaele di Milano. Infine, i due premi speciali per il miglior abstract presentato al XXVI Congresso Nazionale e Corso Residenziale AINO e per il miglior lavoro del 72° Congresso Nazionale Sinch, sono stati assegnati rispettivamente a Cinzia Baiano, dirigente medico presso la Neurochirurgia Universitaria del Policlinico di Bari, e Raffaella Messina, dirigente medico Neurochirurgo presso il Policlinico Universitario di Bari.

L’iniziativa è stata svolta sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, di cui si terrano le elezioni tra il 6 e il 9 giugno 2024, e ha ricevuto i patrocini di: Consiglio Regionale della Campania, Università degli Studi di Napoli Federico II, SINch, Aiom, AIMN, Alleanza Contro il Cancro, Rin, Ainr, Cirps.

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Persona scomparsa, l’associazione Penelope chiede aiuto per ritrovare Francesco

Non si hanno più notizie, dal giorno 28 novembre, del 24enne Francesco Oddo, scomparso da  Mirabella Eclano (AV). Secondo i dati forniti dai familiari del giovane all’Associazione Penelope, il ragazzo non è più rintracciabile dal 28 novembre e al momento della scomparsa indossava jeans di colore blu, camicia bianca, giacca in similpelle di colore nero con stampa rossa sulla schiena, scarpe nere, orecchino all’orecchio destro con medaglietta raffigurante la Madonna.

Francesco è alto circa un 1.85, corporatura magra, occhi marroni, capelli castano chiaro lunghi e mossi. Il giovane potrebbe essere in stato confusionale. Ha un cellulare con sé, ma risulta essere spento.

Per segnalazioni o avvistamenti è possibile contattare l’associazione Penelope al seguente numero: 339.6514799 o contattare il 112.

 

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Sunshines Raggi di Sole: verso l’autonomia e la socializzazione delle persone con la sindrome di down

L’Organizzazione di volontariato Sunshines Raggi di Sole è stata fondata, nel 2017, da un gruppo di genitori con figli con la sindrome di down, con la finalità di promuoverne la socializzazione e di facilitarne l’autonomia attraverso percorsi di crescita orientati all’acquisizione di comportamenti adeguati e di competenze sempre più specifiche, e con lo scopo, inoltre, di favorirne l’inserimento nel mondo della scuola, del lavoro e nella società in generale. Attualmente la struttura, che ha la sede operativa a Pomigliano D’Arco (NA), in Via Trieste 87, accoglie circa 10 ospiti di età compresa tra i 16 e i 45 anni, le attività sono coordinate e gestite da personale qualificato con il supporto di operatori volontari.

«Le iniziative svolte – racconta la presidente Emma Campanino – sono rivolte principalmente allo sviluppo e al consolidamento dell’autonomia personale, delle autonomie sociali e delle relazioni interpersonali. È previsto per i nostri ragazzi uno specifico corso all’autonomia affiancato da altri corsi quali “Il mio amico a cavallo” e “Crescere con la musica”, che rappresentano delle attività alle quali i ragazzi partecipano per migliorare la propria autostima, sviluppare le proprie capacità e identificare nuove esperienze da poter affrontare; abbiamo inoltre delle giornate dedicate al corso di cucina in cui i partecipanti iniziano scegliendo i piatti da cucinare, fino ad arrivare alla preparazione delle pietanze e alla pulizia degli ambienti utilizzati. E poi ci divertiamo anche molto – continua la presidente Campanino – con le uscite in autonomia, ossia delle serate in cui, accompagnati dai tutor, si va al cinema o a giocare a bowling. La nostra mission non è soltanto rivolta al percorso che i nostri ragazzi faranno “dopo di noi”, ma anche e soprattutto alla vita dei nostri figli “insieme a noi”, in quanto il nostro desiderio principale, come genitori, è proprio quello di vederli crescere e imparare ad essere autonomi, prima dando loro la mano e poi lasciando che camminino da soli. Proprio come è accaduto per Emanuela Calafato, ospite della nostra struttura sin dal primo giorno di attività dell’associazione, e che, da pochi giorni, è stata assunta e ha cominciato a prestare la propria attività lavorativa presso la mensa scolastica della scuola dell’infanzia “Fra Siciliano” di Pomigliano d’Arco. Tutto questo è potuto accadere grazie alla collaborazione dell’azienda Vivenda Spa del gruppo La Cascina Cooperativa, in particolare grazie al direttore della filiale campana Donato Lopez e al direttore per la ristorazione regionale dott. Marco Cortone, ed inoltre grazie alla dott.ssa Romano, dirigente dei servizi sociali di Pomigliano d’Arco e alla dott.ssa Sodano. Ma un grazie speciale da parte nostra va all’assessore alle politiche sociali e vicesindaco del Comune di Pomigliano d’Arco, Domenico Leone che ci ha dato la possibilità di conoscere ed entrare in sintonia con nuove realtà, percorrendo insieme un vero cammino d’inclusione sociale che rappresenta lo scopo primario delle attività che l’associazione che presiedo persegue per i nostri ragazzi e ragazze».

di Cristina Di Perna

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Tornano i mercatini di Natale del Secondo Circolo Didattico Don Minzoni di Somma Vesuviana

Martedì 19 dicembre 2023 tornano i tanto attesi mercatini di Natale del Secondo Circolo Didattico Don Minzoni di Somma Vesuviana. Tutta la comunità della scuola ha lavorato nelle ultime settimane per realizzare meravigliosi manufatti, resi ancora più preziosi dalla manodopera speciale dei bambini. Tutto questo per un obiettivo condiviso e assai sentito dagli alunni: rendere i loro ambienti di apprendimento più belli, confortevoli ed innovativi e sostenere il progetto di implementazione delle biblioteche diffuse.

A partire dalle ore 16.30 e fino alle ore 19.00 di martedì 19 dicembre, presso i plessi Don Minzoni e Rione Trieste del Secondo Circolo sarà possibile visitare i mercatini di Natale con gli allegri stand animati dagli alunni ed acquistare oggetti, a tema non solo natalizio, interamente realizzati a mano dai bambini, guidati dalle proprie maestre o prodotti dai loro creativi genitori.

Oltre a tutti i lavoretti degli alunni, sarà possibile aggiudicarsi prodotti e ricchi buoni spesa che la generosa comunità degli imprenditori di Somma Vesuviana e dei comuni limitrofi ha donato alla scuola; martedì 19, acquistando un biglietto della lotteria di Natale, organizzata nell’ambito nei mercatini stessi, i possessori dei biglietti vincenti porteranno a casa doni davvero speciali.

Sarà un’occasione unica per rafforzare il senso di comunità e di identità della scuola, che donerà ai bambini stessi una diversa prospettiva degli ambienti in cui trascorrono buona parte della loro giornata, ma anche un’occasione di ritrovo e di condivisione dello spirito natalizio tra insegnanti, studenti, famiglie e chiunque voglia partecipare nonché, per la scuola tutta, un’opportunità per far conoscere la propria realtà al territorio.

 

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Campagna lasciti testamentari, UICI: “Abbiamo solo un modo per vedere il mondo: fidarci degli altri”

Sono oltre 3 milioni gli italiani che si dichiarano orientati a inserire un lascito nelle ultime volontà: 900 mila connazionali dichiarano di aver già predisposto un testamento solidale e altri 1,9 milioni sono intenzionati a prendere certamente in considerazione l’ipotesi di farlo. In Italia fare un lascito testamentario al non profit fino a qualche anno fa sembrava essere un tabù. Ma le cose sono cambiate. Si stima che il valore delle eredità in beneficenza sfiorerà i 130 miliardi di euro nel 2030.

Fare testamento è innanzitutto un gesto di responsabilità che tutela i propri cari e le proprie volontà. Con un testamento si esprime con chiarezza come destinare i propri beni e scegliere di lasciare parte di essi a Enti che si desiderano sostenere. La Legge garantisce una “quota libera”, con la quale tramandare generosità e valori di solidarietà e “una quota legittima” che tutela i familiari. È opportuno sapere che in assenza totale di eredi, il patrimonio va interamente allo Stato.

Durante l’incontro di presentazione della campagna che si è svolto presso la sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia italiana piazza dell’Enciclopedia italiana n.4, sono stati evidenziati i valori legati al lascito testamentario e quanto la sottoscrizione del generoso gesto si possa trasformare in ascolto, concretezza e futuro. L’evento è stato presentato dalla giornalista televisiva Alessandra Viero.

“Fare testamento è un gesto di consapevolezza e libertà con cui si possono esprimere le proprie volontà per il futuro che verrà. Inserire un lascito solidale nel proprio testamento è il modo più autentico per rendere per sempre vivi i valori in cui crediamo. Lasceremo un segno di noi quando non ci saremo più, senza togliere nulla ai nostri cari, che sono tutelati dalla legge con le quote di riserva. Un lascito è un dono inteso nel suo senso più profondo. Un gesto intimo rivolto da persone ad altre persone. Il lascito diventa messaggio universale di umanità, solidarietà e crescita comune” dice il Presidente dell’UICI Mario Barbuto.

L’UICI – Fondata a Genova nel 1920, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, da 103 anni, opera in tutta Italia a supporto delle persone cieche, ipovedenti e con disabilità plurime. Promuove l’uguaglianza dei diritti, l’accessibilità e l’inclusione sociale, l’autonomia e la mobilità. Sono circa 40.000 i soci in tutta Italia dai più piccoli ai più anziani per i quali progettiamo ed eroghiamo quotidianamente servizi che possano migliorare la qualità di vita; 106, invece, le sedi territoriali e 20 quelle dei consigli regionali; oltre un milione di ore di attività ogni anno dedicate; 1600 volontari che supportano quotidianamente il nostro lavoro immenso lavoro.

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