26 Gen, 2024 | Comunicare il sociale
Protocollo d’intesa con il Banco Alimentare Onlus per sostenere 350 famiglie di Boscoreale. E’ l’iniziativa dell’Amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Di Lauro per aiutare i nuclei familiari che si trovano in particolare condizione di disagio economico. E’ stato approvato infatti dal Comune l’Avviso pubblico dal titolo “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”. Il protocollo stipulato con la Onlus prevede per il 2024, a partire da febbraio e fino a gennaio del prossimo anno, escluso agosto, la distribuzione mensile di un pacco contenente alimenti di prima necessità in favore di 350 famiglie. “Questa è l’ennesima iniziativa messa in campo dall’Amministrazione per tendere una mano a chi vive nella nostra città e si trova in una condizione sfavorevole” afferma il Sindaco Pasquale Di Lauro.
Per accedere al bando, che scade il 9 febbraio 2024, bisogna essere residenti a Boscoreale, essere cittadini italiani o di uno stato membro dell’Unione Europea. Anche i cittadini extracomunitari possono fare richiesta ma con permesso di soggiorno CE di lungo periodo. “Saranno predisposte due distinte graduatorie – spiega l’Assessore alle Politiche Sociali Ida Trito – una relativa ai nuclei familiari formati da almeno due componenti, mentre la seconda graduatoria per i nuclei familiari unipersonali. Per accedere bisogna avere un valore I.S.E.E. non superiore a € 6.000,00, aumentato ad € 7.560,00 in caso di nuclei familiari di soli anziani con almeno 67 anni. A Boscoreale ci sono tante famiglie che vivono in una condizione complicata. L’Amministrazione Comunale non può voltarsi dall’altra parte e per questo abbiamo confermato il nostro impegno in questa iniziativa. Chi vive in condizioni di disagio va aiutato, non di certo ignorato”.
Le risorse disponibili saranno ripartite con un 10% per lo scorrimento della graduatoria delle famiglie unipersonali, mentre l’80% per lo scorrimento della graduatoria dei nuclei familiari costituiti da più di una persona. In caso di esaurimento di una delle due graduatorie, le risorse eventualmente ancora disponibili verranno utilizzate per lo scorrimento della seconda. Il restante 10% – spiega l’Assessore Ida Trito – sarà riservato per fronteggiare eventuali situazioni di emergenza sociale o per casi di grave disagio segnalati nel corso dell’anno dai servizi sociali o da altre istituzioni”.
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26 Gen, 2024 | Comunicare il sociale
Sabato 10 febbraio mattina presso l’Istituto “Giacinto Sagliano” di Aversa si terrà l’incontro aperto tra Chiesa diocesana e Società civile dal titolo “Al cuore della partecipazione. Tra storia e futuro”, promosso dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro in vista della Settimana sociale di Trieste. Alla mattinata di condivisione e confronto parteciperanno amministratori pubblici, esponenti del mondo della scuola e dell’università, operatori pastorali, rappresentanti di associazioni, e volontari delle parrocchie con l’obiettivo di sviluppare proposte, dialoghi e occasioni di riscatto comunitario sui temi della Democrazia e della Partecipazione.
Così questo primo incontro diocesano verso la Settimana sociale 2024 sarà organizzato in due momenti: prima un momento comunitario di presentazione dei temi e delle modalità di lavoro, a seguire gli invitati si divideranno in gruppi per ambiti tematici così da poter partecipare attivamente al confronto e dare i propri contributi di riflessione sul tema della partecipazione.
La mattinata comincerà alle ore 9.00 con l’accoglienza e l’accredito dei partecipanti presso l’Istituto di Via Roma n. 304. A seguire il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, presenterà il documento preparatorio della 50a Settimana sociale dei Cattolici in Italia quale spunto di riflessione per il dibattito dei partecipanti. Sarà possibile confrontarsi, infatti, in specifici laboratori tematici declinando – in relazione alle esperienze ed alla conoscenza specifica del territorio – il tema della «Democrazia e della Partecipazione, tra storia e futuro». Facilitatori dei laboratori i cinque delegati (Angelo Cirillo, don Giuliano Antignano, Roberta Becchimanzi, Maria Galluccio, Genoveffo Pirozzi) che insieme al vescovo Angelo Spinillo rappresenteranno la diocesi di Aversa alla Settimana sociale del 3-7 luglio 2024. I laboratori individuati sono: Città attiva, inclusione e nuovi stili di vita; Povertà e marginalità; Cittadinanza, economia e istituzioni locali; Giustizia, pari opportunità e diritti umani; Cultura, ricerca scientifica e innovazione. I lavori termineranno verso le ore 12.00 quando tutti i partecipanti incontreranno nuovamente il vescovo Spinillo per la plenaria di restituzione e il saluto dell’Equipe diocesana “Settimane sociali”.
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26 Gen, 2024 | Comunicare il sociale
Si è svolto questa mattina, nella Sala Affreschi del Complesso San Michele a Salerno, l’incontro “Un ponte verso l’Europa”, promosso da Fondazione Carisal e realizzato con il patrocinio del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno.
L’evento, rivolto a giovani, imprenditori, lavoratori, cittadini e organizzazioni della società civile, è nato con la finalità di sensibilizzare la nostra comunità sull’importanza di essere cittadini europei e per rafforzare la consapevolezza di tutti sulle opportunità offerte dalla UE, fornendo, attraverso il dibattito con importanti attori locali e europei, ulteriori strumenti di conoscenza per partecipare attivamente alla vita delle istituzioni Europee anche attraverso il diritto di voto.
“Per dare voce alle esigenze reali della società civile, le Fondazioni possono rappresentare un importante interlocutore del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e contribuire alla definizione delle azioni future dell’Unione Europea – dichiara Domenico Credendino, presidente della Fondazione Carisal. Contribuire a rafforzare la consapevolezza, in particolare, nei giovani, dell’importanza di essere cittadini europei significa contribuire – sottolinea Domenico Credendino – alla diffusione e al rafforzamento dei propri principi democratici”.
Dopo i saluti introduttivi di Domenico Credendino, presidente Fondazione Carisal e di Ermanno Guerra, delegato alla cultura Comune di Salerno e del videomessaggio di Francesco Profumo, presidente Acri, ha preso la parola Giuseppe Acocella, già vice presidente Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL). Subito dopo gli interventi di Gonçalo Lobo Xavier (CESE), Pierluigi Pastore, vice presidente Confindustria Salerno; Stefano Palmieri, (CESE); Rosalba Cenerelli, segretaria regionale SPI Cgil Campania; Lidija Pavić-Rogošić (CESE); Michele Buonomo, componente Direttivo Legambiente Regionale e Nazionale. A seguire un incontro-dibattito con la partecipazione dei consiglieri della delegazione italiana del CESE, Alberto Marchiori, Cinzia del Rio e Pietro Vittorio Barbieri. Le conclusioni sono state affidate a Oliver Röpke, Presidente CESE. L’incontro è stato moderato da Valerio Salvatore, Consigliere di Indirizzo della Fondazione Carisal, già Consigliere CESE.
Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato: “Non dobbiamo mai dare per scontate le nostre democrazie. Il 2024 sarà un anno chiave per la nostra democrazia europea, con le elezioni del Parlamento europeo a giugno. La posta in gioco è più alta che mai e le scelte fatte dagli elettori giocheranno un ruolo decisivo nel dare forma al futuro del nostro continente. Per questo sono a Salerno. Voglio incoraggiare gli elettori, soprattutto quelli giovani, a partecipare alle elezioni del Parlamento europeo: a parlare chiaro e a difendere la democrazia”
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26 Gen, 2024 | Comunicare il sociale
Tre aree produttive, sartoria, stamperia, bar bistrot, che formano e danno lavoro a giovani con disabilità, madri single, neet, giovani in drop out. È il progetto “Hub Sole” (Sviluppo Occupazione Lavoro Emancipazione), realizzato dalla Cooperativa L’Orsa Maggiore nel Parco San Laise (ex Area Nato), che prevede percorsi di formazione e inclusione lavorativa a favore di persone con fragilità, attraverso la realizzazione di un’impresa sociale.
«Siamo partiti dall’esperienza maturata dal 2010 con l’attivazione di Casa G.L.O. – servizio diurno in un Bene confiscato alle mafie – spiega Angelica Viola Referente Sviluppo della Cooperativa, che ha avviato questo progetto – abbiamo guardato lontano e lavorato sodo, riuscendo così a realizzare “Hub Sole”, un grande laboratorio con settori produttivi, che coniuga inclusione sociale e lavorativa, a favore di giovani vulnerabili».
Tre le aree produttive di intervento: service & production, conferenze & meeting, food & coffee. Factory è dunque un’area produttiva, in cui una stamperia e una sartoria sociale lavorano in collaborazione. Un gruppo di giovani neet è impegnato in attività di grafica e tecniche di stampa, personalizzando gli oggetti da realizzare; un gruppo di donne è espressione della sartoria sociale, decise a impegnarsi in un percorso di emancipazione personale. «Il lavoro, è il presupposto indispensabile per essere autonomi, indipendenti e capaci di costruirsi il proprio futuro – commenta Francesca D’Onofrio Presidente della cooperativa – per questo motivo L’Orsa Maggiore ha deciso di creare un luogo che profuma di opportunità, dove formazione e lavoro vanno a braccetto, dove ci si forma lavorando e si lavora formandosi».
L’Orsa Maggiore Bar Bistrot & Factory è un polo di inserimento lavorativo per persone con fragilità, in cui si stimolano l’acquisizione di competenze, in un contesto in cui la persona è al centro, i ritmi e i tempi sono adeguati alle persone e si lavora sulla qualità, sia del prodotto che del processo produttivo. Il bar bistrot, nasce dall’esperienza di formazione nel campo del ricevimento dei giovani con fragilità, che hanno dimostrato di avere competenze e attitudini positive verso questo settore. «Abbiamo deciso di investire in questa direzione – ribadisce D’Onofrio – e grazie al sostegno della Regione Campania, della Fondazione Peppino Vismara, della Fondazione Con il Sud, di Unicredit, Orsa Bistrot, è una realtà produttiva in cui giovani con fragilità lavorano insieme per uscire dall’ottica di assistenzialismo e dimostrare che con la volontà e l’impegno si possono raggiungere grandi obiettivi».
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26 Gen, 2024 | Comunicare il sociale
La dipendenza affettiva, negli ultimi anni, è stata inserita nelle nuove dipendenze comportamentali.
E ’una modalità patologica di vivere la relazione, in cui la persona dipendente arriva a negare i propri bisogni ed a rinunciare al proprio spazio vitale pur di non perdere il partner, considerandolo unica e sola fonte di benessere e realizzazione.
L’ossessività, l’impulsività, il costante bisogno di rassicurazioni, una simbiosi stagnante con il partner sono i tratti caratterizzanti le relazioni che instaura il dipendente affettivo.
Evidente l’enorme pericolosità per l’incolumità psichica e fisica del soggetto quando entra in relazione con un manipolatore emotivo o capace di violenza.
Tale patologia sembra riguardare quasi esclusivamente le donne quasi sempre accumunate dalla fragilità, bassa autostima, timorose dell’abbandono, figlie di nuclei familiari problematici ove hanno sperimentato l’inadeguatezza e la sofferenza.
Ecco che l’amore che è un sentimento intenso e misterioso, può divenire pericoloso.
Ci smuove, ci motiva, ci nutre, ci fa volare, ma, vissuto annullandosi, può far anche soffrire e precipitare.
Il bisogno prepotente di essere riconosciuto, amato, identificato, la paura del rifiuto, del giudizio, della critica inducono spesso ad una “ falsa disponibilità” nociva per sé e, talvolta, anche per la persona con cui si interagisce
Necessario parlare, informare, rendere nota l’esistenza di tale sempre più diffuso disturbo.
Armandoci delle risorse necessarie per combattere il lato oscuro dell’amore, quali l’autostima, la resilienza, l’empatia, l’intelligenza emotiva, l’assertività e l’equilibrio emotivo, si può imparare a costruire relazioni sane e gratificanti basate sulla reciprocità.
di Maria Rosaria Ciotola
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26 Gen, 2024 | Comunicare il sociale
La Gaiola, area di marina protetta che si estende dal borgo di Marechiaro alla Baia di Trentaremi fino a racchiudere al largo parte del banco roccioso della Cavallara, nuovamente alla ribalta per fatti di enorme gravità.
Alla situazione già drammatica che vede la zona riempita da rifiuti e sostanze inquinanti quando abbondantemente piove, potrebbero, infatti, aggiungersi ulteriori rischi evidenziati da Francesco Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra
Come si evince nella lettera trasmessa al Commissario all’ambiente dell’Unione europea, follia sarebbe convogliare altri reflui e creare nuovi bypass e scarichi a Coroglio.
Il deputato, in modo esaustivo e chiaro, esprime nella missiva la sua preoccupazione circa il progetto riguardante la riconfigurazione della rete fognaria dell’area di Bagnoli, contenuto nel piano di Riqualificazione ambientale e Rigenerazione urbana del Sin Bagnoli-Coroglio e che prevede la nascita di un secondo scolatoio fognario, all’interno della zona speciale di Conservazione IT8030041“Fondali marini di Gaiola e Nisida della rete Natura 2000.
Qualora tali interventi dovessero essere realizzati infiniti danni ai banchi di Coralligeno, alla biodiversità del Mediterraneo, ad un luogo di straordinario valore dal punto di vista naturalistico e culturale.
Importante si scongiuri tale pericolo per garantire la sopravvivenza di uno dei più importanti siti di ricerca, formazione, divulgazione scientifica ed educazione ambientale in Italia.
di Maria Rosaria Ciotola
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