04 Apr, 2024 | Comunicare il sociale
“Non chiamateci zingari” è il titolo provocatorio degli eventi messi in campo dalle associazioni NEA Napoli Europa Africa e ART.33 in occasione di due appuntamenti fondamentali per sensibilizzare cittadini e istituzioni all’inclusione di persone e culture diverse. Le iniziative, il 6 e l’8 aprile 2024, si svolgono nell’ambito della 1a Settimana di azione per la promozione della cultura romanì e per il contrasto all’antiziganismo promossa dall’UNAR e della 29a Settimana di azione contro il razzismo.
Prosegue, dunque, il percorso iniziato nei mesi scorsi con la costruzione del podcast “Voci Rom”. Quest’anno gli studenti del liceo Piero Calamandrei di Ponticelli hanno realizzato, attraverso l’ascolto e l’utilizzo dei materiali dello scorso anno, una ricerca e un’inchiesta territoriale con la raccolta di interviste a “gagé” sui temi della storia, delle donne e dell’arte provando a rispondere alla domanda: “Cosa sanno i gagé del popolo rom?”. La risposta è nei tre podcast dal titolo: “Voci Gagè – Cosa (non) sappiamo del popolo rom” che saranno sveltati al pubblico.
Sabato 6 aprile, in collaborazione con “Macadam, cantiere delle Arti Viaggianti”, nella splendida cornice del Bus Theater e del Casabar, che offre la sede alla prima iniziativa, si presentano i podcast. A seguire il concerto di una delle band iconiche della fusione tra culture, Mascarimiri, gruppo rom salentino, con un forte legame col mediterraneo e le sue sonorità. Lunedì 8 aprile, in occasione della Giornata internazionale di Rom e Sinti, nello Spazio Metamorfosi di Ponticelli, si presenta il film “Gitanistan – Lo Stato immaginario delle famiglie rom-salentine” di Pierluigi De Donno e Claudio Giagnotti. A seguire gli allievi del Calamandrei presenteranno i podcast realizzati durante la settimana. Il progetto ha ricevuto un finanziamento pubblico dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
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04 Apr, 2024 | Comunicare il sociale
Kid Pass, punto di riferimento delle famiglie con bambini per vivere esperienze di qualità in Italia, attraverso il portale e il magazine digitale, insieme all’associazione Kid Pass Culture coltiva numerose attività per avvicinare i piccoli alla cultura, all’arte, allo sport, alla salute e al benessere, contando su un grande circuito di collaborazioni con realtà pubbliche e private. Quest’anno Kid Pass festeggia i primi 10 anni di attività, durante i quali ha lavorato per promuovere, diffondere e accrescere l’accessibilità dei luoghi di cultura (e non solo) alle famiglie con bambini, e amplia l’orizzonte dei propri obiettivi proponendosi come “acceleratore di inclusione” per i musei italiani, con cui collabora, in particolare, in occasione delle iniziative annuali “Kid Pass Days” (11 e 12 maggio 2024) e “Avventure tra le pagine – Leggiamo al museo” (dal 15 al 17 novembre 2024). Kid Pass conta sulla partnership dell’ENS – Ente Nazionale Sordi.
Alle strutture museali italiane Kid Pass ha proposto due webinar nei mesi di marzo (già avvenuto, il 12 marzo) e giugno, per conoscere e mettere in pratica le strategie di inclusione dei bambini sordi: i temi trattati saranno quelli dell’accessibilità museale e del Design for all, con un focus sulla comunicazione, l’educazione al patrimonio e l’uso della lingua dei segni. Alla prima sessione formativa gratuita hanno partecipato 70 musei.
“Ci siamo resi conto anno dopo anno, di quanto le nostre iniziative siano in grado di creare un impatto concreto sulla crescita, in termini sia qualitativi sia quantitativi, delle proposte dedicate alle famiglie con bambini organizzate da un numero sempre più significativo di musei”, spiega Marianna Vianello, CEO di Kid Pass.
Come si progetta un’attività educativa inclusiva? Come si coinvolge la comunità sorda?Lingua o linguaggio dei segni? Questi alcuni dei quesiti che saranno affrontati nel corso dei due appuntamenti online, rivolti a referenti dei dipartimenti educativi e agli operatori museali.
I relatori saranno Valeria Bottalico, esperta di accessibilità museale e strategie di audience engagement, Angela Buta, interprete lingua dei segni e Presidente del Consiglio Regionale Puglia di ANIOS – Associazione Nazionale di categoria di Interpreti LIS, e Olivier Fidalgo, esperto di accessibilità, già referente per la Cité des sciences et de l’industrie e del Palais de la Découverte di Parigi.
“Dalla collaborazione di lunga data con Valeria Bottalico, punto di riferimento di progetti inclusivi in diverse realtà museali, – spiega Marianna Vianello – è nata l’idea di mettere a disposizione il nostro patrimonio di relazioni e la nostra forza comunicativa e operativa per avviare un processo di inclusione unico nel suo genere. Abbiamo deciso quindi di impegnarci per la prima volta nella promozione e nel sostegno di un’attività formativa rivolta ai musei già attivi nel nostro circuito, per stimolare un’accelerazione dell’inserimento di attività in LIS con mediatori sordi e/o servizio di interpretariato, che consentano la partecipazione dei bambini sordi alle nostre prossime iniziative. Vogliamo infatti che i nostri programmi di eventi diventino sempre più per tutti i bambini, nessuno escluso: un processo a lungo termine che richiederà molti anni di lavoro, formazione e grande cura”.
I nuovi percorsi e laboratori dedicati ai bambini sordi e sviluppati dai musei partecipanti al corso saranno attivati in occasione dell’edizione 2024 di “Avventure tra le pagine – Leggiamo al museo”, il più grande evento diffuso dedicato ai piccoli lettori nei musei italiani promosso da Kid Pass.
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04 Apr, 2024 | Comunicare il sociale
“La tenuta del Servizio Sanitario Nazionale pubblico, equo e universale è a rischio e il Pronto Soccorso è il luogo dove la crisi è più evidente quando un diritto inalienabile non può più essere garantito e, in questo modo, si rompe il patto sociale tra chi vi lavora e i cittadini che vi si rivolgono in un momento critico della propria vita”. È quanto afferma la FP CGIL Campania in una nota diffusa nella giornata di ieri.” Le criticità- si legge ancora- dei servizi di emergenza ospedaliera e territoriale, la carenza di personale, il disagio lavorativo, l’esodo dei medici e degli infermieri, l’incivile aumento dei cittadini in barella nei Pronto Soccorso in attesa di ricovero sono segni tangibili di una crisi strutturale e di sistema che riconosce cause esterne e cause organizzative interne all’ospedale”.
I recenti dati elaborati da Agenas nella “Terza indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti tempo dipendenti” evidenziano l’aumento delle diseguaglianze e il crescente divario tra le Regioni, ma forniscono anche elementi utili per programmare interventi.
In Campania si registrano significative variazioni tra le aree metropolitane/costiere e le zone più interne della Regione con ricadute rilevanti in termini di mortalità a 30 giorni sia per la rete cardiologica che per la rete ictus, dove siamo la seconda Regione con la più alta mortalità.
La rete ospedaliera di emergenza-urgenza registra una elevata percentuale di abbandono di pazienti dal P.S. prima della visita, indipendente dal “codice triage”, rispetto alla media nazionale (11.8% v/s 6.29%) e un tempo di permanenza molto alto per i codici giallo e verde.
Questi dati, insieme ad altri parametri quali il tempo di permanenza totale in P.S., il tempo di attesa per il ricovero, il tempo di permanenza in Osservazione Breve congiuntamente ad una analisi dei tempi medi di degenza ospedaliera e dell’equilibrio tra volumi di attività ordinaria e attività libero professionale, forniscono elementi utili per decidere le azioni da mettere in campo per riorganizzare i percorsi intraospedalieri della emergenza.
“La Fp Cgil, da tempo, per migliorare le condizioni di lavoro e di assistenza ha presentato proposte in merito alla gestione della “attesa ricovero”, causa principale del sovraffollamento in PS, e alla realizzazione di percorsi dedicati per il ricovero dei pazienti critici.
La “attesa ricovero” deve essere gestita da un organico dedicato, assegnato a una struttura autonoma, che abbia l’obiettivo di ricoverare, in tempi rapidi, i pazienti nei reparti specialistici di destinazione, evitando di farli rimanere per giorni e settimane in barella e sottraendo questo compito al già esiguo personale del P.S.
La proposta, ribadita nella riunione del 6 novembre 2023 in Regione, è stata condivisa nel verbale sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica con il passaggio sulla “…realizzazione di percorsi per i pazienti in attesa di ricovero al fine di ridurre i tempi di permanenza in P.S.”, richiesta purtroppo rimasta inevasa in assenza di atti consequenziali.
Considerato che in Aziende Ospedaliere di altre Regioni è stata realizzata una “area boarding” con la presa in carico di pazienti da personale dedicato che ha notevolmente ridotto i tempi di attesa per il ricovero nei reparti specialistici, la Fp Cgil chiede cosa impedisca una simile riorganizzazione nei P.S. della Campania e quali sono i motivi ostativi.
La Fp Cgil continuerà ad incalzare la Regione nel dar seguito all’accordo sottoscritto e nel sollecitare un incontro per la riorganizzazione delle reti tempo dipendenti, contestualmente riproporrà alle direzioni aziendali un confronto sulle criticità del P.S. che, partendo dalla analisi oggettiva dei dati, consenta soluzioni appropriate al disagio organizzativo e assistenziale”.
L’articolo Indagine Agenas e Pronto Soccorso: la forza delle idee contro l’immobilismo proviene da Comunicare il sociale.
03 Apr, 2024 | Comunicare il sociale
La Campania è la terza regione per popolazione e la prima del Sud d’Italia ed è anche la più giovane del Paese. Eppure dal 2002 al 2022 l’hanno lasciata, per motivi di studio o di lavoro, 360mila giovani. Cosa possono fare Terzo settore e istituzioni per invertire la rotta?
A questa domanda, come si legge dal portale Vita.it, prova a rispondere il sesto focus book della collana “Geografie Meridiane” di Vita a Sud (il progetto di Vita di racconto dell’innovazione sociale e dell’economia civile del nostro Mezzogiorno) che sarà presentato venerdì 5 aprile a Napoli (presso la Chiesa ai Cristallini in via dei Cristallini, 73). Un appuntamento che vedrà protagonisti i giovani che hanno scelto di restare sul territorio per diventare attori della società civile: stanno facendo della regione un laboratorio di innovazione sociale.
A partire dallo stesso giorno sarà possibile scaricare gratuitamente il focus book accedendo al sito www.vita.it.
Il book si apre con la prefazione “Terzo settore, investi sui giovani” del presidente di Fondazione Con il Sud Stefano Consiglio. Quello giovanile è davvero un patrimonio su cui bisogna investire con serietà per “guadagnarsi il futuro”, come scriviamo nel capitolo uno del book “Un capitale umano da far fiorire”. «La Campania è uno dei centri più fertili dal punto di vista culturale, espressione di quell’originalità e di lunghissime tradizioni», spiega nel suo intervento Adriano Giannola, presidente di Svimez, associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno e della Fondazione di Comunità Centro Storico di Napoli. «Eppure», continua, «in questa realtà incredibilmente ricca e articolata, di cui il capitale umano è una delle caratteristiche principali, c’è un patrimonio , quello dei giovani, che sta lì ed attende. Non dico che si inaridisca, ma certamente non trova ancora una sua capacità di esprimersi in tutte le sue potenzialità». E ancora ad accompagnare l’inchiesta del primo capitolo una fotografia in cifre di quello che è la Campania oggi: una regione che va verso lo spopolamento. Il tasso di natalità decresce, in dieci ha lasciato la regione un giovane su quattro. Qui l’incidenza della povertà relativa è il doppio della media italiana.
Eppure le sette esperienze che raccontiamo nel secondo capitolo “Noi non ce ne andiamo” dimostrano che sono proprio i giovani che possono e vogliono fare la differenza e cambiare un destino che sembra essere già scritto. Le realtà che guidano o in cui lavorano stanno proponendo un approccio innovativo di sviluppo territoriale.
L’articolo A Napoli la presentazione del sesto volume della serie “Geografie Meridiane”, di Vita.it, dedicato alla Campania proviene da Comunicare il sociale.
03 Apr, 2024 | Comunicare il sociale
“Pari e Legali” si chiamerà la terza little free library a Scampia. Un progetto della Coop. L’uomo e il legno e Associazione AQuaS, Biblioteca le Nuvole promossa dalla presidenza della Consulta delle Associazioni e delle Odv della Municipalità 8 del Comune di Napoli. La rete donerà al quartiere una nuova piccola libreria gratuita che sarà accolta e curata dall’associazione Dream Team Donne in Rete, con il supporto della rete fondatrice del progetto. L’Associazione, presieduta da Patrizia Palumbo, ha sede a Scampia in via Galileo Galilei 5.Nella sua sede operativa:Sportello di accoglienza, ascolto, orientamento al lavoro, accompagnamento psicologico, primo ascolto legale, centro antiviolenza della città di Napoli per le Municipalità 7 e 8 in rete con il 1522, corsi per il self empowerment, benessere psicofisico, formazione professionale e sport per adolescenti, presidio di Libera Scampia “Antonio Landieri”. Per il fil rouge che unisce le attività di Dream Team sui temi della legalità e delle pari opportunità, la Little Free Library si intitolerà “Pari e Legali”.
Le Little Free Library di Scampia-La prima Little Free Library di Scampia è stata installata il 16 dicembre in Viale della Resistenza, sull’aiuola adottata dalla coop. L’Uomo e il Legno, all’ingresso della scuola Montale. La seconda (momentaneamente in manutenzione) è stata inaugurata l’11 febbraio in occasione del Carnevale Sociale di Scampia presso il Centro Territoriale Mammut.
Cos’è una Little Free Library-Una Little Free Library è una piccola biblioteca pubblica, a forma di casetta, in cui si possono trovare libri gratuiti da prendere in prestito o scambiare. Il concetto di Little Free Library è nato negli Stati Uniti nel 2009 ed è stato creato per promuovere la lettura e la condivisione della cultura all’interno delle comunità. Oggi ci sono migliaia di Little Free Library in tutto il mondo che contribuiscono a creare un senso di comunità e di condivisione attraverso la lettura.
Le realtà promotrici-Da ben 35 anni l’Associazione AQuaS – Animazione Quartiere Scampia Ets opera sul territorio con i propri volontari allo scopo di promuovere e favorire attività ed iniziative per il sostegno, la promozione socio-culturale e la formazione delle fasce più povere ed emarginate della popolazione del quartiere Scampia e delle altre zone popolari della città di Napoli.
Si occupa di diffondere il libro e la lettura attraverso la Biblioteca le Nuvole, prima biblioteca di Scampia, di contrastare la dispersione scolastica con il doposcuola, in collegamento con le istituzioni e tutti gli attori socio-educativi del territorio, dal 2011 di educare bambini e giovani alla musica con l’orchestra Musica libera tutti, e di solidarietà con tantissime iniziative al fianco degli ultimi.
La Biblioteca Le Nuvole, con sede presso il Centro A. Hurtado, è stata fondata dal padre gesuita Fabrizio Valletti, ed inaugurata il 02 aprile 2006, durante la manifestazione “rEsistere a Scampia”. Essa conta oggi oltre 10.000 volumi con una sezione particolarmente importante di letteratura per bambini e ragazzi.
Dal marzo 2018 la Biblioteca Le Nuvole ha ricevuto l’abilitazione nell’Indice Nazionale di SBN, con l’adesione ufficiale al Polo SBN Campania (cod. SBN CAM-LN). Il servizio di prestito è gratuito e usufruibile tutti i giorni della settimana, nelle ore pomeridiane. Le attività non si esauriscono con il solo servizio di prestito che, data la posizione periferica nel quartiere e la conformazione territoriale di Scampia, da solo non avrebbe la forza sufficiente ad attirare a sé i potenziali lettori. Così, accanto al prestito, la Biblioteca offre al territorio attività per diverse fasce di età. Laboratori di lettura, scrittura creativa, scrittura introspettiva, incontri di promozione culturale. In particolare per i più piccoli c’è “Giocare…Leggendo”, laboratorio di approccio alla lettura attraverso il gioco, il teatro, l’arte e la manualità, che coinvolge settimanalmente circa 20 bambini di età compresa tra i 5 ed i 10 anni, desiderosi di stare insieme, giocare e crescere in un ambiente sereno e gioioso. “Giocare… Leggendo” si pone l’obiettivo di avviare, potenziare e consolidare il piacere di leggere, suscitare l’attenzione e l’interesse, educare all’ascolto e alla comprensione orale e di far acquisire il comportamento del “buon lettore”, una disposizione permanente che fa rimanere lettori per tutta la vita.
La Cooperativa sociale L’Uomo e il Legno nasce nel 1995 come laboratorio di falegnameria rivolto a tossicodipendenti. Negli anni, ha ampliato i target di riferimento e la gamma di attività proposte, portando avanti numerose progettualità per minori, stranieri, rom, detenuti, ex detenuti e tutte quelle categorie di persone che, per diversi motivi, si trovavano a vivere in una condizione di svantaggio, non sfruttando totalmente le proprie potenzialità.
Dal 2016 porta avanti la gestione del tenimento agricolo nel Carcere di Secondigliano, diventando di fatto anche una Cooperativa Agricola. Dà lavoro a un gruppo di detenuti e porta all’esterno prodotti ortofrutticoli di qualità, promuovendo una nuova prospettiva di vita e dando un significato all’esperienza della detenzione. La Cooperativa L’Uomo e il Legno lavora da anni con la finalità di creare una comunità solida, tenuta insieme da legami significativi, operando in un contesto spesso caratterizzato da isolamento, solitudine, mancanza di luoghi aggregativi e di significato. L’azione di animazione territoriale che cerchiamo di portare avanti viene attuata nella realizzazione di eventi gratuiti, aperti alla cittadinanza, con attività ludiche, ricreative, laboratoriali e di sensibilizzazione.
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02 Apr, 2024 | Comunicare il sociale
Oggi, 2 aprile, è la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, un’occasione voluta dall’Onu per puntare i riflettori su bisogni e diritti di chi ha un disturbo dello spettro autistico. Sono circa 500mila le famiglie italiane in cui c’è un caso di disturbo dello spettro autistico. Secondo dati del ministero della Salute un bambino su 77, nella fascia di età tra i 7 e i 9 anni, presenta disturbi del neurosviluppo. Seconda l’Istat le diagnosi di disturbo dello spettro autistico nelle scuole nel precedente anno scolastico è aumentata di molto, fino a raggiungere 108mila casi.
FISH – “Potrebbe sembrare un paradosso che in un Paese in cui la natalità cala, le diagnosi di autismo invece crescono. Questa tendenza evidenzia la necessità urgente di una maggiore consapevolezza e comprensione dell’autismo. Solleva inoltre importanti questioni riguardanti le risorse e i servizi necessari per sostenere adeguatamente le persone autistiche e le loro famiglie. È necessario che il nostro Paese investa in programmi di sensibilizzazione, formazione e sostegno per garantire che le persone autistiche ricevano la migliore assistenza possibile e abbiano accesso a servizi e opportunità che favoriscano il loro benessere e la loro inclusione sociale”. A dirlo è il presidente FISH, Vincenzo Falabella, che si unisce alle associazioni federate nel promuovere la necessità di inclusione delle persone autistiche. A lanciare l’allarme è anche l’Istituto Serafico di Assisi – che dal 1871 si pone come un Centro di eccellenza nell’ambito della riabilitazione, della ricerca e dell’innovazione medico-scientifica per bambini e giovani adulti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali – che basandosi sulle diagnosi effettuate nel corso degli ultimi cinque anni (2018-2023) registra un aumento dell’11%. Secondo i dati dell’Istituto, infatti, dall’esame delle valutazioni clinico-funzionali svolte nell’ultimo quinquennio, il 36% dei bambini e ragazzi che ha avuto accesso alla valutazione è risultato affetto da disturbi dello spettro autistico. “Ad oggi parlare di una vera e propria emergenza in merito ai disturbi dello spettro autistico è d’obbligo”, spiega Gianni Lanfaloni, psicologo clinico e Responsabile Unità DSA dell’Istituto Serafico, secondo cui le cause di questo aumento affondano le radici, come evidenziato da recenti studi statunitensi, nel complesso sistema della genetica e dell’epigenetica. E quindi entrano in campo la familiarità, l’essere portatori di determinate malattie, i fattori ambientali, le diagnosi tardive. “La diagnosi precoce infatti – continua Lanfaloni – permette alla famiglia di iniziare fin da subito un percorso riabilitativo che permette di recuperare moltissimo”.
SERAFICO – Con l’intenzione di aumentare la consapevolezza sui disturbi dello spettro autistico e di invocare maggiore concretezza nell’affrontare i tanti problemi con cui si scontrano quotidianamente le persone con disturbi del neurosviluppo, la Presidente dell’Istituto Serafico, Francesca Di Maolo, ha sottolineato la necessità di farlo “anche per le famiglie di queste persone, che hanno bisogno di essere guidate e seguite non solo fornendo loro servizi adeguati, ma anche attraverso percorsi che le supportino in tutte le fasi del percorso riabilitativo. Il nostro Ssn a volte si rivela insufficiente anche quando si ha la fortuna di avere una diagnosi precoce, perché la presa in carico, poi, è sempre molto complessa. Negli ultimi anni sono esplose le diagnosi di autismo e hanno portato al collasso i Centri di Neuropsichiatria di tutta Italia, facendo sentire il peso della carenza di personale specializzato””. Un peso, ribadisce la Di Maolo “che portano sulle spalle soprattutto le famiglie”. Il Serafico, che nell’ultimo anno ha aumentato le valutazioni clinico funzionali, invoca in primis la necessità di lavorare sull’aspetto multidisciplinare nell’ambito della presa in carico.
ANFFAS – Sulla Persona al centro, la presa in carico globale e continuativa in ottica bio-psico-sociale e gli interventi precoci, si concentra da sempre anche Anffas – associazione maggiormente rappresentativa, a livello nazionale, sulle disabilità intellettive e del neurosviluppo tra le quali rientrano anche i disturbi dello spettro dell’autismo. Tante infatti sono le attività, iniziative e progettualità di Anffas su tutto il territorio, che concretizzano il pensiero associativo “Prima le persone e poi gli autismi”, pensiero che ovviamente pone in evidenza come gli interventi da mettere in atto non debbano mai essere standardizzati ma sempre personalizzati e declinati sulla Persona nella sua peculiarità e specificità, ascoltando preferenze, aspettative e desideri
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