“Juliano. L’uomo nato due volte”, il nuovo libro di Deborah Divertito

Esce oggi nelle librerie “Juliano. L’uomo nato due volte”, il nuovo libro di Deborah Divertito, pubblicato da Garrincha Edizioni. Questo volume, terza opera dell’autrice, racconta la storia di un uomo, un calciatore e una bandiera: Antonio Juliano, simbolo del Napoli Calcio e del quartiere a est della città: San Giovanni a Teduccio,
“Ho scritto questo libro per ridare luce a una figura centrale del calcio italiano, ma anche per parlare di San Giovanni a Teduccio, l’ex quartiere operaio che ha dato a Juliano alcuni valori che lo hanno reso unico, come la lotta per il riconoscimento di diritti per tutti lavoratori del calcio, a partire dal magazziniere”, dichiara Deborah Divertito. “Credo che sia giunto il tempo che questo territorio venga visto non solo per le sue difficoltà, ma anche per le sue infinite potenzialità. Antonio Juliano è stato un pioniere, un esempio di professionalità e appartenenza, valori che vorrei trasmettere soprattutto ai più giovani, non è un caso che il vero protagonista di questo libro è un ragazzino di 12 anni della San Giovanni contemporanea” conclude Divertito.
Il volume, parte della collana “Figurine”, è il risultato dell’impegno di Garrincha Edizioni, un marchio della Marotta&Cafiero, che in pochi anni ha conquistato il pubblico raccontando il calcio con uno sguardo poetico e non convenzionale. Giovanni Salomone, direttore editoriale, sottolinea: “‘Antonio Juliano. L’uomo nato due volte’ occupa un posto speciale tra le nostre pubblicazioni. Questo libro mescola calcio e territorio, il legame con un colore ma anche con una terra. Juliano è il simbolo di un calcio diverso, più autentico e poetico, che vogliamo far scoprire ai ragazzi di oggi”. Aggiunge Salomone: “Questa figurina su Juliano è un manifesto della nostra visione: storie che meritano di essere raccontate per la loro capacità di evocare appartenenza, suggestione e bellezza”.
Un calcio che diventa racconto. La narrazione di Deborah Divertito esplora le radici di Juliano a San Giovanni a Teduccio, tratteggiando un affresco del quartiere operaio in cui è cresciuto. “Juliano non ha mai dimenticato il suo quartiere, pur non riconoscendolo più – dice l’autrice – questo libro vuole essere un omaggio a lui, ma anche a tutti i talenti di periferia che aspettano di essere riconosciuti”.
Prime presentazioni. “Juliano. L’uomo nato due volte” verrà presentato a Napoli alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri il 29 gennaio alle ore 18 insieme a “Bagni. Dal sorriso alla guerra” di Giuliano Pavone, altra figurina della Garrincha edizioni, e il 30 gennaio alle ore 18 presso l’associazione Figli in Famiglia, in via F. Imparato 111(Na).
Garrincha Edizioni: una casa editrice con il calcio nel cuore. Fondata nel 2023, Garrincha Edizioni è diventata un punto di riferimento per chi cerca storie calcistiche che vadano oltre il semplice gioco. Con oltre 35 pubblicazioni distribuite in collane come “Figurine”, “Rabone” e “Scudetti”, il progetto editoriale si propone di raccontare la bellezza e la poesia del calcio.
Bio autrice: Deborah Divertito(1981) è scrittrice, criminologa e presidente della Fiera del Libro di Napoli “Ricomincio dai Libri”. E’ fondatrice della cooperativa sociale Se.Po.Fà. “Juliano. L’uomo nato due volte” è la sua terza opera, prima ha scritto “Partenope, Plurale . Storie comuni di donne straordinarie” (2024, Marotta&Cafiero) e “Napoli 2020” (2022, Coppola editore).

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Ercolano, siglato Il Patto Educativo tra scuole, parrocchie e Comune

Presso la sede del Comune di Ercolano è stato siglato il patto educativo ‘Essere comunità educante’.  Un progetto che nasce con l’intento di creare un sistema educativo inclusivo e integrato, capace di rispondere alle sfide poste da fenomeni complessi, come la dispersione scolastica, la povertà educativa e la devianza minorile.
Il Patto rappresenta un impegno congiunto di scuole, parrocchie, autorità competenti, enti del terzo settore e associazioni locali, che insieme lavoreranno per costruire una rete territoriale solida e coesa. Attraverso processi partecipativi e un approccio condiviso, il Patto mira a trasformare le difficoltà in opportunità.
Tra le priorità del Patto vi sono l’inclusione e la lotta all’esclusione sociale, con interventi volti a garantire pari opportunità educative a tutti i giovani, specialmente ai più vulnerabili. Saranno promossi percorsi personalizzati e integrati, in grado di prevenire l’abbandono scolastico e il disagio formativo.
“Oggi compiamo un passo importante verso il futuro dei nostri giovani – ha dichiarato il sindaco Ciro Buonajuto – dando una risposta concreta alle sfide educative e sociali del nostro tempo. Insieme, vogliamo costruire un futuro fondato sui valori della legalità e della solidarietà, perché la tutela delle nuove generazioni è una responsabilità collettiva. Ringrazio Letizia Allocca, dirigente del Comune, e tutti coloro che hanno lavorato incessantemente a un progetto che ritengo centrale per il territorio”.
“Sono estremamente soddisfatta per la sigla di un accordo che testimonia la grande attenzione che il Comune di Ercolano pone verso il benessere e lo sviluppo dei giovani – afferma Carmelina Saulino, assessore alla Pubblica Istruzione – Mettere al centro dell’agenda politica il loro futuro significa investire nella nostra comunità, favorendo la crescita culturale, sociale e civile del nostro territorio”.
Padre Pasquale Incoronato ha portato il punto di vista della chiesa: “E’ un cammino iniziato quattro anni fa dall’Arcivescovo Don Mimmo Battaglia, che ha avuto l’intuizione di mettere insieme tutte le realtà che si occupano di giovani con l’obiettivo di non escludere nessun bambino, nessun ragazzo, in modo che questa rete non lasci nessuno indietro. Il patto, la rete, la comunità educante sono esse stesse il progetto, ovvero gli adulti che si prendono cura dei giovani, in modo sinergico, come forse mai era accaduto in precedenza. Oggi raggiungiamo un obiettivo importante in questo lungo e difficile cammino”.
La dirigente scolastica Laura Patrizia Cagnazzo, in qualità di portavoce di tutte le scuole e gli istituti di Ercolano, ha affermato: “Stiamo vivendo un momento storico di reale povertà educativa, per questo ringrazio e plaudo l’amministrazione e tutti i partecipanti per questo fatidico momento, in cui ci impegniamo nel siglare un patto educativo per il territorio. Un territorio che necessita di infrastrutture e risorse umane per migliorare la formazione dei nostri giovani. Abbiamo bisogno di spazi dedicati, di scuole all’avanguardia, di aule innovative e, soprattutto, di rendere facilmente raggiungibili le scuole del territorio. Nessuno di noi dovrà chiudersi nella propria comfort zone. L’obiettivo è dare alla cittadinanza, soprattutto alle sacche più povere del territorio, l’assistenza e gli strumenti necessari per uscire vincitori da situazioni di disagio economico, culturale e lavorativo. Tre fattori che diventano determinanti per un futuro di scarso successo dei nostri studenti. Sono convinta che i progetti che riusciremo a portare a compimento saranno fondamentali per il raggiungimento di questi scopi”.
Oltre al sindaco Buonajuto, all’assessore Saulino, a Don Pasquale e alla dirigente scolastica Cagnazzo, hanno partecipato alla firma del patto: Don Marcello Bello, Don Aniello Gargiulo, Don Valerio Piro, Don Marco Ricci e i dipendenti dell’ufficio politiche sociali.

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Webinar gratuiti dedicati alle persone con il Parkinson e ai caregiver

Avrà inizio domani, 23 gennaio, il nuovo ciclo di webinar gratuiti organizzato dalla Fondazione LIMPE dedicato alle persone con il Parkinson e ai loro caregiver.
Il programma prevede tre incontri online, in diretta su piattaforma Zoom, ogni due giovedì: il 23 gennaio (ore 15), il 6 febbraio (ore 15) e il 20 febbraio (ore 16).
La partecipazione agli incontri è aperta a tutti, previa iscrizione tramite il sito di Fondazione LIMPE fondazionelimpe.it/webinar, dove è possibile trovare anche l’archivio completo degli appuntamenti passati. Una risorsa preziosa che permette di accedere in qualsiasi momento a contenuti certificati e che garantisce un supporto continuo a chi è coinvolto nella gestione quotidiana di questa malattia.
I webinar, aperti al dialogo con il pubblico, vedranno di volta in volta la partecipazione dei neurologi della Fondazione LIMPE e di esperti legati al tema trattato che cercheranno di offrire un supporto concreto per migliorare la qualità della vita delle persone con il Parkinson, dei loro caregiver e familiari.
In questo primo ciclo 2025 si parlerà di terapia occupazionale, di strategie per affrontare un parkinsonismo atipico, la Paralisi Sopranucleare Progressiva (PSP), e di pratiche utili per ridurre il rischio di cadute e come adattare l’ambiente domestico alle esigenze di chi convive con il Parkinson.
Il primo webinar, in programma giovedì 23 gennaio alle ore 15, sarà dedicato alle terapie occupazionali e avrà come protagonisti il regista Maurizio Esposito insieme a un gruppo di persone con il Parkinson che racconteranno la propria esperienza all’interno di un laboratorio drammaturgico e come il teatro possa diventare uno strumento terapeutico per stimolare creatività e benessere. Modera l’incontro la neurologa Vincenza Fetoni, responsabile dell’Ambulatorio per i Disturbi del movimento dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano.
Il secondo appuntamento, previsto giovedì 6 febbraio alle ore 15, affronterà il tema della Paralisi Sopranucleare Progressiva (PSP) con un focus sugli strumenti e le strategie per migliorare la vita quotidiana delle persone che ne sono colpite. La psicologa Arianna Cappiello insieme alla professoressa Marina Picillo, ricercatrice in Neurologia all’Università di Salerno, offrirà consigli pratici per affrontare le sfide poste da questa condizione complessa.
A chiudere il ciclo sarà l’incontro di giovedì 20 febbraio, alle ore 16, dedicato al tema delle cadute, un problema comune per chi convive con il Parkinson e con altre patologie motorie. Il dottor Christian Geroin fisioterapista e ricercatore, insieme alla professoressa Susanna Mezzarobba, presidente del Gis Fisioterapia Neurologica e Neuroscienze e ricercatrice presso l’Università degli Studi di Genova, fornirà suggerimenti pratici su come ridurre il rischio di cadute e rendere la casa un ambiente più sicuro e accessibile per i pazienti con Parkinson.
La Fondazione LIMPE, impegnata da anni nel sostegno alla ricerca scientifica, nella formazione e nella diffusione di informazioni sulla malattia di Parkinson e i disturbi del movimento, conferma con questa iniziativa il proprio impegno a favore della comunità. Attraverso eventi come questi, si propone infatti di diffondere una cultura della cura e dell’informazione, consapevole che affrontare insieme queste patologie sia l’unico modo per migliorare la vita dei pazienti e delle loro famiglie.
Per maggiori informazioni e iscrizioni fondazionelimpe.it/webinar

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Ecco Casa Bartimeo, prima opera segno per il Giubileo della Speranza

È stata inaugurata oggi, lunedì 20 gennaio 2025, dal Cardinale di Napoli don Mimmo Battaglia Casa Bartimeo, un vero e proprio Polo della Carità nel cuore di Napoli, un’opera segno, che prende vita agli inizi di questo anno Giubilare, pensata per le persone più fragili della città. Quando si parla di povertà si pensa quasi esclusivamente alla mancanza di risorse materiali. Nell’immaginario collettivo, infatti, l’assenza di cibo o di vestiti rappresenta l’unica necessità avvertita da chi vive in condizioni di privazione; tuttavia, esistono bisogni altrettanto importanti, come la possibilità di vivere in famiglia, di avere relazioni sociali significative e la possibilità di accedere a percorsi di cure mediche.
Per dare risposte anche a questi bisogni la Chiesa di Napoli ha dato vita, attraverso il proprio ramo ETS nell’ambito delle opere della Caritas diocesana e con il sostegno della Fondazione Con il Sud insieme ad altri enti privati del territorio, a Casa Bartimeo che sorge nel complesso della Basilica di San Pietro ad Aram lungo il corso Umberto I a Napoli, in quella che si configura come la prima Opera Segno del Giubileo della Speranza.
Qui troveranno sostegno e accoglienza diverse fragilità. Sarà la nuova sede del Centro di ascolto diocesano e avrà una comunità residenziale per giovani adulti in condizioni di fragilità che necessitano di riappropriarsi della propria autonomia, un luogo di accoglienza emergenziale per donne e piccoli nuclei familiari, un centro di supporto psicologico, un servizio di consulenza legale per migranti, un importante poliambulatorio solidale.
All’inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, Erri De Luca che ha tenuto una lectio dal titolo “Giubileo. Libertà, restituzione e riscatto” e il maestro Lello Esposito che, attraverso il progetto Quadreria Sociale, ha dato vita e colore alle stanze del Polo della Carità grazie alle opere realizzate insieme ai detenuti dell’Istituto Penitenziario Giuseppe Salvia di Poggioreale.
«Casa Bartimeo, il Polo della Carità, è un luogo che nasce dal cuore pulsante della nostra comunità diocesana- dice il Cardinale di Napoli don Mimmo Battaglia- e dalla volontà della nostra Chiesa di rispondere concretamente al grido di chi è fragile, solo, o ferito dalla vita. Questa casa è un segno tangibile di speranza e accoglienza, uno spazio dove l’amore prende forma attraverso il servizio, l’ascolto e la cura. Casa Bartimeo vuole essere molto più di un rifugio: vuole restituire dignità, accompagnare chi cerca una strada nuova, e incarnare il Vangelo nell’incontro con l’altro. È una sfida per tutti noi, un invito a costruire relazioni autentiche e a non distogliere mai lo sguardo da chi è in difficoltà.
Ringrazio tutti coloro che, con il loro impegno e la loro generosità, hanno reso possibile che questo sogno diventasse un segno vivo. Insieme possiamo continuare a trasformare la carità in una presenza viva e concreta, capace di illuminare anche i momenti più bui della nostra gente, della nostra Napoli».
Nel polo della Carità di Casa Bartimeo è attiva una Comunità di accoglienza/emergenza femminile volta ad appianare le difficoltà che vivono donne e nuclei familiari con bambini in situazioni socioeconomiche fragili e/o di emergenza abitativa. La struttura e i servizi mirano a offrire loro un’accoglienza temporanea e attività di supporto con l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio familiare, migliorare le condizioni di vita e favorire l’integrazione sociale in un’ottica di autonomizzazione
È prevista poi una seconda accoglienza maschile, un servizio volto a fornire supporto e assistenza a uomini, che attraversano complesse situazioni di disagio economico generati dalla separazione o da particolari condizioni di fragilità. Questa comunità ha il compito di ricostruire la vita di queste famiglie con dignità e autonomia
« In questa casa- spiega suor Marisa Pitrella, direttrice Caritas di Napoli- abiteranno da oggi molti progetti: una Comunità residenziale per uomini feriti dalla vita e per piccoli nuclei familiari che necessitano di essere accolti in emergenza, un Poliambulatorio per offrire cure e accoglienza ai poveri che lo chiedono, una nuova sede del Centro di Ascolto Diocesano della nostra Caritas, un Servizio di sostegno psicologico per chi ha bisogno di ritrovare la forza e la speranza, un Servizio di consulenza legale per difendere i diritti di chi spesso non ha voce. Ogni passo che compiamo insieme è un passo verso una società più giusta, più solidale, più umana. Casa Bartimeo è un seme che oggi piantiamo insieme, con la speranza che cresca forte e rigoglioso, portando frutti di vita, di riscatto e di amore. Che questo luogo diventi una luce che brilla nei cuori di chi entra, un faro di speranza per chi vive nel buio della solitudine e della sofferenza».
Ad ampliare l’offerta del polo della Carità, che accoglierà le persone grazie alle segnalazioni dei servizi territoriali e della rete dei punti Caritas diffusi su tutto il territorio dell’Arcidiocesi, anche i servizi di tipo sanitario, con ambulatori medici e sportelli di ascolto e orientamento. Il poliambulatorio solidale è una struttura sanitaria che offre servizi medici e assistenza sanitaria a persone in situazioni di difficoltà economica e sociale. Opera grazie al contributo volontario di medici, infermieri e volontari che prestano il loro tempo e le loro competenze gratuitamente o a costi molto ridotti. L’obiettivo principale è garantire l’accesso alle cure mediche di base e specialistiche a chi altrimenti non potrebbe permetterselo. Con il supporto psicologico e quello legale, psicologi e assistenti sociali lavorano con gli ospiti attraverso la creazione di gruppi di sostegno e attività formative mirate al miglioramento alla complessità della condizione in cui versano. Un primo aiuto ed orientamento legale, invece, è utile per informare ed indirizzare gli ospiti nella tutela dei propri diritti, ad orientarsi fra i percorsi della burocrazia e affrontare i problemi che si pongono nel reinserimento anche nel mondo del lavoro.











«La nascita della Casa – sottolinea Gennaro Pagano- responsabile di Casa Bartimeo- non è solo un progetto, è un invito a camminare insieme. Perché è solo unendo le forze, creando reti autentiche di solidarietà e mettendo al centro il bene comune, che possiamo costruire una città più giusta e inclusiva, una città che appartiene davvero a tutti, ma soprattutto ai più piccoli e ai poveri, ai marginali e ai sofferenti. Il nostro impegno oggi è quello di continuare a lavorare insieme, condividendo visioni e responsabilità, perché nessuno può affrontare da solo le sfide della fragilità. Questa casa ci ricorda che, solo camminando fianco a fianco, possiamo trasformare le difficoltà in opportunità e ridare dignità e speranza a chi pensava di averle perdute».
La nascita di Casa Bartimeo è stata resa possibile grazie al supporto di Fondazione Con il Sud, Fondazione Grimaldi, Fondazione San Gennaro, la Provincia napoletana dei Frati Minori e l’Arciconfraternita dei Pellegrini.
«Casa Bartimeo – evidenzia Stefano Consiglio – presidente della Fondazione Con il Sud – è l’esempio di come si possono unire gli sforzi per creare insieme un impatto positivo nelle comunità. È un percorso condiviso in cui visione e speranza trovano concretezza, attorno a percorsi di inclusione sociale e di rigenerazione sociale e culturale. La Fondazione promuove percorsi partecipativi di sviluppo locale in tutto il Sud Italia creando alleanze di senso con le comunità, nella convinzione che l’ascolto e la fiducia siano due elementi fondamentali per favorire il cambiamento. L’impegno su Napoli come in tante altre realtà meridionali – conclude Consiglio – va in questa direzione, condividendo scelte importanti con gli Enti locali, la Chiesa, il mondo imprenditoriale e naturalmente le organizzazioni di Terzo settore».
Per promuovere un senso di comunità e favorire un percorso di rinascita e di consapevolezza, Casa Bartimeo è un luogo non solo di accoglienza, ma anche e soprattutto di bellezza, grazie all’intervento del maestro Lello Esposito e del suo progetto di Quadreria Sociale, che ha trasformato l’intero Polo della Carità in un luogo simbolico di bellezza, riscatto e condivisione.
La Quadreria Sociale diventerà così un punto di incontro tra arte, spiritualità e valori umani, con l’obiettivo di utilizzare la creatività come strumento di dialogo e di rigenerazione sociale.
La prima esposizione è dedicata al frutto del laboratorio artistico Evasioni Creative, condotto dal Maestro Esposito con i detenuti del carcere di Poggioreale all’interno del medesimo istituto di pena. Attraverso questo percorso, l’arte è diventata un mezzo per liberare l’espressione personale, favorendo un confronto profondo con sé stessi e con il proprio vissuto. Le opere realizzate dai detenuti, sotto la guida del Maestro, riflettono storie di sofferenza e speranza, dimostrando come il linguaggio artistico possa abbattere le barriere, dare voce a chi è ai margini e costruire un ponte verso la società.
La Quadreria è un progetto dinamico, aperto al coinvolgimento di diverse realtà sociali, e diventerà un laboratorio permanente per iniziative che promuovano la cultura dell’arte, della solidarietà e del cambiamento. Attraverso la collaborazione con il Maestro Esposito, Casa Bartimeo si candida a essere un simbolo di riscatto, un luogo in cui le ferite del passato, anche grazie all’arte, possono trovare guarigione nella bellezza e nel dialogo. Con Quadreria Sociale, il Maestro Lello Esposito e il Ramo ETS dell’Arcidiocesi di Napoli mostrano come l’arte possa farsi carico di una missione più alta, trasformandosi in un potente veicolo di trasformazione umana e sociale.

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Rischi del terremoto, a lezione con gli architetti nelle scuole di Napoli

Architetti in cattedra a Napoli per parlare ai bambini dei rischi del terremoto con il progetto “Arriva zio Terry. La mia casa è sicura?”. All’Istituto comprensivo “Miraglia-Sogliano”, in via Bellini 77, il 4 e il 7 febbraio prossimi dalle ore 9, sono previsti due appuntamenti organizzati dall’Ordine degli architetti di Napoli. La prevenzione è la chiave per salvare vite e costruire comunità resilienti, specialmente in un paese come l’Italia, dove il rischio sismico è una realtà concreta. Le scuole, come luoghi di formazione e crescita, svolgono un ruolo centrale nel diffondere tra i giovani una cultura della sicurezza, trasformandoli in cittadini consapevoli e responsabili.
Il progetto “Zio Terry e la Sicurezza Abitativa” rende l’apprendimento stimolante e interattivo attraverso esperimenti pratici e simulazioni. I ragazzi imparano a conoscere i rischi sismici, a identificare i punti critici delle abitazioni e ad adottare comportamenti corretti in caso di terremoto.
Ma l’educazione non si ferma qui. Sensibilizzare i giovani significa anche coinvolgere le loro famiglie, creando un effetto moltiplicatore che diffonde buone pratiche di sicurezza nella società. La prevenzione deve diventare un valore condiviso, un impegno collettivo per proteggere il presente e costruire un futuro più sicuro. Conoscere, agire e prevenire: la sicurezza parte dalla scuola e si espande a tutta la comunità.

Gli incontri saranno aperti il 4 febbraio dai saluti di Patrizia Rateni, dirigente scolastica del 29° Istituto comprensivo “Miraglia-Sogliano”, Maria Caniglia, presidente della Quarta Municipalità, Lorenzo Capobianco, presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli e provincia. Seguiranno gli interventi di Ciro Esposito, comandante della Polizia Locale del Comune di Napoli, Francesco Bonaccorso, presidente del Consiglio d’Istituto della “Miraglia-Sogliano”, Nunzia Ceraldi, direttore del Dipartimento matematico-scientifico-tecnologico dell’Istituto. Le lezioni nei due giorni saranno tenute dagli architetti Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia, Giuseppe Graniero, presidente della Coapsa (Commissione architetti per la protezione civile e sicurezza abitativa dell’Ordine), Dora Bennio, vicepresidente Coapsa, Francesco Greco e Francesco Donniacono, entrambi componenti della Coapsa.

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Piero Bellotto presenta Cipria, romanzo di formazione e grido di autenticità che celebra bellezza e fragilità

Sabato 25 gennaio alle ore 18.30, l’autore e coreografo Piero Bellotto presenterà il suo memoir Cipria, pubblicato da inKnot Edizioni, presso la sede di Antinoo Arcigay Napoli (Vico San Geronimo 17). Durante l’evento, Bellotto dialogherà con Claudio Finelli, Delegato Cultura di Antinoo Arcigay Napoli. Inoltre ci saranno gli interventi di Mario Gelardi, drammaturgo e regista teatrale, e Tonia Zito, editrice, e le letture a cura di Luca Buongiorno.
Il libro, finalista al Premio Letterario Città di Castello 2023 e al Concorso Letterario Tre Colori 2024, ha ricevuto una menzione speciale al Premio Letterario Victoria 3.0 2023. La serata offrirà un’opportunità unica per immergersi nell’universo emotivo e artistico di Bellotto, esplorando il racconto di una vita vissuta tra arte e lotte interiori. Cipria è disponibile in libreria dal 30 novembre, pubblicato da inKnot Edizioni. Per ulteriori informazioni: www.inknot.it | info@inknot.it | 0816581918.
Cipria è un memoir intenso che narra la storia di Piero, un ex-danzatore alle prese con la perdita della madre Lula e il peso di un passato complesso. Attraverso una narrazione sensoriale e a tratti spietata, il libro esplora i nodi irrisolti del rapporto madre-figlio, un legame simbiotico intrecciato con l’alter ego oscuro Mamau, la precarietà lavorativa, le sfide dell’identità e il bisogno universale di appartenenza.
Il racconto segue il protagonista dall’infanzia segnata da pettegolezzi e bullismo legati alla sua omosessualità, al trasferimento a Milano, dove tenta di ricostruire una vita tra relazioni tumultuose, dipendenze e sogni infranti. È un viaggio di auto-esplorazione che cerca di trasformare debolezze e fragilità in elementi di forza e autenticità.
Cipria è al tempo stesso un romanzo di formazione e un invito a scoprire la bellezza che risiede nella fragilità umana.
«Scrivere per me è come danzare» racconta l’autore Piero Bellotto. «Ogni storia, ogni movimento nasce da un’emozione che supera la razionalità. Cipria è un contenitore di mondi e un teletrasporto verso un’esistenza che accoglie il caos e la bellezza delle fragilità. È il tentativo di mettere in scena quella logica istintiva che ha sempre guidato la mia vita, trasformando il dolore e i sogni spezzati in una nuova forma di libertà».

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