“Spiega la Vela”: il progetto per i minori in area penale e amministrativa che mostra cosa può fare la rete tra pubblico e privato sociale

Più di 100 progetti educativi individualizzati, 51 nuclei familiari coinvolti, 23 tirocini di inserimento lavorativo, 15 doti educative e formative attivate. Sono questi alcuni dei numeri presentati questa mattina al convegno di Spiega la Vela – Un cambio di rotta per i minori che si è tenuto al Centro di Giustizia Minorile di Napoli, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del terzo settore e degli enti della giustizia minorile.

Promosso dalla Fondazione di Comunità San Gennaro e selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del bando “Cambio Rotta”, il progetto è attivo da quattro anni nei territori delle Municipalità 3, 4 e 7 di Napoli e nel Comune di Aversa. L’obiettivo: offrire a minori in area penale o a rischio di devianza strumenti concreti per costruire un’alternativa possibile, attraverso un accompagnamento educativo personalizzato, interventi di prevenzione sociale, percorsi di giustizia riparativa e inserimento lavorativo.

Melania Cimmino, direttrice della Fondazione San Gennaro e responsabile del monitoraggio tecnico del progetto, ha sottolineato: “Il progetto Spiega la Vela è stato scritto agli inizi del 2020, in piena pandemia. In questi anni abbiamo costruito un modello che mette al centro il legame tra territorio, istituzioni e terzo settore. Abbiamo dimostrato che il recupero dei minori passa da percorsi personalizzati, dalla fiducia e da un accompagnamento costante. Ora la vera sfida è garantire continuità a questo processo: un’esperienza così impattante non può arrestarsi”.

Tra gli interventi più significativi della giornata, quello di Marco Rossi Doria, presidente dell’Impresa Sociale Con i Bambini, che ha richiamato con forza il senso costituzionale e collettivo del lavoro educativo con i minori in difficoltà. “Non si tratta di marchiare a vita chi sbaglia, ma di aiutarlo a rientrare nella comunità, riconoscendo diritti e doveri, e mettendo in gioco le proprie potenzialità per aiutare se stesso e gli altri – ha dichiarato – La riparazione non è un dono: è un dovere costituzionale, un’occasione di cambiamento”.

Un concetto, quello della responsabilità condivisa, che attraversa l’intero progetto “Spiega la Vela” e che Rossi Doria ha voluto ribadire con chiarezza: “Il cambiamento non nasce solo dalla sanzione, ma da un processo riparativo condiviso e da una società che si organizza. La Costituzione parla di Repubblica, non solo di Stato: siamo tutti coinvolti nel costruire un’alternativa per questi ragazzi”.

L’intero impianto progettuale si distingue rispetto ad approcci centrati principalmente sulla risposta penale e sul contenimento. Spiega la Vela rappresenta infatti un modello che punta sull’educazione come leva di cambiamento, con percorsi costruiti “su misura” per ciascun ragazzo, in grado di attivare risorse personali, familiari e comunitarie. Centrale, in questo percorso, è stato il coinvolgimento diretto delle famiglie, degli enti pubblici e delle organizzazioni del territorio.

Un ruolo chiave lo ha avuto la supervisione educativa, affidata all’associazione IF – Imparare Fare, che ha accompagnato il progetto in ogni fase: “Spiega la Vela è un progetto che apprende attraverso la sua azione – spiegano da IF –. Gli imprevisti sono stati letti come opportunità di crescita. La supervisione ha permesso di leggere in modo sistemico l’intervento, restituendo a tutti gli attori coinvolti una visione più ampia e condivisa, utile anche per la definizione di nuove policy.” “In particolare – proseguono – abbiamo osservato la relazione con i minori, puntando su un’azione educativa che non stigmatizza ma apre percorsi di riparazione autentici. Altro fronte decisivo è stato quello interistituzionale: la costruzione di un sapere organizzativo corale è una delle eredità più preziose del progetto.”

Sono intervenuti, tra gli altri, Paola Brunese, presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Chiara Marciani, assessora del Comune di Napoli, rappresentanti del Centro Giustizia Minorile, dell’USSM (Ufficio Servizi Sociali per i Minorenni) di Napoli, delle cooperative e delle associazioni partner. Hanno preso la parola anche Cira Stefanelli, Dirigente del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, e Mariangela Cirigliano referente del Centro Giustizia Minorile.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre annunciata, per il prossimo ottobre, la pubblicazione di un volume che racconterà l’intero percorso e l’iter progettuale di Spiega la Vela, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza maturata in uno strumento operativo e replicabile, a disposizione di educatori, operatori e istituzioni.

 

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LA CROCE DI CARIATI TORNA A CASA: IL SIMBOLO DI DEVOZIONE POPOLARE ERETTO NEL 1836 CONTRO LA PESTE RESTAURATO DAGLI SCUGNIZZI A VELA

La Croce dei Cariati è tornata a casa, accolta da quella devozione popolare che ne ha fatto il simbolo dei Quartieri Spagnoli. Vincenzo Migliaro, pittore dell’800 napoletano la ritrae tra i simboli di Napoli, Sergio Siano, tra i fotografi che meglio hanno raccontato la Napoli contemporanea la rende protagonista nell’ultimo suo volume scritto con Vittorio del Tufo sui Quartieri Spagnoli.

Eretta per la prima volta dai fedeli come ringraziamento a Dio nel 1836, quando la città fu colpita dal colera che causò oltre 5.000 vittime, è considerata un simbolo di protezione del popolo napoletano contro pestilenze, epidemie e catastrofi naturali.  Nacque con una particolarità: il Cristo non guardava verso il mare, ma verso la collina quasi a dare il benvenuto ai viandanti provenienti dalle terre agricole del Vomero per giungere nel centro della città.

Fu restaurata nel 1884 e poi posizionata dopo un restauro nel 1980. Il crocifisso, crollato dal basamento nel 2023 in seguito ad una tempesta di vento è stato custodito dal parroco e dai fedeli della Chiesa di S. Maria del Carmine alla Concordia don Mario Ziello e don Francesco De Luca, situata nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Poi è stato affidato agli “Scugnizzi a vela” per importanti interventi di restauro.

Gli “Scugnizzi a vela” e gli esperti volontari, oramai abituati a restaurare antiche e storiche imbarcazioni a vela in legno, sono intervenuti per restaurare e consolidare i legni della croce. Hanno partecipato al recupero del crocifisso ligneo i giovani a rischio dell’area penale campana e provenienti dall’IPM di Nisida, i detenuti in messa alla prova dell’UIEPE e provenienti dal carcere di Poggioreale e Aversa, gli utenti dell’ASL NA 1 e ASL NA 2, i giovani dei Servizi sociali del Comune di Napoli particolarmente legati al simbolo della passione e della fede rappresentato dalla Croce dei Cariati.  Via la vecchia pittura, asportata la vecchia vernice e la diffusa marcescenza, armati di scalpellino gli Scugnizzi hanno fatto riemergere l’anima lignea del 1836, lavorando di cesello per riportare all’antico splendore la Croce di Cariati. Alberto, Ernest, Genny, Hashraf, Joseph, Lyoni, Nicola, Sabatino i ragazzi dell’area penale campana che hanno effettuato l’intervento di recupero.

Oggi la Croce è tornata a casa, nella Chiesa di S. Maria del Carmine alla Concordia, venerdì 18 aprile sarà nuovamente sul basamento che l’ha ospitata dal 1836. A salutare la croce tornata a casa da la Dott.ssa Chiara Marciani Assessore alle politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli, la Dott.ssa Paola Brunese, Presidente del Tribunale dei Minori di Napoli, la Dott.ssa Patrizia Imperato Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale dei minori di Napoli, la Dott.ssa Emilia Galante  Sost. Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale dei minori di Napoli, il Dott. Francesco Chiaromonte Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Napoli, il Dott. Andrea De Dominicis Commissariato PS San Ferdinando, in rappresentanza del Questore di Napoli dott. Maurizio Agrigola, la Dirigente I.C. Casanova Prof.ssa Palmira Masillo, il CV Fabio Danese, c.te Quartier Generale Marina Militare di Napoli in rappresentanza del Comandante logistico Amm. Squadra Salvatore Vitiello, D.ssa Benedetta Sciannamanica in rappresentanza di Giovanna Mazzone, presidente I Municipalità Napoli.







Stefano Lanfranco, presidente Scugnizzi a Vela: “Oggi viviamo la magia del crocifisso che ha messo insieme i giovani in messa alla prova e adulti in misura alternativa che provengono dal carcere, giovanissimi dei Servizi sociali del Comune di Napoli provenienti dai Quartieri, utenti del Dip.to di Salute Mentale ASL NA 1 e ASL NA 2 e volontari Scugnizzi a vela. Cristiani, musulmani, giovani e meno giovani, persone in cerca di un equilibrio interiore, accomunati dai sentimenti di altruismo e amicizia, uniti come un vero equipaggio, per riportare il crocifisso tra la gente. Un “segnale”, manifestato nel crollo avvenuto del 2023, in un periodo di particolare criticità per i giovani nella nostra città”.

Chiara Marciani, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli: “La croce di Cariati tornata a casa è il risultato di un grande lavoro di squadra fatto tra Associazioni, Comune di Napoli. E quando Scugnizzi a Vela chiama noi siamo sempre pronti ad ascoltare progetti e iniziative”

Paola Brunese, Presidente del Tribunale dei Minori di Napoli: “Collaboriamo da anni con Scugnizzi a Vela e con i loro progetti. Il restauro di questa croce va oltre il valore materiale dell’intervento ma ha prodotto benefici dal punto di vista dell’impegno dei ragazzi provenienti da culture e religioni diverse”

Luigi Carbone, Consigliere Comunale: “La croce di Cariati è la croce dei quartieri spagnoli e quindi del popolo, non potevamo quindi restaurarla con una operazione di palazzo. Quella che ho ideato quindi è una rete di cura più che di mero restauro: ci siamo seduti senza gerarchie allo stesso tavolo, l’associazionismo con scugnizzi a vela, la municipalità, la parrocchia , l’imprenditoria. Abbiamo tirato su la croce dal basso per ridare un messaggio di speranza a questo quartiere e questa città proprio durante la Settimana Santa. C’è bisogno di messaggi positivi e la spiritualità è un vettore importante in questi tempi bui”.

Patrizia Imperato, Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale dei minori di Napoli : “In un momento particolarmente delicato per i giovani della nostra città, vedere la rinascita del Crocifisso dei Cariati attraverso il restauro dei giovani appartenenti all’area penale campana rappresenta l’opportunità di rivincita dei giovani “Scugnizzi a vela”.

Gli Scugnizzi a vela da quasi venti anni realizzano il progetto di integrazione e inserimento lavorativo dei giovani e adulti a rischio nel “Laboratorio i mestieri del mare” ospitato e sostenuto dalla Marina Militare all’interno del Quartier Generale di Napoli. Ultimato il percorso di formazione i ragazzi sono inseriti nell’organico di etiche imprese del Porto di Napoli. Nell’ambito di questo percorso formativo negli ultimi dodici mesi sono stati assunti quattro ragazzi, grazie alla consolidata rete composta dalla Marina Militare, dal Ministero della Giustizia, dal Comune di Napoli, dall’Autorità Portuale di Napoli e da LIBERA contro le mafie. Le attività di formazione e inserimento attraverso la partecipazione ai “Cantieri scuola” sono rese possibili grazie al determinante ed etico sostegno della Fondazione Grimaldi, UNICREDIT e Fondazione Roma.

La “rinascita” dei giovani avviene attraverso il restauro di imbarcazioni a vela in legno appartenute alla Marina Militare e impiegate come vero e proprio materiale didattico nelle attività di laboratorio: una fantastica miscela di storia, cultura ed arte marinaresca che fa da innesco del processo di autostima dei ragazzi, e consente di creare una sinergia tra i giovani e le storiche barche a vela in legno. I ragazzi vivono all’interno del Quartier Generale della Marina Militare di Napoli uno stage di “educazione civica” con il miglior modello rappresentativo che possa essere preso come riferimento. La realtà quotidiana dei nostri giovani è fatta di esempi “positivi”, di uomini e donne da imitare. Il cerchio si chiude attraverso il reinserimento lavorativo con etiche imprese del comparto portuale. In questo ambito sociale si integra la scelta di accogliere la richiesta di aiuto espressa dal Consigliere del Comune di Napoli Luigi Carbone, che a nome dell’Amm.ne Comunale, partner del progetto “Scugnizzi a vela”, ha coordinato tutte le attività dell’iniziativa.  Alle attività di restauro realizzate su base volontaria hanno partecipato a sostegno dell’iniziativa i soci della nascente Delegazione della Lega Navale Italiana di San Giovanni a Teduccio. Il restauro del policromo raffigurante il Cristo è stato realizzato dagli esperti restauratori della sotto l’attenta guida del Direttore dei Lavori l’Arch. Michele Matino.

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Parco Verde, Ponticelli e altre periferie nuova opportunità per i ragazzi a rischio: finanziato il progetto “SosteniAmo il Quartiere” della Città Metropolitana

La Città Metropolitana di Napoli mette a segno un nuovo importante colpo nell’ambito della prevenzione delle devianze giovanili nei quartieri più a rischio dell’area metropolitana: il Ministero dell’Interno ha comunicato, infatti, l’ammissione a finanziamento, per complessivi 937mila euro, del Progetto “SosteniAMO il Quartiere”, presentato dall’Ente di piazza Matteotti nell’ambito dell’Asse 4 del POC Legalità.

Il nuovo piano nasce in continuità con il progetto “Esserci nel Quartiere”, già realizzato dalla Città Metropolitana nello scorso biennio, e si pone l’obiettivo di prevenire e ridurre i fenomeni di devianza e grave marginalità minorile attraverso azioni di strada e prossimità mirate ad ‘agganciare’ giovani e adolescenti che vivono situazioni di rischio, promuovendo percorsi personalizzati e individualizzati, ovvero laboratori professionalizzanti finalizzati all’inserimento o al reinserimento scolastico, sociale e lavorativo.

L’area di intervento coinvolge due quartieri di NapoliSan Giovanni a Teduccio Ponticelli, e cinque quartieri di altrettanti Comuni della Città Metropolitana: il Rione Salicelle ad Afragola, il Parco Verde Caivano, il Parco Enrico De Nicola Castello di Cisterna, il Rione Casacelle Giugliano e il Quartiere Pontecitra Marigliano. I quartieri individuati sono tutti caratterizzati da gravi sacche di marginalità sociale e degrado socio-economico e culturale.

Per i due quartieri del capoluogo saranno individuati 49 destinatari ciascuno, 35 per Giugliano, 21 per ognuno degli altri 4 territori coinvolti: un totale di 217 ragazzi, una metà dei quali già presenti in “Esserci nel Quartiere” e un’altra metà da agganciare e prendere in carico. Il progetto durerà 20 mesi.

“Gli spazi urbani individuati, di concerto con il Sindaco Gaetano Manfredi – afferma il Consigliere metropolitano delegato ai Fondi comunitari e nazionali per le Politiche di Coesione, Giuseppe Sommese – sono quelli in cui si riscontrano titoli di studio più bassi, una precoce uscita dal sistema di istruzione e formazione e quindi più NEET, ovvero più ragazzi che non studiano, non lavorano né frequentano corsi di formazione. Tali situazioni sono spesso aggravate da esperienze di vita difficili, disgregazione o disagio familiare, difficoltà economiche, persistenti forme di precarietà abitativa, forti carenze culturali”.

In alcuni quartieri di Napoli, infatti, i NEET raggiungono il 58,8% dei giovani, mentre la disoccupazione giovanile, in città, viaggia intorno al 60%; l’indice di permeabilità mafiosa, in Campania, si attesta al 61,21%, con punte altissime proprio nell’area metropolitana partenopea. In alcune aree di Caivano, come il Parco Verde, il tasso di dispersione scolastica si aggira intorno al 58%, la disoccupazione intorno al 35% per la popolazione maschile e al 44% per quella femminile, mentre specificatamente quella giovanile è intorno al 65% a fronte di un dato nazionale che si ferma al 34%. Allo stesso modo si rilevano dati allarmanti in relazione alla devianza giovanile.

“Sono dati allarmanti – prosegue Sommese – rispetto ai quali ci conforta un elemento: nelle aree in cui siamo intervenuti con la precedente edizione abbiamo riscontrato sensibili miglioramenti”.

 

Il percorso

Il primo passo sarà quello di coinvolgere la parte dei destinatari del precedente percorso e ‘agganciare’ i nuovi destinatari, attraverso azioni di strada e prossimità direttamente nei loro spazi di vita e di relazione; si procederà, poi, con la presa in carico dei giovani beneficiari e del loro contesto familiare e di vita.

Dopo una fase di ascolto e di conoscenza, insieme con i ragazzi si arriverà all’elaborazione di “Piani individualizzati di accompagnamento educativo” (PIAE) finalizzati al reinserimento scolastico, sociale e lavorativo, con il coinvolgimento di una rete di attori, vere e proprie “comunità educative” costituite, da un lato, da istituzioni scolastiche, parrocchie, oratori, centri sportivi, servizi del terzo settore e del volontariato e, dall’altro, dalle risorse territoriali come imprese, botteghe artigiane, operatori della cultura e dello spettacolo.

Risultati lusinghieri per il precedente progetto: circa un terzo dei destinatari è stato accompagnato con successo nel proprio corso di studi, un terzo inserito in percorsi di istruzione e formazione professionale e un terzo è stato avviato al lavoro o orientato professionalmente.

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CSVnet e UniCredit siglano un accordo nazionale per sostenere il volontariato e il terzo settore

UniCredit e CSVnet, l’associazione nazionale che rappresenta i 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) italiani, hanno firmato un accordo nazionale volto a rafforzare il sostegno agli Enti del terzo settore (Ets) e al volontariato in tutta Italia. L’intesa mira a fornire strumenti concreti per la crescita e la sostenibilità delle organizzazioni non profit, favorendo lo sviluppo di progetti che abbiano un impatto positivo sulle comunità.

Un focus particolare sarà dedicato allo sviluppo di iniziative di raccolta fondi che vedranno protagonisti gli Ets territoriali, grazie al coinvolgimento della rete dei Csv attivi su tutto il territorio nazionale.
Per garantire un impatto efficace e diffuso, l’accordo partirà con alcuni progetti pilota distribuiti nelle diverse aree geografiche del Paese: Nord-Est, Nord-Ovest, Centro e Sud. Questi progetti consentiranno di testare e affinare le migliori strategie di raccolta fondi, creando un modello replicabile su scala nazionale.
L’accordo prevede inoltre un impegno congiunto per promuovere la progettualità degli Etssupportare la formazione di volontarie e volontarifacilitare l’accesso al credito e incentivare la cultura della rendicontazione. UniCredit metterà a disposizione la propria esperienza nel settore bancario per accompagnare le realtà del volontariato nella gestione delle risorse e nella raccolta fondi.

La collaborazione con UniCredit rappresenta un’importante opportunità per rafforzare le capacità operative degli Ets e dare valore al loro contributo per il benessere delle comunità”, ha dichiarato Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. “Grazie a questo accordo, i Centri di servizio per il volontariato potranno offrire nuove occasioni di crescita e formazione agli enti, alle volontarie e volontari italiani, facilitando l’accesso a strumenti finanziari e di supporto per il terzo settore.”

“In Italia la realtà del volontariato rappresenta un pilastro centrale della società civile e noi, come UniCredit, vogliamo continuare a fare la nostra parte, amplificandone l’efficacia insieme a CSVnet” – conferma Annalisa Areni, Head of Client Strategies di UniCredit. “In coerenza con la nostra strategia sociale, essere vicini al Terzo settore e a chi è in prima linea nelle attività di sostegno alle fasce di popolazione maggiormente vulnerabili significa contribuire al progresso delle comunità in cui operiamo, determinati a promuoverne una crescita duratura, inclusiva e sostenibile”.

L’accordo, di durata annuale con possibilità di rinnovo, prevede anche incontri periodici per monitorare l’andamento della collaborazione e identificare nuove sinergie.

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A Striano nasce l’agricoltura sociale: al via “Impiantiamo” per valorizzare il Pomodoro San Marzano DOP

Un gesto semplice ma carico di significato: piantare. È da qui che prende vita “Impiantiamo – da qui nasce il Pomodoro San Marzano DOP”, l’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Striano APS, in collaborazione con le associazioni del territorio Cittadinanza Attiva e Colibrì ABA, con il supporto dell’Assessore all’Agricoltura Luigi Rega.

L’appuntamento è per mercoledì 16 aprile alle ore 15.00 in Via Rivolta 40, Striano (NA), presso un terreno sociale concesso in comodato gratuito dall’Azienda Agricola Cordella Pasquale. Un appezzamento di seminativo irriguo che diventa simbolo concreto di agricoltura condivisa, sostenibilità e cultura rurale.

Qui, infatti, ragazzi e ragazze speciali coltiveranno il pomodoro San Marzano dop, tipico del territorio strianese: le piantine saranno curate con amore e dedizione fino alla raccolta, quando i frutti del lavoro verranno trasformati in deliziosi barattoli da un’azienda del territorio.

I pomodori che nasceranno da questo progetto saranno i veri protagonisti della prossima Sagra del Pomodoro, in programma a settembre a Striano.

All’evento interverranno:

  • Tommaso Romano, Presidente del Consorzio del Pomodoro San Marzano DOP
  • Luigi Barbati, Presidente Unpli Campania
  • Luigi Rega, Assessore all’Agricoltura di Striano
  • Olimpia Rega, Vicesindaco di Striano
  • Giulio Gerli, Sindaco di Striano

La giornata prevede la piantumazione collettiva del Pomodoro San Marzano DOP, patrimonio agricolo e identitario del nostro territorio. A seguire, un rinfresco con prodotti tipici locali, nel segno della convivialità e della promozione delle eccellenze enogastronomiche.

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Dalle esperienze di Napoli, Messina e Reggio Calabria cresce l’impegno per dare nuova strada ai neet. Ecco il libro “Sentieri, Ponti e Passerelle”

Un libro che presenta una proposta per il contrasto all’abbandono e alla dispersione scolastica per il protagonismo e l’autonomia dei ragazzi in una missione locale, un modello di intervento innovativo per prevenire e contrastare la dispersione scolastica degli studenti e di coloro che di fatto hanno già abbandonato e nei prossimi anni abbandoneranno gli studi obbligatori. E’ “Sentieri Ponti e Passerelle. Un progetto con i giovani espulsi dalla scuola realizzato a Napoli, Reggio Calabria e Messina” (INU Edizioni, 15 Euro, e-Book gratuito https://aqssepopas.it/ebook/) che è stato presentato oggi nell’aula magna di Palazzo Gravina a  Napoli dall’autore Giovanni Laino, vicepresidente dell’Associazione Quartieri Spagnoli che ha guidato il progetto finanziato dalla “Impresa sociale con i bambini”, che ha coinvolto 80 giovani fra i 15 e i 18 anni, esclusi dai percorsi scolastici. Il libro presenta gli esiti del progetto realizzato fra il 2021 e il 2024 nelle tre città del Sud che è stato molto apprezzato anche dalle amministrazioni pubbliche, tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Un modello per un approccio di tipo integrato, a dote, a rete, ibrido, non dipendente dallo stillicidio dei progetti a bando, in coprogettazione e cogestioni fra enti locali e Terzo settore. Un coordinamento operativo dentro e fuori le scuole, per evitare la cristallizzazione di condizioni di disagio e isolamento dei giovani e offrire, in modo molto personalizzato, ponti, sentieri e passerelle per sostenere la loro autonomia. “Speriamo – ha spiegato Marco Rossi Doria – che le amministrazioni pubbliche riescano a recepire. Ci sono delle opportunità, perché tutte le Regioni hanno fondi per i neet,  devono saper declinare per i neet poveri e quindi questo diventa un modello per le pubbliche amministrazioni. L’applicazione di questa pratica sarà esaminata ancora meglio quando arriverà la valutazione di impatto perché valutiamo tutto con grande serietà, e intanto si sta pensando a un nuovo bando importante sui neet a livello nazionale, perché le buone pratiche poi spiegano le istanze dei territori ma anche le risposte che funzionano e questo ci permette di andare avanti nel clima della sussidiarietà, dove lo stato, vede le sue articolazioni delle fondazioni bancarie, del terzo settore e delle scuole mettersi d’accordo con i Comuni per azioni mirate e ben organizzate”.

Per il problema dei neet da diversi anni il Comune di Napoli già realizza un programma in ogni municipalità: il progetto “Dote Comune” che aggrega quindici ragazze/i in condizioni neet miscelando formazione in aula e inserimento in tirocini. Nella II Municipalità “Dote comune” è fatto dall’Associazione Quartieri Spagnoli. Oltre ai testi di vari autori in cui viene dettagliatamente presentata l’esperienza, documentata anche da

molte foto e tanti video, il libro parte da una ipotesi di fondo: nel passaggio d’epoca che stiamo vivendo il legame sociale è colpito radicalmente e le crisi di bambini e giovani non sono congiunturali. L’educazione, la formazione sono in crisi strutturale, vanno radicalmente ripensate, in riferimento alla riproduzione delle disuguaglianze, alla digitalizzazione e alla intelligenza artificiale generativa. La dispersione esplicita e l’esclusione scolastica sono il più grande scandalo della Repubblica e servono strategie plurali e articolate, a bassa soglia nei territori, preoccupandosi dell’esigibilità dei diritti e non della sola esistenza di dispositivi. L’efficacia dei progetti è esito di: spirito di servizio, radicamento territoriale, esperienza, lavoro di rete, approccio integrato, protagonismo delle persone, disponibilità di risorse, riflessività ricorrente, costruzione di contesti e pratiche abilitanti, forte personalizzazione degli interventi. È necessario “uscire dal quadrato” delle mura (della scuola, dei servizi standard), esplorando, mettendo al centro il “fare” con i ragazzi, la pratica dell’altrove, la pedagogia del viaggio, con grande spazio alla personalizzazione. “Bisogna ora chiedersi – spiega Giovanni Laino – se é solo il trionfo della superficialità o si tratta di un cambio profondo delle modalità di pensare, studiare, comunicare, di alimentare e utilizzare l’intelligenza. Il libro tratta alcuni temi centrali ponendo delle domande: chi sono i giovani poveri che non studiano e non lavorano? Cosa si può fare con loro e per loro? Come sollecitare le scuole ad uscire dal quadrato delle loro mura e delle loro metodologie oggi inadeguate? Come evitare un trattamento amministrativo inefficace dei problemi?”. Strade su cui si è lavorato con i ragazzi di Napoli, Reggio Calabria e Messina e si è pronti a fare passi avanti nel progetto per i prossimi anni, in un’Italia in cui Aldo Policastro, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, “purtroppo fa sentire le stesse emergenze in atto dal 1990 in poi, dette ogni anno ma senza riuscire a risolverle. C’è una società che tenta di rimuovere le sacche che restano nelle nostre città. Il rischio maggiore oggi è quando tutta la classe dirigente, non solo la politica, cerchi in realtà di rimuovere ciò che non va, ritenendolo un incidente occasionale, senza rendersi conto che sono evidenze di quello che le politiche pubbliche non hanno prodotto. C’è invece narrazione che cerca di presentare una Italia con grande piacere ignorando le difficoltà sociali. Proprio sull’inclusione e sulla fine dell’improvvisazione parla perfettamente questo libro. Per anni si sono investiti in Italia soldi senza pensare ai veri risultati, invece bisogna lavorare seriamente su chi ha lasciato la scuola, pensando a quanto possiamo incidere sul sistema scolastico che viene lasciato come vediamo ora, con fondi Pnrr distribuiti a pioggia sulle scuole, che spesso non sanno come investirli e non riescono ad avere risultati veri”.

Il libro “Sentieri Ponti e Passerelle. Un progetto con i giovani espulsi dalla scuola realizzato a Napoli, Reggio Calabria e Messina” verrà presentato anche al Salone del Libro a Torino il 15 maggio e poi a Milano, Venezia, Bologna, Bari, Reggio Calabria e Messina.

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