06 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Regolamentare il coinvolgimento dei minori nell’attività social dei genitori family influencer. Terre des Hommes lancia un appello per tutelare bambine e bambini che si trovano, molto spesso, inconsapevoli protagonisti dell’attività commerciale social dei propri genitori.
La presenza di minorenni all’interno dei contenuti social di influencer e creator, anche a fini pubblicitari, è oggi sempre più pervasiva. Diventa necessario interrogarsi sulle conseguenze che questa esposizione può avere sui più piccoli e sul grado di consapevolezza e consenso che bambini e bambine possono esercitare.
La riflessione nasce dalla ricerca “Protagonisti consapevoli? La tutela dei minorenni nell’era dei family influencer”, svolta da Terre des Hommes Italia insieme a Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) e ALMED (Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il supporto dell’avvocata Marisa Marraffino, esperta di diritto dei media digitali e la partnership tecnica di Not Just Analytics.
Dalla ricerca quali-quantitativa, che analizza 20 profili di family influencer e 1334 contenuti social per capire come sono mostrati figlie e figlie, emerge che i/le minori appaiono in 1 contenuto organico su 2 e in 1 sponsorizzato su 4. In un terzo circa dei contenuti pubblicitari, i bambini e le bambine risultano essere parte attiva dell’advertising: ad esempio scartano il prodotto, lo presentano, lanciano la promozione.
Nella maggior parte dei contenuti in cui appaiono minori, inoltre, non sono adottate forme di tutela della privacy per i più piccoli, ad esempio riprese di spalle, immagini pixellate o l’aggiunta di emoticon sul viso. Nei contenuti organici tali forme di tutela appaiono nel 7% dei contenuti; la percentuale si abbassa al 2% se si considerano i contenuti pubblicitari. Nel 29% dei contenuti si riscontrano situazioni potenzialmente problematiche rispetto alla privacy: nel 21% dei casi sono mostrati momenti intimi come il bagnetto, il cambio del pannolino, la nanna; nel 6% dei contenuti il minore è coinvolto in trend o challenge; nel’1% dei casi il minore è colto in un momento critico (rabbia, tristezza, difficoltà).
Solo nello 0,65% dei contenuti il minore si oppone esplicitamente alla ripresa, ma nel 63% bambini e bambine si vedono sullo sfondo delle scene dei genitori, senza quindi probabilmente la piena consapevolezza di essere ripresi a loro volta. Il tema del consenso si pone, però, anche nel restante 36% di contenuti, in cui i bambini, sia per una questione di età, sia per l’esplicitazione del contesto, si rendono conto di essere registrati. Per i bambini è infatti impossibile sapere quali conseguenze porterà questa loro esposizione. Figli e figlie possono, inoltre, sentirsi in dovere di partecipare all’attività del genitore influencer, per non ‘fare un torto, perdere la sua fiducia’.
Va, infine, sottolineato che i bambini più esposti risultano essere quelli con un’età compresa tra gli 0 e i 5 anni (sono quasi l’80%): un’età in cui non sono ancora in grado di esprimere il loro consenso e di comprendere l’uso che viene fatto della loro immagine.
REGOLARE IL LAVORO MINORILE NEI SOCIAL MEDIA: LE PROPOSTE DI TERRE DES HOMMES. In linea con il Disegno di Legge attualmente all’esame del Senato
[1], Terre des Hommes sottolinea l’importanza di
equiparare il coinvolgimento dei minori nelle attività pubblicitarie e commerciali social dei genitori, alle altre forme di lavoro minorile ammesse dalla legislazione italiana. In questo modo anche bambini protagonisti di advertising online risulterebbero tutelati in relazione al tipo di impegno cui sono chiamati e alle conseguenze psicofisiche ed emotive cui possono essere esposti.
Per garantire la tutela del minorenne e prevenire i rischi per la sua salute psico fisica, il contenuto dell’advertising dovrebbe essere previamente valutato e approvato dalla Direzione Provinciale del Lavoro, considerando il monte ore di lavoro, il ruolo rivestito dal minore e la tipologia di prodotto pubblicizzato. Terre des Hommes chiede, inoltre, che venga istituito un registro in cui ogni influencer indichi gli advertising in cui ha coinvolto il minore e che la Direzione Provinciale del Lavoro possa avvalersi anche della collaborazione dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per il rilascio dei pareri tecnici.
Tali tutele andrebbero estese anche laddove bambini e bambine non siano protagonisti, ma semplicemente presenti nei contenuti sponsorizzati, e indipendentemente dal valore del contratto dell’influencer.
I RISCHI DELL’ESPOSIZIONE DI MINORENNI ONLINE. «Quando un genitore trasforma il proprio figlio in parte di un’attività commerciale, assume di fatto un doppio ruolo: quello di datore di lavoro e di genitore, con il rischio di compromettere la relazione di fiducia e sicurezza su cui si fonda l’infanzia. Per un bambino, soprattutto nei primi anni di vita, la perdita di spazi protetti e la messa in scena di momenti intimi possono minare il senso di protezione e la capacità di distinguere la realtà dalla finzione. Senza contare che la presenza online li espone a potenziali rischi di adescamento e pedopornografia, rendendo facilmente reperibili elementi utili a identificare la loro dimora e le loro abitudini. È per questo che chiediamo una regolamentazione capace di tutelare il diritto dei più piccoli a crescere in un ambiente sicuro, autentico e libero da pressioni esterne.» – afferma Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e programmi Italia Terre des Hommes.
«I social media hanno creato opportunità lavorative prima inedite che consentono di trovare nuovi equilibri fra lavoro e vita privata, come è avvenuto nel caso dei family influencer e – più in generale – di influencer e creator. Questo però rischia di comportare, come emerso nei dati di ricerca, una sovraesposizione dell’infanzia e dell’adolescenza, di non definire in modo ottimale i confini fra vita personale e professionale o di non tutelare adeguatamente i diritti. È per questo necessario regolamentare e fare formazione così come continuare ad analizzare questi fenomeni. La creazione di sinergie fra soggetti diversi, come è accaduto in questa occasione, consente di analizzare il contesto da più punti di vista e di tradurre i dati di ricerca in proposte concrete» – dichiara Elisabetta Locatelli, ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
«Il Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale IAP abbraccia tutte le varie aree comunicazione commerciale, dedicando particolare attenzione alla tutela dei minori e ai diritti della persona. L’art.11 del Codice prevede che una cura particolare debba essere posta nei confronti dei messaggi che si rivolgono ai minori o che possano essere da loro ricevuti, assicurandosi che essi non contengano nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente. Su questo fronte, lo IAP ha anche siglato un Protocollo di Intesa con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza per una maggiore tutela dei minori.
La tutela dei diritti della persona è invece presidiata dall’ art. 10 secondo cui la comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose, deve rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere.» – Vincenzo Guggino. Segretario Generale IAP.
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06 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Le condizioni climatiche estreme, in particolare siccità e inondazioni, nell’ultimo anno hanno spinto oltre 96 milioni di persone in 18 Paesi verso l’insicurezza alimentare acuta. Un dato più che triplicato rispetto ai 28,7 milioni del 2018 (+234%) e in forte aumento anche rispetto ai 71,9 milioni del 2023 (+ 33%), che segna un aggravamento senza precedenti della crisi climatica e alimentare globale.
La denuncia arriva da CESVI, che, in vista della COP30 di Belém, richiama gli allarmanti dati emersi dall’Indice Globale della Fame 2025 (Global Hunger Index – GHI). «I dati del GHI 2025 mostrano con chiarezza come gli eventi climatici estremi stiano amplificando in modo drammatico l’insicurezza alimentare, colpendo milioni di persone già vulnerabili», spiega il direttore generale di CESVI Stefano Piziali. «È indispensabile – aggiunge – implementare immediatamente politiche di resilienza climatica efficaci, sostenere investimenti nei sistemi alimentari sostenibili e garantire finanziamenti adeguati per l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici».
Gli eventi climatici estremi rappresentano la seconda principale causa scatenante della malnutrizione dopo le guerre, come sta accadendo nella Striscia di Gaza, dove due anni di conflitto hanno causato danni ambientali senza precedenti. In questo scenario, il Corno d’Africa e il Pakistan rappresentano due dei casi più emblematici: territori duramente colpiti da eventi climatici estremi, dove siccità prolungate e alluvioni devastanti stanno alimentando una spirale di malnutrizione e vulnerabilità sociale che minaccia milioni di vite.
Il Corno d’Africa continua a essere teatro di una delle crisi alimentari più gravi degli ultimi decenni. La regione ha registrato cinque stagioni consecutive di mancate piogge, la peggiore siccità degli ultimi quarant’anni, con effetti devastanti in Etiopia, Kenya e Somalia. Nel 2024, quasi 50 milioni di persone nell’area hanno sofferto di insicurezza alimentare acuta.
Il Pakistan, che, secondo l’Indice Globale della Fame 2025 ha un livello di fame grave, è uno dei Paesi più colpiti al mondo dagli effetti della crisi climatica. Quest’anno il Pakistan ha vissuto una violentissima stagione monsonica, con oltre 6,9 milioni di persone colpite. Oggi il 40% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica e oltre 11,8 milioni vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta.
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06 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Il CUP Campania (Comitato Unitario permanente degli Ordini e dei Collegi professionali), presdietuto da Domenico De Crescenzo partecipa alla nuova edizione della Race for the Cure 2025, in programma a Napoli dal 7 al 9 novembre. Per tre giorni, dalle 10.00 – 17.00, in Piazza degli Artisti (zona Vomero) la Carovana della Prevenzione offrirà screening gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori femminili — mammografie, ecografie senologiche, pap test e HPV test — oltre a momenti di confronto, sport e sensibilizzazione.
L’iniziativa, promossa da Komen Italia in collaborazione con la ASL Napoli 1 Centro, è il più grande evento in Italia dedicato alla prevenzione e alla lotta contro i tumori del seno. Quest’anno la manifestazione è dedicata a Riccardo Imperiali di Francavilla, già presidente Komen e figura di riferimento nel volontariato e nella solidarietà.
Race for the Cure si apre con le Donne in Rosa, protagoniste assolute della manifestazione: donne che stanno affrontando o hanno superato il tumore al seno e che, con la loro maglia rosa, trasformano la corsa in un potente simbolo di speranza.
Venerdì 7 novembre, presso l’area palco, si terrà il Talk “La prevenzione e corretti stili di vita”, una mattinata di incontri dedicati agli studenti degli istituti superiori. Protagoniste saranno le attrici Miriam Candurro, Gina Amarante e Giorgia Gianetiempo, insieme alle atlete delle Fiamme Oro e alle dottoresse Grazia Bilancio (AIDM, chirurgo senologo) e Antonia Di Martino (medico radioterapista del Centro Aktis) e il dott. Enrico Antonio Errico che presenta il libro “Venti volte vita”. La mattinata si concluderà con una sessione di Qigong guidata da Tiziana Verdoscia.
Sabato 8 novembre sarà invece dedicato alle attività sportive, coordinate da Emilia Sambiase e Mario Sansoni, con sessioni di Bokwa, Fit Kombat, Power Bound, Corpology, Aereosalsa, Spinning e Danza aerea.
Domenica 9 novembre, dalle ore 10.30, prenderà il via la tradizionale passeggiata sportiva da piazza degli Artisti che si snoderà in via Luca Giordano, via Cimarosa, Villa Floridiana, via Scarlatti e rientro in piazza. Vi saranno prima i saluti istituzionali e l’apertura musicale della Fanfara dell’8° reggimento Bersaglieri della Brigata Garibaldi.
È possibile iscriversi alla Race for the Cure direttamente in piazza, oppure online al link:
https://www.raceforthecure.it/race/iscrizione/51/iscrizione/0
Il CUP Campania rinnova così il proprio impegno concreto per la tutela della salute e la promozione di corretti stili di vita. “Essere presenti a un appuntamento come la Race for the Cure – sottolinea il presidente Domenico De Crescenzo – significa riaffermare il ruolo delle professioni sanitarie e tecnico-scientifiche al servizio della prevenzione, della ricerca e della solidarietà. È un’occasione per testimoniare la vicinanza alle donne e alle famiglie che affrontano con coraggio la malattia e per diffondere una cultura della salute condivisa”.
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05 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Napoli si schiera al fianco degli adolescenti. Presentate oggi nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino due ambiziose sfide per il contrasto del disagio giovanile che per i prossimi quattro anni coinvolgeranno oltre tremila tra ragazze e ragazzi in sei Municipalità della città. Laboratori, incontri con esperti, sportelli informativi e altre iniziative sono promossi da “Ali d’Oro” ed “EudAimOnia! Educare Apprendere Orientare alla Felicità”, progetti selezionati dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, grazie alla sinergia tra il terzo settore, le scuole, l’Università, l’Asl Napoli 1 Centro e il Comune di Napoli.
Ad aprire la mattinata un messaggio di Marco Rossi-Doria, presidente Con i Bambini, rappresentato al tavolo da Francesca Serra che ha presentato gli obiettivi del bando per il benessere psicologico degli adolescenti. Dopo i saluti di Valeria Anatrella, presidente della Coop. Soc. Il Grillo Parlante ed Elena Carrucola, presidente del Centro Turistico Giovanile TURMED, rispettivamente capofila dei progetti Ali d’Oro e EudAimOnia!, sono intervenuti Santa Parrello, docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione del Dipartimento degli Studi Umanististici Federico II di Napoli, e Marta Laureanti, Programme expert&Safeguarding Focal Point di Fondazione Cesvi. Al tavolo, moderato da Giancarlo Macrì, psicologo e psicoterapeuta esperto in disagio adolescenziale, sono intervenuti Simona Manzoni, referente del progetto Ali d’Oro, e Daniele Esposito, progettista del Centro Turistico Giovanile TURMED per conto di EudAimOnia, che hanno raccontato i due progetti. A chiusura degli interventi le riflessioni dell’Assessora del Comune di Napoli Maura Striano con deleghe a istruzione e famiglie.
L’evento – alla presenza dei rappresentanti della rete di associazioni, scuole, istituzioni e altre realtà coinvolte nei progetti – è iniziato con la proiezione del documentario “Non sono emergenza” realizzato da Con i Bambini ed è concluso con l’inaugurazione della panchina verde nel cortile del Maschio Angioino a simboleggiare il forte impegno per il contrasto al disagio degli adolescenti in una città segnata da tristi pagine di cronaca che vedono sempre più spesso protagonisti ragazze e ragazzi. La panchina diventa luogo simbolico e punto di incontro intorno al quale creare occasioni di dialogo aperto dove i giovani possono esprimere senza filtri le loro emozioni, le loro paure e sentirsi compresi e ascoltati. Un simbolo di una comunità che li accoglie e li valorizza e che non intende classificarli nell’abusata retorica di “emergenza baby gang”.
In particolare, “Ali d’Oro”, che vede capofila la cooperativa sociale “Il Grillo Parlante”, insiste in cinque Municipalità di Napoli e mira a realizzare una serie di attività per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi. Un vero e proprio percorso di accompagnamento a 360 gradi con il supporto di esperti in vari ambiti. Inoltre, il progetto insiste sulla formazione degli adulti di riferimento per affrontare il disagio adolescenziale. Le strategie messe in campo prendono in considerazione tutte le dimensioni in cui la personalità dei più giovani si esprime e i contesti in cui crescono, attenzionando lo sviluppo fisico, l’affettività e la sessualità. “EudAmOnia! Educare Apprendere Orientare alla Felicità”, con capofila il centro turistico giovanile TURMED, insiste sulle aree periferiche a Nord, Ovest ed Est della città dove si registrano alti indici di povertà sociale, economica ed educativa. La sfida è creare un modello sperimentale per ridurre il fenomeno del disagio psicologico e sociale dei giovani attivando e potenziando le comunità educanti. Il progetto, che svolgerà un’azione di prevenzione e di screening per supportare il servizio pubblico, si occuperà anche di intercettare i casi che necessitano dell’intervento diretto dei sanitari e offrirà servizi di supporto psicologico attraverso attività educative, sportive e cooperative.
Un impegno fondamentale per ragionare concretamente sulle politiche da mettere in campo a sostegno di una generazione sempre più esposta a tante problematiche e per offrire risposte alle esigenze di ragazze e ragazzi in una città tra le più giovani d’Italia.
Partenariato Ali d’Oro
Il Grillo Parlante Società Cooperativa Sociale onlus, La Locomotiva Onlus Società Cooperativa Sociale, Fondazione Eos Onlus, Associazione Pensare Più, Associazione di promozione sociale chi rom e chi no ONLUS, Obiettivo Uomo Cooperativa sociale onlus, L’Orsa Maggiore Coop. Soc. ETS, Fondazione Cesvi, I.C. 51 Oriani Guarino – Napoli, CPIA Napoli Città 1, IS.Mag.G.Mazzini-Napoli, I.C. Conv. Naz. Eman.le, I.C. 5 – Montale Napoli, ITI G. Ferraris -Napoli, Liceo Scientifico Galileo Galilei, Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 Centro
Partenariato EudAimOnia
Centro turistico giovanile TURMED, associazione Maestri di Strada Onlus, Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 Centro, Comune di Napoli, consorzio Matrix, cooperativa sociale NuReCo a.r.l., Coopernica cooperativa sociale, I.I.S. “Sannino-De Cillis”, I.S.I.S. “Melissa Bassi”, IPSEOA “I. Cavalcanti”, Istituto per la Ricerca Sociale, Istituto Superiore “Gentileschi”, Istituto Superiore Statale Pitagora, Larsec – Laboratorio di Riscossa Secondiglianese, I.C. Aldo Moro, I.C. Palasciano, Progetto Itaca Napoli Onlus, Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II
I progetti sono stati selezionati da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org
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05 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
La storia di Giulio Giaccio ormai è nota e le recenti sentenze del processo a carico dei mandanti e degli esecutori materiali dell’omicidio hanno già destato scalpore: Giulio era un ragazzo di 26 anni che la sera del 30 luglio del 2000 fu rapito da membri del clan Polverino, che lo uccisero e lo sciolsero nell’acido. Ciononostante sono state escluse le aggravanti mafiose contro ogni logica e buon senso.
Un omicidio di cui per oltre dieci anni non si è saputo nulla: ricerche interrotte e processi archiviati a causa della mancanza di elementi derivanti soprattutto dalle bugie e dall’omertà dei membri dei clan. I genitori, Giuseppe e Rosa, e i familiari di Giulio, hanno aspettato il suo ritorno per tanto tempo. Ma vana è stata la speranza, che si è persa definitivamente con le prime dichiarazioni di chi a distanza di oltre dieci anni dall’omicidio scelse di collaborare con la giustizia e rivelare finalmente la verità.
Giulio è una vittima innocente: fu scambiato per un’altra persona, un “tale Salvatore”, che doveva essere ucciso perché intratteneva una relazione con la sorella di uno dei camorristi del clan Polverino: entrambi divorziati, questa relazione era percepita come una vergogna da parte della famiglia, e quindi bisognava ristabilire un certa “onorabilità”. Un omicidio efferato, crudo, maturato in un contesto evidentemente mafioso, dagli esecutori al movente iniziale, dalle finalità al metodo. Inoltre, il clan Polverino in quegli anni era una delle consorterie mafiose più importanti del napoletano, scalzando i Nuvoletta nella gestione degli affari e che avevano appreso dal mafioso Brusca come sciogliere le persone nell’acido.
“Chiediamo alle Istituzioni competenti di non voltare lo sguardo dall’altra parte, di ristabilire la verità e fare giustizia” – dichiarano i rappresentanti di Libera, Fondazione Pol.I.S. e Coordinamento dei familiari – “se viene confermata l’esclusione dell’aggravante mafiosa nell’appello del 7 novembre, Giulio rischia di non essere riconosciuto dallo Stato come vittima innocente di mafia. Pur rispettando le sentenze, non faremo un passo indietro: Giulio Giaccio è vittima innocente di mafia, leggeremo il suo nome ad alta voce, scandendolo bene in piazza, nell’elenco che leggiamo ogni 21 marzo nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e continueremo a stare vicini ai familiari di Giulio e ai suoi legali nella battaglia per la verità e la giustizia in tutte le sedi competenti”.
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05 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Domani, giovedì 6 novembre, alle ore 17.30, presso la Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato (in Piazza Mercato) si terrà la presentazione del libro di Annalisa Senese “Figli cancellati – Storie di bambini che hanno conosciuto il carcere” (Giannini Editore), organizzato dall’Associazione Culturale Merqurio con Acli Beni Culturali.
Al dibattito, introdotto dal coautore Antonio Vastarelli, parteciperanno il presidente di Merqurio, Alfredo Affatato, quello di Acli Beni Culturali, Pasquale Gallifuoco, il presidente onorario di Merqurio, Gianluca Daniele, gli avvocati Alfonso Trapuzzano, Domenico Ciruzzi e Daniele Cutolo, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Ottavio Lucarelli, Maria Camilla Spena (professoressa di Diritto amministrativo della Federico II), e Laura Varriale (docente – Acli Beni Culturali). Concluderà l’autrice.
L’articolo Presentazione del libro “Figli cancellati – Storie di bambini che hanno conosciuto il carcere” proviene da Comunicare il sociale.