24 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Martedì 25 novembre 2025, dalle 18.00 alle 19.00, la Direzione regionale Musei nazionali Campania e la Direzione dell’Anfiteatro campano, in collaborazione con l’Inner Wheel Capua Antica e Nova-Caserta, aderiscono alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, illuminando di arancione le arcate dell’area meridionale del monumento, a sostegno delle iniziative “UNiTE” e “Orange the world” promosse da UN Women.
Il colore simbolo della sensibilizzazione e dell’impegno contro ogni forma di abuso e discriminazione sarà l’elemento portante di un’iniziativa che unirà la forza della cultura e la sensibilità del volontariato femminile in un messaggio comune: “Basta silenzio. Accendiamo il rispetto”. Nel corso dell’evento prenderanno la parola la direttrice del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua, dell’Anfiteatro e del Mitreo, Antonella Tomeo, la presidente Inner Wheel Capua Antica e Nova-Caserta, Silvia Adinolfi, l’assessore alla Cultura del Comune di Santa Maria Capua Vetere Anna Maria Ferriero, la past president provinciale Cif Caserta Elena Spina e la presidente
Fidapa BPF Italy Sezione di Caserta Rachele Cantelli, impegnate in attività di solidarietà e di promozione sociale, per sottolineare come la cultura possa fortemente sensibilizzare al cambiamento e all’educazione al rispetto, alla parità di genere e alla tutela dei diritti delle donne.
“L’illuminazione del monumento non è solo un gesto simbolico, ma un momento di riflessione collettiva, accompagnato dalla testimonianza di chi è in prima linea nella prevenzione e nell’ascolto. Illuminare un luogo di storia significa dare luce alla speranza di un futuro libero dalla violenza, tenendo sempre alta l’attenzione e costruendo, a piccoli passi, una società fondata sul rispetto della dignità di ciascuno”, così commenta l’iniziativa Antonella Tomeo.
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24 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Torna a Napoli il 28 e 29 novembre il P’Azz Festival organizzato da NapolinMente APS, AFASP Campania, con un’edizione che si rivolge in modo particolarmente diretto agli operatori, ai servizi e ai professionisti che ogni giorno lavorano nei percorsi di cura, accompagnamento e inclusione di persone con disagio psichico e disabilità intellettiva. Una due giorni intensa, ospitata negli spazi del Palazzo Caracciolo Naples, che quest’anno si arricchisce di un respiro nazionale grazie alla collaborazione con realtà come Solaris APS e ANDEL – Agenzia Nazionale Disabilità e Lavoro, introducendo un confronto più ampio su modelli, metodologie e pratiche professionali.
Il festival vuole essere un luogo vivo di dialogo tra servizi pubblici, terzo settore, imprese sociali, famiglie e comunità: uno spazio in cui analizzare criticità, condividere strumenti operativi e immaginare nuove possibilità di autonomia, lavorativa e abitativa, per le persone più fragili. Tra i momenti più attesi dell’edizione figura la presentazione della Biblioteca Vivente WHY, un format esperienziale ispirato al modello di abcittà living library e realizzata da Why inclusion che entra nel festival come vero e proprio strumento formativo. Qui i “libri” sono persone che raccontano la propria storia in incontri individuali – storie di cura, lavoro, fragilità e autonomia – dando vita a un’esperienza che combina ascolto autentico, riflessione professionale e abbattimento dei pregiudizi. Il metodo si sta affermando come un dispositivo utile per équipe educative e cliniche, per percorsi di sensibilizzazione interna alle cooperative, per interventi nei centri diurni, nei servizi territoriali e nelle organizzazioni che si occupano di diversity & inclusion. Durante il festival la Biblioteca sarà attiva per l’intero pomeriggio del 28 novembre.
Il festival sarà inoltre l’occasione per il lancio ufficiale di MAD in Naples, una startup sociale e società benefit che propone un modello innovativo di impresa orientata all’inclusione. Attraverso la co-progettazione con designer e artigiani, MAD produce gioielli e accessori artigianali coinvolgendo direttamente persone con disagio psichico nei processi produttivi. Il ricavato delle vendite viene reinvestito in borse lavoro e percorsi formativi, restituendo dignità e autonomia economica a chi vive condizioni di fragilità. Un modello che si presta a essere sperimentato anche all’interno di cooperative sociali, CSM, comunità e servizi di inserimento lavorativo, e che durante il festival verrà raccontato sia nel panel istituzionale sia nel workshop tecnico del pomeriggio.
La prima giornata si aprirà con i saluti istituzionali di Comune di Napoli, ASL Napoli 1 Centro e Caracciolo Hospitality Group, per poi lasciare spazio al panel dedicato ai progetti di inserimento socio-lavorativo realizzati sul territorio da ANDEL, ERA Cooperativa Sociale, NapolinMente APS e MAD in Naples. A seguire, la presentazione della Biblioteca Vivente WHY e un workshop dedicato alla creazione di gioielli insieme a MAD in Naples e Volarte, pensato come momento pratico per esplorare l’artigianato come strumento educativo, terapeutico e professionalizzante. Accanto agli appuntamenti principali, la giornata ospiterà la mostra permanente e il mercatino solidale curati da Volarte, una degustazione sociale e un momento musicale con la Bandita Sbandata.
La mattina del 29 novembre sarà interamente dedicata ai tavoli di lavoro, cuore tecnico del festival.
Due i focus: Autonomia Abitativa, guidato da Antonella Cammarota (Solaris APS), dove si discuteranno modelli di abitare supportato, co-housing e continuità educativa; Autonomia Lavorativa, coordinato da Agostino Borroso (TAM Cooperativa Sociale), centrato su job coaching, reti tra imprese sociali e politiche attive del lavoro in ambito salute mentale. Gli esiti dei tavoli saranno raccolti e condivisi come materiale utile per il lavoro dei servizi e delle organizzazioni coinvolte.
Il P’AZZ Festival 2025 si rivolge a professionisti, enti pubblici, cooperative sociali, DSM, centri diurni, agenzie per il lavoro, imprese sociali, associazioni, famiglie e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a costruire percorsi di vita autonoma per le persone fragili. L’obiettivo è offrire un luogo di incontro e di scambio, ma anche consolidare alleanze operative capaci di produrre nuove opportunità, nuovi modelli e nuove prospettive per il futuro.
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22 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Fuori dagli schemi, in strada per incontrare donne e uomini, per informare e sensibilizzare. Si chiamano “Il Centro Antiviolenza ‘Donna’ ti viene incontro – Noi oltre il silenzio” la serie di iniziative che accompagneranno la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne a Castellammare di Stabia. Il Centro Antiviolenza dell’Ambito N27 della Città di Castellammare di Stabia ha scelto di essere presente sul territorio con una serie di appuntamenti dedicati all’informazione, alla sensibilizzazione e alla promozione di una cultura fondata sul rispetto e sulla parità.
L’obiettivo delle iniziative è anche quello di andare oltre la celebrazione del 25 novembre: l’Amministrazione, guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, ha infatti deciso di articolare più momenti in diverse zone della città, affinché la consapevolezza non sia confinata a una sola giornata ma diventi un percorso costante e condiviso.
Gli operatori del Centro saranno quindi presenti in vari punti di Castellammare per incontrare la cittadinanza, offrire informazioni sui servizi, sostenere chi vive situazioni di difficoltà e contribuire alla diffusione di una maggiore consapevolezza sul tema della violenza di genere.
Gli appuntamenti, in programma fino al 26 novembre dalle ore 10.30 alle 12.30, si svolgeranno secondo il seguente calendario: 21 novembre presso l’Infopoint di Via Plinio 20; 22 a Villa Gabola; 24 in Piazza Spartaco; 25 nell’area antistante la Cassa Armonica; 26 in Piazza Giovanni XXIII.
di Fiorangela D’Amora
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21 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Si è svolta nei locali del Cral Circumvesuviana di Napoli Porta Nolana, la terza presentazione del libro Bumerang di Daniele Sanzone. Per l’autore di Scampia si è trattato di un gradito ritorno: già lo scorso 23 gennaio era stato protagonista al Cral con il suo precedente volume, Nemesi d’Amore e di Anarchia. Una presenza, la sua, tanto apprezzata da meritare un gesto simbolico ma sentito: il Cral lo ha infatti omaggiato con una Coppa dell’Amicizia, testimonianza di stima e affetto nei confronti del cantautore e scrittore.
Accanto alle copie di Bumerang erano esposte anche alcune copie di Informare, il mensile che il Cral Circumvesuviana distribuisce ormai da oltre un anno, a conferma del legame tra l’associazione e la promozione culturale sul territorio.
Nonostante i postumi di un intervento chirurgico subito solo tre giorni prima, Sanzone non si è risparmiato: ha risposto con disponibilità e ironia alle domande di Emilio Vittozzi, moderatore dell’incontro, e a quelle del pubblico. Si è parlato del gruppo ’A67, dei concerti passati e futuri, dei suoi libri, dei progetti in cantiere, di Scampia e persino del fenomeno dei neomelodici, in un dialogo vivace e spontaneo che ha coinvolto tutti i presenti.
Come di consueto, l’appuntamento si è concluso con il firma-copie, seguito da un momento dolciario e dal brindisi finale, che hanno sigillato un pomeriggio all’insegna della cultura e della condivisione.
A documentare l’incontro, gli scatti di Gennaro Pallonetto, che ne hanno catturato atmosfere e dettagli.
Un’altra iniziativa social-culturale riuscita, che conferma il ruolo del Cral Circumvesuviana come luogo di incontro, partecipazione e promozione della cultura contemporanea.
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21 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Al Teatro Sannazaro prosegue “Prime di settimana”, la rassegna teatrale nata in collaborazione con la compagnia Teen Theatre con uno spettacolo per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
Martedì 25 e mercoledì 26 novembre, alle ore 21, Anna e Clara Bocchino sono le protagoniste de “La voce a te dovuta”, da un’idea di Anna Bocchino ed Ettore Nigro, con i testi di Sharon Amato. La regia e la drammaturgia sono affidati a Ettore Nigro, le scene sono di Giancarlo Minniti, i costumi di Giuseppe Avallone, le musiche a cura di Antonio Bocchino, le foto di scena di Mariacarla Ponticelli, e l’assistente alla regia è Giovanni Sbarra. La produzione è Piccola Città Teatro.
Lo spettacolo parte da un potente espediente scenico: due gemelle in scena che, con profondità e un’ironia sorprendente, attraversano il tema della violenza. Attraverso il loro dialogo, provano a squarciare quel grande silenzio che immobilizza le vittime e chi vorrebbe aiutarle.
Dentro un podcast che accoglie e amplifica le storie personali, la voce diventa strumento poetico, politico, necessario. È nella voce, oggi, che si nasconde il più autentico atto rivoluzionario. Perché questa non è una storia di pochi: riguarda tutti. Nessuno escluso.
La compagnia rappresenterà la pièce anche la mattina per alcuni istituti scolastici che hanno aderito all’iniziativa
Inoltre da una settimana nel foyer del teatro è stata posizionata una speciale box e chi vuole, può lasciare, anche in forma anonima, la propria storia inerente alla tematica affrontata durante lo spettacolo. Un atto simbolico di coraggio per parlare della propria esperienza, raccontando episodi di soprusi e di violenza. La compagnia, in seguito, realizzerà il podcast “La voce a te dovuta” per dare voce a chi non riesce a parlare e a chi non può più farlo.
Come dichiara il regista Ettore Nigro «Immaginare di poter sviscerare la “questione femminile” nella porzione di tempo di uno spettacolo è sicuramente impresa folle e impossibile; tuttavia, questa impossibilità non deve essere una scusa per rimandare un appuntamento così importante. Questa è stata la mia premessa quando decisi di incamminarmi lungo questo il percorso tortuoso. Immediatamente mi è apparso il titolo di una celebre raccolta poetica di Pedro Salinas – “La voce a te dovuta”, lo spettacolo non intende essere né un j’accuse diretto, né una relazione sociologica, ma è un atto d’amore, amore come reale e unico antidoto ad ogni forma di discriminazione. Le due sorelle (gemelle) interrogandosi, interrogano il pubblico sia in sala, che quello immaginato nel loro podcast, aprono uno spazio interiore dal quale fare uscire un amorevole coraggio di esporsi, non di imporsi, l’intervento della parola poetica funge da motore maieutico per intenerire la spessa “scorza” frapposta tra la volontà di “essere accettate” e la società odierna che le vorrebbe ancora in una certa misura, non dico prigioniere, ma sicuramente sopite. Ci troviamo quindi di fronte ad un gigante, contro il quale sembra che si sia ancora fatto poco; forse perché intimoriti dalla sua vastità? Ma questo gigante è composto da milioni di silenzi, di storie piccole e personali, di tragedie accettate perché non percepite come tragedie. Le due sorelle attraverso il dar voce e accogliendo le storie singole dissolvono il gigante facendocelo vedere per quello che è: un mostro composto da milioni di piccole storie, ecco allora che il gigante si smembra e tutto diventa alla nostra portata. Come uomo, ed anche per questo ho deciso di intraprendere questo processo, voglio incidere una strada, per comprendere se anche in me possano esserci echi di una discriminazione indotta da anni e anni di “educazione” che hanno favorito lo status in cui siamo immersi».
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21 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Pompei e Castellammare di Stabia aspettano il 3° Congresso Nazionale del Fiore. Un grande evento che la Coldiretti porta nella provincia napoletana, fra le più importanti del settore.
Pompei, patrimonio mondiale Unesco per il suo sito archeologico unico al mondo e Castellammare di Stabia, conosciuta fin dall’epoca romana grazie all’acqua minerale e solforosa delle terme dell’antica Stabiae.
L’evento, giunto alla terza edizione, rappresenta un’occasione unica per condividere conoscenze, innovazioni e visioni future sulla floricoltura italiana, per esaltare i primati e le distintività di piante e fiori.
Made in Italy, portando all’attenzione delle Istituzioni, dei decisori politici, dell’opinione pubblica e dei consumatori finali le garanzie di origine, di sostenibilità e di qualità del prodotto floricolo italiano.
La Campania, dalla Costa Vesuviana alle aree dell’agro Nocerino-Sarnese fino agli inizi della Piana del Sele, si distingue nel panorama floricolo nazionale per la qualità della produzione e per il patrimonio di conoscenze agronomiche possedute dai floricoltori che hanno consentito di conquistare il terzo posto in Italia all’interno del comparto e il primo posto per quanto concerne la produzione di fiori recisi.
Dai giardini di Pompei ed Ercolano alla Piana di Paestum, la floricoltura campana ha dato da sempre prodotti d’eccellenza. Dalle ville e dai giardini signorili, la coltivazione dei fiori diventa dapprima attività marginale a fianco di più ampie colture agricole, e via via, dalla seconda metà del Novecento, vera e propria risorsa economica di piccole aziende familiari destinate a crescere nel tempo.
Il Congresso Nazionale del Fiore sarà anche l’occasione per discutere e confrontarsi sulle sfide e le opportunità del settore, che rappresenta una componente fondamentale dell’agricoltura nazionale, con una lunga tradizione che unisce qualità, varietà e innovazione. Il Congresso Nazionale del Fiore è organizzato da Coldiretti, la principale organizzazione di rappresentanza del mondo agricolo in Italia e in Europa.
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