23 Mag, 2025 | Comunicare il sociale
In albergo con la sua famiglia dopo la scossa di magnitudo 4.4 del 13 marzo scorso che l’ha costretta a lasciare la sua abitazione per motivi di sicurezza così come successo per altre decine e decine di persone, rischia di rimanere in strada dal prossimo 30 maggio quando cioè scadrà il contributo pubblico per gli sfollati del bradisismo nell’area flegrea. Il futuro è un’incognita e la preoccupazione è soprattutto per le condizioni di sua figlia di 5 anni, sofferente di un disturbo cognitivo e bisognosa costantemente di cure. Patrizia Palladino, residente a Bagnoli, lancia un appello alle istituzioni affinché tutelino la sua piccola. Patrizia attualmente si trova all’hotel Miravalle di Agnano con il figlio più grande di 26 anni, quello di 17 anni, una di 10 e l’ultima che ha un grave deficit, ma tra poco più di una settimana dovrà lasciarlo.
L’appello di Patrizia
Patrizia racconta la sua storia: «Da quando lo scorso 13 marzo siamo stati costretti ad andarcene vista l’inagibilità della nostra casa e una parte del palazzo (tante infatti le crepe alla struttura ndr.), la sua condizione è peggiorata così come ha attestato la psicologa durante l’ultima seduta. Immaginate come potrà stare se non riusciremo a tornare a casa il 30 maggio. Il ritardo cognitivo di mia figlia – aggiunge Patrizia- non le consente di sopportare ulteriormente questa situazione». La piccola Roberta, il nome è di fantasia, ha bisogno continuamente di cure. «Due volte a settimana, di pomeriggio, mia figlia va in un centro di riabilitazione per le terapie che dovrebbero aiutarla a sviluppare il linguaggio e la motricità. A causa del disagio che sta vivendo, dovrà raddoppiare da due a quattro i giorni di terapia e forse le concederanno anche due giorni in più perché sta peggiorando. Quando si è verificata l’ultima forte scossa di questo maggio, sono corsa a scuola a prendere Roberta che si dimenava dalla tensione. Ecco, quello che io vivo ogni giorno». Ecco dunque l’appello. «Senza qualcuno che mi aiuti – aggiunge – non potrei mai affittarmi un’altra abitazione. Io lavoro a nero come domestica, non ho buste paga o garanzie da poter offrire. In questo modo, chi mi affitterà mai una casa?». Secondo Patrizia, «la Regione ci ha girato le spalle, il Comune ci ha girato le spalle, il Governo ancora peggio. L’aiuto che chiedo è soprattutto per mia figlia. Se non si troverà una soluzione sarò costretta a ritornare a casa mia ma se succede qualcosa la responsabilità non è mia, ma delle istituzioni perché mi mettono fuori dall’albergo con una bambina disabile». La condizione di Roberta è davvero complicata e rischia di peggiorare sempre di più. È sempre mamma Patrizia a rivelare il calvario quotidiano. «Mia figlia prende le gocce per dormire e gli psicologi vogliono capire cosa fare. L’Asl di Fuorigrotta mi sostiene, però il percorso è stato continuo, nonostante mia figlia non voglia fare le terapie e non voglia stare con gli altri bambini a scuola».
Le peripezie del passato
Già in passato Patrizia ha subito lo shock di uno sgombero. Nel 2001, infatti, fu costretta ad abbandonare la vecchia casa nei pressi della Cumana di Bagnoli, dichiarata inagibile dopo un’alluvione. La soluzione prospettata all’epoca fu il trasferimento al terzo piano di via Plinio 11, vecchia sede del 73esimo circolo didattico poi riconvertito a uso abitativo per 13 famiglie in totale. Tra le altre cose, l’edificio necessita di controlli anche rispetto alle utenze e si attende l’arrivo dei tecnici della Napoli Servizi con il comune che in pratica ha diffidato se stesso per i lavori di messa in sicurezza, essendo quello di via Plinio 11 uno stabile di pertinenza pubblica. Dopo la scossa del 13 marzo, a subire la stessa sorte di Patrizia e della sua famiglia anche un altro nucleo sempre al terzo piano, mentre le altre case restano al momento abitabili. Patrizia, disperata, chiosa: «Se non si troverà una soluzione sarò costretta a ritornare a casa mia. Ma se dovesse succedere qualcosa, la responsabilità sarà delle istituzioni perché mi mettono fuori dall’albergo con una bambina disabile, dove mia figlia non ha spazio. Abbiamo fatto la domanda per il Contributo di autonoma sistemazione, ma se non ci sarà erogato dovremmo pagare tutto noi fin quando non ci aggiustano casa per rientrare. «Gli assistenti sociali – conclude la mamma di Roberta – suggerivano di andare in una Casa Famiglia, ma per mia figlia sarebbe comunque difficile. Ho chiesto anche alle suore che gestiscono l’istituto, altra situazione complicata».
di Antonio Sabbatino
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23 Mag, 2025 | Comunicare il sociale
Una Igp (Indicazione Geografica Protetta) per identificare l’olio extravergine di oliva della Campania. Con la firma sugli atti notarili comincia il suo percorso Il Consorzio che punta a diventare un importante punto di riferimento per il settore olivicolo regionale. L’idea è quella di riunire sotto l’egida dell’Olio Campano Igp tutti i produttori che aderiscono a questa iniziativa per poi estenderla al resto della regione, al fine di rendere riconoscibile su tutti gli scaffali i prodotti realizzati secondo il disciplinare di produzione.
Presidente del Consorzio è stato nominato Sabino Basso designato dall’azienda Basso Fedele e figli. Dalla Coldiretti arriva invece Veronica Barbati che oltre a rivestire la carica di presidente di Coldiretti Avellino è anche presidente dell’Aprol Campania, per lei la carica di vicepresidente.
Consiglieri: Angelo Petolicchio, Antonio Naimoli, Michele Russo, Nicola Perretta, Virginio Bianco, Umberto Comentale, Armando Di Giambattista, Polidoro Dell’Orto. Dall’azienda agricola Casazza arriva Antonio Casazza. Fra i soci fondatori anche Donato Letteriello presidente Evo Campania, e l’Aprol Campania.
Il percorso verso la Igp garantisce la massima certezza in fatto di autenticità. Il Consorzio valida ogni bottiglia con la sua firma, verificando tutta la filiera di produzione, rigorosamente realizzata in Campania, dalla raccolta delle olive al confezionamento.
“Sono davvero contentissimo di essere stato investito di questa carica prestigiosa” -spiega il presidente Sabino Basso. “La produzione della Campania rappresenta il 10% del pil nazionale trainato dall’agroalimentare. C’è bisogno della collaborazione di tutti. Non c’è fretta, ci impiegheremo il tempo necessario ma non siamo spaventati nell’affrontare questa sfida. In questo momento la Campania con Napoli, forte attrattore turistico può, fare conoscere il prodotto ai tanti che arrivano. Vogliamo impostare un modello di sviluppo che punta tutto sulla filiera, ricalcando l’esempio del grano. Tutti insieme anche i più piccoli parteciperanno al progetto dalla produzione alla commercializzazione”.
Mentre arrivano anche i complimenti di Nicola Caputo assessore all’agricoltura della Regione Campania, la vicepresidente Barbati aggiunge: “Il concetto di una filiera da sviluppare ribadito dal presidente affascina quanti partecipano al progetto e farà da attrattore per quanti vi si aggiungeranno lungo il percorso”.
Realizzare l’Olio della Campania Igp vuole dire fare in modo che ogni singola bottiglia sia tracciabile rendendo trasparente e riconoscibile l’intera filiera produttiva. Dal coltivatore delle olive, al frantoio fino al confezionamento, un processo che garantisce il consumatore che vuole la certezza che l’olio extravergine acquistato sia interamente legato al territorio di origine. Sarà un prodotto dalla forte tipicità, legato al territorio e certificato dal marchio comunitario IGP.
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23 Mag, 2025 | Comunicare il sociale
Si preannuncia un’estate 2025 all’insegna della solidarietà e della promozione del volontariato grazie all’iniziativa “Abitare i Luoghi”, “Campi di Volontari” e “Centri Estivi” coordinata da Sodalis CSV di Salerno. Ben 56 Enti del Terzo settore della provincia di Salerno hanno aderito con entusiasmo ad Abitare i Luoghi, organizzando una vasta gamma di eventi che animeranno ben 29 Comuni del territorio.
Questo ricco calendario di appuntamenti rappresenta un’importante occasione per la comunità della provincia di Salerno di partecipare attivamente a iniziative di solidarietà, conoscere da vicino il prezioso lavoro svolto dalle associazioni e contribuire a costruire un futuro più inclusivo e attento ai bisogni del prossimo.
18 invece saranno le organizzazioni attive che offriranno opportunità di volontariato e di gioco con i “Campi di Volontariato” e “Centri Estivi”.
I “Campi di Volontariato” offriranno ai partecipanti la possibilità di dedicare il proprio tempo a progetti di utilità sociale, che spaziano dalla tutela ambientale alla riqualificazione di spazi pubblici, dal supporto a persone in difficoltà all’organizzazione di eventi culturali. Sarà un’occasione per mettersi in gioco, acquisire nuove competenze e contribuire attivamente al benessere della comunità.
Parallelamente, i “Centri Estivi” proporranno un programma diversificato di attività ludiche, sportive, creative e didattiche, pensato per stimolare la curiosità e lo sviluppo armonico dei bambini e dei ragazzi. Questi spazi rappresenteranno un ambiente sicuro e stimolante dove i più giovani potranno divertirsi, fare nuove amicizie e imparare giocando.
“Abitare i Luoghi 2025” si configura, invece, come una vera e propria mappa del volontariato attivo nella provincia, offrendo un ventaglio di opportunità per impegnarsi in diverse cause e scoprire le molteplici forme di solidarietà che animano il territorio: ogni evento sarà un’occasione per “abitare” i luoghi con un nuovo spirito di partecipazione e responsabilità sociale.
Sul sito csvsalerno.it, sarà possibile consultare il calendario dettagliato degli eventi promossi, scoprendo le date, i luoghi e le modalità di partecipazione a ciascuna iniziativa. Un’opportunità unica per la provincia di Salerno di mostrare il suo cuore solidale e la sua vivace rete di volontariato.
Rimanete sintonizzati per scoprire il programma completo di “Abitare i Luoghi 2025”, “Campi di Volontariato” e “Centri estivi” e preparatevi a essere protagonisti di un’estate all’insegna del Sogno, Coraggio, Creatività e Reciprocità!
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23 Mag, 2025 | Comunicare il sociale
Giovedì 29 maggio 2025, a partire dalle ore 9.30 presso l’aula consiliare del complesso monumentale di Santa Maria la Nova a Napoli, la Città Metropolitana di Napoli organizza il convegno “La nuova Direttiva Europea anticorruzione” dedicata a un tema cruciale per la Pubblica Amministrazione. L’evento, che vedrà la partecipazione attiva dei Responsabili Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT) provenienti da diverse realtà, si propone di analizzare in profondità le novità introdotte dalla recente normativa europea, focalizzandosi sulle implicazioni pratiche e sulle sfide concrete per la sua implementazione a livello sia nazionale che locale. Invitati anche sindaci, commissari, avvocati, dirigenti e funzionari degli enti locali, revisori e componenti degli Oiv (organismi indipendenti di valutazione).
La giornata di studio si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, dalla Presidente della Corte di Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, e dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, Aldo Policastro.
L’introduzione al tema del convegno sarà affidata a Remo Morzenti Pellegrini, Vicepresidente della SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione), mentre il coordinamento e la moderazione dell’intera giornata saranno curati da Antonio Meola, Segretario Generale della Città Metropolitana di Napoli.
Il cuore del convegno sarà la presentazione dettagliata della Direttiva Europea in materia di anticorruzione, a cura dell’Europarlamentare Giuseppe Antoci, che riveste anche il ruolo di Presidente della Commissione Politica della Delegazione del Mediterraneo del Parlamento Europeo.
Seguirà il dibattito con interventi di Raffaele Greco, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, Antonio Giuseppone, Procuratore Regionale della Corte dei Conti per la Campania, Massimo Gagliardi, Presidente della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per la Campania, Michele Oricchio, Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania e Carmine Foreste, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.
Le conclusioni sono affidate a Michele Calleri, Presidente di Transparency International Italia, sottolineando il ruolo fondamentale della società civile nel contrasto alla corruzione e nella promozione di una cultura della trasparenza.
La partecipazione in presenza all’iniziativa darà diritto all’acquisizione di crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Avvocati. Per ulteriori informazioni e per le iscrizioni, è possibile contattare il numero 0817949208 o scrivere a seg.gen@cittametropolitana.na.it.
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23 Mag, 2025 | Comunicare il sociale
In provincia di Napoli, tra Pimonte e Gragnano, c’è “InnovAzioni onair”, una web radio fatta da giovani, una vera e propria officina di idee che ha dato vita ad un nuovo podcast intitolato “Ragazzacci”.
In ogni episodio si potranno ascoltare storie autentiche, narrate in prima persona da ragazzi e ragazze che hanno deciso di raccontarsi e raccontare il proprio territorio. Giovani che si impegnano nel volontariato, che lottano per i diritti, che difendono la cultura, l’ambiente, l’inclusione e il bene comune. Storie di ragazzi e ragazze che hanno scelto di restare, di resistere e di essere i protagonisti di una trasformazione positiva, proprio partendo da sé.
Ogni puntata è un invito ad ascoltare il quartiere da un’altra prospettiva: quella dei giovani che lo vivono ogni giorno, che sognano, che sbagliano, che si rialzano, che hanno voglia di cambiare e che lo stanno già facendo, microfono alla mano. A dispetto del nome, provocatorio, i giovani podcaster parleranno ai coetanei di politica, sessualità, dipendenze, impegno civico e tanto altro. Un progetto innovativo che porta il dibattito, la cultura e le idee direttamente nelle cuffie e negli smartphone di chi vuole ascoltare, riflettere e ispirarsi. “Ragazzacci” abbraccia il cambiamento, raccontandolo attraverso contenuti originali e interviste con esperti e giovani protagonisti del presente.
Il podcast nasce nell’ambito del progetto “Onde Sonore”, promosso dall’Associazione Giovani di Pimonte – Pimonte Domani, in collaborazione con l’Associazione InnovAzioni Sociali e sostenuto dalla Regione Campania attraverso l’avviso Pubblico “I giovani e la cultura della rigenerazione sociale” e sarà disponibile ogni mercoledì sulle principali piattaforme di streaming audio.
Nella prima puntata si parla di politica insieme con Luigi Di Martino, attivista e voce delle nuove generazioni, che testimoniando la sua esperienza aiuterà i giovani a capire perché la partecipazione politica conta e come può davvero fare la differenza per la comunità.
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22 Mag, 2025 | Comunicare il sociale
L’importanza del ruolo dei genitori, l’aumento degli hacker al servizio della criminalità organizzata e il contrasto al mercato della pedopornografia, che produce miliardi di dollari di profitto in tutto il mondo. Sono questi alcuni dei temi emesi durante l’incontro “La tutela dei minori nel cyberspazio e nuovi scenari criminali”, che si è svolto in Fondazione Banco Napoli, nell’ambito di “Supereroi, proteggiamo i bambini insieme”, la mostra allestita nel museo dell’Archivio Storico, che racconta attraverso scatti fotografici, il delicato lavoro svolto dalla Polizia di Stato nel contrasto alla pedopornografia, all’abuso e all’adescamento online dei minori. Hanno partecipato: Orazio Abbamonte Presidente Fondazione Banco di Napoli, Nicola Gratteri Procuratore della Repubblica di Napoli, Guido Scorza Componente del Collegio del Garante per la Protezione dei Dati Personali, Ivano Gabrielli, Oreste Lo Pomo Vicepresidente Nazionale commissione giuridica ordine dei giornalisti, ha moderato Carola Barbato, Presidente del Co.Re.Com. Campania.
Uno dei dati più allarmanti lo evidenzia Gabrielli: «Dal Covid in poi i reati di adescamento di minori sono triplicati. I dati dello scorso anno: 2700 fascicoli, 1110 denunciati, 200 arrestati». «Stiamo cercando di coprire velocemente il gap tecnologico, dal punto di vista professionale di tecniche di indagine ci siamo. Questi sono reati che continuano ad aumentare, si moltiplicano – spiega invece Gratteri – c’è sempre questo abbattimento morale ed etico che porta sempre più a fare emergere dalle fogne i pedofili. Quindi c’è bisogno di più personale specializzato. Per questo lavoro ci vogliono degli appassionati, dei conoscitori dell’informatica, degli hacker buoni». Per il procuratore un ruolo importante lo giocano o genitori: «Per proteggere i bambini dai pericoli del cyberspazio voi genitori dovete fare i genitori, non gli amici dei figli, dovete stare attenti, ci vuole più controllo, dovete vietargli di stare sempre collegati a Internet. Date dei limiti: la casa non è un ostello della gioventù, dove si dorme e si esce – continua Gratteri che poi si rivolge ai giovani – C’è stata un’esplosione sul web e nel dark web in particolare. Prima prima non si riusciva ad entrare, ora si può comprare un’arma, si può commissionare un omicidio, rubare dati e metterli in vendita. Oggi non c’è più vergogna, i pedofili escono dalle fogne e entrano nel web per adularvi e conquistarvi. Siete in pericolo. La cosa che spaventa è ogni giorno ci sono sempre più eserciti di hacker al servizio della criminalità organizzata, del terrorismo. Si tratta un problema enorme che molti addetti ai lavori non hanno ancora capito».
Gabrielli ricorda ancora che «su questo tema l’Italia è uno dei paesi più all’avanguardia, sia dal punto di vista normativo che tecnico. C’è ancora molto da fare dal punto di vista culturale, soprattutto in giro per il mondo. Ci sono paesi che purtroppo ancora oggi mercificano i bambini. Questo genera un mercato pazzesco che lucra miliardi di dollari».
«La tecnologia nasce neutra, poi dipende tu come la costruisci,perché la stessa che offende può anche proteggere e schiudere ai più giovani opportunità straordinarie. – spiega Guido Scorza – Per fare ciò però serve che il mercato non abbia la meglio sui diritti e le libertà. Deve essere un obbligo dei gestori delle piattaforme – continua Sforza – quello di tenere fuori i minori e non una promessa da boy-scout. Bisogna preservare i diritti alla protezione dei dati personali per i più piccoli»
«Questa settimana così intensa di attività con la Polizia di Stato – ha portato delle conoscenze molto preziose – ha commentato Abbamonte – perché è stata diffusa la cultura dell’attenzione, che trasferisce a sua volte trasferisce attività educativa, che è molto più importante della stessa attività investigativa. Nella società civile è importante costruire la sensibilità alle regole e ai processi educativi. Queste giornate hanno contribuito a svolgere un importante lavoro di prevenzione». «La vera difficoltà – ha detto Lo Pomo – è la mancanza di una rete che faccia riferimento alle singole personalità, che vada oltre la valutazione sulle tecnologie, che è neutra, va usata e guidata».
«Si è tratta di un’autorevole giornata di approfondimenti – ha commentato Barbato – che conclude un ciclo di incontri molto importanti sul tema della pedopornografia, occasione data dalla suggestiva mostra della polizia postale, da cui siamo partiti, per arrivare alle insidie della rete e alla criminalità».
di Adriano Affinito
L’articolo “Supereroi, proteggiamo i bambini” con Gratteri e Gabrielli, che lanciano l’allarme sul dark web proviene da Comunicare il sociale.