Carnevale sociale: al centro della sfilata di Soccavo i servizi di salute mentale

Hanno sfilato per le strade di Soccavo gli operatori, gli utenti e le famiglie dei centri diurni per le dipendenze e dei servizi per la salute mentale a Napoli in occasione del Carnevale Sociale  Metropolitano di Napoli denominato Mmiez’ ’a via. I carri sono stati realizzati nei Centri Diurni per le Dipendenze che operano nei servizi del Dipartimento Dipendenze dell’ASL Napoli 1 Centro che hanno voluto dare grande rilievo alla questione della salute mentale, dopo il licenziamento di centinaia di educatori, tecnici della riabilitazione e operatori sociali che fino allo scorso gennaio lavoravano presso i centri diurni della salute mentale della Asl Napoli1  Centro. Gli operatori della cooperazione sociale sono stati costretti a lasciare il lavoro per la decisione dell’azienda pubblica di internalizzare il servizio.

Il Carnevale Sociale Metropolitano di Napoli è un’esperienza collettiva che da oltre quarant’anni attraversa i quartieri della città per trasformare le strade in luoghi di incontro, bellezza, cultura e partecipazione.

Questa mattina ha voluto ricordare, in maniera spettacolare e dirompente, l’importanza dei servizi per la salute mentale e il ruolo degli operatori della cooperazione sociale, da oltre trent’anni affianco alle persone con disagio psichico.

Il tema di quest’anno, “Mmiez’ ’a via”, rappresenta una scelta simbolica e politica: la strada non come semplice spazio urbano, ma come bene comune, luogo di memoria, cura, lotta e comunità. Uno spazio che appartiene a tutte e tutti, che esiste solo se condiviso, che diventa risposta collettiva alle chiusure, agli sgomberi, alle disuguaglianze, all’isolamento sociale.

Il Carnevale Sociale si conferma così non solo come festa, ma come atto culturale e civile: una presenza collettiva che difende le comunità, restituisce senso allo stare insieme e trasforma la partecipazione in resistenza sociale.

Per questo motivo gli operatori di Era e del gruppo Gesco hanno deciso di ricordare la difficile situazione dei servizi per la salute mentale a Napoli con i carri allegorici, maschere, musica e striscioni per costruire insieme una città più giusta, solidale e umana.

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Dal lavoro dei ragazzi dell’Ipm di Nisida il premio per il festival del corto Nafafe’

Una ceramica artistica raffigurante un tradizionale corno napoletano, lavorato a mano dalla cooperativa sociale che opera presso l’Istituto penale minorile di Nisida, sarà l’ambito premio di Nafafe’, festival dei cortometraggi e dei documentari in programma dal 9 al 12 marzo prossimi presso il Cinema America Hall di Napoli.

L’opera è uno dei pezzi pregiati del Laboratorio Nesis, che nasce nell’Ipm napoletano, dove, con la  supervisione dei soci volontari della cooperativa, con la guida di due maestri ceramisti, i giovani ospiti del penitenziario di Nisida producono i manufatti firmati “’Nciarmato a Nisida”, il cui acquisto contribuisce al finanziamento delle attività.

“Siamo contenti della collaborazione con il festival Nafafe’ – dice Luciano Peruzy, presidente dell’associazione ‘Nciarmato a Nisida – perché ci consente di tenere insieme lavoro sociale e impegno culturale per la città”.

“Il premio Nafafe’ è assegnato dai ragazzi di alcune scuole napoletane – dice Tommaso Gabriele, dell’organizzazione del festival -; il fatto che la ceramica artistica che lo rappresenta sia lavorata da altri ragazzi meno fortunati, costruisce una connessione culturale e sociale tra le parti più vive della città”.

Nafafe’ quest’anno è alla sua seconda edizione, dopo il successo di pubblico e critica dello scorso anno, che vide come vincitore l’attore e regista Biagio Manna, col suo “Vincenza Birillo”.

E’ aperta in questi giorni sulla piattaforma online FilmFreeway una call per la raccolta delle candidature di cortometraggi e docufilm brevi. Sono già circa seicento le proposte. Da queste saranno selezionate le opere che saranno proiettate durante il concorso dal 9 al 12 marzo. La giuria del premio sarà composta da studenti di alcuni istituti superiori della città. Al lavoro ci sarà anche una giuria tecnica che assegnerà un ulteriore premio, quello della critica, anch’esso lavorato nel laboratorio di Nisida.

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Quindicenni appiccano un incendio nella notte “per gioco”, 4 i denunciati

Siamo a Portici. È da poco passata la mezzanotte quando i carabinieri della locale stazione notano delle fiamme molto alte all’altezza di via Poli e Viale Leonardo da Vinci.
I carabinieri intervengono e notano un gruppetto di ragazzini davanti a un incendio. Le fiamme sono alte e quando i militari si avvicinano i ragazzi scappano. Nasce un inseguimento e dopo circa 20 metri riescono a fermare un 15enne.

Il ragazzo sbraccia di continuo e cerca di liberarsi tentando di fuggire. Urla e la prima cosa che dice “non ti dico chi sono gli altri!” non lascia spazio ad equivoci.

Il ragazzo è stato bloccato ma le fiamme non si spengono anche a causa del forte vento. E’ necessario l’intervento dei vigili del fuoco che domano l’incendio.

Le pareti del negozio di abbigliamento intimo sono annerite. Arriva il padre del ragazzino che continuava nel suo atteggiamento per nulla collaborativo. “Non posso dirlo!”, diceva il 15enne. E’ ormai quasi l’una di notte e sono passati circa 10 minuti. Mentre il padre del minorenne invita il ragazzo ad assumersi le proprie responsabilità i militari notano 3 ragazzi lungo viale da Vinci che osservano a distanza e defilati. Anche loro tentano di fuggire ma vengono raggiunti e bloccati.

Ora i 4 sono tutti insieme e ammettono di aver appiccato l’incendio. “Erano solo dei cartoni, era un gioco”. I ragazzi sono stati denunciati e affidati ai rispettivi genitori che ora dovranno risolvere il problema mura annerite.

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Quando l’arte diventa responsabilità: la misericordia come pratica sociale 

C’è un luogo, nel cuore di Napoli, in cui l’arte non è mai stata soltanto contemplazione estetica, ma scelta etica e impegno civile. È il Pio Monte della Misericordia, che con l’ottava edizione del progetto Sette Opere per la Misericordia rinnova una vocazione antica: fare della bellezza uno strumento di bene comune e di responsabilità sociale.

Sette grandi artisti internazionali hanno accolto l’invito dell’Istituzione donando le proprie opere, ispirate al tema della misericordia, che entrano stabilmente nella collezione del Pio Monte con la dicitura “Dono dell’Artista” e resteranno in mostra fino al 24 aprile. Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan interpretano, ciascuno con il proprio linguaggio, il concetto di cura, fragilità, relazione e attenzione all’altro. Le opere sono esposte nella chiesa del Pio Monte, in dialogo diretto con il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio, le Sette Opere di Misericordia, rinnovando quel legame profondo tra arte, carità e impegno civile che, oltre quattro secoli fa, segnò la nascita stessa dell’Istituzione.

Il progetto Sette Opere per la Misericordia, ideato nel 2011 da Maria Grazia Leonetti Rodinò e curato sin dalla prima edizione da Mario Codognato, nasce con un obiettivo preciso: riaffermare il valore della cultura come strumento capace di generare solidarietà e di sostenere concretamente le attività assistenziali, educative e formative del Pio Monte. In questa prospettiva, l’arte contemporanea diventa un linguaggio vivo, capace di interrogare il presente e di restituire senso alle parole cura, dignità, inclusione.

Accanto ai grandi nomi della scena artistica internazionale, il progetto conferma anche una forte attenzione alle giovani generazioni. Attraverso il concorso dedicato alle studentesse e agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, sono state assegnate sette borse di studio a lavori che hanno saputo interpretare il tema della misericordia in chiave personale e contemporanea. I premi sono stati attribuiti a Linda Giordano con Carezza invisibile, Maria Rosaria Arnese con Madre natura di 7 Opere di misericordia, Claudio Pisapia con L’ignudo, Marika Grimaldi con Rinascere, Thomas Del Greco con Ubi humus non est, Alessandro Rodello con Curare e Carmela Bianco con Congiunzione visibile. Le opere vincitrici sono oggi esposte nella Quadreria del Pio Monte, entrando a far parte di un percorso che unisce formazione, talento e responsabilità sociale.

Le opere dei sette artisti internazionali attraversano tecniche e linguaggi differenti: dalla scultura alla pittura, dal disegno alla fotografia, fino all’uso di materiali misti, processi digitali e sperimentazioni con l’intelligenza artificiale. Un insieme eterogeneo che riflette la pluralità degli approcci contemporanei e restituisce una visione della misericordia come spazio di apertura, ascolto e relazione.

Con questa edizione diventano 56 le opere donate nel corso degli anni da artisti italiani e internazionali, dando vita a una sezione permanente di arte contemporanea unica nel panorama museale italiano per qualità delle opere e finalità etiche. Un percorso che consolida il dialogo tra passato e presente e riafferma il Pio Monte della Misericordia come luogo vivo, in cui la cultura non è ornamento, ma strumento di riflessione e condivisione. 

di Francesco Gravetti

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Questione meridionale, Roberto Laringe presenta “Squilibri”

Perché l’Italia non riesce a colmare il divario tra Nord e Sud? In che modo la questione meridionale è diventata il sintomo di un arretramento complessivo del Paese, ne discuteremo con Roberto Laringe che presenterà il suo libro “Squilibri” venerdì 20 febbraio alle ore 18 presso la Feltrinelli di Piazza dei Martiri. Il libro è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Stella del Sud. Dopo i saluti di Giulia Giannini, dialogheranno con l’autore: Felice Casucci e Ornella Della Libera. Modererà Tiuna Notarbartolo.

“Squilibri” ricostruisce le radici e gli sviluppi del dualismo Nord-Sud, intrecciandoli con il più ampio processo di arretramento del Paese rispetto all’Europa. Dall’Unità d’Italia fino all’attualità politica: Tangentopoli, il Federalismo e l’Autonomia Differenziata. Il libro mostra come promesse e risorse si siano troppo spesso tradotte in sprechi, clientelismo e strategie mancate. Il Mezzogiorno, ricco di potenzialità ma intrappolato in deficit strutturali e fragilità istituzionali, diventa specchio del declino complessivo dell’Italia, incapace di riformarsi e di competere con le principali economie europee. L’appendice dedicata ai Campi Flegrei offre l’immagine emblematica di un Sud dalle immense ricchezze naturali e culturali ma ancora sottovalutato. Il libro è pubblicato nella collana Stella del sud.

Roberto Laringe (Pozzuoli, 1964) è imprenditore, dottore commercialista ed esperto di turismo e sviluppo territoriale. Da oltre trent’anni promuove la valorizzazione dei Campi Flegrei attraverso progetti che integrano cultura, accoglienza e impresa. Presidente di Federalberghi Campi Flegrei e fondatore del Gruppo Laringe, guida una rete di imprese nel settore turistico alberghiero ed è co-founder della rete “Campi Flegrei Active”. Docente a contratto presso l’Università Parthenope di Napoli (2025), è membro del Consiglio di indirizzo in materia di Turismo della Regione Campania. Ha sostenuto numerose iniziative editoriali e culturali, convinto che l’impresa turistica debba essere anche identità e narrazione del territorio.

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“Robot per la cura dell’uomo: sfide e opportunità”, confronto a Città della Scienza

Campania NewSteel, Incubatore certificato ai sensi del Decreto Crescita 2.0, promosso e partecipato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e da Città della Scienza, presenta un nuovo appuntamento del ciclo HydePark Coroglio. Il talk, dal titolo Robot per la cura dell’uomo: sfide e opportunità, si terrà Mercoledì 18 Febbraio alle ore 15.00 presso la Sala Mario Raffa di Campania NewSteel.
L’incontro vedrà protagonista Fanny Ficuciello, Docente di Robotica e Controllo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nonché Vicedirettore del Centro Interdipartimentale per l’Avanzamento della Ricerca in Chirurgia Robotica (ICAROS), che approfondirà la convergenza tra Intelligenza Artificiale, robotica e medicina. Al centro del dibattito l’integrazione tra materiali innovativi e design bioispirato: pilastri della nuova generazione di robot capaci di trasformare radicalmente il trattamento e la cura dei pazienti.
Governare con precisione queste tecnologie richiede lo sviluppo di nuovi paradigmi di controllo. Durante il talk, la Prof.ssa Ficuciello, esperta di algoritmi volti all’autonomia supervisionata, illustrerà l’avanguardia del centro ICAROS. La narrazione spazierà dalla ricerca di base fino alla realizzazione di prototipi per la riabilitazione e la chirurgia pronti a impattare un mercato globale in rapida espansione.

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