A SOMMA VESUVIANA “NOTE DI SOLIDARIETÀ: UNA SERATA PER GAZA

Un’intera comunità si prepara a trasformare la musica in messaggio di solidarietà, con un evento che punta il riflettore su una delle crisi umanitarie più gravi del nostro tempo. Giovedì 19 giugno, presso l’Arena del ristorante Rose Rosse, andrà in scena “Note di Solidarietà – una serata per Gaza”, un grande concerto collettivo a sostegno della popolazione palestinese. Promosso dall’ARCI di Somma Vesuviana, l’evento nasce dall’esigenza di non restare fermi davanti alla violenza e al dolore che stanno colpendo migliaia di civili nella Striscia di Gaza. In un contesto spesso segnato dall’indifferenza, la musica diventa strumento di memoria, denuncia e speranza.
“Crediamo che ogni voce conti e che ogni nota possa rompere il silenzio. È nostro dovere schierarci dalla parte della pace, e questo evento è un modo per farlo insieme, come comunità”, spiegano gli organizzatori. Sul palco si alterneranno alcuni tra i più interessanti artisti della scena campana, che hanno scelto di partecipare a titolo gratuito per dare il proprio contributo: Roberto Colella, Gabriele Esposito, Vesuviano, Raffica, O Rom, Bluestuff, Blindur (Massimo De Vita), Carla Grimaldi, Novaffair, Seventeen Farenight, Compagnia D’Altrocanto, Romito, Lehavre. Il concerto inizierà alle ore 20:00. L’ingresso è a contributo libero e tutto il ricavato sarà devoluto a sostegno di interventi umanitari per il popolo palestinese.

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Telefono Amico, 110mila richieste d’aiuto nel 2024. In estate aumento solitudine

Sono state quasi 110mila le richieste d’aiuto ricevute nel 2024 da Telefono Amico Italia, in media oltre 300 al giorno. Il numero unico nazionale dell’organizzazione di volontariato, con 95mila chiamate ricevute, ha offerto oltre 22.200 ore di ascolto, pari a 929 giorni. In crescita rispetto all’anno precedente, in cui le ore di ascolto erano state circa 21.600 (903 giorni). Questo nonostante le chiamate siano diminuite rispetto all’anno precedente, del 6%.
«Abbiamo ricevuto un po’ meno chiamate, ma i nostri volontari sono stati al telefono più ore – spiega la presidente di Telefono Amico Italia, Cristina Rigon – questo succede perché le chiamate durano sempre di più: siamo arrivati a una media di 21 minuti.  Chi chiama ha bisogno di instaurare una relazione, non solo di esternare qualcosa che lo affligge. Ha bisogno di trovare qualcuno che gli dedichi del tempo.»
Al contrario del telefono, gli altri strumenti, la chat di Whatsapp Amico e il servizio di email, hanno anche visto aumentare i propri utenti: del 13% il primo e del 17% il secondo. «Tradizionalmente – commenta Rigon – questi due strumenti sono usati in maggioranza da giovani. Possiamo quindi leggere questo dato come l’ennesimo segnale di come il malessere mentale caratterizzi sempre di più le giovani generazioni».
«Parliamo di una mole di ascolto per cui i nostri 600 volontari e le 15 ore di servizio giornaliero, 365 giorni all’anno, non bastano più. Ci sono periodi in cui facciamo più fatica di altri, l’estate è uno di questi», conclude la presidente di Telefono Amico Italia.
SOLITUDINE ESTIVA: ROUTINE QUOTIDIANA E ATTIVITA’ SOCIALI PER COMBATTERLA – I mesi estivi sono per molte persone periodo di viaggi e relax, atteso per tutto l’anno, ma per chi vive una situazione di fragilità psicologica possono essere molto difficili. «Il senso di solitudine estiva è un fenomeno più esteso di quanto comunemente si pensi», spiega Maurizio Pompili, Professore Ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e Direttore della Unità Operativa Complessa di Psichiatria presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma. «Le immagini che evocano gli stereotipi di felicità e socializzazione, nell’ambito di attività tipicamente estive potrebbero amplificare il senso di esclusione in chi vive momenti di difficoltà. Il rallentamento o la sospensione di attività lavorative, scolastiche o ricreative durante l’estate, in persone già alle prese con sentimenti di solitudine, possono generare un vuoto interiore e una sensazione di isolamento. Non dimentichiamo, poi, che il caldo e le alterazioni del ritmo sonno-veglia possono influire negativamente sull’equilibrio psicofisico, magari esasperando condizioni preesistenti come l’ansia o la depressione.»
Come fare per proteggersi ed evitare che la solitudine estiva possa trasformarsi in qualcosa di più grave? «Cercare di mantenere una routine quotidiana, prefissarsi piccoli obiettivi e dedicarsi a qualche attività sociale può essere d’aiuto – suggerisce il Professor Pompili – Può essere utile coltivare un hobby, approfondire un interesse, fare volontariato e praticare attività fisica (come una semplice camminata), naturalmente tenendo conto del proprio stato di salute e dell’età.»
I DATI DI TELEFONO AMICO ITALIA – Nel 2024 Telefono Amico Italia ha ricevuto quasi 95mila richieste d’aiuto attraverso il servizio telefonico (raggiungibile allo 02 2327 2327), quasi 13mila all’interno di Whatsapp Amico (numero 324 011 7252) e quasi 3mila per email attraverso la compilazione del form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.
Il servizio telefonico è stato utilizzato in egual misura da donne e uomini, ma con differenze di età: hanno chiamato in prevalenza persone tra i 56 e 65 anni (25%), persone tra i 36 e 45 anni (21%) e tra i 46 e 55 (20%). La maggior parte (60%) ha chiamato per problematiche legate all’area del sé (come solitudine, disagio psicologico, tematiche esistenziali, malattia…); il 20% ha poi chiamato per problemi legati alle relazioni e il 7% legati alla sessualità.
Chi ha scritto su Whatsapp Amico o alla email è invece in gran parte donna (Whatsapp 65%; mail 67%) e giovane. Tra chi scrive su Whatsapp il 27% ha tra i 26 e i 35 anni, il 21% tra i 19 e i 25 anni e il 17% tra i 36 e 45 anni; tra chi usa la mail il 21% ha tra i 26 e 35 anni, il 19% tra i 19 e 25 anni e il 12,6% tra i 15 e i 18 anni. I problemi che spingono a scrivere a questi due servizi sono legati all’area del sé (Whatsapp 59%, mail 63%), alle relazioni (Whatsapp 28%, mail 26%) e all’emarginazione (Whatsapp 7%, mail 5%).
 AL VIA RICERCA: USARE LA “SENTIMENT ANALYSIS” PER SPIEGARE e PREDIRE FENOMENI ECONOMICI e SOCIALI – In occasione della presentazione dei dati annuali dell’organizzazione, Telefono Amico Italia annuncia anche una nuova collaborazione finalizzata alla ricerca con il Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Il progetto prevede l’applicazione di metodi statistici e di intelligenza artificiale all’analisi dei dati anonimi provenienti dal servizio di ascolto di Telefono Amico Italia, con l’obiettivo di estrarre indicatori di “sentiment” legati al benessere emotivo. Di questi indicatori si analizzerà la potenziale capacità di spiegare e predire fenomeni economici e sociali. La collaborazione rappresenta un esempio concreto di sinergia tra ricerca accademica e terzo settore, con l’obiettivo di generare conoscenza utile e socialmente rilevante.
Il Professor Michele Costola, responsabile scientifico del progetto, riferisce sul potenziale intrinseco dei dati: «Questa iniziativa ci permette di esplorare una risorsa informativa inedita per l’analisi socio-economica. I dati generati dal servizio di ascolto di Telefono Amico Italia costituiscono un osservatorio privilegiato sul benessere emotivo della collettività. Attraverso l’applicazione di algoritmi di apprendimento automatico e tecniche statistiche, intendiamo analizzare correlazioni finora inesplorate tra lo stato emotivo della popolazione e l’andamento di indicatori macro-economici e sociali. Tale approccio consentirà di sviluppare nuovi modelli predittivi e esplicativi, fornendo una prospettiva innovativa per comprendere e rispondere alle sfide che caratterizzano i periodi di trasformazione o di crisi.»
 DIVENTARE VOLONTARI DI TELEFONO AMICO ITALIA – L’ascolto di Telefono Amico Italia è garantito da oltre 600 volontari, distribuiti in 20 centri locali lungo tutta la penisola e un centro delocalizzato (TAG – Telefono Amico Generation), che permettono di essere presenti, per chi ha bisogno, 365 giorni all’anno, dalle 9 alle 24. Telefono Amico Italia è sempre alla ricerca di nuovi volontari che aiutino a gestire le numerose richieste d’aiuto. Chiunque fosse interessato ad entrare nella squadra di Telefono Amico Italia può scrivere all’indirizzo volontari@telefonoamico.it; sarà indirizzato al centro locale più vicino dove potrà svolgere un corso pratico-teorico di circa 6 mesi, al termine del quale potrà iniziare l’attività di ascolto. Chi si trova in una città in cui non è presente un centro territoriale e ha un’età compresa tra i 18 e i 40 anni può fare richiesta per il centro virtuale di TAG – Telefono Amico Generation.

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Online il nuovo sito sulla tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati

È online il nuovo sito sul sistema di tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati (Msna): tutelavolontaria.garanteinfanzia.org. Si tratta di uno spazio che raccoglie dati e informazioni relativi al progetto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza sul monitoraggio della tutela volontaria degli Msna, finanziato dal Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami), gestito dal Ministero dell’Interno. Il progetto è attuato in partenariato con Fondazione Don Calabria per il sociale Ets, il Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca) e l’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali Ets (Iprs).

Novità principale del nuovo sito, che funge da centro di documentazione, è la dashboard interattiva, che consente di disporre di dati (anche scaricabili) di immeditata fruizione, attraverso mappe e infografiche. La piattaforma funge anche da archivio digitale.

La dashboard mette a disposizione, con aggiornamenti trimestrali, informazioni chiave sull’evoluzione del sistema di tutela volontaria degli Msna:  dati sui corsi di formazione per aspiranti tutori volontari organizzati dai garanti regionali e delle province autonome, numero di tutori volontari formati e iscritti negli elenchi istituiti presso il tribunale per i minorenni territorialmente competente, numero di tutele in corso e  numero degli Msna abbinati, con approfondimento relativo all’età e al genere.

Oltre alla dashboard, il sito ospita report semestrali e annuali consultabili e scaricabili nella sezione Monitoraggio.

È anche possibile navigare una mappa interattiva con i contatti dei garanti regionali e delle province autonome, dei tribunali per i minorenni, delle associazioni di tutori volontari o gruppi informali presenti. Sono indicati inoltre i referenti delle Unità operative locali (Uol) – formate da esperti in ambito giuridico e psicosociale – attivate per favorire la costruzione di una rete territoriale con i singoli attori locali e coordinate dai partner Fondazione Don Calabria per il sociale Ets e Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca).

Ampio spazio è dedicato, infine, anche alla normativa di riferimento in materia di minori stranieri non accompagnati, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, a una rassegna della letteratura di settore e a tutte le azioni progettuali: dalla ricerca sul sistema della tutela volontaria in Italia – realizzata dall’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali Ets (Iprs) – alle azioni di rete con il coinvolgimento dell’Associazione tutori in rete.

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Capaccio Paestum unita contro l’abuso infantile: la presentazione dell’opuscolo informativo “Bambini Violati”

Un importante momento di sensibilizzazione e formazione sul tema delicato e urgente della tutela dei minori si terrà sabato 21 giugno alle ore 17:00 presso la Sala Erica, in Piazza Carlo Santini a Capaccio Paestum.
L’iniziativa, dal titolo “Bambini Violati”, è promossa dal Lions Club Capaccio Paestum Magna Grecia, presieduto dal Dott. Vincenzo Mallamaci, in collaborazione con il Rotary Club Paestum Centenario, presieduto dal Dott. Enzo Baggini, con il patrocinio del Comune di Capaccio Paestum.
Cuore dell’incontro sarà la presentazione ufficiale di un opuscolo informativo pensato per aiutare insegnanti ed educatori a riconoscere i segnali caratteristici di bambini vittime di abusi. L’opuscolo sarà distribuito gratuitamente a tutto il personale scolastico e socio-educativo del territorio, come strumento concreto di prevenzione, conoscenza e intervento.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino, interverranno i promotori dell’iniziativa: il Dott. Vincenzo Mallamaci per il Lions Club e il Dott. Enzo Baggini per il Rotary Club.
Seguiranno interventi di autorevoli esperti e rappresentanti delle istituzioni che ogni giorno si occupano della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza:
• Dott.ssa Filomena Bianco, psicologa e preside di facoltà
• Dott.ssa Teresa Cammarano, psicologa
• Dott. Francesco Rotondo, procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania
• Dott.ssa Roberta Manzo, sostituto commissario della Polizia di Stato – sezione Polizia Postale
• Dott. Severino Spezia, sovrintendente capo della Polizia di Stato – sezione Polizia Postale
• Dott. Mimì Minnella, provveditore agli studi di Salerno
• Dott.ssa Barbara Graziani, referente della Casa Rifugio “Il Cortile”
A concludere i lavori, sarà la Dott.ssa Carmela Penna, coordinatrice nazionale Lions per la tutela dei minori vittime di abusi.
A moderare l’incontro sarà Geppino D’Amico.
L’evento rappresenta un’occasione preziosa per il territorio, non solo per accendere i riflettori su un tema spesso sommerso e doloroso, ma anche per fornire strumenti concreti e professionali a chi lavora a contatto con i bambini ogni giorno.
Perché ogni segnale colto in tempo può fare la differenza nella vita di un bambino.

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L’Italia fragile del dossier Caritas: la povertà cresce e cambia volto

In Italia, la povertà non accenna a diminuire e anzi, assume contorni sempre più complessi e sfaccettati. È quanto emerge dal nuovo rapporto 2025 della Caritas, che fotografa una realtà fatta di bisogni molteplici, fragilità intrecciate, numeri in crescita. Lo scorso anno sono stati ben 277.775 i nuclei familiari assistiti dalla rete Caritas, che con oltre 3.300 servizi attivi sul territorio copre ormai il 92,7% delle diocesi italiane. Un impegno diffuso, capillare, che ha visto anche i centri parrocchiali giocare un ruolo sempre più centrale nell’attività di ascolto e supporto.

Dietro questi numeri si nascondono storie diverse, ma accomunate da difficoltà spesso persistenti. La maggior parte delle persone assistite è di origine straniera, con il 56,2% proveniente da quasi 180 Paesi diversi: in testa Marocco, Perù e Romania. Ma sono ancora moltissimi anche gli italiani in difficoltà, che rappresentano il 42,1% degli utenti. L’età media degli assistiti continua a salire: oggi si attesta a 47,8 anni, ma supera i 54 anni tra gli italiani, con un quarto degli utenti over 65. Anche il livello di istruzione fotografa un’Italia fragile: due assistiti su tre non hanno titoli superiori alla licenza media e solo il 5% ha un titolo universitario.

La povertà economica resta il bisogno più diffuso, ma raramente si presenta da sola. Sempre più spesso i problemi economici si intrecciano con difficoltà occupazionali, abitative, sanitarie, familiari o legate al percorso migratorio. Più della metà delle persone che si rivolgono alla Caritas affronta almeno due ambiti di bisogno, mentre per un terzo la situazione è ancora più grave, con tre o più criticità contemporaneamente. L’insicurezza abitativa colpisce oltre il 21% degli assistiti, con percentuali ancora più alte tra gli stranieri. Non mancano poi i problemi di salute, le difficoltà legate all’inserimento lavorativo o alle pratiche burocratiche, specialmente per chi arriva da altri Paesi.

Le richieste che arrivano ai centri Caritas raccontano la fatica quotidiana di chi deve far fronte ai bisogni primari: il 71,5% delle persone chiede aiuto per beni essenziali come cibo e vestiario, mentre cresce anche il numero di chi non riesce più a pagare l’affitto o a sostenere spese sanitarie, scolastiche e formative. La risposta della rete Caritas si articola in un vasto ventaglio di interventi: non solo distribuzione di beni materiali, ma anche contributi per l’alloggio, assistenza sanitaria, consulenze legali e percorsi di accompagnamento sociale.

In questo quadro già difficile, il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione ha avuto un impatto rilevante. Solo l’11,5% degli assistiti Caritas nel 2024 ha beneficiato di questa nuova misura, contro il 15,9% che nel 2023 aveva accesso al Reddito di Cittadinanza. Ancora più marginale il ricorso al Supporto per la formazione e il lavoro, che ha raggiunto appena l’1,3% degli utenti. In totale, meno del 13% delle persone accolte dalla rete Caritas riesce a rientrare nelle maglie delle nuove misure di contrasto alla povertà.

Il rapporto 2025 consegna così una fotografia nitida e preoccupante di un’Italia dove la povertà, sempre più multidimensionale, non può essere affrontata solo con risposte emergenziali. Servono politiche strutturali capaci di andare oltre il mero sostegno economico e di intervenire sulle cause profonde del disagio, promuovendo l’autonomia e l’inclusione di chi oggi vive ai margini.

di fran. gra.

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Una nuova guida europea per riconoscere le competenze acquisite nel volontariato

Il manuale in sei lingue è il principale risultato del progetto europeo eQval realizzato con il contributo di CSVnet e altri partner internazionali, per valorizzare l’impegno volontario nei percorsi educativi e professionali

È disponibile online la Guida agli standard europei di qualità nella validazione delle competenze dal volontariato, uno strumento innovativo pensato per valorizzare l’esperienza volontaria e facilitarne il riconoscimento in ambito formativo e professionale.
La guida è il principale risultato del progetto europeo eQval – European quality standards in validation of the learning from volunteering – cofinanziato dal programma Erasmus+ e avviato nel 2023 su iniziativa della Piattaforma del volontariato spagnolo, con il coinvolgimento di CSVnet, l’associazione dei 49 Centri di servizio per il volontariato italiani (Csv) e di altri partner europei: Cesur (Spagna), Munster Technological University (Irlanda), Centro europeo per il volontariato – CEV (Belgio), Confederazione portoghese del volontariato (Portogallo) e Psitest (Romania).
Il documento, disponibile in sei lingue e scaricabile gratuitamente sul sito del progetto, propone un quadro di riferimento condiviso per l’identificazione, la documentazione e la validazione delle competenze maturate nell’ambito del volontariato. Un obiettivo ambizioso che punta a rafforzare il riconoscimento formale del contributo di volontarie e volontari nei diversi contesti educativi e occupazionali.
Sono milioni le persone in Europa che si impegnano ogni anno in attività di volontariato –nel 2022, il 12,3% della popolazione adulta dell’UE di età pari o superiore a 16 anni ha partecipato ad attività di volontariato formale (fonte Eurostat) – , acquisendo competenze trasversali fondamentali – dalla gestione di progetti al lavoro in team – che troppo spesso restano invisibili nei percorsi formativi o professionali. Secondo i promotori la guida intende colmare questa lacuna, promuovendo standard comuni e strumenti operativi per dare pieno valore a queste esperienze.
Destinata a volontarie e volontari, organizzazioni, università, enti di formazione professionale e imprese, la guida fornisce indicazioni pratiche, modelli operativi ed esempi reali, con l’obiettivo di facilitare l’integrazione delle competenze acquisite attraverso il volontariato nei curricula formativi, nei processi di selezione del personale e nei sistemi di riconoscimento dell’apprendimento non formale.
Oltre alla pubblicazione, è disponibile un podcast di approfondimento che illustra contenuti e potenzialità della guida, ascoltabile sulla piattaforma Spotify.

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