17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
La AIL (Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi) sezione Napoli, creata dall’ematologo Bruno Rotoli nel 2007, cerca nuovi volontari per le proprie importanti attività nel reparto di ematologia dell’ospedale Cardarelli.
I volontari, come spiega la referente Fabrizia Romano, non devono avere specifiche competenze o conoscenze mediche o infermieristiche perché prima di entrare nei corridoi ospedalieri avranno l’opportunità di fare formazione – prima introduttiva e poi permanente – durante la quale potranno affinare tecniche di ascolto attivo, conoscenza delle buone prassi da utilizzare in reparto ed empatia prima ancora di imparare nozioni sui tumori del sangue.
I volontari AIL devono sapersi relazionare ai pazienti oncoematologici e ai loro familiari nel tentativo di migliorare la loro permanenza in ospedale e il corretto e snello svolgimento delle visite e delle terapie collaborando con i professionisti sanitari e sociali, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze.
La disponibilità di impegno richiesta al volontario deve essere di almeno una mattinata a settimana così da affiancare il paziente e il proprio caregiver nel momento del Day Hospital.
«Purtroppo il Covid ha chiuso l’accesso ai volontari negli ospedali e ciò ha ridotto l’interesse e la partecipazione attiva dei volontari. A ciò si sono aggiunte particolari cambiamenti nella gestione del reparto napoletano per cui al momento stiamo cercando di coinvolgere nuovi volontari e formarli» afferma Fabrizia Romano, che aggiunge che l’impegno in ospedale è affiancabile anche a quello ai gazebo per gli eventi di raccolta fondi e acquisti solidali durante le festività e le campagne di sensibilizzazione presso gli istituti scolastici. «Partecipare agli eventi è importante perché crea gruppo e fa avvicinare alla causa tanti nuovi sostenitori. Il volontario AIL non è solo una risorsa operativa, ma diventa testimone concreto di vicinanza e umanità, portando luce e sostegno a chi affronta momenti di fragilità. Il volontario AIL è una persona che sceglie di donare il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze per migliorare la qualità della vita dei pazienti ematologici e delle loro famiglie».
La formazione e gli incontri mensili dei volontari si tengono nella sede associativa in Via Terracina, 10 Parco del Pino a Napoli.
Per candidarsi e saperne di più sull’associazione e sulla possibilità di unirsi come volontario i riferimenti sono la mail psicologia@ailnapoli.it e il sito della sezione napoletana dell’associazione https://www.ailnapoli.it/it/
di Emanuela Nicoloro
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Un viaggio in Uganda per consegnare alla popolazione africana un alimento in grado di combattere la malnutrizione acuta severa. Sono partiti ieri mattina i vertici dell’associazione di volontariato onlus NutriAfrica Odv, con sede a Portici e guidata dal presidente e fondatore Vincenzo Armini. Un ruolo fondamentale è rivestito anche da Elena Vuolo, segretaria dell’associazione nonché dottoressa in Scienze e Tecnologie Alimentari e Tecnologo alimentare, residente invece a Pimonte. Con il viaggio a Gulu (città dell’Uganda che conta circa 150mila abitanti) è partito così il progetto operativo, cominciato con una raccolta fondi che ha consentito di acquistare i macchinari per produrre questo alimento a base di spirulina: il NutriMas. “La nostra associazione – afferma Armini – nasce con l’intento di rivoluzionare l’approccio alla Cooperazione Internazionale in ambito alimentare. Infatti, punta sul trasferimento tecnologico e sulla sostenibilità energetica e alimentare, attraverso la valorizzazione delle risorse umane e materiali locali. Pensiamo – continua – che la strategia giusta per risolvere alcune delle problematiche più annose dei Paesi del Sud Globale sia esportare conoscenze e competenze e non prodotti finiti”. Sulla stessa lunghezza d’onda è la segretaria Vuolo.
“Con NutriAfrica ODV – afferma – speriamo di fare un concreto passo in avanti verso un mondo in cui il diritto all’alimentazione sia garantito a tutti. Secondo l’articolo 25 della Dichiarazione dei Diritti Umani, infatti, diritto al cibo significa avere un accesso permanente ad una alimentazione di qualità, per assicurare salute fisica e mentale. Tuttavia – continua – le frequenti crisi di malnutrizione infantile nei Paesi del Sud Globale, sfociate in innumerevoli casi di malnutrizione severa, ci dimostrano come questo obiettivo non sia ancora stato raggiunto e ancor peggio poco attenzionato. Solo quando ogni essere umano avrà cibo sufficiente, adeguato dal punto di vista nutrizionale, potremo parlare di un mondo davvero equo e giusto.” L’idea alla base dell’associazione nasce nel 2016 con l’obiettivo di produrre direttamente nei paesi del Sud Globale un alimento speciale per la cura della malnutrizione acuta severa, che nel mondo colpisce circa 13 milioni di bambini, di questi almeno 4 milioni sono in Africa. Oltre all’ottimizzazione della ricetta, NutriAfrica ODV trasferirà in Uganda, a Gulu, l’impianto di produzione del NutriMAS, per donarlo alla comunità locale che, in questo modo, potrà provvedere in autonomia ai propri bisogni. Questi alimenti speciali si presentano come una pasta, simile alle creme spalmabili. Composti da un mix di componenti, servono a reintegrare i nutrienti necessari ai bambini dai 6 mesi ai 5 anni di età. Si tratta di un genere di cibo che ha il vantaggio di essere facilmente trasportabile e consente il trattamento delle carenze nutrizionali anche nei villaggi, decongestionando gli ospedali. Il NutriMAS è prodotto con ingredienti facilmente reperibili nei paesi africani, come soia, sorgo, olio di girasole, zucchero impalpabile e lecitina. Inoltre, la sua ricetta prevede anche Spirulina, semplice da coltivare in climi caldi e tropicali.
Per il progetto NutriMAS è attiva anche una raccolta fondi su Crowdnet, la piattaforma di crowdfunding di CSV Napoli, qui il link
NutriMAS for Uganda
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
La Scugnizzeria Libreria Mugnano è un posto magico, in cui si incontrano libri, giochi ma soprattutto storie. Inaugurata a marzo, la prima libreria indipendente per bambini e ragazzi aperta all’interno del centro commerciale Mugnano rappresenta la rivoluzionaria sfida della casa madre “La Scugnizzeria” di Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo. «Arrivare al cuore della gente, uscire in qualche modo dalla “bolla”, incrociare un pubblico nuovo, che non è quello solito ma che arriva comunque dal nostro territorio compreso tra Melito e Calvizzano, in un luogo come questo, un centro commerciale in cui passano circa 3milioni di persone all’anno». Così Rosario Esposito La Rossa, CEO della casa editrice Marotta&Cafiero, spiega la mission della nuova impresa dell’area nord di Napoli, dedicata alla memoria di Bruno Vallefuoco, vittima innocente di camorra.
Due le finalità principali: la sensibilizzazione alla lettura “ad alta leggibilità” e ai temi sociali attraverso la proposta di libri specifici per dislessici, ipovedenti e persone affette da disturbi cognitivi da un lato; l’inclusione sociale e lavorativa che da sempre costituisce l’anima dello storico progetto made in Scampia dall’altro.



Nella libreria, infatti, sono impiegate due ragazze, Amalia e Martina, entrambe under 30, provenienti una da Mugnano, l’altra da Santa Maria Capua Vetere, che sognavano di fare le librarie. «Ci piaceva l’idea di una gestione al femminile, in questo modo abbiamo anche incrementato le quota rosa dell’azienda», sottolinea Rosario. La risposta del centro commerciale è stata ottima, la direzione offre spazi per presentazioni di libri, laboratori per bambini, bookcrossing ed eventi tematici. Ce ne sono già diversi in programma da Halloween a Natale, e la gente partecipa sempre di più. «Noi contiamo sull’auto-sostenibilità del progetto – precisa il responsabile della Scugnizzeria – Per ora, stiamo chiudendo con un utile. Vuol dire che c’è attenzione per questi temi. Peraltro, il pubblico risponde alla grande. Stiamo avendo grande riscontro soprattutto per l’area fumetti, per cui stiamo diventando un vero e proprio punto di riferimento sul territorio».
Il prossimo ambizioso obiettivo della libreria di Mugnano: quello di creare uno spin-off della Scugnizzeria di Mugnano per farla diventare “volante”. «Stiamo pensando a una sorta di carretto che ci consenta di andare nei luoghi più frequentati dalle persone, come sagre, borghi, paesini della nostra regione per portare il nostro progetto e i suoi lavori, in maniera itinerante», annuncia Rosario Esposito La Rossa. Tutte le informazioni sulle novità e sulle prossime iniziative sulle pagine social della Scugnizzeria Libreria Mugnano.
di Maria Nocerino
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Una montagna di rifiuti capace di riempire due piscine olimpioniche. Per smaltirla servirebbero oltre 600 camion, una colonna lunga più di due chilometri. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Giugliano in Campania, insieme ai militari del Nucleo Forestale di Pozzuoli, che hanno sequestrato una vasta area privata trasformata in discarica abusiva.
Nella frazione di Varcaturo, su un terreno di circa 1500 metri quadrati, erano stati accatastati senza alcuna autorizzazione circa 4500 metri cubi di rifiuti: imbarcazioni in disuso non bonificate, parti meccaniche, plastica, metalli e materiali edili pericolosi. Tutto depositato direttamente sul suolo, senza sistemi di filtraggio per evitare la contaminazione delle falde acquifere.
Le verifiche hanno portato i militari a un secondo deposito nautico, di circa 4000 metri quadrati, riconducibile allo stesso nucleo familiare, dove è stata individuata un’altra discarica di rifiuti anche pericolosi.
L’uomo ritenuto responsabile della gestione dell’area è stato arrestato per gestione illecita di rifiuti e posto ai domiciliari. La figlia è stata invece denunciata a piede libero per abbandono di rifiuti pericolosi.
L’intera area è stata posta sotto sequestro. Le indagini proseguono per accertare la provenienza dei materiali e la possibile esistenza di ulteriori siti collegati.
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
Sui Monti Lattari la luce filtra tra i carrubi e i castagni, e tra le foglie seghettate della cannabis. Il profumo è pungente, l’aria satura di umidità.
I Carabinieri avanzano in fila tra i rovi, mentre l’elicottero sorvola le creste con il battito ritmato delle pale. È la “Continuum Bellum 3”, la grande operazione contro il narcotraffico giunta al suo terzo anno di vita.
Mesi di perlustrazioni tra Gragnano, Lettere e Casola di Napoli hanno portato alla luce un sistema radicato di coltivazioni illegali. Un territorio fertile e complesso, dove il microclima — sole, acqua e terreni vulcanici — rende le colline alle spalle di Castellammare un terreno ideale per la cannabis indica.
Un paradiso naturale che, nelle mani sbagliate, si trasforma in una gigantesca serra clandestina.
Il bilancio dell’operazione, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia con il supporto degli Squadroni Eliportati “Calabria” e “Sicilia” e del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, è impressionante:
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Oltre 1600 piante scovate, campionate e distrutte;
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Una biomassa di circa 1,5 tonnellate, pari a un valore di oltre mezzo milione di euro sul mercato;
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47 chili di marijuana già confezionata sequestrati;
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Armi, munizioni, polvere da sparo e materiale per il confezionamento rinvenuti;
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6 persone arrestate e 2 denunciate.
Dietro ogni pianta, una filiera: semi importati, irrigazioni improvvisate, guardiani notturni, fili di nylon tesi tra i rami per sostenere i fusti. Coltivazioni sempre più inaccessibili, nascoste tra i valloni e i versanti scoscesi dove solo elicotteri e pattuglie speciali riescono ad arrivare.
Le montagne dei Lattari, un tempo custodi dei sentieri dei pastori e delle terrazze dei limoni, oggi raccontano anche un’altra storia: quella di un’economia criminale che si adatta e cambia pelle, trovando però la costante resistenza dello Stato e dei Carabinieri, che continuano a presidiare e difendere il territorio.
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17 Ott, 2025 | Comunicare il sociale
“Abbiamo ricordato, da poco, il quarantennale dell’uccisione, per mano mafiosa, di Giancarlo Siani, giornalista che svelò le trame criminali dei consessi mafiosi. E ancora oggi, tutta la società civile, deve constatare che i giornalisti impegnati nella ricerca della verità subiscono minacce, intimidazioni e attentati. Siamo accanto a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia per quanto accaduto a Pomezia. L’impegno indiscutibile del giornalista sul fronte della lotta alle mafie e per la legalità ha concesso, in questi anni, al mezzo televisivo di mantenere il suo essenziale ruolo di servizio pubblico. È preoccupante la nuova escalation di intimidazioni e veri e propri attentati contro i rappresentanti del giornalismo italiano. Ciò dimostra che dobbiamo sempre tenere desta l’attenzione e al contempo realizzare, sempre, una comunità di cittadine e cittadini capaci di difendere coloro che sono deputati a informare. Come Fondazione Pol.i.s., impegnata nel sostegno delle vittime innocenti di reato e nella promozione del riuso sociale dei beni confiscati alle mafie, siamo coscienti che esprimere vicinanza e sdegno non basta. Servono atti concreti. Da sempre siamo legati strettamente con l’Ordine dei giornalisti della Campania, il cui presidente è membro del nostro Comitato Scientifico, ci impegneremo quindi insieme a dare visibilità a tutte quelle giornaliste e a quei giornalisti che ogni giorno, per compiere il loro dovere, si trovano a dover affrontare pericoli di ogni sorta“, queste le parole di don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania.
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