La prevenzione passa anche dall’attività fisica, dall’alimentazione e dalla costruzione di stili di vita sani. È da questa convinzione che nasce “Benessere Donna in Movimento”, il progetto presentato nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dell’assessora allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante, dei rappresentanti del Terzo settore e del mondo della prevenzione oncologica. L’iniziativa sarà realizzata dall’ALTS – Associazione per la Lotta ai Tumori del Seno, grazie al sostegno del Centro Servizi per il Volontariato di Napoli e di UniCredit, nell’ambito del bando “Semi di Bene”, che ha selezionato il progetto tra le migliori proposte presentate sul territorio. Si tratta del primo progetto pilota regionale promosso da un’associazione di volontariato con l’obiettivo di incidere concretamente sulla prevenzione primaria del tumore al seno. L’idea alla base del progetto è semplice ma ambiziosa: trasformare le evidenze scientifiche in comportamenti quotidiani, aiutando le donne ad adottare stili di vita capaci di ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

L’urgenza di investire sulla prevenzione emerge chiaramente dai dati illustrati durante la conferenza. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati oltre 55 mila nuovi casi di tumore della mammella, la neoplasia più diffusa tra le donne, che rappresenta circa il 30% di tutti i tumori femminili. Sono inoltre più di 900 mila le donne che vivono dopo una diagnosi e il trattamento di un carcinoma mammario, mentre la sopravvivenza a cinque anni supera oggi l’85%, grazie ai progressi della ricerca, delle terapie e della diagnosi precoce. Risultati importanti che, tuttavia, non cancellano le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, ancora particolarmente evidenti nelle fasce sociali più fragili e in alcune aree del Mezzogiorno.

A sottolineare il valore del partenariato è stato Umberto Cristadoro, presidente del Centro Servizi per il Volontariato di Napoli: «Il CSV svolge una funzione di tessitore tra Terzo settore, istituzioni, associazioni ed eccellenze scientifiche. Da questa capacità di creare connessioni nascono collaborazioni di grande valore per il territorio. Questo progetto affronta il tema della prevenzione ma guarda anche alle fragilità sociali, alle relazioni e alla partecipazione. La donna viene riconosciuta come motore della comunità e della vita sociale. Il nostro auspicio è che iniziative come questa possano consolidarsi e trovare nuove risorse per continuare a crescere». Per l’assessora allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante, il progetto rappresenta un esempio concreto di politica sociale orientata al benessere delle persone: «È un’iniziativa che mette le donne al centro e che promuove il benessere nella sua interezza. Sport, alimentazione e cura di sé sono strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita e favorire inclusione e partecipazione. La tutela del benessere individuale e collettivo è uno degli obiettivi principali della nostra azione amministrativa e per questo guardiamo con favore a progetti capaci di generare un impatto sociale positivo».

Il presidente dell’ALTS Giuseppe D’Aiuto ha ricordato come la lotta contro il tumore al seno sia profondamente cambiata negli ultimi quarant’anni: «Quando fondammo l’ALTS i nuovi casi erano circa 26 mila all’anno. Oggi sono oltre 58 mila. Se da una parte i tassi di guarigione sono cresciuti fino a raggiungere livelli tra i migliori in Europa, dall’altra possiamo fare ancora di più intervenendo prima che la malattia si sviluppi. Le evidenze scientifiche dimostrano che alimentazione corretta e attività fisica regolare possono ridurre significativamente il rischio di ammalarsi, fino al 50%». Un cambio di prospettiva che sposta l’attenzione dalla sola diagnosi precoce alla cosiddetta prevenzione primaria, cioè all’eliminazione o alla riduzione dei fattori di rischio modificabili.

La coordinatrice scientifica dell’ALTS Nunzia Nappo ha illustrato nel dettaglio il percorso che coinvolgerà le partecipanti: «Benessere Donna in Movimento nasce per agire sui fattori di rischio modificabili del tumore al seno. Oltre alle attività di informazione e sensibilizzazione, sarà avviato un percorso pratico che coinvolgerà un gruppo di donne in programmi di allenamento guidati da professionisti qualificati, laboratori di cucina e percorsi nutrizionali personalizzati. Vogliamo dimostrare concretamente come la prevenzione primaria possa incidere sulla riduzione del rischio di malattia». Il progetto prevede infatti attività sportive, camminate, momenti formativi, laboratori dedicati all’alimentazione sana e un accompagnamento nutrizionale individuale, con l’obiettivo di tradurre le conoscenze scientifiche in comportamenti sostenibili nel tempo. Nel suo intervento, il sindaco Gaetano Manfredi ha evidenziato il carattere innovativo dell’iniziativa, che interpreta la salute come una dimensione più ampia del semplice aspetto sanitario: «Ciò che apprezzo particolarmente è la visione moderna del progetto. Oggi la prevenzione non può essere considerata soltanto un tema medico, ma deve essere inserita in un concetto più ampio di salute che comprende il benessere fisico, sociale e ambientale. Dobbiamo aiutare le giovani donne ad adottare stili di vita sani e, allo stesso tempo, contrastare le disuguaglianze che spesso rendono l’accesso alla prevenzione dipendente dalle condizioni economiche. Per affrontare sfide così complesse è necessario un patto tra istituzioni, volontariato, società civile e soggetti privati». “Benessere Donna in Movimento” si propone dunque come un modello innovativo che integra prevenzione, attività fisica, educazione alimentare e inclusione sociale. Un progetto che punta a trasformare la salute in una responsabilità condivisa e che vede nella collaborazione tra istituzioni, volontariato e mondo scientifico la chiave per costruire comunità più consapevoli e resilienti.

di Adriano Affinito

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