08 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
«La manifestazione di oggi a Roma vuole dire a chiare lettere che in Occidente i diritti delle donne sono sotto attacco». Jillian Taft parla con l’agenzia Dire a poche ore dall’inizio della protesta organizzata nella capitale da Women’s march Rome con la Casa internazionale delle Donne e Non una di meno, per denunciare la recente decisione della Corte suprema degli Stati Uniti di abolire il diritto costituzionalmente riconosciuto di interrompere la gravidanza.
Taft, residente in Italia da vari anni e con doppia cittadinanza statunitense-italiana, è tra le fondatrici della sezione romana di Women’s march, un movimento nato all’indomani dell’elezione del presidente Donald Trump: «Una donna lanciò la proposta di un corteo contro Trump- ricorda Taft- perché sembrava assurdo che un uomo misogino, sessista e privo di qualità fosse stato scelto per andare alla Casa Bianca. Aderirono così tante persone che da quell’iniziativa nacque un’organizzazione».
Il movimento si è esteso in vari paesi e ovunque propugna gli stessi obiettivi: «I diritti delle donne e della comunità Lgbtqi+, dando voce a tutti senza distinzione di razza, classe sociale o nazionalità. Protiamo avanti poi le battaglie specifiche dei paesi in cui siamo». In Italia, in tema di aborto, secondo Taft il problema «è la mancanza di informazione per le donne che intendono abortire e la presenza di medici obiettori. Quelli non obiettori devono fare il massimo per garantire a tutti questa pratica». Se però il diritto ad abortire legalmente è stato messo a rischio negli Stati Uniti, tra le principali democrazie del mondo, per Taft esiste «il rischio concreto che altri Paesi occidentali ne seguano l’esempio. Nel mondo di oggi- prosegue- ci sono vari autocrati al potere: lo vediamo con Putin in Russia, Lukashenko in Bielorussia, ma soprattutto Orban in Ungheria e quest’ultimo- continua Taft- è un caso emblematico perché si tratta di un Paese europeo e membro dell’Ue, che pure ha scelto un leader come Viktor Orban».
Un altro esempio è dato dalla Polonia, «che ha criminalizzato l’aborto e oggi accoglie la maggior parte dei rifugiati ucraini, che sono per lo più donne». La fondatrice di Women’s march Rome chiama in causa anche l’America Latina, dove ogni anno 760.000 donne vanno incontro a complicanze mediche per aver fatto ricorso ad aborti clandestini, stando a uno studio del Guttmacher Institute. «In molti paesi come Honduras, Ecuador, El Salvador o Guatemala la vita è così complessa a causa della criminalità organizzata o delle violenze legate al narcotraffico che il diritto all’aborto è quasi secondorio, e i movimenti sociali devono agire nell’ombra», dice Taft.
Eppure di recente, proprio in Paesi come Colombia e Argentina «dopo decenni di lotte si è finalmente raggiunto per legge questo diritto», oppure il Cile, dove «è stato inserito nella Costituzione. Ora i movimenti latino-americani dovranno guardare a quei paesi- avverte l’attivista- e non più agli Stati Uniti, come modello di riferimento. La strada verso le leggi è lunga e bisogna essere perseveranti».
L’appello dunque da Roma «è rivolto ai politici progressisti: ogni Costituzione liberale deve prevedere l’aborto per le donne, gli uomini trans dotati di utero e le persone non binarie. Va riconosciuto il diritto all’autodeterminazione, a compiere scelte riproduttive per il proprio futuro». Perché il rischio, sostiene Taft ripensando al proprio paese, «è compromettere la vita delle giovani e delle donne. Negli Stati Uniti il congedo per maternità dura al massimo due settimane. Le visite mediche e poi il parto sono costosi così come l’asilo nido. Avere un figlio insomma implica avere dei soldi, ecco perché tante pianificano la vita in modo diverso». E l’uomo? «La legge americana prevede l’obbligo per il padre di contribuire alle spese- dice l’attivista- ma se il minore non è riconosciuto, la donna dovrebbe denunciare il partner e portarlo in tribunale, e anche questo implica costi elevati. Quindi spesso ci rinuncia».
fonte «Agenzia DIRE»
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07 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
“Contro ogni violenza, facciamo rete”: questa mattina la firma del protocollo d’intesa per la costituzione di una rete territoriale di contrasto alla violenza di genere. Si tratta di un modello innovativo di collaborazione istituzionale promosso dall’Ambito N23 del quale fanno parte 14 Comuni con Nola capofila. Ad aderire alla rete, attraverso la firma del protocollo, saranno: il sindaco di Nola Carlo Buonauro che è presidente del coordinamento istituzionale dell’Ambito N23, il coordinatore dell’ufficio di Piano dell’Ambito N23, Giuseppe Bonino, il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, il capo f.f. della Procura della Repubblica di Nola, Arturo De Stefano, il presidente f.f. del Tribunale di Nola, Vincenza Barbalucca, il direttore sanitario dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, Daniela Schiavone, il direttore del distretto 49 dell’Asl Na 3 Sud Domenico Russo, il presidente del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Arturo Rianna e la dirigente dell’ Ufficio VI – Ambito Territoriale Di Napoli dell’USR della Campania, Luisa Franzese.
La sottoscrizione del documento è avvenuta nel corso del workshop in programma nel salone del museo storico archeologico di Nola, diretto da Giacomo Franzese. Ai lavori è stata prevista la partecipazione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessore regionale alle politiche sociali Lucia Fortini. Dopo la sessione dal tema “Camminiamo insieme” alla quale hanno preso parte tutti i rappresentanti istituzionali che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa.
Previsto anche un focus sulla gestione operativa della rete. Vi hanno preso parte: Alessandra Aiello, responsabile della programmazione e della progettazione dei servizi per l’Ambito N23, Afrodite Esposito, coordinatrice del Centro Antiviolenza “Futura” che sarà gestito dalla cooperativa sociale “Il Quadrifoglio”, la sociologa Teresa Grasso, la criminologa clinica Caterina De Falco e l’avvocato Lucio Barbato dell’ associazione “Nessun Dorma”, il direttore della casa circondariale di Poggioreale, Carlo Berdini, e la dirigente del consiglio nazionale forense, Maria Masi.
I lavori della giornata sono stati moderati dalla psicoterapeuta dell’Ambito N23, Anna Iovino.
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07 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Per contribuire a invertire la tendenza in atto, che ha visto rallentare il fenomeno in Italia con la pandemia per poi tornare a crescere, Legambiente Campania e Contital, azienda leader del settore del food packaging (contenitori, piatti e rotoli in alluminio), hanno promosso la campagna “-SPRECO +RICICLO”, diretta a ristoranti, agriturismi, mense, banqueting e catering e sale per cerimonie, chiamati a diventare veri e propri ambasciatori delle food bag e della cultura anti-spreco. Un’iniziativa che ha interessato le cinque province campane e che, a partire da settembre 2021, ha riscosso un ampio numero di adesioni, coinvolgendo nel primo anno circa 200 attività.
L’iniziativa si propone di sensibilizzare consumatori e ristoratori anche all’uso di materiali virtuosi, come l’alluminio. La campagna prevede, infatti, la distribuzione e l’utilizzo di vaschette di alluminio come strumento per consentire ai clienti delle attività ristorative aderenti di portare a casa il cibo non consumato. Una sfida importante per diffondere una pratica utile ed etica come portare il cibo avanzato in una vaschetta di alluminio, che una volta usata è riciclabile al 100% e all’infinito.
“L’alleanza tra Legambiente e Contital nasce con l’obiettivo di dare un contributo alla conversione ecologica del settore della ristorazione, a partire dalla lotta allo spreco alimentare – commenta Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania – un problema che incide non solo sulla spesa delle famiglie, ma soprattutto su ambiente e vita delle persone. Per favorire un consumo consapevole servono strategie delle amministrazioni e del mondo industriale, ma anche un nuovo atteggiamento dei cittadini. Basti pensare che la richiesta di un contenitore per portare a casa gli avanzi dei pasti non consumati al ristorante, molto utilizzata dalle popolazioni anglosassoni, non è ancora così diffusa nel nostro Paese per ragioni prettamente socio-culturali: solo 1 italiano su 5 la chiede al ristorante.”
La campagna “-SPRECO +RICICLO” si rivolge alle attività ristorative, che possono promuovere azioni virtuose ed entrare nella rete della ristorazione sostenibile, contribuendo a diminuire l’impatto del settore. Le attività che aderiscono saranno fornite di un bollino in modo che i cittadini potranno scegliere quelle attività ristorative che hanno aderito alla campagna richiedendo la vaschetta in alluminio “Qui il cibo è al sicuro”, prodotta a partire da materiale riciclato e che, al termine del suo utilizzo, può essere conferita nella raccolta differenziata per essere nuovamente riciclata, permettendo di risparmiare il 95% dell’energia necessaria per produrre l’alluminio primario da fonti estrattive.
“L’alluminio è un materiale circolare per eccellenza – dichiara Ferruccio Milanesi, Marketing Manager del Gruppo Laminazione Sottile -, perché può essere trasformato e ritrasformato infinite volte senza perdere le sue proprietà. Viene usato moltissimo nell’ambito dell’industria alimentare, per cuocere o trasportare i cibi e ancor più per conservarli, in quanto li protegge da contaminazioni esterne e ne prolunga quindi la durata. Siamo molto soddisfatti del sodalizio avviato con Legambiente per contrastare lo spreco alimentare: evitando di gettare gli avanzi, si mostra di apprezzare il lavoro degli chef ed il valore, anche culturale, del cibo; meglio ancora se per farlo si utilizza un contenitore che sarà sicuramente riciclato e tornerà a nuova vita, riducendo quindi l’impatto per l’ambiente.”
Alla campagna ha aderito Unione Regionale Cuochi della Campania, un’adesione fondamentale visto che la maggior parte degli sprechi alimentari nella ristorazione avviene durante la fase di preparazione degli alimenti (45% del totale), o nei piatti dei clienti (34%).
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07 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
C’è tempo fino al 18 luglio per aderire al progetto “Raggio di sole”, promosso dall’amministrazione comunale, che dà la possibilità ai ragazzi di Ottaviano, fino ai 16 anni, di trascorrere il tempo libero fino a settembre presso centri estivi convenzionati.
Curato dal consigliere delegato alle politiche sociali Ferdinando Federico e dall’assessore all’istruzione Virginia Nappo, il progetto prevede l’erogazione ad ogni famiglia di un bonus di 200 euro che può essere speso presso le strutture ricreative che hanno aderito ad una manifestazione di interesse pubblicata dal Comune. Il bonus verrà dato alle famiglie dopo una verifica delle loro condizioni economiche. L’istanza di adesione può essere presentata on line (sulla home page del sito internet del Comune, alla voce “Erogazione dote socio-ricreative” ci sono tutte le informazioni).
“È un segnale importante, un supporto sociale e solidale che consentirà anche a chi è in difficoltà di vivere un’estate serena. Ringrazio il consigliere Federico e l’assessore Nappo per l’impegno”, dichiara il sindaco Luca Capasso
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06 Lug, 2022 | Comunicare il sociale
Torna Reinventing Non Profit, il tradizionale appuntamento dedicato all’innovazione e allo sviluppo del Terzo Settore. L’iniziativa, di cui Comunicare Il Sociale è mediapartner, è in programma a Milano (MTM Teatro Litta, Corso Magenta, 24) il 6 e 7 ottobre e prevede due giorni di networking, brainstorming e alta formazione per i professionisti del mondo Non Profit, quotidianamente alle prese con la sfida di dare energia alla solidarietà e canalizzare nel modo migliore gli aiuti e le donazioni che arrivano dagli italiani.
In occasione dell’iniziativa verrà presentata una dettagliata fotografia dello stato di salute della solidarietà in Italia e si parlerà di strumenti creativi e innovativi per migliorarlo.
Reinventing Non Profit, che nel 2021 ha visto la partecipazione di oltre 150 persone, quest’anno prevede due eventi paralleli: Reinventing Masterclass e Reinventing Conference.
Reinventing Masterclass, in programma giovedì 6 ottobre, è un evento riservato ai referenti del mondo non profit con almeno 5 anni di esperienza composto da quattro sessioni esclusive dedicate ai più grandi esperti di rilievo nazionale e internazionale e decisori del settore non profit. Si tratta, in particolare, di un laboratorio di idee e sessioni pratiche, dove gli attori principali del Terzo Settore potranno migliorare e scoprire nuove tecniche e metodologie, confrontandosi sulle sfide presenti e future del non profit. Tra i relatori Ken Burnett, Founder & trustee SOFII, con la masterclass “The enjoyable, effective way to inspire your donors to change the world”; Alberto Maestri (Equity Partner, Content & Brand Consulting in GreatPixel) con la masterclass “Brand storytelling: la ricetta e gli elementi per raccontare storie memorabili”; Rossella Elisio (Istruttrice Mindfulness – Cofounder KIKU Consulting) con “Mindfulness surfer, incontrare con cuore e mente aperti le onde della vita” e Laura Zanfrini (Esperta processi di trasformazione, Fondatrice e Ceo di Zala Consulting) con “Leadership per il cambiamento”.
Reinventing Conference, in programma venerdì 7 ottobre, è invece un appuntamento gratuito su invito dedicato all’innovazione e allo sviluppo del Fundraising, della Comunicazione Sociale, della Responsabilità Sociale di Impresa e delle Risorse Umane. Sono previsti una tavola rotonda, sei speech, presentazioni di dati di settore e tante occasioni di intrattenimento e networking con musica dal vivo e un aperitivo finale. Tra i relatori, oltre a figure cardine di alcune delle più importanti organizzazioni non profit attive in Italia (Antoniano onlus, Cesvi, Fai, Medici senza Frontiere, Terres des Hommes), anche Davide Boscacci, Chief Creative Officer Accenture Song; Nicola Bedogni, presidente dell’Associazione Italiana Fundraiser; Cinzia Di Stasio, segretario generale Istituto Italiano della Donazione; Valeria Reda, senior research manager BVA Doxa; Lorenzo Ferrari, Ceo & Founder SmarTalks; Stefano Volpe, direttore e fondatore Vocal Coaching Project e Matteo Saudino, professore di Filosofia e Storia. Ospite speciale: Danilo Callegari atleta e avventuriero estremo.
«In occasione di Reinventing – spiega Francesco Quistelli, fondatore di Reinventing e Ceo dell’agenzia di consulenza e comunicazione specializzata nel Terzo Settore Atlantis Company – i vertici del fundraising, della comunicazione e delle risorse umane delle più importanti organizzazioni non profit si incontreranno per parlare di innovazione e crescita del mondo non profit dopo un periodo segnato da grandi emergenze e forti criticità. Condivideremo know how e best practice e ragioneremo insieme per trovare il modo migliore per fare bene il Bene, senza mai dimenticare il forte valore dell’innovazione e della creatività».
Per consultare programma e modalità di partecipazione: www.reinventingnonprofit.it
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