12 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
ABIO Napoli, Associazione per il Bambino In Ospedale, da quasi 23 anni si occupa di sostenere e accogliere i bambini ricoverati e le loro famiglie al fine di rendere meno traumatica l’esperienza dell’ospedalizzazione. I volontari ABIO si impegnano per rendere l’ospedale un luogo più a misura di bambino, attraverso il gioco, l’ascolto, l’allestimento di reparti accoglienti e colorati.
È possibile sostenere ABIO Napoli per portare la magia del Natale nei reparti pediatrici, donando un gioco o un libro che l’associazione consegnerà ai bambini ricoverati nel periodo Natalizio.
Per aderire all’iniziativa puoi scegliere una delle seguenti modalità:
Acquista un giocattolo o un libro e consegnalo o spediscilo presso la sede ABIO in via Francesco Cilea, 165 – 80127 Napoli (Na);
Scegli il giocattolo da donare dalla nostra Lista dei desideri di Amazon, cliccando qui Dona un Gioco ad ABIO Napoli e spediscilo alla sede ABIO Napoli.
Il gioco e la lettura sono delle attività fondamentali per la serenità dei bambini, ancora di più durante il ricovero ospedaliero.
Questa iniziativa consentirà ad ABIO Napoli di portare sempre più sorrisi ai bambini ricoverati e di continuare la sua mission che è “Giocare aiuta a guarire!”.
Le prossime consegne di giochi e libri alle strutture ospedaliere sono previste nel periodo di Natale e dell’Epifania, per informazioni e per fissare un appuntamento per la consegna dei giochi è possibile contattare il settore ludico a ludico@abionapoli.org o la segreteria a 3492177673.
Nel periodo natalizio è possibile sostenere l’associazione anche con l’acquisto della pallina solidale ABIO, con una donazione di almeno 5 euro. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il settore comunicazione al numero 3478254436.
Per conoscere tutte le modalità per sostenere ABIO Napoli nel periodo di Natale basta visitare il sito Aiutaci a portare la magia del Natale ai bambini ricoverati in ospedale
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12 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Si è tenuta a Pimonte la premiazione dei vincitori della IV edizione del Premio Carla Russo, che ha assegnato il riconoscimento a nove giovani come migliori ricercatori italiani in Neuro-oncologia. “La ricerca ad ampio raggio sui tumori cerebrali rari è quanto mai complessa e articolata. Il Premio ‘Carla Russo’ ha il merito di tenere acceso un faro su questo delicatissimo tema dimostrando ancora una volta quanto sia stimolante l’impegno del privato per la pubblica amministrazione. Già nella prossima Finanziaria della Regione Campania sarà possibile fare un passo in avanti importante per raggiungere l’obiettivo di avere anche qui un centro di eccellenza che si occupi dei tumori cerebrali. Un traguardo molto impegnativo che ci auguriamo di vedere finalmente germogliare con un risultato concreto che premierà l’impegno encomiabile profuso in questi anni dalla famiglia Palummo, promotrice dell’associazione che ha dato vita al Premio”. Queste le parole del Presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, intervenuto in apertura dei lavori della IV edizione del Premio ‘Carla Russo’ di Pimonte.
Ai partecipanti è giunto l’indirizzo di saluto del Ministro per la Salute Orazio Schillaci: “La ricerca in ambito oncologico è motore di sviluppo e di crescita nazionale su cui intendiamo continuare a investire con forza. Grazie al lavoro dei ricercatori sono stati compiuti progressi fondamentali nella lotta contro il cancro: la ricerca clinica nell’ultimo decennio ha aperto scenari impensabili fino a poco tempo prima con un impatto diretto sull’efficacia della presa in carico e dell’assistenza al paziente sempre più multidisciplinare, integrata e personalizzata. La ricerca è un asset strategico del Servizio Sanitario nazionale e, accanto ad essa, ognuno di noi può dare il proprio contributo con una maggiore informazione e consapevolezza degli strumenti di prevenzione e sui comportamenti più salutari da adottare. Ai ricercatori che oggi vengono premiati e a tutti i ricercatori che ogni giorno contribuiscono al miglioramento dell’assistenza sanitaria, rivolgo il mio augurio di nuovi successi”.
“La quarta edizione del Premio Carla Russo ha confermato che questa iniziativa sta riuscendo a offrire una prospettiva importante per la ricerca nel settore dei tumori cerebrali – ha sottolineato Luigi Mansi promotore del Premio e coordinatore del Comitato scientifico – con significativi risultati di livello internazionale. Quest’anno presentiamo uno ‘special issue’, pubblicato dal “Clinical and Translational Imaging” importante rivista internazionale, che mette insieme i contributi dei ricercatori vincitori del Premio e partiamo con la pubblicazione per ‘Springer nature’ di un libro, al quale collaborano alcuni dei maggiori esperti mondiali, che descrive lo stato dell’arte e individua le prospettive della ricerca nel campo della Neuro-oncologia. Attiveremo, infine, un progetto multicentrico su queste patologie che coinvolgerà gruppi italiani ed europei, utilizzando anche strumenti e competenze campane, alcune delle quali supportate da start up finanziate dalla Regione. Tutto ciò nell’ambito di una spinta che è partita dal dolore di una famiglia e si è trasformato in un percorso di speranza per migliorare qualità e durata della vita dei pazienti con questa patologia”.
L’edizione 2022 ha conferito il Premio Carla Russo per le seguenti categorie:
Categoria “Miglior ricercatore under 40”
a Francesco Bruno, Francesca Branzoli e Rosa Della Monica.
Categoria “Miglior lavoro presentato al 71° congresso nazionale SINch”
a Mario Pirozzi, Andrea De Rosa e Lorenzo Ugga.
Categoria “Miglior abstract presentato al XXV congresso nazionale e corso residenziale AINO”
a Alessia Pellerino e Alberto Bosio.
Categoria “Miglior tesi di laurea, premio Francesco Gargiulo” a Gaia Ninatti
Esprimendo soddisfazione e orgoglio nell’essere promotori di una iniziativa di così alto livello scientifico, dedicato al ricordo della madre Carla Russo nel giorno del suo compleanno, e mantenendo fermo il loro impegno a sostenerla, Antonio e Carmela Palummo, promotori con il padre Michele dell’associazione, hanno così concluso: “E’ stata un’edizione molto intensa, ricca di contenuti e obiettivi raggiunti. Quest’anno abbiamo premiato le eccellenze del mondo della ricerca e ricevuto contributi scientifici importanti per riaccendere la luce della speranza per tante famiglie che stanno vivendo lo stesso dramma che abbiamo vissuto noi. Ringraziamo tutte le autorità, scientifiche e politiche, che sin dall’inizio ci accompagnano in questo percorso. Vogliamo rappresentare una goccia costante che anno dopo anno riesce a scavare questa roccia impenetrabile della malattia del glioblastoma. Avvertiamo un continuo miglioramento nella lotta a questo terribile male e abbiamo la pazienza e la perseveranza di proseguire in questo lavoro di sensibilizzazione su questa patologia coinvolgendo di anno in anno sempre più attori che possano offrire contributi importanti per vincere questa battaglia”.
Presente all’iniziativa Francesco Somma, sindaco di Pimonte, mentre sono stati letti i contributi inviati dall’eurodeputato Aldo Patriciello e del consigliere della Regione Campania Tommaso Pellegrino.
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09 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Christmas Jazz è un concerto natalizio che si terrà sabato 10 dicembre nello splendido scenario del Complesso Monumentale Donnaregina situato nel centro storico di Napoli. Previsti due turni, quello delle 17.30 e delle ore 20.00.
Sulla scia del riscontro avuto nelle precedenti edizioni , quest’anno viene replicata la splendida formula musicale dedicata alle magiche atmosfere del Natale eseguite per la prima volta con la fusione di jazz e voce lirica.
Presente il soprano Romina Casucci, soprano di fama internazionale, che sarà accompagnata dalla Jazz Band VMood composta da affermati talenti del settore protagonisti di diversi festival italiani.
Il Complesso Donnaregina, situato a pochi passi dal Duomo di Napoli, rappresenta uno dei più suggestivi luoghi di bellezza del territorio ed è la cornice ideale per lasciarsi trascinare dalla magia della musica e del Natale.
L’organizzazione è curata da Nomea che organizza eventi musicali in location emozionanti e panorami mozzafiato pronti a meravigliare i partecipanti.
Il concerto si colloca tra le esperienze uniche caratterizzate dal mescolarsi di musiche, ambientazioni e format che sprigionano forza espressiva e suggestione.
Nomea sostiene la campagna sociale natalizia dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma dedicata alla ricerca scientifica per i tumori infantili.
I biglietti, il cui costo oscilla dai venti ai 5 euro, sono acquistabili su www.azzurroservice.net
di Maria Rosaria Ciotola
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09 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Il progetto delle Vele di Scampia nasce da un’utopia sociale ed abitativa in cui gli spazi individuali venivano inseriti in un ampio contesto di aree comuni andando a favorire il senso di comunità e creando in un solo edificio una “macchina abitativa” simile ad una città autosufficiente in piccolo.
Ci si auspicava la realizzazione di una città modello con alloggi dimensionati in base alle esigenze degli abitanti, aree verdi e grandi vie di scorrimento. Ogni famiglia non avrebbe rappresentato una realtà a sé ma una parte di una vera comunità.
Il progetto utopico delle Vele è miseramente naufragato fino a divenire un disastro strutturale e morale senza precedenti.
Non è stata mai realizzata l’originaria struttura prefabbricata a cavalletto calcolata da Riccardo Morandi, famoso strutturista italiano, la parabola che identificava il profilo a vela fu sostituita da uno ziggurat e da facciate chiuse che hanno condizionato la forma e la luce degli spazi interni, mai create le previste arre gioco, spazi verdi ed aree pubbliche né creato infrastrutture pubbliche di collegamento con il resto della città.
Monica Buonanno, nel libro “Siamo solo sognatori abusivi – Scampia ammaina la vela” (casa editrice De Nigris, pagine 144, costo Euro 18.00) ha voluto offrire una testimonianza al fine di valorizzare la lunga lotta del comitato Vele dai connotati sociali, etici e politici e del suo impegno politico e civico al servizio del bene comune.
L’autrice, ex assessore alle Politiche sociali ed al lavoro del Comune di Napoli , ha coordinato azioni di sviluppo occupazionale, seguito importanti vertenze simbolo del Mezzogiorno, assistito la riqualificazione di Scampia e di Napoli Est.
Ricordare i passaggi dei quali si è resa sostenitrice e che hanno accompagnato l’abbattimento delle vele, significa riconoscere dignità ed importanza a decine e decine di persone , ad un popolo di “ sognatori abusivi” capaci di attivare processi di partecipazione democratica.
Abbattere le vele ha significato liberare un quartiere da un angosciante passato, dare senso ad una battaglia durata quaranta anni, offrire voce ed importanza alle tante persone capaci ed oneste di quel territorio che non hanno mai cessato di sperare, credere nelle potenzialità e nelle bellezze della propria terra.
Molte le lotte ancora da affrontare per riqualificare Scampia. Fondamentale sarà la collaborazione tra le Istituzioni centrali e locali con la gente del quartiere, rivedere l’impianto normativo sull’edilizia residenziale sociale, avviare un’azione integrata di riqualificazione del verde, del decoro urbano, impegnare risorse a favore di interventi specifici per le marginalità urbane nell’ottica delle politiche di prossimità.
di Maria Rosaria Ciotola
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09 Dic, 2022 | Comunicare il sociale
Il diritto alla sessualità per una persona con disabilità fisica o psicologica è una questione complessa ma anche troppo spesso dimenticata.
È evidente la persistenza di un pregiudizio che probabilmente affonda le sue radici nell’ostilità nei confronti di un corpo che non rientra nei canoni di normalità e bellezza socialmente imposti.
Da qualche tempo, però, è stata introdotta tale tematica ed ha iniziato a sgretolarsi quella idea del tutto fuorviante che la persona disabile non provi desideri legati al suo corpo o ai suoi sentimenti.
In questo ultimo periodo si è assistito ad un cambio di rotta, per lo meno nello spazio che queste tematiche sembrano guadagnarsi sugli stessi mezzi di comunicazione, portando la questione a conoscenza di un pubblico sempre più vasto. Libri, film, servizi televisivi stanno aiutando a far capire come una persona con disabilità abbia necessità e diritto di vedere accolti questi suoi bisogni, anche se questo non basta, o comunque, da solo, non è sufficiente.
In tale quadro si colloca il progetto Sensuability dall’obiettivo scandalosamente ambizioso, ossia ridisegnare un nuovo immaginario erotico sulle persone con disabilità, ideato da Armanda Salvucci, presidente dell’Associazione “NessunotocchiMario” a Roma.
Il tema sessualità e disabilità viene affrontato in modo ironico, gioioso e diretto con articoli, concorsi, dibattiti, eventi, film, incontri nelle scuole, interviste, mostre, pubblicazioni.
Armanda Salvucci , contattata, si è resa disponibile ad un’intervista telefonica.
Può meglio illustrare tale progetto?
Sensuability ha come obiettivo di abbattere i pregiudizi e gli stereotipi legati alla sessualità e alla disabilità, attraverso tutti i linguaggi artistici quali la cinematografia, la fotografia, la pittura, la musica e il fumetto. Le diverse forme artistiche utilizzate sono il mezzo per rompere i tabù che circondano questo tema.
Quali sono i maggiori problemi legati alla sessualità dei disabili?
La sessualità è un tabù per tutti, figuriamoci quando viene accostata alla disabilità. La società ha un problema con il corpo e con la disabilità. C’è il preconcetto che il corpo di una persona con disabilità non possa essere attraente: accostare l’idea di piacere, di sensualità, di consapevolezza del proprio io a un corpo non perfetto è quasi inaccettabile. Il principale problema è proprio nell’incontro tra questi due mondi, sessualità e disabilità, visto con gli occhi della società di oggi: due tabù che si incontrano e creano un cortocircuito. Superare la visione delle persone con disabilità come esseri angelicati o supereroi lontani dalle amenità terrene, potrebbe certo aiutarci a fare importanti passi avanti.
Come poter sostenere le famiglie dei disabili, in attesa di una legge nazionale che ne tuteli il diritto?
Stare al fianco di genitori e familiari che si occupano di un figlio o un congiunto disabile è fondamentale. Il concetto di disabilità racchiude in sé sfaccettature molto diverse, che incidono in modo differente sulla vita delle famiglie ma che inevitabilmente si ripercuotono sulla quotidianità di tutti. Quello che diventa fondamentale è portare avanti politiche e misure volte a garantire il diritto a una vita indipendente per le persone con determinate disabilità. Permane lo status quo e questo porta molte famiglie a fare i conti con difficoltà che potrebbero non essere tali: basti pensare alle barriere architettoniche. Vanno assunti provvedimenti in grado di dare risposte reali e certe alle esigenze di queste persone, al di là delle belle parole. Guardando, invece, agli argomenti di cui ci occupiamo, le famiglie sono lasciate da sole ad affrontare i problemi legati al binomio sessualità-disabilità, mentre servirebbe una educazione sessuale e affettiva a cui partecipino scuole ed istituzioni.
Quanto è importante attivare percorsi per far accettare il proprio corpo con le sue limitazioni?
Come anticipato, il corpo, in particolare quello femminile, è troppo spesso oggetto di stereotipi e pregiudizi. Vedere la disabilità come negativa ha fatto sì che le stesse persone si sentissero sbagliate nei loro corpi, li nascondessero, negando la loro fisicità in un’esaltazione estrema dell’importanza dell’essere “belli dentro”, interiorizzando il body shaming, la vergogna verso il loro corpo e l’oppressione fisica perpetrata dalla società abilista. La nostra associazione, negli ultimi anni, sta lavorando moltissimo su queste tematiche e non solo con le persone disabili. Sono tantissimi i ragazzi e le ragazze senza alcuna disabilità che si rivolgono a noi per confrontarsi sui temi della sessualità e dell’accettazione del proprio corpo. Recentemente abbiamo pubblicato il quinto bando di Sensuability& Comics, il concorso di illustrazioni che si propone proprio di guardare negli occhi la disabilità e riportarla sulle tavole nella sua sensualità, nella sua forma più complice, erotica e – perché no – divertente. Anche iniziative di questo tipo aiutano molte persone a confrontarsi con la propria fisicità e vederla sotto una luce diversa.
Chi sono e cosa fanno gli assistenti sessuali ed emotivi per i disabili?
L’OEAS (Operatore all’Emotività, Affettività e Sessualità) può essere molto utile soprattutto nei casi di disabilità gravissima o con disabilità cognitiva. Potrebbe insegnare ai ragazzi come canalizzare i propri impulsi. Ma serve un’educazione per chi si occupa di educazione: basta una parola sbagliata per fare più danni di una guerra nel caso in cui ad occuparsene sia qualcuno che per primo ha problemi con la sua sessualità. Non tutti i casi di disabilità, però, richiedono a mio avviso l’intervento di queste figure. Quello che deve essere considerato un diritto di tutti è passare una serata in un locale, conoscere persone nuove e avere la possibilità di vivere anche delle avventure, l’importante è che ci sia il consenso. Tutto ciò implica parlare di barriere architettoniche, pregiudizi, limitazioni. È questa la priorità che NessunotocchiMario si è posta.
di Maria Rosaria Ciotola
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