Presentazione del libro “Una fimmina calabrese” di Paolo De Chiara
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Sarà presentato lunedì 30 gennaio 2023 alle ore 10.30 presso la Sala del Capitolo nel Complesso Monumentale San Domenico Maggiore a Napoli il progetto Un murale per Mario Paciolla promosso dalla famiglia Paciolla e dal collettivo “Giustizia per Mario Paciolla” con il sostegno del gruppo di imprese sociali Gesco e il patrocinio del Comune e della Città Metropolitana di Napoli.
Interverranno alla conferenza: Anna Maria Motta e Giuseppe Paciolla, genitori di Mario; l’artista Jorit; Simone Campora del collettivo Giustizia per Mario Paciolla; la vicesindaco del Comune di Napoli Laura Lieto e il presidente di Gesco Sergio D’Angelo. Saranno presenti in collegamento le avvocatesse Alessandra Ballerini ed Emanuela Motta che assistono la famiglia Paciolla. Modererà l’incontro il giornalista Claudio Silvestri.
Il murale firmato Jorit e dedicato alla memoria di Mario sarà realizzato in un luogo significativo come il Liceo scientifico statale “Elio Vittorini” dove Mario si è formato, o in qualche altro istituto scolastico qualora il suo liceo non dovesse essere disponibile.
L’iniziativa fa parte di una campagna di sensibilizzazione più ampia per chiedere verità e giustizia sul caso del cooperante napoletano scomparso in Colombia il 15 luglio 2020 in circostanze misteriose e per scongiurare l’archiviazione come “suicidio” chiesta di recente dalla Procura di Roma.
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Una tredicesima edizione in cui i protagonisti, oltre ovviamente ai documentari proposti italiani e stranieri, saranno venti tra studentesse e studenti dell’Università Federico II di Napoli chiamati a recensire i lavori visionati nel corso della rassegna. L’Astradoc – Viaggio nel Cinema del Reale”, curata dall’associazione Arci Movie di Ponticelli, in sinergia con l’Università di Napoli Federico II, Coinor e Parallelo 41 produzioni, con il patrocinio del Comune di Napoli. Si parte questa sera, in concomitanza con il giorno della memoria delle vittime della Shoah che si celebra ogni anno il 27 gennaio, e andrà avanti nella sua prima parte sino al 17 marzo per poi riprendere il 24 marzo andando avanti sino al 12 maggio. Il cinema scelto per le proiezioni dei documentari, ancora una volta, è l’Astra di via Mezzocannone 109 nella zona universitaria di Napoli. A La prima proiezione, proprio in occasione del giorno della memoria di oggi, sarà alle 20.30 “Three Minutes – A Lengthening” di Bianca Stigter (Olanda e Regno Unito, 2021 – 69’), selezionato ai principali festival internazionali come il Sundance Film Festival, il Toronto International Film Festival, l’IDFA di Amsterdam e la Mostra del Cinema di Venezia. Il costo per ogni singolo evento è davvero alla portata di tutti: soli 4 euro, proprio per incentivare gli appassionati di cinema e non solo a rendere ancora una volta luogo di incontro, scambio e riflessioni il cinema Astra. Degli 8 lavori proiettati, oltre la metà sono inediti. Tra i prossimi appuntamenti: il 3 febbraio ci sarà “Via Argine 310” di Gianfranco Pannone che riproporrà per il suo documentario incentrati sui lavoratori ex Whirlpool (con la voce narrante di Alessandro Siani insieme agli operai della fabbrica, a Maurizio De Giovanni e al musicista Daniele Sepe. Il 10 febbraio, verrà proiettato “Se fate i bravi” di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone, visto all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, con gli autori presenti per accendere nuovamente le luci sui tragici fatti del G8 di Genova del 2001. Il 17 e il 24 febbraio verranno invece omaggiati Franco Battiato e David Bowie attraverso i due lavori “Franco Battiato – La voce del padrone” di Marco Spagnoli e “Moonage Daydream” di Brett Morgen, acclamato lo scorso anno al festival di Cannes. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’associazione Arci Movie: tel 0815967493, whatsapp 3346895990, info@arcimovie.it.
Gli organizzatori – «Inaugureremo sulla memoria perché era giusto cominciare da questo tema – afferma Roberto D’Avascio, presidente di Arcimovie – Come associazione da anni lavoriamo su quest’aspetto perché fino al 2020 avevamo un segmento della sezione scuole e ogni anno troviamo almeno un paio di film dedicata alla scuola e riprendiamo ora dopo la pausa per la chiusura». Proprio sull’importanza della memoria, aggiunge D’Avascio, «il cinema non ha mai abbassato l’attenzione; negli ultimi vent’anni sono tanti gli esempi di testimonianza. La società civile invece la guardia l’ha abbassata perché la ricorrenza rischia di essere ripetitiva». Il curatore artistico della rassegna, Antonio Borrelli, dice: «Arcimovie è un’associazione culturale senza scopo di lucro e le attività che proponiamo sono sempre votate al sociale, a partire dal basso costo del biglietto. Quest’anno con il coinvolgimento diretto degli studenti della Federico II, che si occuperanno delle recensioni di ciò che hanno visto sullo schermo, facciamo un ulteriore scatto. Si tratta di una sorta di laboratorio di critica. L’idea è far appassionare i giovani a un tipo di cinema che è un po’ marginale rispetto a quello che passa nelle sale».
I docenti – Gina Annunziata, docente di Storia del Cinema all’Accademia di Belle Arti per la scuola di cinema audiovisivo, non nasconde il suo entusiasmo per «la partecipazione più attiva degli studenti per l’edizione 2023 di Astradoc – Viaggio nel Cinema del Reale». Si tratta di «un’occasione per gli studenti di vedere il cinema contemporaneo in una dimensione di approfondimento e di analisi grazie all’introduzione e agli interventi di autori, critici ed esperti che prenderanno parte alle varie serate». Per la professoressa Annunziata il documentario «incuriosisce molto i ragazzi». «L’atteggiamento che il cinema pone sul mondo, con il suo sguardo, costringe a riflettere e questa è una linea fondamentale da seguire. Oltre alla memoria si vuole portare ad agire nel contemporaneo, oltre la nostalgia, rendendo consapevoli i giovani sull’attualità» chiarisce la professoressa Anna Masecchia, storica del cinema e Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Napoli Federico II. Tra gli argomenti che più coinvolgono anche gli studenti di cinema, quasi scontato dirlo, la pandemia di Coronavirus che ha avuto il suo culmine tra il 2020 e il 2021. «Noi – ravvisa la professoressa Masecchia – abbiamo la memoria sempre corta ma con la pandemia registriamo un tasso di ansia nei giovanissimi davvero preoccupante. Su questo aspetto quando trovano un orizzonte che oltre a individuare il problema individua anche una possibile soluzione, credo che colga molto nel segno ed ha qualcosa di catartico nell’incontro con la realtà. Questo li tocca molto sul vivo, è una buona notizia la loro volontà di reagire». E in questo il cinema può aiutare, di molto.
di Antonio Sabbatino
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Contrasto alla povertà: nel Nolano il numero più alto di pacchi alimentari distribuiti grazie alla decisione di 11 Comuni di dare vita ad un’unica procedura per ottimizzare le risorse a disposizione e soddisfare le esigenze di un più alto numero di cittadini in difficoltà economiche. Si tratta di un’esperienza che trova poche analogie con altri territori dove i singoli municipi scelgono, di solito, di procedere in forma autonoma al programma di sostegno alimentare.
Saranno, infatti, circa 1300 i pacchi alimentari distribuiti in 11 Comuni dell’Ambito sociale N23 con il progetto “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”.
I comuni che, attraverso il coordinamento istituzionale, hanno deciso di sottoscrivere un’unica convenzione con il Banco Alimentare Campania Onlus per la distribuzione di prodotti alimentari di prima necessità in favore dei cittadini meno abbienti sono stati: Nola, Scisciano, Cicciano, Comiziano, San Paolo Bel Sito, Liveri, Carbonara di Nola, Camposano, Casamarciano, Tufino, Visciano.
“Ancora una volta la scelta dei sindaci di rafforzare la sinergia e la condivisione dei progetti per ottenere maggiori vantaggi per le comunità che rappresentano si è rivelata vincente. Con il bando unico – sottolinea Francesco Cantalupo, il consigliere comunale di Nola delegato all’Ambito N23 del quale fanno parte 14 Comuni – abbiamo razionalizzato le somme disponibili ottenendo il risultato di poter contribuire ad aiutare un maggior numero di persone. Quella della condivisione di intenti è ormai una strategia consolidata che continua a produrre i frutti sperati”.
“Quando si tratta di aiutare i più deboli – evidenzia Carlo Buonauro, il sindaco di Nola, città capofila dell’Ambito – è un dovere morale prima che istituzionale percorrere tutte le strade possibili per massimizzare i benefici. Il particolare momento di crisi che stiamo attraversando è, purtroppo, il comune denominatore dei problemi che attanagliano le famiglie dell’intero territorio. Abbandonare le logiche campaniliste per ottenere risultati migliori, grazie alle economie di scala che riusciamo ad ottenere, è la strada che con lungimiranza e buonsenso abbiamo deciso di intraprendere per tendere una mano in più a chi ne ha diritto e bisogno”.
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“Vite indegne di essere vissute”: questo erano per il Nazismo le persone con disabilità, vite da non tenere in considerazione ma da eliminare, anzi sterminare, senza pietà e senza rimorsi attraverso quello che era stato nominato “Aktion T4″, un programma messo in atto dai nazisti che ha strappato la vita a circa 300.000 persone con disabilità, compresi i bambini, soprattutto quelle che presentavano disturbi mentali, malattie genetiche o malformazioni.
Una visione della disabilità distorta, errata e senza fondamento che purtroppo, ancora oggi, non sembra essere stata ancora eliminata, così come ci confermano i terribili ed attuali episodi di violenza accaduti a Foggia verso persone con disabilità inermi e senza colpe, vittime di soprusi e abusi di ogni genere.
E questo è solo l’ultimo di innumerevoli altri casi simili già accaduti in passato.
Pensiamo a quante persone con disabilità, in particolare intellettive con disturbi del neurosviluppo, sono ancora oggi vittime di pregiudizi, stereotipi, segregazione, violenza, maltrattamenti, discriminazioni, pregiudizi e negazioni di diritti.
Indicate come un peso per la nostra società per la loro vita considerata come di minor valore rispetto alle altre, è chiaro agli occhi di tutti che purtroppo le persone con disabilità – “l’altro”, il “diverso” – siano ancora vittime di questa terribile situazione di persecuzione, continuando troppo spesso ad essere invisibili o poste in secondo piano rispetto agli altri cittadini in quelle che oggi dovrebbero essere società civilizzate ma che invece continuano in maniera subdola a perseguire un pensiero pericoloso e purtroppo già visto in passato.
Anche quest’anno, quindi, in occasione della Giornata della Memoria celebrata in tutto il mondo, Anffas desidera commemorare le persone con disabilità vittime dell’Olocausto, sterminate unitamente ad ebrei, dissidenti politici, minoranze etniche ed omosessuali.
Spiega l’associazione in una nota: «Sta a tutti noi cercare di cambiare definitivamente questo stato di cose anche attraverso la Giornata della Memoria: il 27 gennaio ci consente di ricordare quanto avvenuto affinché non accada mai più, sensibilizzando soprattutto le nuove generazioni ed andando a consolidare un profondo cambiamento culturale nell’approccio alla disabilità a partire dal rendere conosciuti, vivi ed agiti i paradigmi introdotti dalla Convenzione Onu sui diritti delle Persone con Disabilità.
I recenti fatti dimostrano ancora una volta che non possiamo e non dobbiamo mai abbassare la guardia perché potremmo rischiare di trovarci nuovamente nell’abisso più profondo dell’odio, lo stesso odio immotivato che oggi continua a colpire persone con disabilità innocenti.
Insieme, continuiamo a ricordare e a non dimenticare le tante, troppe vittime della follia umana e continuiamo ad operare per fare in modo che la violenza, l’odio, il disprezzo e la discriminazione siano definitivamente estirpati dalla nostra società».
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