13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
La città di Ercolano, in vista della 28esima Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ha organizzato per venerdì 17 marzo 2023 una “Marcia della Legalità” che vedrà la partecipazione di alunni, genitori, autorità, associazioni, parrocchie e cittadinanza.
“Percorriamo tutti insieme il 17 marzo il Miglio della Legalità. Con questo appuntamento vogliamo, ancora una volta, creare una occasione di confronto e di riflessione sui temi della legalità, della giustizia e dell’ambiente. Sfileremo, con tanti studenti, davanti alle roccaforti, dei tre clan Birra, Papale e Ascione, che insistevano sul territorio di Ercolano e che grazie al coraggio dei cittadini, alle forze dell’ordine e alla magistratura sono stati sconfitti e quei beni confiscati oggi utilizzati dai Carabinieri e da cooperative sociali. Ma non dobbiamo abbassare l’asticella, perché il silenzio aiuta le mafie” – spiega Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano, vicepresidente nazionale dell’Anci.
“Gridiamo il nostro no alle mafie, da Ercolano facciamo ancora una volta sentire la nostra opposizione ad ogni forma di illegalità. Abbiamo chiesto ai bambini e ragazzi degli istituti scolastici della nostra città di colorare con le loro idee, disegni, striscioni, palloncini tutto il percorso della marcia” – continua il sindaco di Italia Viva.
Il raduno è previsto alle ore 10.00 presso la Villa comunale del Palazzo di Città (Corso Resina n. 39 – Ercolano). Alle ore 10.15 la Marcia partirà attraversando il “Miglio della Legalità” dove insistono tre beni confiscati ad altrettanti clan camorristici. Alle ore 11.00 è previsto l’arrivo presso il Parco del Miglio d’Oro con momento di confronto e riflessione sul tema della Legalità.
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13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Dopo l’edizione pilota del 2020 e il grande successo dei primi due appuntamenti della nuova edizione a Torino il 10 febbraio e Bari il 7 marzo, i Future Days e Next-Land arrivano a Napoli presso Città della Scienza mercoledì 15 marzo.
Il progetto è sostenuto da: Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, Enel Cuore Onlus, Fondazione Vodafone Italia, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, in collaborazione con la Regione Piemonte e Obiettivo Orientamento Piemonte, con il patrocinio della città di Torino, Bari e Napoli.
Interverrà l’Assessore Regionale a Ricerca, Innovazione e Start up, Valeria Fascione.
FUTURE DAYS – NAPOLI – Mercoledì 15 marzo, presso la Città della Scienza, quasi 352 ragazzi delle scuole I.C. Croce Volino Arcoleo, I.C. Statale 19 Russo-Montale, I.C. Radice Sanzio Ammaturo e I.C. 83° Porchiano Bordiga esploreranno le opportunità̀ professionali più̀ innovative che il territorio offre, attraverso l’esperienza diretta e il contatto con imprenditori e testimonial del mondo delle aziende. In un incontro ispirato alla formula del business speed date, Città della Scienza si popolerà di professionisti provenienti dalle seguenti aziende: Vesevo Srl, Logogramma, Dgtwin, Pixxa srl, Wip Lab, Stellantis, Phlay, Unik Innovation, Digitalcomoedia.
NEXT-LAND – Partito a ottobre 2022 e fino al 2024, il progetto Next-Land si pone l’obiettivo di accompagnare 2500 ragazzi e ragazze di scuole secondarie di primo grado nel loro percorso di crescita e scelta di formazione superiore. Un’inedita rotta educativa tracciata grazie al contributo culturale e alla partecipazione attiva di ricercatori, educatori museali e imprenditori, che hanno deciso di investire sul futuro e supportare insieme i giovani e le giovani, che sono una risorsa molto preziosa in questi territori. Dopo una serie di laboratori STEM, le classi si confrontano con interlocutori in grado di far comprendere loro la connessione tra studi e carriere tecnico-scientifiche: i Future Days, tre grandi eventi (Torino, Bari, Napoli) in luoghi simbolo per l’innovazione e la ricerca.
Le attività co-progettate ad hoc dal Politecnico di Torino, dall’Università degli Studi di Torino, dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dal Politecnico di Bari e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Sezione di Bari e di Torino, e con il supporto di Cooperativa Social Lab (Bari) e Cooperativa La Locomotiva (Napoli) hanno come obiettivo il potenziamento della percezione positiva delle materie STEM.
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13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Una facciata storica restituita alla città! Ecco ciò che ora napoletani e turisti possono ammirare quando passano per del Gesù Nuovo. I ponteggi, che per quasi un anno avevano tenuto nascosto un intenso lavoro di ripulitura e restauro, ora sono scomparsi. La facciata “si svela” come mai avvenuto prima e scopriamo “non solo una facciata”.
Le bugne caratteristiche che rendono il Gesù Nuovo di Napoli un monumento di interesse internazionale sono state riportate alle tonalità originarie del loro piperno. Adesso le ammiriamo così come le potevano vedere i loro costruttori nel 1470 ben prima che questa facciata diventasse la facciata di una chiesa. Infatti, all’origine, questa era la facciata del palazzo nobiliare che i principi Sanseverino di Salerno fecero costruire in un luogo di Napoli da dove potevano (allora!) facilmente osservare il porto. In una lapide conservata sulla sinistra della facciata compare anche il nome dell’architetto: Novello di San Lucano.
A questo nome si associano molte delle teorie che da anni hanno tentato di interpretare i segni che gli scalpellini hanno lasciato in molte di queste bugne. Si sono ipotizzate simbologie iniziatiche o percorsi di energia. Illazioni, forse, suscitate dalla forma piramidale del bugnato e dal richiamo alle “punte di diamante”, oltre che da alcune rassomiglianze fra questi segni e alcune lettere di alfabeti antichi. Una quindicina di anni fa, due musicologi ungheresi hanno provato a trasformare questi segni in note musicali e hanno prodotto la melodia “Enigma” che è senza dubbio suggestiva. Ma, per l’esattezza storica, bisogna ricordare che diverse di queste bugne sono state spostate nel corso della storia. Se una melodia c’è, non è certamente quella originale. Molto più semplicemente, gli storici ricordano che questo tipo di segni lasciati dagli scalpellini esistono in un numero enorme di opere architettoniche medievali. Essi corrispondono per lo più ai segni di riconoscimento delle diverse maestranze e servivano al conteggio del lavoro fornito, in vista della retribuzione (soprattutto quando il lavoro veniva interrotto e le pietre dovevano essere lasciate in giacenza per lunghi periodi).
Ma forse “l’enigma” più intrigante è il senso che i gesuiti vollero dare a questa facciata quando, nel 1585, acquistarono il palazzo per trasformarlo in chiesa. Per costruire il Gesù Nuovo, il gesuita architetto Giuseppe Valeriano e i suoi successori dovettero distruggere tutto l’interno del palazzo, ma decisero di mantenere la facciata. Nel 1598 aprirono i tre grandi finestroni in corrispondenza dei portali d’entrata e delle tre navate interne. Sopra il finestrone centrale si può leggere: “non est in alio aliquo salus”. Si tratta di una citazione biblica che troviamo nel primo processo fatto a Pietro e Giovanni raccontato nel cap. 4 degli Atti degli Apostoli. È la risposta dei due apostoli ai loro accusatori: “In nessun altro [sottointeso: “che in Gesù Cristo”] c’è salvezza”. E la frase continua: “non vi è sotto il cielo altro Nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (At 4,12).
Questa frase “proclamata” dall’alto della facciata a tutta la città di Napoli è già in collegamento con la spiritualità del “Nome di Gesù” a cui è dedicata la chiesa.
Ma c’è di più. Un’altra modifica – apportata dai gesuiti – fu il rimarcare l’inquadratura del portale principale con un enorme timpano spezzato. In cima riconosciamo due angeli, in qualche modo “raddoppiati” da altri due angeli più grandi, adagiati sulle pendici laterali del timpano. Ebbene queste coppie di angeli sono un esplicito richiamo ai due angeli situati sopra il coperchio dell’arca dell’alleanza nel “sancta sanctorum” del Tempio di Gerusalemme.
È una simbologia ben conosciuta nella storia dell’architettura cristiana, che ha sempre voluto collegarsi al Tempio di Salomone come fonte di ogni architettura “biblica”. Ma i gesuiti raccolgono questa tradizione intrecciandola con la mistica del “Nome di Gesù”. In effetti, è fra i due cherubini dell’arca dell’alleanza, nel “sancta sanctorum”, che il Sommo Sacerdote poteva una volta l’anno pronunciare il Nome di Dio (altrimenti impronunciabile) ed aspettare la risposta di Dio (da riportare al popolo che aspettava fuori).
Allora non è un caso se proprio fra i due angeli del nostro timpano spezzato riconosciamo il “Nome di Gesù”. Le lettere IHS ne sono infatti la mistica abbreviazione: se le leggiamo in greco esse corrispondono alle tre prime lettere del nome di Gesù, e se le leggiamo in latino esse sono l’acrostico dell’espressione “Iesus Hominum Salvator” (“Gesù Salvatore degli uomini”). Dove “Salvatore” dice la radice ebraica del Nome “Gesù” (in ebraico “Ieshua” significa “Dio salva”). Erano queste, coincidenze linguistiche che incantavano gli animi degli umanisti.
La stessa “doppia coppia” di angeli si ritroverà all’interno, nell’altro “grande ingresso” della chiesa che è, nella simbologia dello spazio sacro, l’abside. È dall’abside che Dio “entra” nella chiesa, in questo caso attraverso la carne immacolata di Maria (l’altra intitolazione della chiesa). Essa si situa fra i due angeli come quel vuoto fra i due cherubini del “sancta sanctorum” da dove Dio “entrava”, cioè si faceva presente e rispondeva, dopo che si era pronunciato il Suo Nome. Scopriamo allora che c’è un’intima connessione fra facciata e abside. Con questo sottile gioco di rimandi, i gesuiti del ‘600 suggerivano, a chi si fermava davanti alla facciata, che in questa chiesa avrebbero potuto fare come il Sommo Sacerdote: pronunciare il Sacro Nome e incontrare la “Risposta di Dio”. Essa è, secondo questa simbologia, il “Verbo fatto carne” in Maria Immacolata. Cioè “IHS”, Gesù Salvatore degli uomini.
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13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Appuntamento speciale alla Cappella del Tesoro di San Gennaro dove mercoledì 15 marzo (ore 16.00) si festeggerà l’evento finale del progetto “San Gennaro incontra i suoi ragazzi”, iniziativa sociale promossa dalla Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro dedicata ai giovani studenti dell’Istituto Statale A. Ristori del quartiere Forcella, per avvicinarli ai capolavori d’arte e alla storia del Santo Patrono.
A celebrare il successo dell’iniziativa alla presenza di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Domenico Battaglia Arcivescovo Metropolita di Napoli e del Sindaco e Presidente della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Gaetano Manfredi, interverranno: Don Riccardo Carafa d’Andria, Vice Presidente della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Girolamo Carignani di Novoli, Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e Stefania Colicelli, Dirigente dell’Istituto Statale A. Ristori, insieme agli studenti della scuola e alle loro famiglie.
Partito a novembre 2022, il progetto “San Gennaro incontra i suoi ragazzi” ha coinvolto 14 studenti di terza media dell’Istituto Statale A. Ristori. L’intenso programma di attività con laboratori, formazione e visite guidate ha fornito ai giovani partecipanti gli strumenti per conoscere ed approfondire le bellissime realtà della Real Cappella e del Museo del Tesoro di San Gennaro che appartengono in modo integrante alla storia del loro quartiere e a tutta la città.
Un articolato percorso di formazione che ha dato vita a diverse creazioni multimediali, frutto della fantasia dei ragazzi, in cui ognuno ha raccontato la propria personale narrazione, attraverso un linguaggio accattivante e moderno, espressione del proprio mondo, diventando così protagonisti del progetto.
Per premiare i giovani studenti, la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro ha messo a disposizione, 14 borse di studio sotto forma di voucher libri e materiale scolastico per il primo anno dell’istituto superiore.
“Il rito popolare di San Gennaro è profondamente radicato nella cultura partenopea, espressione di un legame profondo tra Napoli e il suo patrono che costituisce l’essenza di questa città. – afferma Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e Presidente della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro – Coinvolgere gli studenti di Forcella in un progetto dedicato alla Real Cappella del Tesoro di San Gennaro è un’importante occasione di conoscenza degli elementi identitari e delle bellezze artistiche del territorio, che ha offerto a questi ragazzi la possibilità di esprimersi con propri linguaggi e di rendersi protagonisti di una narrazione creativa. Investire sulla formazione è l’unica soluzione possibile per offrire ai giovani, soprattutto nei quartieri difficili, un’alternativa alla strada. Ben vengano, allora, iniziative come questa che la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro porta avanti con impegno attraverso la condivisione dell’arte e della cultura.”
“È con grande soddisfazione che oggi festeggiamo questa nuova iniziativa che testimonia il costante impegno che la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro dedica al quartiere di Forcella, aggiungendo un ulteriore tassello al programma dedicato al sociale e al sostegno delle giovani generazioni. – dichiara Girolamo Carignani di Novoli, Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro – Ringraziamo la Dirigente Colicelli, e tutto l’Istituto Statale A. Ristori, che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa. Avvicinare i ragazzi alla conoscenza dell’arte e dei capolavori di questo luogo permette di approfondire le radici storiche del nostro territorio e anche il rapporto tra il Santo Patrono e Napoli. Stimolare i ragazzi alla cultura della bellezza diffusa nella nostra città, traccia un percorso per il loro futuro professionale e scolastico.”
“Il progetto ‘San Gennaro incontra i suoi ragazzi’ in collaborazione con la Deputazione di San Gennaro ha fornito ai nostri alunni un’occasione unica di formazione sul territorio e di orientamento alle scelte post diploma. – spiega Stefania Colicelli, Dirigente dell’Istituto Statale A. Ristori – La consapevolezza di vivere in un quartiere che è patrimonio dell’UNESCO diventa motivo non solo di fierezza di appartenenza, ma essa stessa foriera di scelte alternative alla scarsa offerta di lavoro e di prospettive. A ciò si aggiunge l’esperienza positiva di aver strutturato un percorso trasversale che pone al centro la scuola e le realtà del territorio. Questa come altre collaborazioni dimostrano che per contrastare la dispersione occorre stimolare nei ragazzi la motivazione e la capacità di credere che il futuro si può cambiare.”
L’iniziativa ha impegnato gli studenti per quattro mesi sia a scuola che presso il Tesoro di San Gennaro. Coordinati dalla professoressa Piera Marmo dell’Istituto Statale A. Ristori, e accompagnati dal formatore digitale scolastico Luigi Tammaro, i ragazzi hanno seguito laboratori specifici sulla storia dell’arte e la storia del luogo gestiti da Francesca Ummarino, direttrice del Museo e Luciana De Maria, responsabile area culturale della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro. Hanno inoltre partecipato a varie visite alla scoperta della Cappella e del Museo condotte da Fabio Trosa e Antonella Padula, addetti alla formazione degli studenti e guide ufficiali del museo. Si ringrazia per la fattiva collaborazione la Fondazione Deloitte.
I lavori e i video dei ragazzi saranno presentati durante la cerimonia di mercoledì 15 marzo in Cappella e saranno pubblicati sulle piattaforme social della scuola e del Tesoro di San Gennaro, e sui rispettivi siti online.Al pubblico presente alla cerimonia, sarà distribuito un segnalibro con un QR-code che raccoglie tutti i contenuti realizzati dai ragazzi nel percorso di formazione.
Il progetto “San Gennaro incontra i suoi ragazzi” si inserisce in un ricco programma di iniziative sociali che La Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro porta avanti con impegno e dedizione attraverso la condivisione dell’arte e della cultura, con lo scopo di coinvolgere sempre di più il territorio e le sue fasce più deboli in iniziative di formazione, accoglienza ed inclusione.
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13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Cosa innesca il meccanismo che scatena la malattia? Il documentario “Vite Sottili” punta i riflettori sul dilagante fenomeno dei disturbi alimentari, in particolare l’anoressia nervosa, raccontando le storie di tre ragazze tra i 14 e i 18 anni e i loro genitori, all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Prodotto da Garbo Produzioni per Warner Bros. Discovery, il documentario di Maite Carpio, in arrivo il 15 marzo alle 22.40 su Real Time in occasione della Giornata Nazionale contro i Disturbi del Comportamento Alimentare, è un emozionante viaggio tra malattia e speranza: dal grido di aiuto delle
pazienti e dei loro cari, alla fiducia nel grande lavoro silente dello staff medico al loro fianco. Corpo e bellezza, perfezione e malattia. I disturbi del comportamento alimentare sono patologie sempre più diffuse, che negli ultimi anni colpiscono i soggetti più fragili, bersaglio della comunicazione digitale in cui spesso le ragazze più giovani sono immerse, che promuove corpi femminili standardizzati. In Italia, bulimia e anoressia causano più di 4000 morti l’anno e in particolare quest’ultima rappresenta la seconda causa di morte tra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali.
Lorenza, Beatrice e Irene sono tre ragazze modello, sempre alla ricerca della loro perfezione al punto da averla trasformata in un’ossessione: l’idea che avere totale controllo sul proprio corpo possa dare loro l’illusione di sentirsi più sicure. Sono le loro “Vite sottili” quelle raccontate nel documentario, che affronta il percorso terapeutico all’interno del Unità operativa per disturbi alimentari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Una storia corale che esplora molteplici punti di vista del programma di riabilitazione: il rapporto con i genitori e i coetanei, gli stati emotivi che accompagnano la nascita, lo sviluppo e il superamento della malattia. Tre famiglie in tre diverse fasi del percorso al
fianco di tre ragazze che hanno trovato il coraggio di raccontarsi, nella speranza che la loro storia possa aiutare tanti altri.
“Vite Sottili” (52’) è prodotto da Garbo Produzioni per Warner Bros. Discovery. In arrivo il 15 marzo alle 22.40 su Real Time, disponibile anche su discovery+. L’hashtag ufficiale è #ViteSottili
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