07 Set, 2023 | Comunicare il sociale
In Italia sono oltre 30mila gli studenti della scuola dell’infanzia e primaria di primo e secondo grado che hanno ricevuto una diagnosi di celiachia, circa il 14% del totale delle persone diagnosticate (dati Ministero della Salute, 2021). Per questi bambini, settembre significa rientrare a scuola e affrontare un nuovo anno facendo i conti con la propria malattia e il confronto con i compagni di classe durante il momento del pranzo in mensa: è fondamentale che le scuole offrano un ambiente sicuro e inclusivo per gli studenti con celiachia.
Informare dunque insegnanti, addetti alle mense e gli altri studenti sulla celiachia e su come tutelare gli allievi celiaci è l’obiettivo che ha spinto AIC – Associazione Italiana Celiachia ad avviare alcune iniziative specifiche dedicate al mondo della scuola a supporto degli studenti con celiachia e le loro famiglie.
“In Fuga dal glutine” è il progetto che AIC porta nelle scuole dell’infanzia e primarie: giochi collettivi, quaderni didattici e favole a disposizione degli insegnanti per spiegare agli alunni cos’è la celiachia e, contestualmente, parlare di educazione alla diversità, alimentare e culturale, intesa come risorsa e ricchezza. Il progetto, interamente gratuito per le scuole, prevede un incontro informativo con i docenti interessati sui seguenti temi: celiachia, dieta senza glutine, gestione di eventuali difficoltà riscontrabili nella vita scolastica (come ad esempio la mensa). In questa occasione viene anche illustrato il materiale didattico da utilizzare in classe.
In parallelo, AIC ha avviato “A scuola di celiachia”, il programma nazionale di formazione rivolto agli Istituti Alberghieri per formare quelli che saranno i “ristoratori di domani”. L’obiettivo è fornire conoscenze sulla celiachia, sulle esigenze nutrizionali del celiaco, sulla gestione di tutte le fasi del servizio senza glutine. Studentesse e studenti possono svolgere progetti di Alternanza Scuola Lavoro presso locali aderenti al programma Alimentazione Fuori Casa senza glutine di AIC che raccoglie 4000 esercizi commerciali formati sulla celiachia e sulla dieta senza glutine.
La formazione può essere rivolta anche agli insegnanti a cui viene fornito materiale didattico ad hoc per parlare di celiachia e dieta senza glutine con i propri alunni aiutandoli a sviluppare interesse e consapevolezza verso chi convive con intolleranze alimentari. La formazione a insegnanti o, in alcuni casi, direttamente a studentesse e studenti, viene svolta da docenti esperti AIC e viene spesso integrata da laboratori pratici.
In Italia nel 2005 viene emanata la Legge quadro n. 123/2005 che norma la protezione dei soggetti malati di celiachia e contiene un articolo specifico sulla tutela alimentare delle persone celiache, l’articolo 4.3 che sancisce che ‘nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle mense delle strutture pubbliche devono essere somministrati, previa richiesta degli interessati, anche pasti senza glutine’. (Testo completo della Legge: https://celiachia.b-cdn.net/assets/uploads/2019/09/legge-123-2005-1.pdf)
“Attualmente il diritto al pasto senza glutine nelle mense della scuola pubblica è ampiamente garantito in tutta Italia. Possono ancora esserci specifici casi di mancata o parziale applicazione, come la richiesta di fornire alcuni alimenti da casa, su cui AIC intende intervenire: la dieta speciale senza glutine deve essere sempre garantita, essere analoga per tipologia di piatti e valori nutrizionali a quella degli altri studenti e non richiedere costi aggiuntivi alla famiglia” spiega Rossella Valmarana, Presidente di AIC – Associazione Italiana Celiachia “Il rientro a scuola rappresenta per bambini e ragazzi un momento significativo ed è fondamentale che possano viverlo con gioia: AIC lavora per garantire ai tantissimi studenti celiaci, e ai loro genitori, il diritto di affrontare il nuovo anno scolastico con serenità. Per questo abbiamo deciso di stilare e diffondere alcuni consigli pratici dedicati a genitori e insegnanti.”
Come richiedere la dieta senza glutine per la propria figlia o figlio?
Bisogna rivolgersi alla propria ATS/Comune/Scuola compilando l’eventuale modulistica per la richiesta di dieta speciale. Chiedere al medico/pediatra di libera scelta o del Centro Ospedaliero una certificazione attestante la diagnosi di celiachia e la necessità di dieta senza glutine, oppure fargli compilare il modulo già predisposto da ATS/Comune/Scuola.
Un alunno celiaco può mangiare insieme agli altri?
Assolutamente sì, gli alunni celiaci non solo possono mangiare insieme ai compagni, purché siano tutti informati del fatto che è celiaco e si faccia attenzione alle eventuali contaminazioni, ma devono essere integrati il più possibile, senza vivere il pasto come un momento in cui sentirsi diversi dagli altri. Gli insegnanti possono dare un contributo importante in termini di controllo e per sensibilizzare i compagni affinché prestino attenzione a non fare cose che per un alunno celiaco possono rivelarsi pericolose: esempio lanciare briciole di pane, scambiare le posate o fare assaggi da un piatto all’altro.
Un alunno celiaco può partecipare a uscite didattiche o lavoretti in classe che prevedono la manipolazione di materiali?
Non ci sono rischi se i materiali utilizzati sono naturalmente senza glutine, come ad esempio argilla, creta o terracotta. Via libera anche a pennarelli, pastelli, tempere e gessetti. Se l’attività prevede la manipolazione di farine o paste da modellare già pronte che possono contenere tracce di glutine, è necessario innanzitutto chiedere l’autorizzazione ai genitori, quindi insegnanti o educatori devono controllare che il bambino non porti nulla alla bocca, si lavi le mani accuratamente e indossi un grembiule pulito. Va sempre ricordato che il rischio è legato all’ingestione del glutine e non al contatto o all’inalazione. Quando in classe c’è uno studente celiaco, una soluzione inclusiva è quella di usare farine e paste per modellare senza glutine per tutti.
Come rendere sicura una gita scolastica che prevede pranzo e cena fuori casa?
Genitori, insegnanti e dirigente scolastico devono collaborare perché le strutture ricettive (alberghi/ristoranti) siano prontamente informate della necessità del servizio senza glutine. AIC, grazie al Programma Alimentazione Fuori Casa (AFC), mette a disposizione una Guida con oltre 4000 locali informati sulla celiachia e sulla dieta senza glutine tra cui la scuola può scegliere una struttura: i genitori possono condividere la Guida oppure la scuola può richiedere ad AIC il codice APP AIC Mobile.
Come far aderire la propria scuola ai progetti “In fuga dal glutine” o “A scuola di celiachia”?
Segnalate la vostra scuola all’AIC Locale che provvederà a presentare il progetto ai dirigenti scolastici, e l’istituto, se interessato, potrà aderire.
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06 Set, 2023 | Comunicare il sociale
“Non vorrei essere qui oggi. Non vorrei essere qui ad accompagnare l’ennesimo giovane figlio di Napoli, ucciso senza alcun motivo dalla mano di un altro figlio di questa città. Non vorrei essere qui non perché voglia sottrarmi al dolore immenso dei genitori di Giovanbattista e di tutti coloro – parenti, amici, compagni – che lo piangono con il cuore spezzato e straziato dall’angoscia, dall’incredulità, dallo smarrimento. Non vorrei essere qui perché semplicemente avrei voluto che non ce ne fosse il motivo”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, nell’omelia, durante i funerali di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso la scorsa settimana in piazza del Gesù a Napoli . “E più che parlare di Giovanbattista avrei voluto parlare con Giovanbattista, più che sentir parlare di lui, della sua bravura, della sua arte e voglia di vivere, avrei voluto toccarla con mano, magari ascoltando un concerto della sua orchestra o una delle sue magnifiche composizioni, come quella che il suo papà mi ha fatto ascoltare qualche giorno fa. Ma, purtroppo, nessuno di noi ha il potere di cambiare la realtà, nessuno di noi può far tornare indietro le lancette della storia e del tempo, fermando quella mano giovanissima ma già deviata, come purtroppo tante volte accade con i ragazzi di questa città”, ha aggiunto il vescovo di Napoli.
La piazza è gremita, a onorare la memoria del ventiquattrenne non solo amici, familiari e conoscenti, ma tantissimi cittadini stanche dello stato d’assedio in cui sono costretti a vivere. Ad accompagnare l’uscita del feretro dalla Basilica del Gesù nuovo, le note dell’Inno alla Gioia suonate dai suoi compagni del conservatorio.
“Ergastolo per il balordo, ergastolo per il balordo- ripete continuamente Daniela Di Maggio la mamma di Giovanbattista- Quel balordo ha ammazzato una comunità intera. Dobbiamo cambiare la storia con la morte di Giogiò, la sua morte è stato un sacrificio – ha aggiunto – era un faro, è inaccettabile. Gli ho preparato il vestito perchè ci teneva al concerto con la Scarlatti (l’orchestra in cui il giovane suonava, ndr) ed ora è nella bara”.
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06 Set, 2023 | Comunicare il sociale
Malinverno (Edizione Feltrinelli, pagine 336, costo 18 euro) nasce dalla vena poetica e fantasiosa di Dario Dara. Nato nel 1971, lo scrittore, dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Girifalco, in Calabria, ha studiato a Pisa, laureandosi con una tesi sulla poesia di Cesare Pavese. Numerosi i riconoscimenti ottenuti prima della pubblicazione di Malinverno quali il Premio Palmi, il Premio Viadana, il Premio Corrado Alvaro e il Premio Città di Como.
Le vicende rappresentate nel romanzo si svolgono a Timpamara e gli abitanti hanno nomi che evocano sogni e desideri.
Il protagonista Astolfo è guardiano del cimitero la mattina e al pomeriggio lavora in biblioteca. Ben presto verrà affascinato dalla foto di una donna posta su una lapide, priva di nome e cognome, senza nessuna indicazione circa la data di nascita e di morte. Una donna che lo turba a tal punto da indurlo a dare voce e nome a quel volto muto, misterioso e triste. La chiamerà Emma come la protagonista di Madama Bovary, libro da lui profondamente amato ed ogni giorno da innamorato andrà a farle visita. Intorno a tale vicenda si muovono, poi, personaggi stravaganti, taluni vivi altri estinti: dal resuscitato alla ragazza vedova alla vigilia delle nozze che tinge l’abito nuziale di nero e chiede ad Astolfo di celebrare il matrimonio, tanto agonizzato, con il defunto.
L’autore, sin dalle prime battute, palesa la capacità di trasformare in eventi importanti dei fatti ancorati alla quotidianeità e spesso privi di rilevanza, di donare ai morti la giusta collocazione nell’universo, voce a chi non riesce o non può farlo più.I pensieri, i sentimenti, i personaggi sono abilmente rappresentati e analizzati dall’autore con una forte carica introspettiva ed un infinito senso di umanità ed attenzione per i più fragili. Un libro che esalta la vita, riconoscendo importanza e dignità alla morte.
Maria Rosaria Ciotola
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06 Set, 2023 | Comunicare il sociale
Nell’approssimarsi del voto sull’adeguamento del PRG alla modifica del PUT apportata dalla Regione Campania per consentire la realizzazione del nuovo Ospedale unico della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, Legambiente Campania si appella alla Giunta e al Consiglio Comunale di Sant’Agnello perché venga scongiurata questa scelta che si sta rivelando sempre più divisiva per le comunità locali e fortemente problematica sia per le criticità di carattere urbanistico, ambientale e paesaggistico, sia per ricadute di carattere funzionale del servizio sanitario cui afferiscono oltre 100.000 cittadini della penisola sorrentino-amalfitana, in particolare dei comuni di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense e Positano.
La scelta di costruire un nuovo nosocomio a Sant’Agnello si basa su un’idea progettuale nata nel 2011 che, dopo oltre 10 anni, è giunta al progetto definitivo con una stima dell’investimento necessario di € 65.000.000,00, di cui € 61.750.000,00 a carico dello Stato e € 3.250.000,00 a carico della Regione). Molto opportunamente la nuova Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Antonino Coppola ha ritenuto utile fornire al Consiglio Comunale il supporto di consulenti esperti per la disamina delle osservazioni pervenute rispetto alla fattibilità e compatibilità dell’opera. Tra queste, in particolare, quella a firma congiunta del WWF e di Italia Nostra, pone addirittura pregiudizi sull’idoneità, per la sua genericità ed indeterminatezza, della delibera regionale di variante al PUT della penisola sorrentino-amalfitana di cui alla L.R. 35/1987, adducendo in particolare la violazione di precise disposizioni di legge e il contrasto con le prescrizioni del PUT.
Per Legambiente, oltre alle più che condivisibili violazioni segnalate dalle due associazioni, risultano di particolare gravità le criticità connesse quali: la scelta localizzativa/costruttiva che comporta un ulteriore incremento edificatorio, con un conseguente rilevante consumo di suolo. Un nuovo edificio di 5 piani, posto su un’area di sedime di circa un ettaro, occupata attualmente per la maggior parte da agrumeti, con una volumetria di 121.000 metri cubi, un’altezza di oltre 16 metri e un indice di edificabilità più che quintuplo rispetto a quello oggi vigente. Per tale struttura ad oggi non risulta prevista la dotazione di parcheggi pertinenziali , tanto da non poter soddisfare nemmeno le esigenze degli operatori sanitari, né tanto meno quelle dei visitatori e quelle a servizio delle degenze brevi delegando a un eliporto sul piano di copertura la funzione di accoglienza delle emergenze di ricovero che potrebbe essere compromessa dalla difficile accessibilità; alla mobilità, considerando le significative limitazioni connaturate al sistema trasportistico del contesto insediativo della costiera, che determinano serissimi problemi di accessibilità, sia con riguardo al trasporto privato che a quello pubblico, sia su ferro che su gomma; al rischio idrogeologico, in relazione alla sussistenza sul lotto di nuova edificazione di condizioni di rischio idrogeologico “molto elevato” (R4) attestato dal PSAI, connesso alla presenza del rivolo S. Giuseppe; alla compromissione del paesaggio e alla sua mancata tutela a fronte delle previsioni dello strumento di tutela paesaggistica sovraordinato vigente.
Inoltre, a queste criticità connesse alla salvaguardia del contesto territoriale, ambientale e paesaggistico si aggiungono quelle relative alla funzionalità del servizio sanitario e in generale alla tutela della salute dei cittadini e dei turisti.
Dopo la drammatica esperienza della pandemia di COVID 19 la programmazione sanitaria, a fronte delle più che opportune esigenze di razionalizzazione e riduzione delle diseconomie, nella riorganizzazione del sistema ospedaliero deve tener conto di una molteplicità di aspetti, a partire tra quelli demografici, urbanistici, sociali, economici, logistici, senza tuttavia operare in modo invariante rispetto alle specificità dei contesti. Ecco perché il tema della riorganizzazione del sistema sanitario attraverso la concentrazione nei cosiddetti “Ospedali Unici” è certamente positivo se mira non alla mera riduzione dei presidi sanitari, ma all’ottimizzazione dell’offerta di salute per gli abitanti dello specifico territorio. Al di là delle criticità logistiche, ambientali, paesaggistiche l’Ospedale Unico di Sant’Agnello non risulta soddisfare questi fondanti presupposti. Accentrare in un nuovo ospedale le funzioni svolte dai tre presidi esistenti (i due ospedali di Vico Equense e Sorrento e il Distretto Sanitario Mariano Lauro di Sant’Agnello) che allo stato operano in chiave integrata e sinergica ciascuno con funzioni diverse in un’unica struttura da realizzare a Sant’Agnello, non garantisce automaticamente il miglioramento della salute pubblica. L’articolazione dislocata rispetto al bacino di utenza, le difficoltà logistiche dovute alla particolare situazione geomorfologica del sito, la difficile accessibilità dovuta alla collocazione in pieno centro storico non sono presupposti ottimali per il ruolo che deve assolvere un Ospedale Unico.
Legambiente Campania fa appello alla sensibilità e alla responsabilità dell’Amministrazione Comunale di Sant’Agnello affinchè non venga approvato l’adeguamento del PRG alla modifica al PUT apportata dalla Regione Campania per consentire la realizzazione del nuovo Ospedale Unico al posto dell’attuale Distretto sanitario 59 “Mariano Lauro”.
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06 Set, 2023 | Comunicare il sociale
La tecnica è quasi sempre la stessa. Parliamo della truffa del finto corriere e a cadere nel tentativo di trappola è stata una donna di 80 anni.
La vicenda si è svolta a a Melito di Napoli e la vittima viene contattata da una sedicente nipote: “Nonna sta arrivando un pacco per me, è urgente! Per piacere paga tu il corriere!”.
La donna acconsente, deve consegnare 1.300 euro, ma in quei minuti di attesa che arrivi il corriere un dubbio la assale e fortunatamente contatta il 112.
Pochi istanti e i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Marano di Napoli raggiungono l’abitazione dell’anziana. I militari non indossano l’uniforme e si appostano in attesa che arrivi qualcuno. Passano pochi secondi e si avvicina all’ingresso dell’abitazione un uomo con una scatola tra le mani: è il truffatore. Si tratta di Michele Migliaccio*, 25enne di Afragola già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. I Carabinieri assistono al tentativo di scambio e intervengono. Il 25enne viene bloccato e arrestato, nella scatola solo alcune cialde di caffè. Dovrà rispondere di tentata truffa aggravata ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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