16 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il Comune di Napoli aderisce alla Giornata Mondiale della Prematurità, che si celebra domani. Per l’occasione, la facciata di Castel Nuovo e la Fontana del Nettuno in piazza Municipio si illumineranno di viola.
Sono circa 25.000 i neonati prematuri che ogni anno vengono alla luce in Italia. Piccoli e fragilissimi, a volte con un peso inferiore ai 1.500 grammi, si affacciano alla vita ed iniziano la loro sfida nella Terapia Intensiva Neonatale. Un percorso duro, a volte molto lungo, che i piccoli dovranno affrontare fuori dal grembo della mamma, ma con la fondamentale vicinanza dei genitori.
La Giornata Mondiale della Prematurità è giunta alla 15esima edizione. Come ogni anno, la SIN – Società Italiana di Neonatologia ha promosso diverse iniziative per sensibilizzare le persone. E proprio per richiamare l’attenzione sul tema, ospedali, piazze, monumenti, social network e siti web si vestiranno di viola, colore simbolo della giornata, grazie alla collaborazione di Comuni, associazioni e operatori sanitari. Il claim di quest’anno recita “Gesti semplici Grandi risultati: contatto immediato pelle a pelle per ogni neonato ovunque”.
La SIN e il Coordinamento delle Associazioni dei Genitori Vivere ETS collaborano per migliorare la qualità delle cure per i neonati prematuri e per tutti quei bambini ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Innanzitutto, battendosi per l’apertura delle TIN h24 e per dare la possibilità ai genitori di essere realmente parte integrante delle cure, stando a contatto con i loro piccoli sin da subito.
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16 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Nata di sole 29 settimane, la piccola Chiara (nome di fantasia) ha dovuto combattere sin da subito per la sua vita. Al suo fianco neonatologi, cardiologi pediatrici e cardiochirurghi pediatrici dell’Azienda Ospedaliera dei Colli per una storia che oggi, a distanza di 4 mesi, ha finalmente avuto un lieto fine. La bimba, nata a Foggia, è nata prematura a metà luglio. Sin da subito è stato chiaro ai medici che la sua non sarebbe stata strada semplice. Così, a soli 16 giorni di vita Chiara è stata trasferita d’urgenza presso l’UOC di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Monaldi, diretta dal dottore Giovanni Chello. Coartazione aortica la diagnosi. Era necessario intervenire chirurgicamente ma, a causa del basso peso, poco più di un chilo e mezzo, l’operazione sarebbe stata troppo rischiosa. «L’età e il peso veramente basso alla nascita – racconta il dottore Chello – rendevano impossibile l’intervento chirurgico».
Dopo aver ottenuto conferma della diagnosi di cardiopatia congenita, insieme ai cardiologi e all’equipe cardiochirurgica pediatrica del dottore Guido Oppido, i medici del Monaldi si sono resi conto che la bimba aveva anche il dotto arterioso di Botallo oramai chiuso. Condizione che rendeva lo scenario clinico e chirurgico ancora più critico.
«A quel punto, grazie anche all’impegno del dottore Alfredo Santantonio, che ha seguito il caso dal primo giorno, abbiamo messo in atto tutto quanto medicalmente possibile – prosegue Chello – e abbiamo ottenuto la crescita costante del peso». A metà settembre, dopo aver raggiunti i 2,4 kg di peso, la bambina è stata finalmente sottoposta ad intervento cardiochirurgico correttivo e dopo qualche giorno di degenza in terapia intensiva post-operatoria ed alcuni giorni di degenza in reparto, la piccola Chiara è stata dimessa e affidata alle cure dei genitori, prontamente istruiti sul follow-up da eseguire nei mesi a seguire.
A rendere possibile questo lieto fine, la grande sinergia tra neonatologi, cardiologi pediatri e cardiochirurghi pediatrici di una struttura, quella del Monaldi (Azienda Ospedaliera dei Colli) che da sempre è stata, ed è, il Centro di riferimento per la cura del neonato cardiopatico sia della Regione Campania che delle restanti Regioni del Sud Italia peninsulare.
«La storia di Chiara è uno dei tanti piccoli miracoli quotidiani che si compiono in ospedale. Una storia di attesa e di speranza che si è conclusa nel migliore dei modi grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutto il personale sanitario che, silenziosamente, lavora per assicurare a tutti i pazienti le migliori cure possibili» è il commento di Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.
I genitori di Chiara saranno presenti con la bimba, alla manifestazione del 17 novembre prossimo che si terrà presso l’Aula Magna del Monaldi in occasione della giornata mondiale del Prematuro.
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15 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Immagina Alzheimer e demenza in un bambino: in breve, questa è la sindrome di Sanfilippo, una malattia tanto grave, quanto sconosciuta. Per questo motivo giovedì 16 novembre, si celebra in tutto il mondo la Giornata di sensibilizzazione sulla sindrome di Sanfilippo o Mucopolisaccaridosi di tipo III.
Che cos’è la sindrome di Sanfilippo? È una malattia rara infantile, ad oggi senza cura. I bambini con questa sindrome nascono con un singolo difetto genetico, un singolo cambiamento nel loro DNA, che fa sì che i loro corpi manchino di un enzima necessario in grado di smaltire uno zucchero, chiamato eparan solfato, che svolge diverse funzioni a livello cerebrale. I loro corpi, in particolare il cervello, si intasano con livelli tossici che provocano una cascata di effetti dannosi. I bambini Sanfilippo gradualmente perdono tutte le abilità acquisite, come andare in bicicletta, parlare e deglutire. Soffrono di convulsioni, disturbi del movimento, provano dolore e sofferenza. Quasi sempre muoiono spesso prima dei 20 anni.
Poiché la sindrome è rara e può assomigliare ad altri disturbi, tra cui quelli dello spettro autistico o la malattia da deficit di attenzione/iperattività, la consapevolezza e l’educazione sono fondamentali per migliorare il riconoscimento, la comprensione e la gestione della malattia. Infatti quanto più precoce è la diagnosi, tanto più velocemente i pazienti e gli operatori sanitari possono cercare servizi di supporto e, se lo si desidera, accedere a studi clinici.
Questo 16 novembre 2023, per diffondere consapevolezza e sensibilizzare, l’Associazione Sanfilippo Fighters APS pubblica il documentario “Il Sogno dei Sanfilippo Fighters”. Il primo che racconta la vita delle famiglie che combattono ogni giorno con la Mucopolisaccaridosi di tipo III, comunemente conosciuta come sindrome di Sanfilippo. Questo documentario parla della malattia e di molto di più: della diagnosi, della vita che viene dopo, delle sperimentazioni, dei sogni e delle aspettative delle famiglie, della forza dell’Associazione… e del futuro. Una produzione Percorsi – Documentari per il cambiamento (@percorsidoc su Instagram e YouTube), in collaborazione con l’Associazione Sanfilippo Fighters APS.
Per scoprire di più sulla sindrome, visionare il documentario o fare una donazione a sostegno della ricerca, è possibile visitare il sito: www.sanfilippofighters.org
La battaglia contro la sindrome di Sanfilippo è dura, ma l’Associazione Sanfilippo Fighters e tutti i suoi sostenitori sono convinti che “Insieme si può fare”.
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15 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
Il Natale bussa alle porte di Gardaland Resort che risponde presente con un evento speciale di Natale dedicato ad aziende, gruppi di amici e colleghi. Una serata davvero esclusiva: la prima “cena in giallo” organizzata per liberare Babbo Natale, diffondere l’atmosfera natalizia e regalare un sorriso ai bimbi meno fortunati di tutto il mondo con una donazione a Merlin’s Magic Wand.
Tra misteriosi indizi e depistaggi Gardaland propone un’esperienza inedita che combina abilmente il divertimento con l’interesse per il mistero, creando una serata indimenticabile per tutti i partecipanti. Un format unico nel suo genere – rivolto ad un target di adulti – che andrà in scena nella cornice del Wonder Restaurant presso il Gardaland Hotel venerdì 15 dicembre alle ore 19:45.
“Chi ha rapito Babbo Natale?” sarà un evento esclusivo in cui, tra una gustosa portata, la migliore animazione e la fantastica atmosfera di Gardaland si dovrà scoprire chi e perché ha rapito Babbo Natale.
Ad arricchire la serata una proposta culinaria di tutto rispetto, che soddisferà ogni tipo di esigenza, che inizierà dall’ingresso con un aperitivo di benvenuto e gustosi appetizer e proseguirà al tavolo con un antipasto dai sapori invernali, un primo piatto che rispetterà le tradizioni italiane, un secondo che troverà ispirazione nelle più gustose pietanze natalizie e un dessert per festeggiare il mistero risolto, una coccola in vero stile natalizio con l’immancabile pandoro. Il tutto accompagnato dai migliori vini del territorio.
Per terminare la serata, e scambiarsi in allegria i migliori auguri di Natale, via libera al divertimento sulle note delle hit del momento per scatenarsi a ritmo di musica con colleghi o lo storico gruppo di amici, chiunque abbia voglia di immergersi in un mondo di mistero, intrighi e colpi di scena per una cena davvero indimenticabile.
L’evento sarà reso ancor più magico grazie al nobile fine di donare parte del ricavato a Merlin’s Magic Wand, l’ente di beneficenza di Merlin Entertainments che ha lo scopo di creare magiche esperienze per bambini in difficoltà e che opera a livello globale in tutte le oltre 140 strutture Merlin con tre programmi, legati tra loro dal filo unico della magia: Giornate magiche, Magia in tour, Spazi magici.
Con il primo programma, Giornate magiche, Merlin’s Magic Wand mira ad esaudire i sogni di tutti quei bambini che desiderano visitare un parco a tema, offrendo a loro e alle loro famiglie biglietti gratuiti. Con il secondo programma, si occupa di portare “a domicilio” tutta la magia che da sempre contraddistingue il mondo Merlin. In un minibus, in un treno o in un’auto raggiungono i bambini nelle scuole, negli ospedali, negli orfanotrofi o dovunque si trovino, portando il divertimento in persona. Con l’ultimo progetto, Spazi magici, Merlin’s Magic Wand interviene proprio nei luoghi in cui questi bambini trascorrono molto tempo, come ospedali, centri di cura, orfanotrofi, scuole per bisogni educativi speciali, creando spazi unici con aree ad hoc a tema, come un vero parco divertimenti di piccole dimensioni. Per maggiori informazioni https://www.merlinsmagicwand.org/about-us/
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15 Nov, 2023 | Comunicare il sociale
“La Dieta Mediterranea è in modo scientificamente provato il regime alimentare più sostenibile al mondo, perché fa bene alla salute delle persone (in senso fisico e nel senso della convivialità), alla salute dell’ambiente e ci riconcilia con le altre specie viventi”. Così Marino Niola, direttore, insieme con Elisabetta Moro, del MedEatResearch dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, presenta il tema della settima edizione della Mediterranean Lecture: il futuro sostenibile della cucina italiana.
Dal 2016 al Suor Orsola è diventata ormai una tradizione consolidata l’appuntamento annuale con il ciclo di lezioni magistrali ideato per celebrare con un approfondimento scientifico il ‘compleanno’ del riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale conferito nel 2010 da parte dell’UNESCO. Un approfondimento dedicato ad Ancel e Margaret Keys, gli scopritori della Dieta Mediterranea come stile di vita e modello agroalimentare sostenibile, che negli anni ha visto in cattedra grandi maestri (da Pier Luigi Petrillo ad Andrea Segrè, da Matteo Lorito a Paolo Giulierini) dell’antropologia, dell’archeologia, dell’economia e dei diversi settori della scienza per analizzare i valori della Dieta Mediterranea da diversi punti di vista.
Quest’anno in cattedra al Suor Orsola ci sarà chi la Dieta Mediterranea la pratica in cucina e la serve a tavola quotidianamente da oltre 50 anni: Livia Iaccarino, tra le più celebri ristoratrici italiane che, insieme al marito Alfonso Iaccarino, ha dato vita al ristorante Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi, a due passi da Sorrento, e alle sue dépendances a Macao, Toronto, Saint Louis, Nuova Zelanda, in Portogallo e a Lavello in Italia, unanimemente considerati gli avamposti della Dieta Mediterranea nel mondo.
L’appuntamento con la Mediterranean Lecture 2023 (“Una vita per la cucina italiana”) è fissato per giovedì 16 Novembre alle ore 11.30 nella Biblioteca Pagliara del Suor Orsola dove, dopo gli interventi introduttivi del Rettore, Lucio d’Alessandro, e del direttore del Dipartimento di Scienze formative, psicologiche e della comunicazione Enricomaria Corbi, ci sarà la lezione di Livia Iaccarino, che tornerà nell’Ateneo che nel 2019 le ha conferito il prestigioso Premio internazionale Elisa Frauenfelder “per il suo prezioso lavoro di pedagogia della dieta mediterranea”. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta streaming su www.facebook.com/unisob.
“Ridurre del 55% le emissioni prodotte già a fine 2024, un futuro sostenibile a 360°: dalla produzione dei rifiuti, ai consumi idrici ed energetici, alla qualità dell’aria ed alle emissioni di CO₂”. Livia Iaccarino, in dialogo con Marino Niola, al Suor Orsola illustrerà gli scenari futuri della cucina italiana sostenibile attraverso le nuove sfide di innovazione del ristorante Don Alfonso 1890, già premiato con la Stella Verde Michelin per le buone pratiche sostenibili. Un tema che al Suor Orsola è già da quasi un decennio uno degli assi portanti dell’attività didattica e di ricerca anche del Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche con il suo corso di laurea triennale in Economia aziendale e green economy ed il corso di laurea magistrale in Economia, management e sostenibilità. Gli studi e le ricerche sui temi della sostenibilità condotti dall’Ateneo napoletano sono pubblicati nella galleria dei contributi didattici e scientifici del Mediterranean Diet Virtual Museum (www.mediterraneandietvm.com), il primo museo digitale al mondo interamente dedicato alla Dieta Mediterranea, fondato proprio grazie al lavoro del MedEatResearch, il primo Centro di Ricerca accademico italiano specificamente dedicato alla Dieta Mediterranea.
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