PRESENTATO IL NUOVO PAN, IL MUSEO DELL’IMMAGINE DI NAPOLI

A marzo il PAN | Palazzo delle Arti Napoli chiuderà per avviare un piano di ristrutturazione che si compone di molteplici interventi – finanziati con fondi PNRR, POC Metro e POC Regione Campania e con risorse dalla Città Metropolitana di Napoli – la cui conclusione è prevista per il 2025. Alla riapertura, gli spazi del museo comunale saranno destinati al Museo dell’Immagine. Fotografia, cinema, digital art, ma anche pittura e scultura in dialogo con i nuovi media.
Museo come territorio dell’iconosfera. Un luogo in cui scoprire come le immagini oggi si trasformano, si contaminano e si ibridano, contribuendo a mutare il mondo che abitiamo.

Capitolo centrale del discorso avviato con Napoli Contemporanea –il programma di mostre ed installazioni voluto dal sindaco Gaetano Manfredi e curato da Vincenzo Trione, consigliere del sindaco per l’arte contemporanea e l’attività museale– il nuovo Museo dell’Immagine, progettato dall’architetto Giovanni Francesco Frascino, mira a ripensare l’attuale configurazione del PAN, riaffermando con forza l’originaria vocazione urbana dell’edificio settecentesco.
Guardando ai musei internazionali delle grandi città europee, il PAN affronta ambiti diversi: il rapporto con la città, la dimensione pubblica, l’esperienza visiva.

L’intento: offrire un luogo immersivo, con un impianto illuminotecnico dedicDa oggi ato e un grado di sicurezza adeguato agli standard museali odierni. Una sorta di kunsthalle che ospiterà mostre antologiche di grandi personalità dell’arte del nostro tempo e installazioni site specific originali, prodotte in partnership con istituzioni italiane e straniere.
Insieme con le sale dedicate a opere d’arte “museali”, il PAN prevede una stanza riservata a lavori di arte digitale. Suggerendo così il nesso tra offline e online su cui, oggi, si fonda l’istituzione-museo.
Oltre ad essere un luogo espositivo, il PAN – Museo dell’Immagine intende proporsi come vero centro di ricerca, in cui indagare le nuove frontiere del panorama visuale, ospitare progetti artistici tesi ad esplorare lo statuto delle immagini, seminari, dibattiti.
Alla programmazione del PAN sarà affiancata quella della Casina Pompeiana, che si propone come la nuova casa della performatività contemporanea.
Riprendendo l’attitudine sperimentale degli anni Novanta, ci si propone di trasformare la Casina in un luogo nel quale ci si possa confrontare, anche attraverso modalità laboratoriali e pratiche collettive, con le ultime tendenze dell’arte contemporanea. Un modo per affrontare un ambito centrale del panorama artistico attuale e colmare un vuoto nella programmazione culturale della città.

METAPAN – IL PROGETTO DIGITALE
La pausa dalle attività del Palazzo ha fornito l’occasione per avviare un’iniziativa che permetterà al Museo di restare “aperto” e attivo, ma nel metaverso. Nasce, così, MetaPan, da oggi aperto al pubblico. Un luogo destinato ad arricchire permanentemente l’offerta espositiva attraverso mostre d’arte digitale e aree virtuali in cui continuare a fruire dell’offerta museale cittadina attraverso uno sguardo legato alla ipercontemporaneità.

Un nuovo ed entusiasmante progetto digitale –finanziato dalla Città Metropolitana di Napoli e promosso dal Comune di Napoli in partnership con MEET Digital Culture Center, il Centro Internazionale per l’Arte e la Cultura Digitale di Milano– curato da Maria Grazia Mattei, Fondatrice e
Presidente di MEET e Valentino Catricalà, curatore d’arte contemporanea, con la supervisione tecnica dell’architetto Giuliano Bora, che ha realizzato lo spazio all’interno di una piattaforma immersiva tridimensionale.
L’obiettivo è promuovere l’immagine del futuro Pan in una maniera fruibile dal pubblico attraverso una piattaforma digitale che permetta ad ogni visitatore, attraverso l’utilizzo di un avatar, di immergersi nell’universo delle immagini.

Nella prima fase di apertura dello spazio virtuale, l’offerta culturale è incentrata sull’arte digitale attraverso una selezione di opere specifiche, create da quattro artisti di fama nazionale ed internazionale -Chiara Passa, Davide Quayola, Auriea Harvey e Bianco-Valente – che hanno colto l’opportunità di creare e mostrare le loro opere in un ambiente inedito progettato per evidenziare e dare risalto al mezzo artistico digitale.

UN CICLO DI MASTERCLASS NELL’AMBIENTE DIGITALE
Inoltre, lo sviluppo del MetaPan come spazio di comunicazione internazionale sarà anche occasione di collaborazione con accademie e università, per mettere a punto strategie di promozione del museo fisico attraverso gli spazi virtuali. Oltre alle sale espositive, infatti, lo spazio ospita anche una conference room che accoglierà, tra febbraio e marzo 2024, un ciclo di masterclass sulle tematiche legate all’arte digitale tenuto da alcuni tra i più importanti docenti ed esperti di arte e new media di rilievo nazionale ed internazionale: Derrick de Kerckhove, Ruggero Eugeni, Elisabetta Modena, Andrea Pinotti, Francesco Spampinato. Introdotti da Vincenzo Trione, gli appuntamenti saranno in parte aperti al pubblico e in parte riservati a studenti accreditati che potranno ricevere, alla fine del ciclo, un attestato di partecipazione all’iniziativa.

LE DICHIARAZIONI:
“Avviamo un progetto di riqualificazione di tutta la struttura che aveva bisogno di quest’intervento perché non era stata mai fatta la manutenzione dopo l’inaugurazione di vent’anni fa. Questo rientra in un programma più ampio di riqualificazione di tutti i siti culturali del Comune che sta partendo in questi mesi. La nostra idea – ha affermato il sindaco Manfredi – è che il PAN diventi un Museo dell’Immagine nel quale si coniughi l’arte con le nuove tecnologie, legando la tradizione con l’innovazione, cosa che è anche la grande forza della nostra città”.

“Il progetto relativo al PAN – ha spiegato Vincenzo Trione, consigliere del Sindaco per l’Arte e i Musei – ha l’obiettivo da un lato di immaginare un museo che sia in dialogo con l’offerta museale esistente in città, dunque con Capodimonte, il Museo archeologico, il MADRE e Gallerie d’Italia, dall’altro lato quello di creare qualcosa che avesse un’originalità sul piano internazionale. Dunque, è venuta fuori quest’idea del Museo dell’Immagine che non guarda solo a fotografia, cinema, nuovi media e arte digitale, ma anche al rapporto dei linguaggi tradizionali come la pittura e la scultura con i linguaggi più innovativi. I lavori dureranno circa un anno. Il PAN avrà anche una seconda sezione rappresentata dalla Casina Pompeiana. I lavori alla Casina probabilmente cominceranno nella prossima estate con l’obiettivo di trasformarla in un luogo della performatività”.

“Il progetto guarda innanzitutto alla storia del palazzo, ma tiene conto anche del rapporto con la città, della dimensione pubblica e dell’esperienza del visitatore e della sicurezza. La dimensione internazionale è stato l’incipit da cui è scaturito un progetto che vuole rendere il PAN all’altezza dei musei europei”, ha sottolineato Giovanni Francesco Frascino, progettista del nuovo Museo dell’Immagine.

“Il MetaPan – ha detto Maria Grazia Mattei presidente del MEET Digital Culture Center – è un progetto particolare di metaverso creato appositamente per trasmettere quello che sarà il PAN in attesa che vengano realizzati i lavori. Non è semplicemente un mondo virtuale, ma qualcosa più: è uno spazio dove gli artisti dell’arte digitale potranno sperimentare nuovi linguaggi e gli artisti dell’arte contemporanea si misureranno anche con i linguaggi digitali. Il pubblico potrà entrare in questo gemello digitale del PAN futuro, creandosi una propria esperienza di quella che è attualmente l’arte contemporanea”.

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Equitazione integrata per i bambini con disabilità, “A cavallo delle emozioni” cresce e coinvolge le scuole

Aiutare i bambini e le bambine con disabilità ad avere più fiducia in se stessi, a migliorare il proprio equilibrio fisico e relazionale, a ritrovare il sorriso, attraverso il contatto con i cavalli. Non destrieri qualsiasi, bensì Doroteo e Rospetto, protagonisti ormai da un anno, con il loro temperamento docile e mite, del progetto di sport equestre integrato “A cavallo delle emozioni” ideato all’istruttrice Paola Vallone, organizzato dal centro ippico “L’Antellino” e dalla Fondazione Fiorenzo Fratini Onlus in collaborazione con il Comune di Bagno a Ripoli. Dopo una prima fase sperimentale dedicata ad adulti con disabilità, adesso il progetto cresce e si estende alle scuole, coinvolgendo le alunne e gli alunni portatori di handicap degli Istituti comprensivi “Teresa Mattei” e “Antonino Caponnetto”.
Cinque i bambini, tutti delle scuole secondarie di primo grado “Redi” e “Granacci”, che nella giornata di ieri hanno vissuto il loro emozionante “battesimo” della sella. Prima prendendosi cura di Doroteo e Rospetto a terra, spazzolandoli, dandogli da mangiare e accompagnandoli nel recinto. Poi, un passo alla volta, provando a salire in groppa, come dei veri “cavalieri”. Il tutto sotto lo sguardo e la guida attenta di istruttori ed educatori qualificati.
Fondamentale per realizzare il progetto, oltre alla disponibilità del maneggio di via della Torre all’Antella di Lorenzo Cipriani, il supporto economico della Fondazione Fratini, che si rinnova dopo l’anno di sperimentazione e l’acquisto di una sella speciale in grado di facilitare la monta a cavallo per tutti. Si aggiunge il contributo del Comune necessario per estendere “A cavallo delle emozioni” ai bambini delle scuole, che come gli adulti saliranno in sella una volta alla settimana.
“Quando lo scorso anno la Fondazione Fratini ci ha parlato per la prima volta del progetto di equitazione integrata ce ne siamo subito innamorati. C’è dentro tutto. Natura, sport, amore per gli animali. Ma soprattutto inclusione, il superamento delle barriere. Ben presto – dice il sindaco Francesco Casini – abbiamo potuto vedere con i nostri occhi i benefici sulle persone adulte che vi partecipano, sia sul piano delle relazioni, delle capacità fisiche e motorie, che quello del buonumore. Dare questa possibilità anche ai più piccoli era un nostro obiettivo e ci siamo riusciti, per noi è un grande traguardo frutto di una bella sinergia tra privati, istituzioni e adesso anche scuole”.
“L’anno scorso abbiamo deciso di promuovere questo progetto perché crediamo fermamente che attraverso lo sport equestre i giovani e meno giovani con disabilità possano sviluppare un senso di responsabilità verso un altro essere vivente, rafforzando così la propria autostima. Quest’anno siamo molto felici che anche il Comune di Bagno a Ripoli abbia deciso di supportare il progetto insieme alla Fondazione Fiorenzo Fratini e speriamo – dice la Presidente della Fondazione Fiorenzo Fratini, la signora Giovanna Fratini – che questo sia solo l’inizio e che possa fare da apripista per tutti coloro che vorranno contribuire a sostenerlo. Vi basterà osservare gli occhi di questi bambini riempirsi di luce e stupore nel vedere e poter accarezzare per la prima volta un animale così grande, per innamorarvi di questo iniziativa importante! Lo sport aiuta a superare i propri limiti e le proprie paure e quando il mezzo è un animale come il cavallo tutto è più semplice, ogni barriera viene abbattuta , ogni ostacolo saltato e le diversità spariscono! Perché a gli occhi di un animale siamo tutti uguali”.
“Lavoro con la disabilità da quasi 20 anni e tanti degli obiettivi raggiunti nella attività sportiva con i ragazzi sono legati al fatto che di per sé il cavallo e l’ambiente del maneggio hanno una portata emotiva su tutti, tale da generare forti stimoli propositivi e per questo positivi. Anche Lorenzo Cipriani, da sempre impegnato nel lavoro in campo ostacoli con i suoi allievi che quotidianamente si allenano per migliorare le loro performances, resta ogni volta piacevolmente sorpreso dalla grande passione e forza di volontà e impegno che i ragazzi tirano fuori nel affrontare le lezioni. Siamo davvero contenti che grazie a questa nuova sinergia il progetto possa andare avanti anche quest’anno e dare grandi opportunità anche alla fascia più giovane degli studenti”, dichiarano l’istruttrice Paola Vallone e Lorenzo Cipriani del centro ippico l’Antellino.




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Riqualificazione e ambiente, nasce la “foresta urbana” di Monterusciello

Una sfida green per la città di Pozzuoli e il quartiere di Monterusciello. Ha preso il via il progetto di “foresta urbana”. L’intervento, dal valore di circa 1 milione e 400 mila euro, è promosso dal Comune di Pozzuoli ed è finanziato con fondi del Pnrr per la transizione ecologica. Prevista la piantumazione di quasi 60 mila tra alberi e piante (45.920 specie arboree e 13.780 specie arbustive) su un totale di 46 ettari, divisi in 19 aree, in prossimità delle abitazioni. Querce di leccio, di cerro, da sughero, alberi da frutto e pioppi, oltre a una variegata tipologia di piante, trasformeranno radicalmente il paesaggio e la qualità ambientale del territorio. Le specie scelte sono autoctone, compatibili cioè con le condizioni climatiche della zona e in modo da creare continuità con le specie già presenti in loco.

GLI OBIETTIVI – Le azioni sono rivolte al contrasto al cambiamento climatico. La realizzazione di boschi e corridoi ecologici, infatti, svolge una funzione contro la presenza di Co2 e inquinanti, nonché di mitigazione del fenomeno delle “isole di calore”. Come sottolinea Stefano Grasso, coordinatore dei progetti agro-naturalistici su Monterusciello “l’impatto è positivo anche dal punto di vista sociale con un maggiore benessere per gli abitanti del quartiere. Basti pensare alle condizioni di degrado nelle quali queste aree sono state lasciate per quasi 40 anni, fin dal primo insediamento abitativo. O agli usi impropri di questi terreni, per i quali è stata necessaria in più punti una significativa opera di pulizia, messa in sicurezza e rimozione di rifiuti, anche ingombranti. Oggi la prospettiva è farne in un futuro prossimo piccoli “polmoni verdi”. In un processo di rigenerazione che si pone in continuità e in sinergia con il progetto MAC – Monterusciello Agro City, finalizzato alla produzione agricola di qualità e realizzato su terreni vicini o adiacenti.”

I DETTAGLI – La riforestazione segue diverse fasi. Dall’eliminazione della vegetazione infestante, alla messa a dimora di piante e alberi, fino alla manutenzione, affidata per i primi 3 anni alle società di settore individuate a seguito di bando di gara, che si occuperanno tra l’altro dell’irrigazione di emergenza e della potatura straordinaria. La piantumazione ha l’obiettivo di ricreare le disposizioni naturali della vegetazione in bosco, con alberi e piante posti a distanza di 3 metri tra loro. Sono previste, inoltre, “chiarie” prive di vegetazione per interrompere eventuali eventi distruttivi come gli incendi e sentieri per facilitare le attività di manutenzione e la fruibilità degli spazi. Le 19 aree si caratterizzeranno come cerreta, frutteto, ostrieto, sughereta, pioppeto e lecceta, in base alla specie quella prevalente.  

 LE PRIME PIANTUMAZIONI – Si è partiti dall’area 15, la più estesa di tutte, situata nei pressi del piccolo borgo di Torre Santa Chiara, dove è programmata la piantumazione nelle prossime settimane di oltre 10 mila arbusti e piante. Gli alberi, in maggior parte querce di leccio, di cerro e di novella, hanno un’età non superiore ai 2 anni, proprio per favorirne l’impianto. Secondo i tempi della natura, la loro crescita dovrebbe raggiungere i 3 metri di altezza tra 2 anni e quella massima di 7 metri tra 10 anni, mentre il termine per la piantumazione in tutte le aree è fissato al 30 giugno del 2024.

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VI EDIZIONE DI “SENSUABILITY, TI HA DETTO NIENTE LA MAMMA?”: LA MOSTRA CHE SFIDA I PREGIUDIZI SU DISABILITÀ E SESSUALITÀ

Appuntamento a San Valentino con la sesta edizione di “Sensuability, ti ha detto niente la mamma?”. Sarà inaugurata il 14 febbraio, a partire dalle 18.00 presso la Casa del Volontariato di Roma (Via Galilei, 53), la mostra di fumetti e illustrazioni promossa dall’associazione di promozione sociale NessunoTocchiMario (NTM), nell’ambito del progetto Sensuability, per approfondire il legame tra sessualità e disabilità. Ideatrice dell’iniziativa e presidente dell’associazione è Armanda Salvucci, anima del concorso e della mostra.

In mostra oltre 150 tavole: 91 sono le opere provenienti dalla sesta edizione di “Sensuability & Comics”, concorso che vede il coinvolgimento del Comicon, a cui si aggiungono oltre 60 tavole che portano la firma di alcuni tra i più grandi illustratori e fumettisti italiani.

L’obiettivo dell’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, è scardinare i pregiudizi che ruotano intorno al binomio sessualità e disabilità, affrontato dagli artisti con ironia e leggerezza. Il tema scelto per il 2024 è il rapporto tra sessualità, disabilità, fiabe e favole. Gli artisti sono stati chiamati a rappresentare la loro idea di sensualità e sessualità declinata su fisicità troppo spesso bollate dalla società come imperfette.

Nel corso dell’evento in programma a San Valentino saranno premiati i tre vincitori del concorso, che ha visto come presidente di giuria l’illustratore Fabio Magnasciutti, autore della locandina della sesta edizione. Con lui gli esperti: Luca Laca Montagliani, Elena Mirulla, alino e Armanda Salvucci. Durante la cerimonia di premiazione, spazio alla musica con l’esibizione dei “Not Due”: l’illustratore Fabio Magnasciutti e Alessio Morglia, rispettivamente voce e chitarra della band Her Pillow.

“Abbiamo giocato con le fiabe, le favole, i miti. Abbiamo chiesto ai nostri artisti di raccontarci, illustrarci la loro idea di sessualità e disabilità. Abbiamo chiesto loro, come ogni anno, di farci sorridere, ridere, attraverso le loro tavole. E come ogni anno ci sono riusciti. – commenta Armanda Salvucci, presidente di NTM e ideatrice del progetto Sensuability –. Veder aumentare sempre più il coinvolgimento intorno a questo progetto è motivo di grande orgoglio e il frutto di quanto seminiamo durante l’anno, portando avanti una rivoluzione gioiosa e sensuale.

Sensuability è una nuova idea di sessualità ma è anche un modo di essere, di agire nei confronti degli stereotipi. I nostri corpi sono sensuali nelle loro imperfezioni, sono unici, possono essere attraenti e devono essere espressi nella loro eterogeneità, amati da noi stessi così come sono. Un messaggio che non ci stancheremo mai di esprimere, che deve arrivare al cuore dei tanti ragazzi vittime dei modelli di bellezza che la società ci impone, minati nella loro sicurezza e nella loro serenità”.

La mostra si propone di contribuire a ridisegnare un nuovo immaginario erotico di corpi non perfetti ma estremamente sensuali e, allo stesso tempo, far riflettere sulla grande varietà di fisicità che abitano il mondo. E che il mondo deve prevedere. L’esposizione sarà visitabile (su prenotazione al numero 335 6524950) fino al 28 febbraio 2024.

Partner dell’iniziativa: Milo Manara, Comicon, ARF – Il Festival del Fumetto, Associazione Giulia – Giornaliste, Omar – Osservatorio Malattie Rare, Vita, Non Profit Women Camp, Parsec, Le Plurali Editrici, Officina B5, Alleanza Malattie Rare, Istituto di sessuologia Clinica di Roma, Assif, Come si scrive una grande storia, Terre des Hommes onlus.

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Inefficienze e dispersioni termiche negli edifici monitorati da Legambiente e Kyoto club

Seconda tappa per la nuova campagna di Legambiente e Kyoto Club #perunsaltodiclasse con un press tour organizzato dalle due Associazioni a Napoli, nel quartiere di Ponticelli, che ha visto i tecnici di Legambiente, insieme alle autorità locali, regionali, impegnati nelle analisi termografiche di diversi edifici residenziali – pubblici e privati – di epoche differenti, con l’obiettivo di “far toccare con mano” i principali problemi del settore edilizio come le dispersioni termiche che caratterizzano gli edifici e che portano ad un aggravio delle bollette energetiche oltre ad incidere in maniera importante sulle emissioni climalteranti.

Durante il press tour, sono state presentate una selezione di circa 20 termografie effettuate a fine gennaio in diverse giornate, tra il Rione Incis e Via Argine nel quartiere di Ponticelli di Napoli, riguardanti sia edifici privati che di edilizia popolare. La problematica più ricorrente nelle foto scattate è quella dei ponti termici: gli infissi dei balconi e delle finestre diventano il primo punto di dispersione di calore, che passa dall’interno dell’edificio, più caldo, verso l’esterno, più freddo. Parte delle termografie sono state realizzate in collaborazione con un gruppo di ragazzi e ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Marie Curie, che seguono con Legambiente Campania il progetto P.E.C.S.S. – Patti educativi per comunità sostenibili e solidali, percorso di educazione ambientale ed energetica che mira a contrastare le povertà educativa attraverso azioni di orientamento verso le scuole secondarie di secondo grado e verso i Green Jobs. I ragazzi sono stati coinvolti in prima persona nella presentazione delle termografie che hanno effettuato nella loro scuola.

Il Press Tour ha preso il via dall’ingresso dell’ITI Marie Curie in via Argine, Ponticelli. Si è scelto il quartiere Ponticelli perché le periferie delle grandi città sono il più delle volte luoghi dove i problemi di inefficienza energetica degli edifici sono più evidenti. Inoltre, il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze in un’azione come quella di un press tour era perfetto per proseguire con il lavoro che Legambiente Campania porta avanti nella periferia est della città, dalla comunità energetica di San Giovanni ai percorsi di educazione energetica e ambientale negli istituti scolastici.

“Siamo qui oggi nel quartiere Ponticelli di Napoli- ha dichiarato Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- per presentare risultati delle termografie sui principali edifici del quartiere ed evidenziare i casi tangibili di inefficienza energetica come le dispersioni di calore, che contribuiscono significativamente alle emissioni di gas serra. Infatti, solo il settore residenziale contribuisce al 24,2% delle emissioni di gas serra. L’efficienza energetica è quindi cruciale per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Infatti, un passaggio dalla classe G alla classe A si traduce in un risparmio di circa l’80% sui consumi energetici. Chiediamo alla classe politica di rispondere con impegno e adottare misure mirate a promuovere l’efficientamento energetico e sostenere la decarbonizzazione, al fine di garantire un futuro sostenibile per tutti, per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica.”

Le indagini termografiche rappresentano ad oggi la tecnica più sicura, non invasiva e affidabile per questo tipo di monitoraggi. Con l’utilizzo di una termocamera, infatti, vengono rilevate le variazioni di temperatura delle superfici degli oggetti, determinando ponti termici, inefficienze e dispersioni che rappresentano non solo un inutile spreco di energia termica, ma anche lo stato di non comfort abitativo, costringendo milioni di famiglie a spendere molto di più per riscaldare gli ambienti, portando i costi delle bollette a valori decisamente notevoli. Questo strumento, infatti, misura la radiazione infrarossa emessa dalle superfici inquadrate, che varia in base alla temperatura, e i risultati vengono presentati all’operatore come un’immagine di differenti colori, ciascuno dei quali rappresenta diverse temperature superficiali. E i risultati emersi da questo press tour non sono incoraggianti, perché evidenziano una significativa dispersione di calore in diverse strutture. Un fenomeno che contribuisce all’aumento dei consumi energetici e comporta un impatto negativo sull’ambiente: non a caso il patrimonio edilizio è uno dei principali settori responsabili delle emissioni climalteranti con la sua forte dipendenza dalle fonti fossili, con particolare riguardo al gas: oltre il 40% del gas fossile consumato nel nostro Paese, infatti, viene proprio dal settore edilizio.

Diverse le misure che potrebbero essere adottate a livello nazionale e locale per migliorare la situazione – ha dichiarato Katiuscia Eroe, Responsabile Energia Legambiente – a partire da una riforma degli incentivi del settore edilizio accessibili a tutti in base alle prestazioni e al reddito – solo nel 2022 si sono spesi oltre 17 miliardi di euro in sussidi ambientalmente dannosi tra la promozione di caldaie a gas e sconti di IVA che rendono il patrimonio edilizio vetusto e inefficiente – passando per l’isolamento termico negli edifici, incoraggiando l’installazione di materiali innovativi e sostenibili per ottenerlo, finestre ad alte prestazioni energetiche, fonti rinnovabili per decarbonizzare i sistemi di riscaldamento e raffrescamento, comunità energetiche e configurazioni di autoconsumo collettivo.

Il settore residenziale è secondo solamente a quello dei trasporti in termini di consumi finali di energia. L’Italia, dopo le modifiche al Superbonus e l’affossamento della cessione del credito, necessita di politiche incisive e accessibili alle famiglie a medio e basso reddito. L’approvazione della EED e la discussione di quella sulle Case Green, che non sta andando nella direzione sperata, rappresenterebbero non la soluzione al problema, ma un punto di partenza nel percorso di decarbonizzazione del nostro patrimonio edilizio, ancora altamente climalterante.

“L’Italia ha bisogno non solo di politiche lungimiranti e più ambiziose di quelle che oggi si stanno definendo a livello comunitario – ha dichiarato Sergio Andrei, direttore di Kyoto Club – ma anche di dare risposte concrete alla mancanza di politiche di riqualificazione del settore edilizio che aiuterebbero le famiglie a ridurre i costi energetici, le imprese ad innovarsi e a creare migliaia di posti di lavoro, dando nuovo slancio al sistema Paese. A partire dalla decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento e dall’utilizzo di materiali nuovi e innovativi già pronti sul mercato.”

A livello nazionale gli obiettivi possono essere decisamente più ambiziosi: abbassare entro il 2030 i consumi degli edifici residenziali, riducendo al tempo stesso il loro impatto emissivo, e uscire definitivamente dalla dipendenza dal gas nel 2035. Nello studio “La decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento” condotto da Elemens per Legambiente e Kyoto Club, nel modello “Gas reduction 2030”, si va oltre gli obiettivi proposti dalla direttiva EED che stima per l’Italia una diminuzione di appena 6,1 miliardi di smc di gas fossile per il riscaldamento domestico rispetto ai consumi 2020, con una riduzione pari al solo 37% in meno. È importante che l’Italia riveda al rialzo gli obiettivi minimi di risparmio fissati dalla direttiva europea entrata in vigore a settembre 2023 per raggiungere almeno il 2% di riduzione annuo dei consumi nel 2024-2025 (+ 0,7% rispetto al limite europeo pari a 1,3%); il 3% nel 2026-2027 (il doppio di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari ad 1,5%) ed il 4,5% nel 2028-2030 (+ 2,6 rispetto di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari a 1,9%); occorre mettere in campo una serie di interventi strutturali non più rimandabili, eliminando incentivi e sussidi alle tecnologie a fonti fossili, migliorando gli strumenti di monitoraggio, modificando l’attuale sistema di detrazioni con l’introduzione di un sistema premiante proporzionale ai risultati ottenuti, e reintroducendo la cessione del credito per tutti gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche. Inoltre, a partire dal 2025, è necessario vietare l’installazione di tecnologie che impiegano fonti fossili e introducendo un Fondo dedicato alle famiglie a medio e basso reddito per la copertura dei costi non sostenuti dal sistema incentivante.

Per un salto di classe è la nuova campagna di advocacy di Legambiente e Kyoto Club che nasce per sensibilizzare Amministratori politici nazionali, regionali e locali, cittadine e cittadini ma anche progettisti e condomini sull’importanza per il nostro Paese di avere una seria e lungimirante politica di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, a partire dalla decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento e dalla riduzione delle emissioni di carbonio incorporato che caratterizza la filiera delle costruzioni e delle riqualificazioni edilizie

L’articolo Inefficienze e dispersioni termiche negli edifici monitorati da Legambiente e Kyoto club proviene da Comunicare il sociale.