Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano (10-12 febbraio), dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 – H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra “La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone”, in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop.
Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia.
L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo.
“L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani.
“La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
“L’aria di Bagnoli torna a farsi irrespirabile. Mentre il quartiere si trasforma in un grande cantiere a cielo aperto per accogliere le sfide veliche della Coppa America, la qualità dell’aria subisce un brusco tracollo”. A denunciarlo sono i comitati civici del territorio, supportati dai dati tecnici dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania), che evidenziano una situazione critica proprio in corrispondenza delle aree di bonifica.
“Secondo le rilevazioni della centralina situata a Città della Scienza- denunciano i comitati– lo scorso 2 febbraio si è registrato un picco allarmante. In una giornata caratterizzata da raffiche di vento, il valore del PM10 è schizzato a 112 µg/m³, ben oltre il doppio del limite legale fissato a 50 µg/m³. Anche le particelle più sottili e insidiose, le PM2.5, hanno varcato la soglia di guardia. I primi dati ARPA confermano quello che già temevamo: le polveri sottili dei cantieri sono fuori controllo,” denunciano i rappresentanti dei comitati in una nota durissima. “Per legge si può sforare al massimo 35 volte in un anno, e siamo solo a inizio febbraio. Per le istituzioni significa pagare una multa, per noi respirare altro veleno”.
Il quartiere di Bagnoli-Coroglio non è un’area qualsiasi: è classificato come SIN (Sito di Interesse Nazionale) a causa della massiccia presenza di inquinanti storici nel suolo, eredità dell’ex industria pesante. Proprio per questo, il sollevamento di polveri durante i lavori di movimentazione terra non è solo un problema respiratorio generico, ma un potenziale rischio tossicologico.
I cittadini chiedono trasparenza su cosa stiano effettivamente inalando: “Quella che si accumula sui nostri balconi non è terra qualsiasi. È gravissimo che non ci siano notizie sui controlli chimici relativi a metalli, IPA e amianto. Nessuno ha reso pubblico se li stanno facendo e quali sono i risultati”.
Scontro sui tempi
Sullo sfondo della protesta c’è il cronoprogramma serrato per la Coppa America. I comitati sospettano che la necessità di consegnare le aree in tempo per l’evento internazionale stia portando a una riduzione delle misure di sicurezza (come l’irrorazione costante dei cumuli di terra o l’uso di barriere protettive più efficaci). “Queste sono le ennesime dimostrazioni che quest’opera non è stata fatta per il bene della popolazione,” prosegue la nota. “Anche se ora dovessero correre ai ripari, questi dati restano la prova di una gestione opaca e pericolosa, che è carta conosciuta”.
Si terrà giovedì 19 febbraio alle ore 9.30 a Portici l’evento “Volontariato, generazioni a confronto” promosso nell’ambito del progetto nazionale Coinvolgi.net, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L’iniziativa, promossa da People Help the People APS, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Liceale “Quinto Orazio Flacco” e con il coinvolgimento di realtà associative e operatori del territorio impegnati nel campo dell’educazione e del volontariato, rappresenta una ulteriore tappa del percorso di sensibilizzazione e promozione del volontariato giovanile sviluppato su tutto il territorio italiano.
L’evento si svolgerà presso la sede dell’istituto scolastico e coinvolgerà studenti, docenti, rappresentanti del Terzo settore e volontari, in un’ottica di rete e coprogettazione.
L’attività è concepita come momento di incontro e riflessione partecipata, durante la quale i giovani avranno l’opportunità di confrontarsi con esperienze concrete di volontariato, ascoltare testimonianze dirette e interrogarsi sul valore dell’impegno civico come strumento di crescita personale e comunitaria. Attraverso interventi strutturati, dinamiche di confronto e spazi di discussione guidata, l’iniziativa mira a stimolare consapevolezza, senso di responsabilità e partecipazione attiva, rafforzando il ruolo dei giovani come protagonisti dei processi di cambiamento sociale.
L’evento di Portici si colloca in continuità con analoghe azioni già realizzate in diverse regioni italiane e contribuisce alla costruzione di una rete nazionale di esperienze territoriali, accomunate dalla volontà di promuovere una cultura del volontariato fondata sulla partecipazione, sulla condivisione delle risorse e sulla costruzione di comunità educanti. In questo senso, l’iniziativa non rappresenta un intervento isolato, ma parte integrante di una strategia più ampia orientata a rafforzare il capitale sociale giovanile e a generare un impatto educativo, sociale e culturale diffuso e duraturo.
Saranno presenti: Iolanda Giovidelli – Dirigente scolastica dell’I.I.S. Liceo Quinto Orazio Flacco Florinda Verde – già Assessore all’Ambiente Luca Manzo– già Assessore all’Istruzione Umberto Cristadoro – Presidente CSV Napoli Giuseppe Labita – Presidente People Help the People APS
Interverranno: Vincenzo De Falco: “L’importanza del volontariato sul sostegno psicologico di persone con problemi di salute” Giovanna De Rosa: “Il CSV come agenzia di sviluppo del volontariato” Ornella Esposito: “Cosa ci guadagno? Testa, cuore e mani in azione: il valore del volontariato oltre la gratuità”
Modera i lavori Anna Improta – Presidente di ARS Diapason APS
Saranno le sentinelle dell’ambiente, pronte ad elevare una “Multa Morale” ai cittadini sporcaccioni. La singolare iniziativa parte da Caivano, dove il consiglio comunale dei bambini ha deliberato l’istituzione di una sanzione simbolica, non pecuniaria, ma volta a sensibilizzare la cittadinanza sul corretto rispetto della raccolta differenziata e in particolare per combattere l’abbandono incontrollato di rifiuti, ma anche i comportamenti maldestri in tema di viabilità e parcheggio selvaggio.
La delibera, votata all’unanimità, sarà consegnata al Ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, “affinché i bambini di Caivano possano realizzare i propri desideri” si legge nel testo che istituisce la “Multa Morale”
L’iniziativa è stata presentata alla città nel corso di una conferenza tenutasi presso la Biblioteca comunale all’interno del Castello Medievale di Caivano. E’ stato il sindaco Antonio Angelino a raccogliere la sfida dei piccoli consiglieri, partecipando all’evento voluto dal primo cittadino.
Nel corso della conferenza è stato presentato, infatti, il nuovo piano del servizio di igiene ambientale, alla presenza del gestore Green Attitude-Ecogin. Sarà sviluppata una massiccia campagna di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza, proprio per abbattere il fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti. E i protagonisti di questa campagna saranno proprio i ragazzi del consiglio comunale dei bambini. Saranno organizzati incontri in tutte le scuole, coinvolgendo anche gli altri piccoli studenti.
Secondo la delibera votata all’unanimità dal piccolo consesso cittadino, le multe saranno “elevate” dai bambini accompagnati dalla polizia municipale e saranno consegnate direttamente ai trasgressori.
Un’idea, quella del consiglio dei piccoli, partorita perché “troppo spesso le strade della città di Caivano sono occupate dai rifiuti e troppe volte anche da auto parcheggiate male, ma anche da deiezioni degli animali domestici non rimossi dai padroni” scrivono i piccoli caivanesi.
“Mi ha colpito fortemente l’ultima delibera approvata dal consiglio comunale dei bambini – dichiara il sindaco Antonio Angelino – Mi hanno chiesto sia di partecipare in prima persona alla campagna di sensibilizzazione ambientale che avvieremo insieme al gestore Green Attitude-Ecogin, poi hanno organizzato l’iniziativa della multa morale. Una giornata, che si ripeterà, in cui sono scesi in strada i bambini e hanno multato i trasgressori per il mancato rispetto della raccolta differenziata o la sosta selvaggia. Sono due deliberazioni molto belle, che ho custodito gelosamente e ho presentato alla città perché merita il nostro sostegno”.
Nelle settimane segnate dal passaggio del ciclone Harry sul Mediterraneo centrale, secondo organizzazioni umanitarie e reti di monitoraggio indipendenti, fino a mille migranti potrebbero essere morti o dispersi in mare nel giro di pochi giorni, in quella che rischia di diventare una delle tragedie più gravi degli ultimi anni lungo le rotte migratorie verso l’Europa.
Le partenze sarebbero avvenute in gran parte dalle coste tunisine, in condizioni meteorologiche estreme. Decine di imbarcazioni fragili sarebbero state spinte in mare proprio durante il picco della tempesta, con persone a bordo prive di informazioni, protezioni e strumenti minimi di sicurezza. Una dinamica che, secondo le organizzazioni presenti sul campo, non può essere ridotta a fatalità naturale ma va inserita dentro un quadro più ampio fatto di traffici, pressioni migratorie e politiche di controllo dei confini.
Il Mediterraneo resta infatti la rotta migratoria più letale al mondo. Negli ultimi anni migliaia di persone hanno perso la vita tentando di raggiungere l’Europa. Una strage silenziosa che spesso scompare dal dibattito pubblico, concentrato più sui numeri degli sbarchi che su quelli dei dispersi. Una narrazione parziale che rischia di disumanizzare un fenomeno complesso e profondamente legato a guerre, instabilità economica, crisi climatica e disuguaglianze globali.
In questo contesto si inserisce l’appello dell’Associazione Don Bosco 2000, che invita il Governo italiano a rivedere radicalmente gli accordi con Tunisia e Libia sul controllo dei flussi migratori, chiedendo maggiore trasparenza, responsabilità condivise e politiche di accesso legali e sicure, capaci di sottrarre terreno ai trafficanti e di rimettere al centro la tutela della vita umana.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, le partenze durante eventi meteorologici estremi dimostrerebbero l’inefficacia degli attuali sistemi di controllo e la persistenza di un sistema in cui i trafficanti continuano a decidere della vita e della morte delle persone. Una situazione che impone una riflessione più ampia sul ruolo dell’Europa, sulla gestione dei confini e sulla responsabilità internazionale nella gestione dei flussi migratori.
La tragedia dei “mille” diventa così il simbolo di una ferita aperta nel cuore del Mediterraneo: l’ennesimo capitolo di una crisi umanitaria che continua a consumarsi sotto gli occhi del mondo.