Il senso sociale della Giornata dei Calzini Spaiati

Oggi, venerdì 6 febbraio 2026, si celebra la Giornata dei Calzini Spaiati, un’iniziativa nata nel 2013 in una scuola primaria del Friuli con l’obiettivo di promuovere l’accettazione delle differenze e la diversità dell’altro. Indossare calzini diversi diventa così un gesto simbolico per ricordare che le differenze non sono un difetto, ma una ricchezza.

La Giornata dei Calzini Spaiati è diventata un appuntamento annuale che coinvolge scuole, famiglie e comunità in tutta Italia. Attraverso attività didattiche, laboratori creativi e momenti di riflessione, si cerca di sensibilizzare soprattutto i più piccoli sull’importanza dell’inclusione e del rispetto reciproco.

Inoltre, molte associazioni e organizzazioni no-profit colgono l’occasione per promuovere campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi a sostegno di cause sociali, come la lotta contro il bullismo e il supporto alle persone con disturbi dello spettro autistico.

Partecipare è semplice: basta indossare due calzini diversi e condividere una foto sui social con l’hashtag #calzinispaiati, per diffondere un messaggio di empatia e solidarietà

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Dal Policlinico Federico II partono le macchine per il NutriMAS in Uganda

Lunedì 9 febbraio, alle 13.30, partiranno dall’edificio 19 A del Policlinico dell’Università Federico II (via Pansini, 5 – Napoli) i macchinari con cui NutriAfrica ODV produrrà in Uganda un alimento terapeutico a rapido utilizzo alternativo a quelli già in commercio.

L’impianto, composto da una tostatrice, un mulino a sfere e uno a martelli, un compressore e una Dosicream, è stato acquistato esclusivamente con donazioni, a partire dal 2016.

Le macchine alimentari saranno spedite a Gulu, in Uganda, dove saranno utilizzate per produrre il NutriMAS.
Il NutriMAS è l’alimento terapeutico per la cura della malnutrizione acuta severa infantile messo a punto in anni di studi e ricerche da Vincenzo Armini, fondatore e presidente dell’ODV.
Caratteristica principale del NutriMAS é la sostenibilità, in quanto prodotto con ingredienti reperibili nei paesi del sud globale. L’idea alla base del progetto è trasferire tecnologie alle comunità locali, affinché siano in condizione di affrontare in autonomia le crisi di malnutrizione.

Attualmente, Armini si trova a Gulu, dove, a partire dall’ottobre 2025, ha iniziato a lavorare alla fase operativa del progetto, con la predisposizione dei locali per la produzione e l’individuazione dei bambini beneficiari, in sinergia con gli ospedali locali.

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Lo Stato incassa, le famiglie pagano: il paradosso dell’azzardo legale

C’è una fila silenziosa che ogni giorno affolla tabaccherie e ricevitorie. È una fila che muove miliardi ed è la fila di chi tenta la fortuna per necessità più che per gioco, di chi cerca nella combinazione giusta una via d’uscita da stipendi insufficienti, debiti, precarietà. In quella fila si consuma uno dei paradossi più profondi del sistema pubblico italiano: il gioco d’azzardo legale è oggi la terza fonte di gettito fiscale per lo Stato, con miliardi di euro che ogni anno passano dalle tasche delle famiglie alle casse pubbliche.

È da qui che parte la riflessione lanciata dal Forum delle Associazioni Familiari della Campania insieme a Finetica Ets Antiracket e Antiusura, dopo l’entrata in vigore della riforma dei giochi numerici. Una riforma che introduce nuove regole su puntate, limiti e controlli, ma che – secondo le associazioni – non risponde alla domanda di fondo: può uno Stato costruire una parte rilevante del proprio bilancio sulle speranze, spesso disperate, delle fasce più fragili?

I numeri raccontano una potenza economica enorme, ma raramente raccontano le storie che ci sono dietro. Nei centri di ascolto, nelle case famiglia, nei servizi per nuclei in difficoltà emerge un quadro diverso: il gioco colpisce soprattutto chi ha meno strumenti economici e culturali e vede nella vincita una scorciatoia verso una stabilità che lavoro e risparmio non riescono più a garantire.

È qui che il gioco diventa, secondo le associazioni, una sorta di tassa nascosta e regressiva. Una tassa che pesa di più su chi ha meno e che genera un cortocircuito pubblico: lo Stato incassa dal gioco e poi spende per curare le dipendenze, sostenere le famiglie impoverite e ricostruire legami sociali spezzati dalla ludopatia.

Il problema, sottolineano le associazioni, non nasce oggi. È una traiettoria costruita nel tempo, attraversando governi e maggioranze diverse. Ed è proprio questa continuità a rendere il tema strutturale: ogni intervento che rende il gioco “più sicuro” o “più controllato” rischia di consolidarne la legittimazione, senza interrogarsi davvero sul modello complessivo.

La richiesta delle associazioni è un cambio di prospettiva profondo: disincentivare davvero il gioco attraverso la leva fiscale, vietare la pubblicità, vincolare per legge tutto il gettito a prevenzione e cura delle dipendenze, introdurre una vera educazione alla probabilità nelle scuole, investire su alternative concrete come educazione finanziaria, microcredito e inserimento lavorativo.

Non si tratta solo di ridurre il danno, ma di ridisegnare il rapporto tra Stato, entrate pubbliche e dignità sociale.

 

di Francesco Gravetti

 

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Asl Napoli 3 Sud, “Cardiologie aperte – back to school”. Prevenzione cardiovascolare e primo soccorso nelle scuole

Anche quest’anno la cardiologia e Utic dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Asl Napoli 3 Sud), diretta da Fabio Minicucci, aderisce all’iniziativa nazionale Cardiologie apertecon l’evento dal titolo Back to School, dedicato alla sensibilizzazione dei più giovani sui temi della prevenzione cardiovascolare.

Gli incontri si svolgeranno presso l’Istituto comprensivo Matilde Serao di Volla, diretto dal prof. Claudio Rullo, e il Liceo Scientifico Francesco Severi di Castellammare di Stabia, diretto dalla prof.ssa Elena Cavaliere(Il 10 febbraio 2026 ore 9.30 a Volla,  il 13 febbraio 2026 ore 10.00 a Castellammare di Stabia).

Le giornate sono rivolte agli studenti con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita e sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari sin dall’età scolastica.

La sessione divulgativa prevede una panoramica sull’epidemiologia delle patologie cardiovascolari, sui principali fattori di rischio, come sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo e stress, e sulle strategie di prevenzione utili a contrastarli. Accanto al momento teorico, è prevista una parte pratica con dimostrazioni di rianimazione cardiopolmonare (Rcp) e manovre di disostruzione delle prime vie aeree, per insegnare agli studenti come comportarsi correttamente in caso di emergenza.

“Investire nella prevenzione cardiovascolare tra i giovani significa costruire salute per il futuro – dichiara Giuseppe Russo, direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud –. Portare la cardiologia nelle scuole vuol dire diffondere conoscenza, responsabilità e cultura della prevenzione, fornendo ai ragazzi strumenti concreti per tutelare la propria salute e quella degli altri. È un impegno che la nostra azienda porta avanti con convinzione, in stretta collaborazione con il mondo della scuola e del territorio”.

L’iniziativa conferma l’impegno dell’Asl Napoli 3 Sud e dell’ospedale San Leonardo nel promuovere la prevenzione primaria, la formazione sanitaria e la cultura del primo soccorso, elementi fondamentali per ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari e salvare vite umane.

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Scuola e inclusione: al via il servizio di mediazione linguistica e culturale

Per la prima volta nell’Ambito Territoriale N22 viene attivato il Servizio di mediazione linguistica e culturale nelle scuole, con l’obiettivo di supportare concretamente l’inclusione degli alunni stranieri non italofoni frequentanti gli istituti scolastici del territorio. Il servizio nasce per favorire l’inserimento scolastico, relazionale e didattico degli studenti provenienti da contesti linguistici e culturali differenti, rafforzando il dialogo tra scuola, famiglie e comunità.

Il mediatore linguistico-culturale svolge attività di accoglienza, tutoraggio e facilitazione nei confronti degli alunni stranieri non italofoni frequentanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado dell’Ambito N22. Il servizio prevede inoltre attività di mediazione a supporto dei docenti durante le attività didattiche nelle diverse discipline, servizi di interpretariato e traduzione di avvisi, messaggi e documenti, nonché un supporto mirato nell’apprendimento dei contenuti linguistici di base.

Tra le funzioni previste rientrano anche la mediazione nei confronti degli studenti per favorire un inserimento efficace nelle classi, la partecipazione ai colloqui periodici tra famiglie e insegnanti e la redazione, al termine delle attività, di una relazione sul lavoro svolto. Nel Comune di Marigliano il servizio partirà nei plessi degli istituti Pacinotti e Dante, con particolare attenzione agli studenti provenienti dall’Ucraina — che rappresentano la componente numericamente più significativa — oltre che da Paesi del Nord Africa e del Sud America. In particolare, il supporto agli studenti ucraini sarà garantito anche attraverso mediatori madrelingua. Positivo il riscontro da parte delle istituzioni scolastiche coinvolte, che hanno espresso soddisfazione per l’avvio di un servizio ritenuto strategico per il rafforzamento dei percorsi di inclusione e per il miglioramento della qualità dell’esperienza scolastica degli studenti e delle famiglie. «Investire sull’inclusione scolastica significa investire sul futuro della nostra comunità. Garantire a ogni ragazzo gli strumenti per sentirsi parte della scuola e della città è una priorità per questa amministrazione», dichiara il sindaco di Marigliano, Gaetano Bocchino.

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