13 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Una vera e propria festa della solidarietà. Una giornata di quelle da ricordare trascorsa tra supereroi, ricercatori, volontari, destinatari delle cure mediche. È la magia della XIII edizione della Walk of Life di Napoli, l’iniziativa sportiva benefica promossa da Fondazione Telethon a cui erano iscritte 4.500 persone tra adulti e bambini, podisti professionisti e corridori amatoriali che ha raccolto 87.000 euro da destinare alla Ricerca scientifica per le malattie rare.
L’evento ha rappresentato un momento di aggregazione, di sport ma anche di grande sostegno e vicinanza alle persone nate con una patologia rara, e un’occasione per raccogliere fondi da destinare alla ricerca sulle malattie genetiche rare della Fondazione.
La Walk of Life 2026 di quest’anno ha compreso diversi percorsi: una gara competitiva e non competitiva di 9,9 km, e una passeggiata di 3 km. L’evento è inserito all’interno del calendario di Napoli Capitale Europea dello Sport e organizzato con il supporto tecnico di ASD Napoli Running.
“Oggi abbiamo corso tutti ma non contava né il tempo né il piazzamento. Oggi contava vincere per la ricerca”. All’unisono i vincitori della gara agonistica vinta in campo maschile da Abdelmajid Benrkia (33’20, Runcard) e in quello femminile da Francesca Palomba (38’48 Caivano Runners). Podio completato tra gli uomini da Alessandro D’Ambrosio (34’42”, Napoli Running) e Domenico Grieco (34’50”, Team Sempredicorsa). Per le donne seconda Francesca Stabile (40’55”Atletica Aversa)), terza Filomena Palomba (41’15”, Caivano Runners). A premiare gli atleti anche l’olimpionico di Sydney 2000 Pino Maddaloni.
Ad oggi, la Walk of Life ha permesso di raccogliere oltre 600.000 euro a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare di Fondazione Telethon che, dalla sua nascita, ha investito 741 milioni di euro in ricerca, ha finanziato 3.118 progetti con 1.916 ricercatori coinvolti e 661 malattie studiate.
Alberto Auricchio direttore Istituto Telethon di Genetica e Medicina- TIGEM Pozzuoli: “La ricerca, in particolare quella condotta all’istituto Tigem di Pozzuoli, è sempre più orientata allo sviluppo di terapie concrete. Sono state avviate tre sperimentazioni cliniche dedicate a tre malattie rare: due riguardano forme ereditarie di cecità che colpiscono la vista, mentre una è pediatrica e interessa diversi organi e apparati. Grazie a questi studi, il percorso verso la cura si avvicina sempre più al traguardo. Il sostegno concreto delle persone è fondamentale, perché chi lavora in laboratorio conosce nel dettaglio ciò su cui opera, ma talvolta rischia di perdere di vista il vero obiettivo: i pazienti. Eventi come la Walk of Life o la maratona televisiva permettono un contatto diretto con loro e aiutano a comprendere fino in fondo il valore di questo lavoro, che è anche una grande fortuna: fare qualcosa che appassiona e che ha ricadute reali sulla vita delle persone. La ricerca, soprattutto nel campo delle malattie genetiche rare, si pone tre obiettivi principali: migliorare la comprensione delle basi genetiche delle patologie, considerando che molti pazienti sono ancora privi di una diagnosi; approfondire i meccanismi alla base delle mutazioni genetiche; e infine tradurre queste conoscenze in cure concrete e accessibili”.
Francesco Lettieri Coordinatore Fondazione Telethon Napoli.: “E’ stata una grandissima festa. Napoli non tradisce mai ed anche in questa occasione sono stati in tantissimi che hanno affollato il lungomare con le loro magliette di Telethon. Abbiamo dovuto aggiungere pettorali per la non competitiva che è stata molto apprezzata ed abbiamo vissuto una due giorni fantastica sabato con il villaggio e oggi con la gara”.
Emanuela Ferrante, assessore allo sport comune di Napoli: “Con la Walk of Life di Telethon e con la straordinaria partecipazione di quest’anno, Napoli si conferma non solo la Capitale Europea dello Sport 2026, ma anche la capitale della partecipazione e della sensibilità alle battaglie più difficili dinanzi alle quali la vita, talvolta, ci pone: combattere, oggi, contro una malattia genetica rara, per la quale non esistono sostegni economici statali, è possibile solo grazie alla professionalità e sensibilità di ricercatori e di aziende e sostenitori privati. Grazie a Telethon che sostiene Tigen e grazie alle tante persone che oggi, con la loro presenza e testimonianza, alimentano la speranza di potere sconfiggere, un giorno, ogni malattia genetica, anche la più rara!”
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13 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
La macchina organizzativa del Vesuvio Pride 2026 entra nel vivo. Come già annunciato lo scorso 20 settembre a Castellammare di Stabia, sarà la città di Portici a ospitare la settima edizione della manifestazione. Oggi l’Associazione ETS Pride Vesuvio ufficializza la data: il corteo vesuviano sfilerà sabato 18 luglio.
La sesta edizione della manifestazione conferma la vocazione itinerante e capillare di un progetto che, dal 2018 ad oggi, ha attraversato i principali centri del territorio vesuviano e costiero: Pompei (2018), Sorrento (2019), Torre Annunziata (2022), Scafati (2023), Torre del Greco (2024) e Castellammare di Stabia (2025). L’evento, parte integrante dell’Onda Pridenazionale, si prepara a colorare una delle aree più densamente popolate d’Europa.
Una testimonial d’eccezione: Imma Battaglia torna a casa
L’edizione 2026 avrà un valore simbolico ancora più profondo grazie alla presenza di Imma Battaglia. Porticese di nascita, Imma Battaglia è una delle figure storiche del movimento LGBTQIA+ italiano.
Già presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” e tra le principali organizzatrici del primo World Pride di Roma nel 2000, Imma Battaglia ha segnato la storia dei diritti civili in Italia. Fondatrice di Gay Village, attivista instancabile e già consigliera comunale a Roma, la sua partecipazione al Vesuvio Pride rappresenta un “ritorno a casa” che unisce la lotta politica nazionale alle radici territoriali.
Il valore del Pride nei centri non capoluogo
Il Vesuvio Pride si distingue nel panorama nazionale per la sua natura itinerante e per la scelta radicale di presidiare i centri medi della provincia, anziché i grandi capoluoghi e nelle grandi città.
“In questo particolare momento storico, rivendicare i propri diritti non è solo un atto di orgoglio, ma di resistenza,” afferma Danilo Beniamino Di Leo, presidente dell’Associazione ETS Pride Vesuvio. “Il Vesuvio Pride rappresenta un unicum nel panorama italiano: siamo un Pride itinerante che sceglie di agire fuori dai capoluoghi di provincia, portando la visibilità e le istanze della persone LGBTQIA+ nel cuore dell’area metropolitana di Napoli e della provincia campana.
Spesso si pensa che i diritti e la libertà di espressione siano appannaggio delle grandi metropoli, ma è nei centri medi e piccoli che si gioca la vera partita del cambiamento culturale. Portare la nostra lotta nelle strade dove viviamo, lavoriamo e costruiamo legami ogni giorno è fondamentale. A Portici, il prossimo 18 luglio, ribadiremo che non esistono ‘periferie dei diritti’: ogni comune del nostro territorio deve essere uno spazio sicuro e accogliente per tutte e tutti.”
“Avere con noi Imma Battaglia a Portici, la sua città natale, è un orgoglio immenso,” conclude Di Leo. “In questo momento storico di forte incertezza per i diritti civili, la sua presenza ci ricorda che la nostra storia ha radici profonde.
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13 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
I giocattoli smarriti diventano doni per 80 bambini di Torre del Greco. Da scatole anonime, mai recapitate e destinate all’oblio, a piccole carezze custodite in carta regalo, capaci di accendere sorrisi: è il senso più autentico di “Valori ritrovati”, il progetto aziendale di Poste Italiane che mette in relazione economia circolare e volontariato d’impresa, e che solo lo scorso anno ha visto il recupero e la ricondivisione della bellezza di oltre 50mila oggetti.
Nella parrocchia del Preziosissimo Sangue, ottanta bambini di Torre del Greco hanno ricevuto giocattoli recuperati e confezionati con cura, accompagnati da un piccolo uovo di cioccolato. Un gesto semplice, ma dal valore profondo in un territorio segnato da fragilità sociali, dove ogni occasione di condivisione diventa presidio di comunità.
UN DONO CHE NASCE DAL RECUPERO
Un furgone di Poste Italiane, pacchi preparati uno a uno, una rete fatta di istituzioni e volontari: dietro la distribuzione c’è un lavoro silenzioso e ben strutturato. «Al centro di questa iniziativa ci sono i pacchi che non è stato possibile consegnare al destinatario e che non sono restituibili al mittente. Una volta scaduti i termini di legge previsti per tentare la consegna, i pacchi vengono aperti, il contenuto verificato, per essere poi avviati a un percorso di recupero e valorizzazione», ha spiegato Vincenzo Prestana, referente del polo logistico Poste-SDA di Pontecagnano.
Dentro quei colli si trovano oggetti di uso quotidiano – abbigliamento, giocattoli, piccoli elettrodomestici – che, invece di diventare scarto, vengono selezionati e reimmessi in un circuito solidale, destinati a enti del terzo settore e realtà locali.
LA RETE CHE COSTRUISCE VALORI
Alla consegna erano presenti, oltre a Prestana, il sindaco Luigi Mennella, il rappresentante della Protezione Civile Giovanni Accardo e il parroco Salvatore Accardo. Tutti insieme, insieme ai volontari e ai dipendenti di Poste, hanno contribuito a trasformare oggetti dimenticati in simboli di cura.
«In una società che va verso l’individualismo, è importante diffondere i valori della solidarietà e dell’aggregazione, che in questo caso passano attraverso un piccolo dono. È così che il senso di appartenenza cresce e si radica in ciascuno di noi», ha sottolineato Giovanni Accardo. A fargli eco il primo cittadino: «“Valori ritrovati” mostra come in una società sana principi fondamentali come condivisione e sostenibilità possano concorrere al raggiungimento di obiettivi importanti».
OLTRE IL DONO, UN MODELLO SOCIALE
Il valore dell’iniziativa non risiede solo nel risultato finale, ma nel processo che la rende possibile. Dietro ogni giocattolo consegnato ci sono ore di lavoro volontario, svolto dai dipendenti al di fuori dell’orario d’ufficio: selezione, verifica, confezionamento, distribuzione. Un impegno che racconta un’idea di impresa capace di andare oltre l’efficienza, per radicarsi nei territori come attore sociale.
Il progetto si fonda proprio su questo principio: promuovere sostenibilità e benessere delle comunità attraverso il coinvolgimento diretto dei lavoratori, in collaborazione con enti accreditati. Le attività spaziano dall’educazione al supporto delle fragilità, dall’ambiente alla salute, creando una vera comunità su scala nazionale.
I NUMERI DI UN CIRCUITO VIRTUOSO
“Valori ritrovati” rappresenta anche un esempio concreto di economia circolare. I dati ne raccontano la portata: tra il 2019 e il 2024 sono stati recuperati 374mila oggetti, per un totale di 196 tonnellate di materiali. Solo nel 2025, oltre 50mila articoli sono stati sottratti allo spreco e reimmessi in un circuito di riuso solidale.
Si tratta di una quota minima rispetto ai volumi complessivi delle spedizioni – circa lo 0,016% – ma dal grande impatto sociale e ambientale. Perché ogni oggetto recuperato diventa un’opportunità: riduce lo spreco, ma soprattutto genera inclusione.
IL SENSO DI “VALORI RITROVATI”
In un’epoca segnata dal consumo rapido e dall’individualismo, il progetto assume un significato ancora più forte. Qui lo scarto diventa risorsa, il rifiuto occasione, l’anonimato relazione. Ridare vita a un oggetto significa ridare senso anche a un sistema che troppo spesso produce esclusione.
E così, a Torre del Greco, un pacco mai consegnato trova una nuova destinazione. E un gesto, piccolo solo in apparenza, diventa un atto collettivo capace di rafforzare il tessuto sociale.
di Nadia Labriola
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13 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
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13 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Si terrà mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 15:00, presso la prestigiosa Sala della Loggia di Castel Nuovo, il convegno “Oltre le barriere. Strategie per un futuro accessibile”, promosso dalle associazioni Attivamente ETS e Oltre il Muro, in occasione della presentazione della seconda edizione della mostra fotografica “La disabilità va… in vacanza”.
L’iniziativa si propone come un importante momento di confronto tra associazioni, università, professionisti, famiglie e cittadini sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità universale. Al centro del dibattito vi sarà la necessità di superare ogni forma di barriera – fisica, sensoriale e digitale – per garantire alle persone con disabilità pari opportunità di partecipazione alla vita sociale e ai diversi ambiti della quotidianità.
Il convegno offrirà uno spazio aperto e pluralistico di dialogo e approfondimento, mettendo in evidenza come l’accessibilità rappresenti uno strumento essenziale per costruire una società realmente inclusiva, capace di rispondere ai bisogni di tutte e tutti.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’organizzazione dell’evento, pensato fin dall’inizio in chiave accessibile: la mostra fotografica sarà fruibile anche da persone non vedenti grazie alla presenza di QR code, mentre il convegno sarà accessibile alle persone sorde attraverso la presenza di interpreti.
La mostra fotografica “La disabilità va… in vacanza”, da cui nasce l’intero progetto, ha raccolto circa 200 immagini provenienti dall’Italia e dall’estero, raccontando luoghi ed esperienze di accessibilità e inaccessibilità. Un percorso che invita a osservare con maggiore consapevolezza gli spazi che viviamo e a riconoscere quanto sia urgente abbattere le barriere ancora esistenti, ma anche quanto spesso sia possibile intervenire con soluzioni semplici ed efficaci.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Napoli ed è sponsorizzata dallo studio De Filippo Fotografo, in collaborazione con il Centro SINAPSI dell’Università Federico II di Napoli, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – sezione di Napoli, Autismo in Movimento, Specialmente Noi, Famiglie in Rete, Ente Nazionale Sordi, Le Muse per l’Oro e il Forum per le Malattie Rare. Presenti all’evento anche il Comitato Disabili Uniti, l’Istituto Cuoco-Schipa di Napoli e la cooperativa sociale L’arte dell’incontro.
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